Contributo alla prima parte della assemblea generale
Pescatore tailandese: uno dei primi contributi al dibattito è stato quello di un pescatore Tailandese. Ha parlato dei danni provocati dalla pesca industriale, in modo particolare per i poveri che soffrono la mancanza di proteine, perché le specie di pesce sono in diminuzione ma anche perché il pescato viene utilizzato per produrre farina. Il pescatore ha dichiarato che si deve lottare contro la pesca industriale perché il diritto alla vita è una prerogativa che va difesa.
Elio de Silva del Brasile Ha affermato che importante è focalizzare l'attenzione sulla responsabilità collettiva che tutti abbiamo di facilitare le problematiche delle comunità indigene, che sono le più povere del mondo. Terra e vita sono in pericolo per gli indigeni , perché ad essere in pericolo è il contatto con la terra. In aprile si è celebrata una consulta delle problematiche indigene in Guatemala: il nome è la dichiarazione di Atitlan, dal nome del lago sulle rive del quale si è svolta, perchè l'acqua è la vita. Questa dichiarazione è importante perché riconosce una corrispondenza tra il diritto alla alimentazione e il diritto alla cultura indigena. L'intervento ha proseguito con una lista degli ostacoli che si frappongono al diritto alla alimentazione: tra questi, la liberalizzazione degli scambi commerciali; l'imposizione del modello industriale della monoagricoltura, il pericolo di perdere il contatto tra differenti settori della produzione alimentare (base della cultura indigena) dovuto alla industrializzazione della produzione stessa;ancora, il rischio dell'insicurezza alimentare per le popolazioni indigene; l'abolizione per il diritto alla terra e alla biodiversità attraverso l'utilizzo degli OGM che costituiscono un pericolo; la posizione del Banco Mondiale e del FMI; la militarizzazione e la repressione con il Plan Colombia; infine, le politiche nazionali che impongono modelli unici; gli aiuti alimentari, i debiti alimentari le industrie che producono ali enti OGM. Come conclusione De Silva ha affermato la necessità di un piano serio per la sicurezza alimentare.
Mavis Alvares de Cuba
Riassume le questioni principali della consulta svoltasi in America Latina, nella quale si è affermato che la sconfitta della fame è possibile. La sovranità alimentare rappresenta una condizione essenziale per la fine della fame. L'agricoltura indigena, in particolare la pesca, deve essere valorizzata, perché rappresenta un valore essenziale, non è possibile considerare gli alimenti come un prodotto commerciale. I governi devono rafforzare i contatti tra la società civile e i produttori di alimenti.
Mercy Karanja de Kenya:
E' importante dare priorità alle donne, che in Africa lavorano molto nella agricoltura. In africa le donne stanno lottando, quindi è necessario sostenerle. In africa il diritto alla alimentazione è in pericolo per le guerre e per la mondializzazione. Come voi saprete in africa ci sono delle guerre ogni giorno: l'alimentazione è distrutta dalle guerre e dalla mondializzazione L'agricoltura che abbiamo in Africa ci potrebbe dare la possibilità di sopravvivere, però la mondializzazione impone un modello unico agricolo che è per noi impossibile, perché ogni regione ha le sue particolarità. Il sogno è raggiungere un consenso tale da poter sostenere i sudafricani e le sudafricane, perché la gente muore di fame. Abbiamo un deserto enorme, quindi si deve organizzare la produzione cercando un equilibrio. Dobbiamo batterci per definire delle politiche sul clima, sulla desertificazione, per non dover morire di fame. Noi dipendiamo dalla vendita di prodotti nel mercato africano, per questo è fondamentale un concetto di sovranità alimentare: se non abbiamo alimenti la nostra vita è in pericolo. Dobbiamo voce alle persone che muoiono di fame. La ricerca sugli OGM non serve alla popolazione, noi dobbiamo sviluppare la nostra agricoltura, lottare per il pane, per i processi di sviluppo per la elettricità, per le infrastrutture. Bisogna lottare perché la gente oggi è costretta ad emigrare, perché abbiamo una alta mortalità sia tra i bambini sia tra la popolazione adulta. Il nostro problema non è nella mancanza non è di prodotti ma nella impossibilità di farli uscire sul mercato. Pace e democrazia sono importanti e sono in pericolo. La gente quasi non ha diritto a vivere, ci sono molti pericoli e una differenza sostanziale tra i cittadini e le regioni rurali, dove la fame continua a uccidere gente. Altra cosa che continua ad uccidere è l'AIDS e questo non possiamo ignorarlo. E' importante parlare con i governi e con le comunità internazionali, perché si deve sottolineare che in Africa si possono produrre gli alimenti che si necessitano. Noi abbiamo bisogno della solidarietà internazionale, noi abbiamo pensato a delle cose concrete ed è la ragione per cui noi siamo qui. Se noi andremo ad unire le nostre forze potremmo presentare dei progetti: il mondo è fatto per tutto il mondo. L'Africa ha potenzialità enormi, l'Africa non deve essere lasciata sola.
Maryam RahANIAM IRAN
Io rappresento l'asia occidentale e centrale. io vi ringrazio per gli sforzi che voi avete fatto per consentirci di partecipare. Noi abbiamo tenuto una consulta regionale con tutta la società civile, tema è stato quello della eliminazione della fame e della povertà. Secondo l'esperienza avuta nella nostra regione, noi abbiamo visto la volontà distruttiva dei governi che preferiscono investire in armamenti e non in vita. Ve lo potrebbero raccontare, da due diversi punti di vista sia gli israeliani che i palestinesi. Noi avremmo avuto piacere di ascoltare direttamente le loro voci ma non è stato possibile. E' difficile per molte persone arrivare qui perché le difficoltà sono aumentate dopo l'11 settembre, il governo italiano non ha concesso il visto. La guerra e i conflitti aumentano la difficoltà della gente alla propria alimentazione: noi chiediamo a tutti i governi di agire per eliminare le guerre. La fame è imposta attraverso le guerre: noi condanniamo il ricatto della alimentazione come strumento per la pressione internazionale. Noi condanniamo nello stesso tempo con forza l'occupazione israeliana delle terre palestinesi. Su questo, noi facciamo appello alla dichiarazione dei diritti dell'uomo e invitiamo tutti a fare opposizione
Anamarja Slabe de Slovenia
L'Europa non è un insieme di stati sviluppati come si pensa. L'Europa è composta da tre regioni: i paesi della unione europea, i paesi candidati ad entrare nella unione, che entreranno a far parte della unione nel giro di pochi anni e i paesi dell'est. L'agricoltura domestica è in pericolo in tutta l'Europa . gli agricoltori devono organizzarsi e ampliarsi, perché hanno sempre meno indipendenza. I contadini stanno pagando il prezzo: il costo di produzione di un alimento non corrisponde al prezzo dell'alimento stesso. Di fatto una l'economicità di un prodotto è illusoria poiché i prezzi si pagano in altre vie come per esempio l'imposizione fiscale. Dal momento che il governo appoggia gli aiuti alimentari. Un'altra cosa fondamentale è il diritto alla terra e all'acqua. Nel rispetto delle risorse naturali il modello è quello della agricoltura ecologica: c'è bisogno di una politica agraria che paghi. Le coltivazioni domestiche sono quelle che tengono più stretto contatto con la terra, è quindi necessario incentivarle. Un altro punto importante è la questione dei prodotti transgenici. noi adesso abbiamo proposto un piano d'azione: la moratoria dei prodotti transgenici, dal momento che l'utilizzo di questi prodotti mette in pericolo la biodiversità.
Sarojeni Rengam de Malaysia:
Più di 800 milioni di persone stanno soffrendo la fame e la maggior parte di questi sono in Asia, per la mancanza di compromesso e volontà politica. Nel 2015 accetteremo la fame! Esiste una esigenza dei movimenti popolari di produrre la proria alimentazione attraverso il diritto all'acqua, alla terra e alla tecnologia, prendendo decisioni per quanto concernei modi di coltivazione: i pesticidi, per esempio, sono un pericolo per le attività umane, come per la salvaguardia dell'ambiente. Ma è per noi impossibile avere il diritto a produrre il nostro nutrimento utilizzando le conoscenze, i modi che provengono dalla nostra cultura. la mondializzazione, attraverso l'operato della Banca Mondiale e del FMI, ce lo impediscono. Quindi la nostra scommessa è contrastare le nazioni che utilizzano la violenza per implementare i processi delle multinazionali. La lotta è molto chiara: è per la terra. Si deve rafforzare il diritto fondamentale della sovranità alimentare. Molti piccoli agricoltori soffrono per la mancanza di partecipazione e democrazia . I movimenti popolari, i ontadini, le donne si mobilitano reclamando una vera riformaagraria. È un appello che significa la vita, il diritto alla vita. Di coseguenza, la lotta è legata alla lotta alla partecipazione alla vita civile, e sopratutto all'accesso delle donne alla vita politica e sociale. Esse non sono riconosciute e restano invisibili, il loro apporto non viene neanche notato. Non è sufficente parlare di diritti formali: è necessario ottenere la liberazione delle donne. La giustizia di genere è fondamentale, deve essere riconosciuto alle donne il loro valore. Io sono fiera di rappresentare un movimento dove agiscono delle donne. Linda Elswick de Estados Unidos
L'8% della nostra popolazione è in una situazione di insicurezza alimentare cronica. In Canada, il governo fornisce aiuti alimentari per le popolazioni contadine, il 40% è per i bambini. gli USA si rifiutano di riconoscere il diritto alla alimentazione, diminuendo gli aiuti alle fasce più povere. Ci sono due tipi di sfruttamento agrario: una errata politica agraria, e il mancato diritto alla libera scelta delle specie da coltivare. Il rifiuto della monocoltura imposta implica la negazione dell'accesso agli aiuti alimentari. Altro problema è la discriminazione razziale di cui soffrono le comunità indigene. L'agricoltura e la pesca industriale stanno esaurendo le risorse naturali, tutti i procesi dell'indusria mettono in pericolo la sovranità alimentare a favore della produzione e distribuzione dei prodotti transgenici: il mais che ha il suo luogo di origine in messico è mischiato nel mercato con il mais transgenico. Alcuni agricoltori sono prossimi alla presentazione di una denuncia della diminuzione del tasso di natalità animale a causa dei prodotti transgenici. Nonostante l'America del nord sembri un paese ricco, noi siamo qui per rappresentare tutti i poveri d'America, i lavoratori indigeni e afromericani, e siamo qui a favore della sovranità alimentare. La nostra regione esporta un modello di agricoltura che non è sostenibile, noi vogliamo collaborare con voi per i nostri e vostri diritti.
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