{"id":3003,"date":"2018-07-13T18:45:00","date_gmt":"2018-07-13T16:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3003"},"modified":"2018-07-13T18:45:00","modified_gmt":"2018-07-13T16:45:00","slug":"il-presidio-saluto-davanti-al-carcere-di-carinola-di-sabato-23-giugno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3003","title":{"rendered":"Il presidio-saluto davanti al carcere di Carinola  di sabato 23 giugno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/anarchist-prisoner-week-web2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-3004\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/anarchist-prisoner-week-web2.jpg\" alt=\"\" width=\"764\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/anarchist-prisoner-week-web2.jpg 960w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/anarchist-prisoner-week-web2-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/anarchist-prisoner-week-web2-768x384.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 764px) 100vw, 764px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In una landa desolata dove non arriva nemmeno il treno, all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 \u00e8 stato tirato su un carcere dove chiudere 200-250 detenuti sotto regime duro; persone accusate di appartenenza alla camorra o comunque a bande organizzate, radicate, figlie dei quartieri di Napoli, della Campania. In quella situazione venne dato posto all&#8217;installazione di una sezione 41bis, comunque punitiva, composta al massimo da una decina di prigionieri considerati &#8216;altamente pericolosi&#8217;.<br \/>\nSezioni come quella alla met\u00e0 degli anni &#8217;80 (ne) vennero installate ad Ariano Irpino, Spoleto, Foggia \u2026 nominate nel gergo carcerario \u00abbraccetti della morte\u00bb e voluti per chiuderci prigionieri &#8216;pericolosi&#8217;: ribelli, persone considerate appartenenti-dirigenti alla &#8216;mala&#8217; delle citt\u00e0 del centro-nord e alle organizzazioni extralegali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.<\/p>\n<p>Carinola vive \u201cdi carcere\u201d. Poche case e qualche negozio le cui attivit\u00e0 commerciali sono, molto probabilmente, soprattutto connesse alla vendita dei prodotti acquistati dagli stessi detenuti e secondini.<br \/>\nFino al 2013 il carcere di Carinola era principalmente di massima sicurezza. E infatti, la prima cosa che salta agli occhi \u00e8 la sua immensa e fortificata struttura. Mura di cinta altissime, bosco tutto attorno: impossibile raggiungere con lo sguardo le varie sezioni che (a parte una che affaccia sulla strada) sono tutte interne e lontane dal perimetro esterno. Ad oggi, da quanto \u00e8 possibile leggere sul sito del Ministero di Giustizia, il regime interno prevede anche sezioni a sorveglianza dinamica (celle aperte durante il giorno) volte al \u201crecupero sociale\u201d di chi l\u00ec dentro \u00e8 rinchiuso.<\/p>\n<p>Tuttavia, nel carcere di Carinola \u00e8 stata mantenuta tuttora la sua vecchia funzione punitiva che viene eseguita, nel tentativo di &#8216;rieducare&#8217;, con l&#8217;impiego dell&#8217;isolamento (14bis) nei confronti di chi nelle carceri tiene la testa alta, unisce i prigionieri nel far valere la propria e altrui dignit\u00e0 sotto tutti i punti di vista. I secondini qui vantavano di essere, dopo Poggioreale, il carcere ove i prigionieri venivano pi\u00f9 pestati.<\/p>\n<p>A gennaio a Carinola era stato trasferito Maurizio Alfieri dal carcere di Poggioreale (Napoli), ove era rinchiuso da aprile 2017 dopo esser stato trasferito da Opera in cui era in 14 bis.<br \/>\nIl vero motivo per cui l\u2019avevano trasferito era a causa di una lettera collettiva firmata da 128 prigionieri in A.S. che aveva innescato un clima di lotta contro: le discriminazioni nelle possibilit\u00e0 di lavoro, la scarsit\u00e0 e qualit\u00e0 del vitto, le ancor peggio condizioni sanitarie, igieniche connesse a una funzione della magistratura di sorveglianza che legalizza il tutto, compresi gli assassinii.<br \/>\nNel tentativo di paralizzare quell&#8217;iniziativa corale, il direttore, il noto aguzzino Giacinto Siciliano con l\u2019aiuto delle guardie e dei burocrati dell&#8217;annientamento, chiusero in isolamento 14bis, a cominciare da Maurizio, una decina di prigionieri, che avevano caratterizzato questa mobilitazione titolata \u00abla Cayenna di Opera\u00bb.<br \/>\nMaurizio venne, quindi, trasferito a Poggioreale e gli fu mantenuto, in continuit\u00e0, il regime di 14bis eseguito in una sezione vicina alla &#8216;cella zero&#8217;, a sua volta prossima alla sezione dove vengono ancor oggi chiuse, nascoste, le persone sottoposte al trattamento psichiatrico. Situazione che anche Maurizio ha cercato di far uscire dalla clandestinit\u00e0 in cui veniva esercitata.<br \/>\nPer questa ragione nella primavera del 2018 all&#8217;esterno del carcere a Napoli si riusc\u00ec a mettere in piedi, con l&#8217;impegno di diversi collettivi, due presidi-saluti a cui, al secondo, presero parte famigliari di detenuti e persone da poco in libert\u00e0. Tutto ci\u00f2 nonostante il seguente trasferimento di Maurizio, a Carinola, disposto pochi giorni prima. Da quel momento fra diversi collettivi ci si impegn\u00f2 a dar vita ad un presidio a Carinola affinch\u00e9 la solidariet\u00e0 riuscisse a dare continuit\u00e0 alla lotta con l&#8217;obiettivo di estenderla e consolidarla.<\/p>\n<p>Sabato 23 giugno si \u00e8 tenuto un nuovo presidio sotto al carcere, in continuit\u00e0 con altri precedenti, indetto dalla campagna \u201cPagine contro la tortura\u201d, in solidariet\u00e0 al compagno Maurizio Alfieri e a tutti quelli che come lui, e come Davide Delogu ad Augusta ad esempio, lottano e non si sottomettono; ma anche contro i pestaggi, il 14 bis e il clima di sfruttamento che anche in questa prigione sono prassi quotidiana.<\/p>\n<p>Eravamo una trentina di compagni e compagne da Roma, Napoli, Firenze Genova, Parma, Milano e Salerno. Abbiamo comunicato con l\u2019interno con vari interventi, saluti, cori, slogan e musica per circa 3 ore. I prigionieri hanno risposto sventolando indumenti dalle inferiate, urla e una battitura\u2026 poi come spesso accade la pressione dei secondini ha determinato la fine della battitura e delle comunicazioni dall\u2019interno.<br \/>\nMa la loro presenza per quanto nascosta \u00e8 rimasta percepibile e cos\u00ec i compagni e le compagne\u00a0hanno scelto di non sciogliere il presidio.<\/p>\n<p>Dai detenuti si \u00e8 avuta l\u2019ennesima conferma che per quanto il ministero si sforzi nella sua propaganda di apertura democratica, il carcere di Carinola \u00e8 un carcere come tutti. Qualcuno da dentro ha sintetizzato il concetto con \u201cQuesto carcere \u00e8 una merda!\u201d<br \/>\nGli interventi erano tutti mirati a sottolineare lo strumentale uso da parte degli organi repressivi dei regimi differenziati, volti alla desolidarizzazione e frammentazione delle persone, al reale significato di parole come \u201crecupero sociale e riabilitazione\u201d e cio\u00e8: l\u2019educazione all\u2019ammansimento ed assoggettamento. A quanto quelle mura, per quanto divisori di corpi, non possano rappresentare un reale confine per chi anela alla realizzazione di nuove prospettive. Infatti, fuori da quelle mura, sfruttamento, esclusione, guerre esterne ed interne sono altrettanto funzionali al raggiungimento degli stessi obiettivi di controllo e gestione.<\/p>\n<p>In questo presidio, seppur per poco \u00e8 stato rotto il muro di silenzio che avvolge i prigionieri e le loro lotte, \u00e8 stata ribadita la solidariet\u00e0 al compagno e si \u00e8 messo in chiaro che i trasferimenti non potranno spezzare la nostra lotta al fianco di chi dentro le galere si batte per la propria ed altrui dignit\u00e0. C&#8217;\u00e8 stata inoltre una grande comunicazione fra manifestanti e prigionieri, con interventi sulle pratiche di lotta nelle carceri, come nelle campagne e citt\u00e0. Interventi tutti ascoltati e sottolineati dalle voci lanciate tra i manifestanti e le persone chiuse in carcere.<\/p>\n<p>In ultimo. Durante il viaggio di ritorno una macchina, con a bordo alcune compagne e compagni, \u00e8 stata fermata dalle solerti forze dell&#8217;ordine. Sono stati\/e identificati\/e e portati\/e in un vicino posto di polizia per la notifica, ad una compagna, di un provvedimento tenuto da anni in un cassetto.<\/p>\n<p>Un insegnamento per tutti e tutte: mai pi\u00f9 via alla spicciolata!<\/p>\n<p><strong>Campagna &#8220;Pagine contro la tortura&#8221;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una landa desolata dove non arriva nemmeno il treno, all&#8217;inizio degli anni &#8217;80 \u00e8 stato tirato su un carcere dove chiudere 200-250 detenuti sotto regime duro; persone accusate di appartenenza alla camorra o comunque a bande organizzate, radicate, figlie dei quartieri di Napoli, della Campania. 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