{"id":3557,"date":"2020-03-28T14:58:08","date_gmt":"2020-03-28T13:58:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3557"},"modified":"2020-03-28T14:58:08","modified_gmt":"2020-03-28T13:58:08","slug":"rivolta-virus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3557","title":{"rendered":"RIVOLTA \u2013 VIRUS"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e pubblichiamo. Scriveteci a evasioni[at]canaglie.org<br \/>\n<\/em><br \/>\n7-8 marzo 2020. Decine di carceri italiane vengono private del silenzio e della quiete che le governa. Migliaia di individui, da ogni parte d&#8217;Italia, diverse le origini, diversi i reati, ma stesso l&#8217;obbiettivo: far sapere a chi comanda che non ci stanno ad essere considerati la feccia sacrificabile, e ad essere ignorati e privati della dignit\u00e0 di uomo, di donna di fronte ad un&#8217;emergenza, chiamata coronavirus, che agisce come una livella sulla societ\u00e0. O forse come una livella no?<\/p>\n<p>Lo stato si arroga il dovere di punire, ma non ha il diritto di condannare a morte. Non ancora. Non di nuovo. Questa pandemia \u00e8 endemica al sistema. \u00c8 questo sistema a generare le sue malattie. Ed essendo sua espressione rispecchia ogni prassi, ogni modalit\u00e0, andando a colpire quelle parti &#8220;non convenienti&#8221; della societ\u00e0 che lo tollera. I non produttivi, i non allineati, i dissidenti, come anche le solitudini, le persone fragili, i poveri. I prigionieri.<\/p>\n<p>Nel continuo laborio della crisi e la persistenza di uno stato di emergenza, l&#8217;attuazione di un clima di paura e terrore \u00e8 sempre propedeutico all&#8217;applicazione di nuovi strumenti di controllo e limitazione delle libert\u00e0. Questo dovrebbe essere oramai chiaro.<br \/>\nIl cortocircuito \u00e8 avvenuto proprio laddove quelle individualit\u00e0 che rappresentano il surplus sacrificabile quando non l&#8217;agente cancerogeno, sono concentrate: il carcere.<\/p>\n<p>La comunicazione assidua e asfissiante di tv e radio ha sollecitato la famosa goccia che fa traboccare il vaso. Il vaso che conteneva gi\u00e0 ogni tipo di umiliazione e restrizione per chi doveva scontare una condanna e si \u00e8 ritrovato a dover riconsiderare in difetto la sua condizione di uomo o di donna.<\/p>\n<p>Negli anni i detenuti hanno provato e riprovato, con modalit\u00e0 non violente, a far sentire la propria voce. A riprendersi quella dignit\u00e0 negata, incorrendo in ogni tipo di punizione a fronte di pochissime e palliative mini riforme.<br \/>\nOra: assordati dal vociare della paura e accecati dall&#8217;in-giustizia che li relega al silenzio, quale convinzione avrebbero mai potuto consolidare \u201cdentro\u201d se non quella di non aver pi\u00f9 niente da perdere?<\/p>\n<p>Quindi la rivolta.<\/p>\n<p>La rabbia che ha mosso migliaia di mani viene da lontano. Si \u00e8 insinuata e poi si \u00e8 accresciuta nelle crepe dell&#8217;emarginazione, dell&#8217;impoverimento sociale, nella punizione e nell&#8217;esclusione. Ora \u00e8 semplicemente esplosa. E hanno perso di valore tutti gli espedienti adoperati dal sistema giustizia per assoggettare e annullare ogni ambizione di rivalsa, di protesta. Non i giorni di sconto pena, non la buona condotta n\u00e9 lo spauracchio dei trasferimenti coatti. Non le squadrette con i loro manganelli, non la &#8220;camicia di forza chimica&#8221;, neanche la morte. E di morti ce ne son stati. Quattordici. Non dimentichiamolo.<\/p>\n<p>Qualcuno si deve autoassolvere. Qualcun altro giustificare. Cos\u00ec, servilmente, qualcuno ha sentito la necessit\u00e0 di imputare gli avvenimenti ad una fantomatica regia esterna. E qui i servi hanno espresso tutta la loro ottusit\u00e0, la cieca e meschina dietrologia di chi \u00e8 nano di fronte agli eventi. Superati, spiazzati, hanno tirato fuori dal cilindro della loro scienza da tribuna le solite indicizzazioni: &#8220;regia occulta&#8221;!<br \/>\nI primi ad essere proposti come indagabili sono stati i soliti noti. Coloro che fuoco alle galere e stato assassino e liberi tutti. Solidali, irrequieti. Quelli che per indole e scelta insieme non tollerano alcuna gabbia, alcuna galera. Cos\u00ec sfacciati da non aver riguardo di tribunali e giudici, cos\u00ec sicuri di voler abbattere quella logica da andare fin sotto le mura di quelle carceri a volto scoperto, per urlarlo a squarciagola&#8230; che nessuno resti solo nelle mani dello stato, che questo stato non li avr\u00e0 mai domi. Che c&#8217;\u00e8 di occulto in tutto ci\u00f2? La visione della politica e della societ\u00e0 per la quale esistono dei burattini e dei burattinai appartiene a chi il potere lo vuole e lo esercita. A chi certe accuse le formula come metodo e poi le recita. Disperato e senza neanche troppa convinzione. Non certo a chi combatte, a chi fa della lotta una ragione di vita.<\/p>\n<p>Infatti, brancolanti nel buio e inchiodati dalle proprie responsabilit\u00e0, i servi son finiti poi per indicare con i loro indici sporchi di sangue, addirittura le organizzazioni mafiose. La simultaneit\u00e0 degli eventi. Il clock della sommossa. Li manda proprio in panne pensare e ripensare a come sia mai potuta succedere cotanta puntualit\u00e0&#8230; Sar\u00e0 stato il cervello fino della camorra a far zompare Poggioreale&#8230; l&#8217;autorevolezza di cosa nostra a infiammare il Pagliarelli&#8230; la scaltrezza della sacra corona unita a distruggere il carcere di Foggia&#8230; Eh si, la ndrangheta latitava per deformazione professionale! Tutto \u2018sto bordello per ottenere dei mini indulti di cui neanche potrebbero beneficiare? \u2018Sto casino per fare uscire gli altri? Migliaia e migliaia di euro ogni mese per corrompere le guardie, assoldare avvocati che assoggetteranno giudici avidi e poi mandano in fiamme il loro principale santuario di affiliazione!? La mafia non vuole rivolte. Nessuna mafia. Tra l&#8217;altro: come si chiama la mafia modenese che ha distrutto il sant&#8217;Anna?!<br \/>\nLo sanno bene i servi di aver detto una minchiata! Cos\u00ec bene da non poter pubblicizzare pi\u00f9 di tanto queste assurde invettive. Quel che potranno fare e faranno sar\u00e0 aprire un&#8217;inchiesta. Dare lavoro a servi pi\u00f9 servi di loro. Quindi solite indagini, soliti attenzionamenti. Magari battezzeranno qualche nuova composizione anarco-mafiosa, con a capo non un mamma santissima ma una &#8220;compagna santissima&#8221;, con giuramenti fatti sul santino di &#8220;san Gaetano Bresci arcangelo&#8221; e cos\u00ec via\u2026<\/p>\n<p>Qualcuno lo dica a questi servi che il re \u00e8 nudo. Che orde di dannati incazzati hanno risposto con la violenza necessaria alla violenza di stato. Che quei figli di nessuno non hanno alcuna voglia di far la fine del topo.<\/p>\n<p>Nel silenzio delle celle ora si star\u00e0 compiendo la vendetta dei loro stupidi manganelli cos\u00ec come nelle gabbie dei cellulari dei partenti. Questo un detenuto lo tiene in conto, un prigioniero lo sa. La sorpresa \u00e8 tutta loro. Perch\u00e9 il sistema che alimentano orgogliosi e protetti da leggi, ferro e cemento per due giorni ha vacillato. Un&#8217;improvvisa forza distruttrice ha messo in ginocchio uomini e idee al servizio di uno stato omicida.<br \/>\nQuesta \u00e8 una lezione di vita. Che valga per ognuna e ognuno. Per tutte le volte che il coraggio scarseggia.<br \/>\nE per quanto riguarda quei giorni di rivolta&#8230; Siano di tutti noi! Non venga mai il tempo di doverli ricordare. Restino oggi, incendino oggi, liberino oggi.<\/p>\n<p><em>Un illegale<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo. Scriveteci a evasioni[at]canaglie.org 7-8 marzo 2020. Decine di carceri italiane vengono private del silenzio e della quiete che le governa. 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