{"id":2977,"date":"2018-05-18T16:55:57","date_gmt":"2018-05-18T14:55:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2977"},"modified":"2018-05-18T17:00:43","modified_gmt":"2018-05-18T15:00:43","slug":"report-del-4-maggio-2018-laquila-ancora-al-fianco-di-chi-lotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2977","title":{"rendered":"\u00a0 REPORT DEL 4 MAGGIO 2018: L\u2019AQUILA, ANCORA AL FIANCO DI CHI LOTTA!\u00a0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/appello-2-meglio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-2808\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/appello-2-meglio.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/appello-2-meglio.jpg 640w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/appello-2-meglio-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<div id=\"magicdomid3\" dir=\"ltr\">\n<p align=\"left\">Venerd\u00ec 4 maggio, in una cinquantina tra compagne e compagni, siamo tornati a L&#8217;Aquila in occasione di un&#8217;udienza del processo che vede Nadia Lioce, prigioniera delle BR-PCC, sotto accusa per aver protestato pi\u00f9 volte, con delle battiture, contro le condizioni detentive cui \u00e8 costretta dal regime 41bis al quale \u00e8 sottoposta dal 2006.<\/p>\n<p>Questa mobilitazione rientra in un percorso di lotta anticarceraria che portiamo avanti da una decina d\u2019anni, e da circa 2 nello specifico con la campagna \u201cPagine contro la tortura\u201d, che riconosce il 41bis come strumento massimo e pi\u00f9 duro della repressione dello stato. Tale percorso ci ha visti pi\u00f9 volte a L&#8217;Aquila per la presenza in citt\u00e0 del carcere di massima sicurezza, in cui la maggioranza dei detenuti e delle detenute \u00e8 appunto ristretta in 41bis.<\/p>\n<p>La giornata \u00e8 iniziata con l&#8217;entrata nell&#8217;aula del Tribunale di tutti\/e le solidali. Come nell&#8217;udienza del 24 novembre, anche questa volta Nadia Lioce era presente in videoconferenza, modalit\u00e0 applicata a chiunque sia detenuto in 41bis.<\/p>\n<p>Questo dispositivo, applicato quindi dapprima su chi \u00e8 prigioniero in questo regime, si \u00e8 esteso nel tempo anche ad altre \u201ctipologie\u201d di detenuti e, con l&#8217;introduzione della legge Minniti-Orlando di recente applicazione, anche alle persone immigrate recluse nei CPR in occasione delle udienze di convalida di trattenimento.<\/p>\n<p>La videoconferenza \u00e8 esemplificativa di come agisca lo Stato, che sperimenta la repressione su determinate \u201ccategorie\u201d di persone per poi normalizzarla applicandola al resto della popolazione.<\/p>\n<p>Nonostante i problemi con l&#8217;audio in aula e l\u2019effetto straniante che vorrebbero imporre con la videoconferenza, speriamo che il saperci presenti abbia trasmesso a Nadia la rabbia e il calore della nostra solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>In questa udienza \u00e8 stata ascoltata una agente del GOM (gruppo operativo mobile, reparto specializzato della polizia penitenziaria attivo nelle sezioni di 41bis) come testimone dell&#8217;accusa: dopo aver risposto alle domande della PM e delle avvocate della difesa in modi vaghi e contraddittori, e aver affermato che le battiture di Nadia rendevano &#8220;insopportabile&#8221; il loro lavoro di carcerieri, ha ribadito quello che gi\u00e0 avevamo ascoltato nell&#8217;udienza precedente da una ispettrice del GOM, e cio\u00e8 l&#8217;ulteriore e totale isolamento cui \u00e8 sottoposta Nadia Lioce. Isolamento esplicato, per esempio, nell&#8217;espressione usata da entrambe le testi, ovvero \u201csocialit\u00e0 in gruppi da 1\u201d, cio\u00e8 nessuna socialit\u00e0&#8230; fermo restando l&#8217;impossibilit\u00e0 di comunicare in alcun modo tra detenute al di fuori dei gruppi di socialit\u00e0 permessi (di massimo 4 persone scelte dall\u2019amministrazione), pena rapporti disciplinari.<\/p>\n<p>Per tutta la durata del processo, in aula sono stati presenti digos e Ros, uno di questi ultimi con una videocamera fissa sul gruppo di solidali. Che fosse dell\u2019arma si \u00e8 capito solo nel momento in cui si \u00e8 domandato alla corte, ignara e ignava, chi fosse quest\u2019uomo molesto, il quale si \u00e8 svelato da solo dopo essere stato, suo malgrado, per alcuni minuti, sotto i riflettori, protagonista della scena. Dopo le numerose denunce arrivate a compagne e compagni per la manifestazione precedente, la presenza assidua e asfissiante delle FdO mira a spezzare la solidariet\u00e0. Per noi, invece, queste attenzioni poco gradite, sono un motivo in pi\u00f9 per tornare a L&#8217;Aquila e sostenere Nadia e tutti e tutte le detenute che lottano e non si arrendono alla violenza delle galere.<\/p>\n<p>Essere l\u00ec presenti in tribunale, ci ha reso evidente quanto il processo a Nadia, caratterizzato da accuse che chiunque giudicherebbe ridicole, soprattutto se contestualizzate (cosa che il tribunale stenta a fare), per i\/le detenuti\/e in 41bis sono la prassi. Cio\u00e8 \u00e8 prassi subire dei processi per ogni gesto anche minimo di insubordinazione, cosa che rende questa situazione tutt\u2019altro che risibile, ma invece piuttosto allarmante. E\u2019 lo stato che insegue e persegue qualsiasi \u201cvirgola fuori posto\u201d, \u00e8 il trionfo della legalit\u00e0 normata. Si dir\u00e0: \u201ccosa c\u2019\u00e8 di strano\u201d? \u201cAssolutamente niente in un mondo tutto proiettato verso l\u2019ordine e la disciplina\u201d! Il fatto \u00e8 che se noi, qui fuori, possiamo ancora permetterci di giudicare ridicolo e risibile ci\u00f2 che ci stanno facendo, perch\u00e9 nonostante tutto abbiamo ancora una qualche possibilit\u00e0 di \u201csconvolgere il discorso\u201d del potere, di metterlo in discussione con diverse pratiche di resistenza e attacco, bene, crediamo che chi si ritrova in 41 di tutto abbia voglia, tranne che di ridere della maniera in cui viene trattato\/a e che gli spazi di agibilit\u00e0 sono veramente molto ridotti. Se il carcere \u00e8 lo specchio di una societ\u00e0, il 41bis \u00e8 il regime specchio della societ\u00e0 militarizzata verso cui vorrebbero traghettarci senza trovare resistenze.<\/p>\n<p>Siamo rimasti\/e ad assistere alle udienze successive a quella di Nadia, e lo scenario \u00e8 stato, per il discorso qui sopra, tragico. Detenuti, tutti in 41bis, collegati in videoconferenza, da differenti carceri (perch\u00e9 nel frattempo trasferiti da quello de L\u2019Aquila), a processo per una serie di \u201cvirgole fuori posto\u201d rispetto all\u2019ordinamento penitenziario, lo stesso che dispone: 23 ore su 24 di isolamento in cella, una sola ora di colloquio al mese con vetro divisorio, l\u2019interdizione da tutti i cosiddetti benefici, l\u2019impossibilit\u00e0 di acquistare libri e riviste direttamente, di cucinare in cella, di tenere la televisione accesa finch\u00e9 si vuole\u2026.solo per citare alcune delle restrizioni. Sulle \u201cregole\u201d del 41 bis c\u2019\u00e8 un\u2019omert\u00e0 indecente, e questi processi per \u201cpiccole cose\u201d sono forse piccole occasioni per scoperchiare il vaso in cui il potere vorrebbe tenere al sicuro quella che per noi \u00e8 da sempre un\u2019evidenza: il 41 bis \u00e8 la sperimentazione normata della tortura, finalizzata all\u2019annientamento, personale e sociale. A quando il conto per noi tutti\/e?<\/p>\n<p>Mentre alcune compagne seguivano le altre udienze, il resto del gruppo si \u00e8 spostato verso il mercato della citt\u00e0, per provare a incontrare e raccontare alle persone del luogo il perch\u00e9 della mobilitazione e cosa succede a pochi km dai loro occhi nel supercarcere aquilano.<br \/>\nVerso le 14 ci siamo spostate verso il carcere per un saluto ai\/alle detenute e per quasi due ore vari interventi e musica hanno caratterizzato il presidio. Oltre a raccontare delle udienze a cui avevamo appena assistito, abbiamo voluto far sapere ai detenuti che conosciamo le proteste che stanno portando avanti da due mesi e ribadito il nostro impegno a portare le loro voci fuori da quelle infami mura.<\/p>\n<p>Dalle finestre delle celle (tutte a bocca di lupo) abbiamo intravisto alcune mani sventolare qualche panno bianco, contente\/i di sapere che in qualche modo la nostra presenza con cori, parole e musica \u00e8 riuscita a spezzare l&#8217;isolamento e a rompere il silenzio che avvolge quel luogo di tortura.<\/p>\n<p>L\u2019udienza a Nadia, come d\u2019altronde tutte quelle successive, \u00e8 stata rinviata al 28 settembre, giorno in cui saremo di nuovo a L\u2019Aquila. Seguiranno aggiornamenti.<\/p>\n<p align=\"right\"><b>CAMPAGNA \u201cPAGINE CONTRO LA TORTURA\u201d<\/b><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 4 maggio, in una cinquantina tra compagne e compagni, siamo tornati a L&#8217;Aquila in occasione di un&#8217;udienza del processo che vede Nadia Lioce, prigioniera delle BR-PCC, sotto accusa per aver protestato pi\u00f9 volte, con delle battiture, contro le condizioni detentive cui \u00e8 costretta dal regime 41bis al quale \u00e8 sottoposta dal 2006. 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