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Porto Alegre: "Plan Colombia"
by siero Monday, Feb. 04, 2002 at 7:36 AM mail:

Conferenza a Porto Alegre sul conflitto in Colombia, tra l`esclusione dal Forum sociale mondiale di chi pratica la lotta armata anche in sud America e la manifestazione contro l`ALCA che si terra` nel pomeriggio.

Si e` tenuta oggi una sessione particolare delle conferenze del II
Social Forum Mondiale sul tema "Un modo senza la guerra e` possibile" dove sono state affrontate alcune tematiche relative al conflitto sociale. In particolare sono state discusse le questioni del Chiapas,
della Palestina e della Colombia.
Rativamente alla conferenza riguardante il conflitto in Colombia e lo
svolgersi del processo di pace e giustizia sociale hanno parteciato
Adolfo Peres Esquivel (premio nobel per la pace nel 1980), Anna Teresa Bernal (Red inciativa por la paz) e Luiz Ernando Garcòn (Fronte sociale politico, probabile prossimo candidato alle elezioni contro la destra)
Questa conferenza sul conflitto in Colombia si è avuta il giorno dopo rispetto a quello in cui veniva detto che non erano accettati al II Forum Sociale Mondiale organizzazioni che direttamente praticavano la lotta armata. Diverse soggettività, quindi, non erano presenti e tra queste (le si citano in particolare dato il loro peso nel contesto colombiano e non solo) le FARC e l`ELN.
Perez Esquival ritiene che la situazione in Colombia e` molto rilevante non solo per cio` che si trova a vivere il popolo colombiano ma per tutto il mondo. In particolare la questione del Plan Colombia - e cioe` il piano con il quale gli Stati Uniti dirottano denaro verso l`industria bellica e il narcotraffico mascherandosi proprio dietro la finzione della lotta alla droga. In realta` gli Stati Uniti d`America sono i principali importatori di "groghe" dalla regione - riguarda non solo la Colombia ma sicuramente tutto il sud America e probabilmente il resto del pianeta.
Questo potrebbe essere indirettamente confermato dal fatto che tra il 1999 ed il 2002 c`e` stato una militarizzazione impensabile di tutto il territorio sud Americano. In alcuni casi questo e` avvenuto con modalita` del tutto particolari: in Argentina, ad esempio, si e` avuto l`ingresso anche di truppe straniere, tra il 2000 ed il 2001. Un`esercito di varie forze del sud America, di tutti gli stati latinoamericani tranne il Venezuela, guidate dal Commando coordinato degli Stati Uniti. Cio` puo` dare la misura di quanto sia complessa la situazione, soprattutto se si considera che questi ingressi avevano a che vedere proprio con la realizzazione del "Plan Colombia", ne dovevano garantire la fattibilità creando un clima di ordine militare nelle zone più esplosive del sud America.
Anna Teresa Bernal, poi, ha descritto alcuni dati che da un lato sembravano semplicemente rivolte alla valorizzavano le risorse naturali della Colombia, dall` altro facevano però notare l`esproprio di qeste risorse da parte di pochi eletti approfittatori. Ciò avviene proprio grazie a quella che viene chiamata guerra alla droga che comporta varie questioni fortemente legate tra loro: la violazione dei diritti umani, la crescita del conflitto sociale e di quello armato, il narcotraffico, la caduta dell`economia, la corruzione, i paramilitarismo ed il collasso del Paese nel suo complesso. Mettere in chiaro questi problemi vuol dire quindi dare strumenti per comprendere quanto sia complesso il cammino verso la pace. Non si potra` avere senza risolvere anche queste questioni sociali. Il conflitto, quindi, non si puo` leggere come scontro tra soggetti armati, sarebbe una pericolosa semplificazione. A fianco di questo, infatti, ci sono anche le prese di posizione di donne, uomini e bambini che lottano per le strade, tutti i giorni, per la vita! Questo contro quei pochi che hanno il potere economico tutto nelle loro mani. Contro, cioè, quelle oligarchie che si sono formate gia` da tempo, anche grazie all`ausilio di grandi strutture paramilitari che le sostenevano insieme ai governi. Un vero e propria strategia reazionaria. Questi gruppi commettono omicidi ogni giorni, sono finanziati dai soldi del narcotraffico e, quindi, dai pochi proprietari terrieri. La ricostruzione sorica degli avvenimenti e la focalizzazione sulla nascita della nuova costituzione nei primissimi anni novanta , secondo la Bernal, spiegano ancora meglio il quadro. La scrittura della nuova costituzione, frutto della mobilitazione sociale e della lotta armata degli anni Ottanta, vide la partecipazione di parecchi soggetti prima esclusi da ogni tipo di potere decisionale. Per arrivare a questa costituzione si apri` una assemblea costituente nel 1991 cui parteciparono questi soggetti "nuovi", ma, paradossalmente, furono tenuti fuori i soggetti e le organizzazioni che in realta` godevano di maggiore rappresentativita` sociale, le piu` numerose: le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia e L`ELN (Esercito di Liberazione Nazionale). Con queste ci fu solo un parziale patto di pace, presto smentito, come si vedra`. Questa costituzione fu vista, comunque, come un passo in avanti nello sviluppo dei diritti, ma disgraziatamente cio` che fu scritto non fu quasi per nulla realizzato. Le condizioni di vita delle persone non mutarono di molto se non in negativo. Ancora oggi non sono mutate.
Alla fine del 1992 il presidente colombiano, anzi, dichiaro` apertamente guerra alle organizzazioni in armi promettendo la loro scomparsa nell`arco di 18 mesi. In questo tempo ci fu un incremento della repressione, non solo
per le forze alzatesi in armi ma anche per rappresentanti sindacali, esponenti e militanti di organizzazioni sociali non armate ed ogni tipo di soggettivita` conflttuale. In poche parole esclusione, autoritarismo,
antidemocrazia. Come risposta a tutto cio` già alla fine del 1993 nasce uno
scenario composto dalla crescita delle organizzazioni armate (in particolare delle FARC) ma anche da parecchio iniziativa "di pace", la parte migliore, se si vuole, di coloro che avevano dato vita alla nuova costituzione. In particolare, in risposta alla guerra totale dichiarata dal presidente alla societa` si costituì la Red Ciudadana Contra la Guerra y por la paz. Nel 1996 si concertò il "Mandato cittadino per la pace, la vita e la liberta`" un documento che invitava alla cambiamento rispetto alla violeza dello stato di cose presenti. Nel 1997, quindi, dieci milioni di Colombiani votano a favore del "Mandato". Un consenso cosi` ampio e` segno di importanza notevole. Si votava invitando a risolvere pacificamente il conflitto, ponendo in primo piano la brutalita` delle pratiche della desapariciòn e degli omicidi di civili messi in campo prima di tutto dalle forze governative o da quelle paramilitari da esse sostenute.
In questo contesto va visto il conflitto armato in Colombia.

Luiz Eduardo Garcòn, sulla scia di questa ricostruzione ha posto innanzitutto l`accento sulla descrizioni dei reali interessi (prevalentemente occidentali) del traffico di droga, dichiarando che a suo parere occorre andare verso la legalizzazione delle "droghe" e questo sia per una questione di salute sia per una di sicurezza, entrambe pubbliche. Il Plan Colombia si inserisce, quindi, in questo scenario, tra interessi puramente economici legati alle transazioni finanziarie per il riciclaggio del denaro (traffico di droghe e militarizzazione della regione a favore delle sole industrie belliche) da un lato e questioni legate alla assoluta assenza di una redistribuzione della terra e delle risorse che l`area potrebbe realmente offrire ai suoi abitanti.
Per parlare di pace bisogna quindi uardare a tutto questo e capire che le questioni sono non risolvibili con tattiche militari. Lo sono soltanto se si ritiene di dovere uscire da questa situazione con una strage e una nuova dittatura. L`altra uscita possibile, invece, è il riconoscimento delle debolezze delle politiche di controllo sociale messe in piesi da strumentio economici, militari e clientelari.
Il Plan Colombia può considerarsi, quindi, uno dei progetti strategici - sicuramente uno dei più significativi - rivolti alla "neocolonizzazione"dell`area latinoamericana. Va quindi letto in continuità rispetto al Nafta (Accordo di libero scambio tra U.S.A., Canada e Messico) entrato in vigore nel 1994 e l`ALCA (il progetto di liberalizzazione totale dell`economia dell`intero continente americano, con l`azzeramento di qualsiasi specificità locale, a dispetto del fatto che ci si trova in terre con un livello di diversità biologica e culturale da fare invidia a tutti).
Oggi 4 febbraio ci sarà la manifestazione qui a Porto Alegre contro l`ALCA. Si lotterà contemporaneamente per solidarizzare con la lotta dei colombiani, non perchè lo impone qualche buonismo cattolico ma perchè riguarda immediatamente tutti.

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