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le colpe di un postino con l'abito da infermiere a genova!
by marijuana Tuesday, Aug. 14, 2001 at 12:50 PM mail:

il postino svizzero compie la sua battaglia legale ed è subito un caso diplomatico

L'odissea del postino
Le botte della polizia a un sanitario svizzero provocano un caso diplomatico
LORIS CAMPETTI




Professione postino, nazionalità svizzera, età trent'anni o giù di lì. E' un reduce di Genova, il nostro amico, chiamiamolo Antonio: ha imparato a diffidare degli italiani, dopo il souvenir che gli hanno lasciato chiede l'anonimato. Ma non rinuncia a battersi per i suoi diritti, lo sta già facendo per via diplomatica e si appresta a farlo per via legale. Il souvenir di Genova è un grosso ematoma a un testicolo, più i segni nel corpo delle botte prese durante la manifestazione di venerdì 20 luglio, più la caserma di Bolzaneto e giù altre botte, più il carcere fino all'espulsione dall'Italia.
"Signor giornalista - mi ha scritto Antonio - io sono quello con la tuta bianca e la croce rossa nella foto che avete pubblicato. Mi sono riconosciuto nel suo racconto". Il riferimento è a una pagina del manifesto del 4 agosto, in cui raccontavamo la storia dei 16 rullini trovati da Germana, fotografa amatoriale, dentro la scuola Pertini dopo il raid. Germana testimoniava il pestaggio di un sanitario del Gsf da parte della polizia. Proprio lui, "Antonio", ritratto con il volto sanguinante nelle mani degli angeli custodi. Vi proponiamo alcuni passaggi del suo racconto, così come è stato redatto per il Dipartimento affari esteri della Confederazione elvetica, che ha avviato il procedimento diplomatico con il governo italiano.
"Venerdì sono giunto a Genova con l'intenzione di partecipare al corteo che a mezzogiorno doveva partire dallo stadio Carlini. Non essendo al seguito di alcuna organizzazione, ho accettato l'invito di assistere un infermiere qualificato che aveva il compito di portare i primi soccorsi ai manifestanti. Mi è stata data una tuta che permettesse di riconoscere gli infermieri: bianca con le croci rosse. Nelle mani avevo unicamente una bottiglia d'acqua e dei limoni. Dopo un'ora e mezza, alla prima carica delle forze dell'ordine, il corteo è stato disperso. Ho perso contatto con l'infermiere e ho continuato ad assistere chi era stato colpito dai lacrimogeni... Tutt'intorno la situazione era degenerata: ho visto violenze tali per cui, oltre ad aver paura per la mia incolumità, venivano a cadere le motivazioni della mia partecipazione alla manifestazione".
Antonio aggiunge: "Volevo tornarmene a casa. All'improvviso ho visto un'ombra nera che correva verso di me. Cinque o sei poliziotti mi si sono avventati colpendomi con pugni, calci, manganelli. Un violento colpo nei testicoli ha provocato un grosso ematoma. Durante il pestaggio una signora... si é avvicinata pregando i poliziotti affinché smettessero di picchiarmi: loro hanno continuato, minacciando lei e altre persone che si trovavano lì vicino. Poi sono stato trascinato in una strada adiacente... dove sono rimasto circa tre ore senza che mi venissero elencati i miei diritti e senza aver la possibilità di avvisare nessuno. Intorno alle 19.00, ammanettato e con altre tre persone nella mia stessa situazione, sono stato condotto alla caserma di Bolzaneto. Ho atteso tre ore rivolto al muro e con le braccia alzate... Nell'attesa e durante gli spostamenti, come altri sono stato oggetto di ripetute violenze verbali e fisiche: dal semplice sgambetto o pizzicotto, al pugno, senza che da parte mia ci fosse la minima provocazione o resistenza... Poi é stata chiamata la persona accanto a me, a cui é stato rotto il naso con un pugno. A serata inoltrata mi é stato concesso di andare in infermeria per verificare l'entità dell'ematoma al basso ventre". Il dottore ha chiesto il ricovero in ospedale per un'ecografia, eseguita "il mattino successivo verso le 11.00. Alle 17.00 mi hanno condotto al carcere... dove sono rimasto fino a lunedì senza poter contattare i familiari. Sono stato rilasciato lunedì 23, verso le 21.30, dopo l'udienza di convalida delle imputazioni di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale! Questa udienza ha convalidato la prima imputazione!".
I particolari della drammatica esperienza di Antonio non sono in cronaca, ma melle mani delle autorità svizzera.

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che dire...
by TerRoR iS oN Tuesday, Aug. 14, 2001 at 12:50 PM mail:

...spero solo che il postino ritorni a manifestare. E' questo l'unico modo per fargli sapere che noi non molliamo. Capisco la sua esperienza ed il suo terrore. Ma non tornando in piazza vivrà per sempre con la targhetta di "sconfitto".

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