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| La sit-com di Gabriele "Kash & Carry" Torsello - di Massimo Del Papa | ||
| by Massimo Del Papa Monday, Nov. 06, 2006 at 9:02 PM | mail: massimo.delpapa@tin.it | |
dal blog più libero della rete
Liberato Kash, che potrebbe anche significare in contanti, come i soldi versati per il riscatto. Gli afghani ormai considerano gli amici italiani una risorsa migliore del turismo: rendono di più e non finiscono mai. Mai visto un sequestro come questo, pareva sceneggiato da Jacques Tati: Torsello ogni tanto chiamava Emergency, “come va? A casa? Tutto bene?”. Da casa rispondevano: “Sì ma state sbagliando ostaggio”, come se un altro invece fosse appropriato. Un giorno il mondo ha appreso esterrefatto che ai rapitori si rivolgeva con un appello il figlio di Torsello. Che ha 4 anni. Poi, sempre da casa Torsello, la moglie, perfettamente truccata, in mezzo a una selva oscura di telecamere e microfoni scandiva: “Kash è uno di voi, ci ha pure la barba”, e anche 'o turbante e 'o narghilè, 'e capelle ricce ricce, è bello 'e core, sape fa ammore, bello guaglione, tutte 'e femmene fa' nnammurà. Ma a chi se l'era portato via dell'iconografia da “sarracino” di Carosone non fregava niente, era al soldo che puntavano. Se poi l'abbiano prelevato in caravan petrol, questo non si saprà mai. Assodato, invece, che quella dei rapimenti è divenuta una industria in crescita anche in Italia, dove, se va bene, si organizzano poi nei vari paesi sagre con prodotti tipici e la diretta televisiva, con benefico incremento dell'indotto e del turismo: uno come Torsello ha messo il suo sconosciuto borgo selvaggio sulla carta geografica, forse cambieranno la scritta sui cartelli: non più “comune denuclearizzato” ma “comune torsellizzato”. |
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