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[Droga] Controconferenza / Tolleranza zero
by Black_Cat Wednesday, Dec. 07, 2005 at 12:14 AM mail:

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Droga, il governo sceglie la linea dura I ministri della CdL in coro: no alla legalizzazione e alla minima quantità, sì alla nuova legge Comunità e associazioni scendono in piazza: «Tante chiacchiere, nessun intervento concreto»

palermo Tolleranza zero sulle sostanze stupefacenti, senza distinzione tra droghe leggere e pesanti; necessità di approvare lo stralcio del decreto Fini entro la fine della legislatura: sono stati questi i leit motiv dei ministri giunti a Palermo per la quarta Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze, nonché del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, che della «tolleranza zero sulla cocaina» vuole fare addirittura lo slogan dell'evento. TROPPIINCARCERE Casini ha respinto qualunque «ipotesi di distinzione tra droghe pesanti e leggere», una «differenziazione ingannevole e pericolosa, così come è inaccettabile rassegnarsi alla logica delle minime quantità e della legalizzazione». Il ministro della giustizia, Roberto Castelli, ha invece lanciato l'allarme sull'aumento di detenuti tossicodipendenti in carcere. L'ex Cirielli approvata dal Parlamento, che prevede pene molto più severe per i recidivi, ha detto Castelli, «porterà grossi problemi, legati all'aumento dei tossicodipendenti nelle carceri». LAPROTESTA Non sono mancate neppure le polemiche tra esponenti delle comunità terapeutiche. E sono previste manifestazioni per illustrare «l'altra faccia» dell'approccio al problema delle tossicodipendenze
http://www.laprovinciadisondrio.it/online/online.asp?SiglaEdizione=SO&Sezione=PRIMA&Bassa=si&Pagina=1&IDNotizia=1743575



Contro-conferenza dei movimenti giovanili per chiedere nuove regole - Critiche per l'impossibilità di poter intervenire ai lavori di Palermo Le associazioni oggi in piazza: il consumo deve essere depenalizzato

palermo A Prodi chiedono di inserire nel suo programma la legalizzazione delle droghe leggere e politiche di riduzione del danno, al governo Berlusconi invece contestano la scelta di portare avanti lo stralcio del ddl Fini «senza confrontarsi», dicendo «no alla repressione e all'inasprimento delle pene per chi consuma sostanze stupefacenti». Nel giorno di apertura della IV Conferenza nazionale contro l'uso di stupefacenti, organizzata dal governo, gli oppositori alzano la voce contro «lo stralcio Giovanardi», in due «controconferenze»: da una parte movimenti, associazioni, operatori Prc, Ds, Cgil riuniti nel cartello «Diritti di strada»; dall'altra Radicali, associazione «Luca Coscioni» e Giovani socialisti. Dalle due conferenze, una nella Facoltà di Lettere l'altra nel municipio di Palermo, parte il «no al ddl Fini» che oggi sarà il tema dominante del corteo di studenti, politici e operatori che partirà da piazza Politeama e si concluderà a Palazzo d'Orleans, a pochi passi dalla sede dell'Assemblea regionale siciliana, dove si terrà la seconda giornata della conferenza nazionale sulle droghe. «Chiediamo la legalizzazione delle droghe leggere eliminando le sanzioni penali per i consumatori e la liberalizzazione delle droghe pesanti con la somministrazione controllata - ha detto Enrico Buemi, deputato dello Sdi - Chiediamo che venga inserita nel programma di Prodi la proposta di legge antiproibizionista sulla droga del 2003 che prevede quattro centri di somministrazione in Italia, di cui uno a Palermo». A Prodi si è rivolto anche Luigi Manconi, secondo cui «in caso di vittoria alle elezioni, l'Unione deve costruire una politica radicalmente nuova, partendo da un principio fondamentale: l'autonomia dell'individuo su di sè e sul proprio corpo, rispetto al quale nè la legge nè la morale devono intervenire». «Chiederemo a Prodi - ha sottolineato Capezzone - di cambiare la direzione di marcia nella legislazione che riguarda gli stupefacenti. Lo stralcio del ddl Fini-Giovanardi non fa altro che tutelare le organizzazioni criminali che hanno interessi sul narcotraffico». Per l'eurodeputato Prc Giusto Catania, «Prodi deve ascoltare gli operatori e le associazioni che chiedono politiche di riduzione del danno, la legalizzazione delle droghe leggere, l'auto-coltivazione, la depenalizzazione del consumo e l'applicazione delle sperimentazioni più avanzate in Europa sulle droghe pesanti». Ma il comune denominatore delle due conferenze alternative è stato il netto «no» all'inasprimento delle pene per i consumatori e alla «equiparazione tra droghe pesanti e leggere». «Per riempire il teatro Politeama a Palermo, fino all'ultimo il governo ha contattato individualmente le associazioni a lui vicine, offrendo viaggio e alloggio gratis fino a un massimo di quattro persone». Lo ha detto Riccardo De Facci del Cnca, il coordinamento nazionale comunità di accoglienza intervenendo alla contro-conferenza sulla droga. Sostenendo poi tuttavia che «purtroppo questo stralcio del ddl Fini non consente l'apertura di un dialogo». «Bisogna contrastare la politica criminogena del governo - ha sottolineato Manconi - che con questo stralcio vuole trasformare lo stato sociale in stato penale. Nelle carceri italiane il 27% dei detenuti ha problemi di tossicodipendenza. Il combinato legge ex Cirielli e stralcio ddl Fini potrebbero portare in carcere altri 20 mila individui».

http://www.laprovinciadisondrio.it/online/online.asp?SiglaEdizione=SO&Sezione=ATTUALITA&Bassa=si&Pagina=2&IDNotizia=1743703




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