{"id":3182,"date":"2019-04-15T18:31:05","date_gmt":"2019-04-15T16:31:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3182"},"modified":"2019-04-15T18:31:05","modified_gmt":"2019-04-15T16:31:05","slug":"una-questione-di-cuore-una-questione-partigiana-una-questione-di-autodifesa-collettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3182","title":{"rendered":"Una questione di cuore, una questione partigiana, una questione di autodifesa collettiva"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e pubblichiamo.<\/em><\/p>\n<p>Il testo che segue \u00e8 il volantino che abbiamo distribuito al corteo del 16 marzo a Trento in solidariet\u00e0 con i compagni arrestati. Crediamo utile diffonderlo perch\u00e9 sintetizza i ragionamenti fatti nelle varie iniziative di questi due mesi in risposta agli arresti del 19 febbraio.<\/p>\n<p>La natura del corteo del 16 marzo \u2013 e dei comizi anarchici che lo hanno preceduto \u2013 era ben riassunta dallo striscione di apertura: \u00abSe sono &#8220;innocenti&#8221; hanno tutta la nostra solidariet\u00e0. Se &#8220;colpevoli&#8221;, ancora di pi\u00f9\u00bb. Al di l\u00e0 delle modalit\u00e0 pratiche (un corteo tranquillo, con scritte, stencil, striscioni dalle impalcature e un po&#8217; di vernice su banche, agenzie immobiliari e sulla Rai) e del dato quantitativo (oltre quattrocento persone in strada a Trento non si vedono spesso), l&#8217;aspetto per noi pi\u00f9 importante \u00e8 la stata la chiara difesa (nell&#8217;insieme e una per una) delle azioni di cui sono accusati compagne e compagni. Sul secondo striscione del corteo c&#8217;erano i nomi di tutti gli anarchici detenuti in Italia.<\/p>\n<p>Il punto di forza, pensiamo, consiste nel trasformare degli arresti in un&#8217;occasione, oltre che di solidariet\u00e0 agli arrestati, di agitazione e di propaganda per l&#8217;azione diretta. Il limite \u2013 nostro, ma, pi\u00f9 in generale, tipico di questa fase, con le debite eccezioni \u2013 \u00e8 la quasi assenza di conflitti a cui affiancare e in cui declinare l&#8217;appoggio ai compagni e alle pratiche di cui sono accusati. Tanto per fare un esempio, ben diverso \u00e8 parlare di un sabotaggio di un laboratorio di ricerca militare nel contesto di un movimento contro la guerra o di una lotta contro un progetto dell&#8217;esercito o farlo in un contesto pi\u00f9 generico.<\/p>\n<p>L&#8217;altro punto \u00e8 far capire \u2013 a chi? domanda non peregrina \u2013 che dietro l&#8217;attacco ai compagni c&#8217;\u00e8 un attacco pi\u00f9 complessivo. Ora ci stiamo concentrando anche su questo aspetto.<\/p>\n<p>Non da ultimo, dobbiamo saper mettere un po&#8217; di peso contro trasferimenti, blocco della posta, censura, sequestro di libri e giornali, videoconferenza (per non parlare del pestaggio contro Paska) a cui sempre pi\u00f9 spesso vengono sottoposti compagne e compagni detenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sasha, Agnese, Rupert, Nico, Poza, Stecco e Giulio liberi!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Terrorista \u00e8 lo Stato!<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Una questione di cuore<\/em><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>I sette anarchici che hanno arrestato il 19 febbraio sono i nostri compagni. Con loro condividiamo un sogno \u2013 una vita liberata dallo Stato, dalle classi, dal denaro \u2013 e abbiamo condiviso tante lotte. Li abbiamo sempre avuti al nostro fianco. Oltre a noi, li ha avuti al proprio fianco chiunque abbia lottato in questo territorio. Quando c&#8217;era da rompere la normalit\u00e0 per un morto in carcere o in fabbrica, loro c&#8217;erano. Quando c&#8217;era da bloccare una trivella o delle ruspe per impedire la devastazione ambientale, loro c&#8217;erano. Quando c&#8217;era da schierarsi con dei lavoratori in lotta, nei picchetti davanti a un supermercato o a un magazzino della logistica, loro c&#8217;erano. Quando c&#8217;era da scendere in strada autodifesi contro i fascisti o la Lega, loro c&#8217;erano. Quando c&#8217;era da battersi contro la guerra e le frontiere, loro c&#8217;erano. Quando si \u00e8 trattato di reagire a una retata o a una violenza poliziesca, loro c&#8217;erano. Quando c&#8217;era da bloccare un treno contro l&#8217;ennesimo morto in fuga dal razzismo di Stato, loro c&#8217;erano. Nell&#8217;occupare spazi di autogestione insieme a chi non ne pu\u00f2 pi\u00f9 di questo mondo o case insieme a chi vive per strada, loro c&#8217;erano. Nell&#8217;esprimere solidariet\u00e0 ad altri compagni arrestati in Italia o all&#8217;estero, loro c&#8217;erano. Il fango che poliziotti, magistrati, politici e giornalisti hanno gettato addosso a questi compagni \u00e8 tanto schifoso quanto impotente.<\/p>\n<p><em><strong>Una questione partigiana<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Noi non difendiamo solo i nostri compagni, ma anche le azioni di cui sono accusati. Attaccare i laboratori della ricerca bellica, gli strumenti dell&#8217;alienazione e del controllo sociale, le agenzie dello sfruttamento, i finanziatori della guerra, le sedi del razzismo di Stato \u00e8 giusto, chiunque lo abbia fatto. Cos\u00ec come \u00e8 giusto, soprattutto in un&#8217;epoca in cui milioni di esseri umani sono braccati perch\u00e9 non hanno i documenti in regola, fabbricarne di falsi, che qualcuno lo abbia fatto o meno. Questa \u00e8 la nostra solidariet\u00e0. Chiara e senza opportunismi.<\/p>\n<p><em><strong>Una questione di autodifesa collettiva<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Vorremmo dire qualcosa anche a chi non ha simpatia per gli anarchici e non condivide le pratiche di cui sono accusati. Colpendo alcuni compagni, si vuole spianare la strada a un attacco pi\u00f9 ampio a chiunque lotti. Non \u00e8 retorica. \u00c8 la logica che emerge esplicitamente dalle carte di questa inchiesta. Sapete che cos&#8217;\u00e8 &#8220;terrorismo&#8221; per lo Stato? Ecco: &#8220;costringere i poteri pubblici o un&#8217;organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto&#8221; (art. 270 sexies). Cio\u00e8 quello che fa qualsiasi lotta che rompe gli argini della legalit\u00e0, qualsiasi movimento che voglia davvero impedire i progetti politici o economici contro cui si schiera. Impedendo un cantiere del TAV o i licenziamenti imposti da una multinazionale, cosa si fa se non &#8220;costringere a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto&#8221;? Cosa rimane fuori dal &#8220;terrorismo&#8221;? La protesta simbolica e inoffensiva. E infatti nelle carte dell&#8217;inchiesta si dice che il blocco di un treno o di una trivella del TAV, la manifestazione contro le frontiere al Brennero o l&#8217;accoglienza di piazza riservata a Salvini a Rovereto \u2013 non solo, quindi, le azioni notturne che si vogliono attribuire ai compagni arrestati \u2013 &#8220;si connotano della violenza terroristica&#8221;. Se questa \u00e8 la &#8220;finalit\u00e0 di terrorismo&#8221;, diventa irrilevante che il mezzo sia un blocco del traffico, della vernice contro un tribunale e della benzina contro dei carri armati. Il reato di &#8220;associazione sovversiva con finalit\u00e0 di terrorismo&#8221; pu\u00f2 fare a meno allora non solo delle prove sui singoli fatti, ma dei fatti stessi. Basta il &#8220;pericolo presunto&#8221;, cio\u00e8 l&#8217;intenzione. Benvenuti nella democrazia totalitaria.<\/p>\n<p>Come si vede, Stato e padroni si stanno attrezzando in anticipo per reprimere quelle lotte di cui d\u00e0nno per scontata la ripresa, visto lo sfacelo ecologico e sociale che ci stanno preparando. \u00c8 solo un problema nostro?<\/p>\n<p><em>anarchiche e anarchici<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo. Il testo che segue \u00e8 il volantino che abbiamo distribuito al corteo del 16 marzo a Trento in solidariet\u00e0 con i compagni arrestati. Crediamo utile diffonderlo perch\u00e9 sintetizza i ragionamenti fatti nelle varie iniziative di questi due mesi in risposta agli arresti del 19 febbraio. 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