{"id":2884,"date":"2018-01-25T16:00:42","date_gmt":"2018-01-25T15:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2884"},"modified":"2018-01-25T16:05:37","modified_gmt":"2018-01-25T15:05:37","slug":"presidio-di-solidarieta-sabato-27-gennaio-carcere-di-poggioreale-napoli-ore-11-00","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2884","title":{"rendered":"PRESIDIO DI SOLIDARIET\u00c0 SABATO 27 GENNAIO CARCERE di POGGIOREALE &#8211; NAPOLI ore 11.00"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/filospinato.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1520\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/filospinato.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"152\" \/><\/a><\/p>\n<p>Riceviamo e pubblichiamo<\/p>\n<p>Sabato 27 gennaio porteremo tutta la nostra solidariet\u00e0 ai detenuti del carcere di Poggioreale,<br \/>\nprovando a stare al fianco di chi, rinchiuso in quelle celle, resiste quotidianamente con dignit\u00e0<br \/>\nall\u2019abbrutimento e all\u2019isolamento dello Stato.<br \/>\nSaremo al carcere di Poggioreale, che rappresenta, forse pi\u00f9 degli altri, la cartina al tornasole di quanto possa essere agghiacciante l\u2019infame violenza della detenzione.<br \/>\nNon \u00e8 un caso che il maxi carcere campano sia tristemente famoso per essere uno dei peggiori<br \/>\nd\u2019Italia. Poggioreale \u00e8 sovraffollamento, sommersione farmacologica, pestaggi reiterati dai secondini<br \/>\ne puntualmente taciuti. Rispetto a questi ultimi, inizier\u00e0 il primo marzo 2018 al Tribunale di Napoli il<br \/>\nprocesso contro alcuni secondini protagonisti delle vicende legate alla tristemente nota \u201ccella zero\u201d.<br \/>\nIl carcere di Poggioreale sorge in una struttura del 1905, con padiglioni talvolta senza intonaco e<br \/>\ncelle fatiscenti, buie e piene di muffa, senza docce, con finestre talvolta rotte e riscaldamento non<br \/>\nfunzionante.<br \/>\nLe celle sono strapiene: a fronte di una capienza di 1637 detenuti, il carcere di Poggioreale ne tiene<br \/>\nprigionieri pi\u00f9 di 2200, con un tasso di sovraffollamento (135%) nettamente pi\u00f9 alto rispetto alla<br \/>\nmedia nazionale (115%).<br \/>\nLa casa circondariale di Poggioreale la conosce bene Maurizio Alfieri, deportato qui dal carcere di<br \/>\nOpera, per punizione in regime di isolamento ex art. 14-bis o.p. dopo aver protestato nel carcere<br \/>\nmilanese per un miglioramento delle condizioni di detenzione. Il regime di sorveglianza particolare<br \/>\ndel 14-bis prevede restrizioni al trattamento e ai diritti dei detenuti ritenuti pericolosi per la sicurezza<br \/>\npenitenziaria e costituisce la forma pi\u00f9 atroce di detenzione insieme al regime di 41 bis.<br \/>\nIl detenuto in regime di 41-bis \u2013 o in isolamento al 14-bis \u2013 cessa di avere qualsiasi diritto scontando<br \/>\nla sua pena come una vera e propria tortura. Al detenuto in 41-bis vengono concesse al massimo 2<br \/>\nore d\u2019aria, una celletta due metri per tre, un solo colloquio al mese e la possibilit\u00e0 di vedere in tv solo<br \/>\ni canali nazionali. Vi \u00e8 impossibilit\u00e0 di cucinare, socializzare con gli altri detenuti e avere qualsiasi tipo<br \/>\ndi contatto con il mondo esterno.<br \/>\nMisure a\u001dittive estreme come il 41bis e il 14bis \u2013 nonch\u00e9 l&#8217;ergastolo \u2013 come potrebbero portare al<br \/>\nraggiungimento dell&#8217;obiettivo tanto sbandierato del reinserimento sociale dei condannati?<br \/>\nMa ancor prima: che pretesa di rieducazione potrebbero avere le gabbie di una societ\u00e0 che si basa su<br \/>\ndisuguaglianza ed esclusione, miseria e disoccupazione, spingendo migliaia di persone all&#8217;illegalit\u00e0?<br \/>\nIl carcere di fatto esiste per garantire il controllo su quei milioni di persone che ogni giorno subiscono<br \/>\ngli effetti della crisi economica e di un ordine sociale iniquo e ingiusto.<br \/>\nMolte di queste persone si trovano e si troveranno costrette all&#8217;extralegalit\u00e0 per ovviare in qualche<br \/>\nmodo alle condizioni di marginalit\u00e0 e povert\u00e0 in cui si trovano.<br \/>\nAttualmente ci ritroviamo con oltre 58.000 adulti detenuti, in costante aumento dagli ultimi provvedimenti<br \/>\nde\u001cattivi, a fronte di una certificata \u2013 dallo stesso governo \u2013 riduzione dei reati commessi.<br \/>\nCi\u00f2 significa ritrovarsi con un tasso di sovraffollamento oltre il 115%; condizioni igieniche \u2013 gi\u00e0<br \/>\nprecarie in condizioni \u201cnormali\u201d \u2013 ancor pi\u00f9 compromesse; spazio al di sotto dei 3 metri quadri per<br \/>\nsingolo detenuto; aggravamento dei sistemi contenitivi \u2013 fisici e chimici \u2013 da parte della polizia<br \/>\npenitenziaria; aumento dei suicidi, che solo nel 2017 sono arrivati a 52, n\u00e9 si sono fermati con l&#8217;inizio<br \/>\ndel nuovo anno.<br \/>\nEppure i governi continuano a promuovere politiche securitarie attraverso cui contenere le \u201cpericolosit\u00e0<br \/>\nsociali\u201d. Un\u2019ideologia securitaria che estende sempre pi\u00f9 il confine della carcerazione trasformando<br \/>\nle nostre stesse citt\u00e0 in carceri a cielo aperto, con centinaia di telecamere, militari ad ogni angolo e<br \/>\nposti di blocco; grazie alla quale tra la popolazione cresce la richiesta di pene esemplari, per qualsiasi<br \/>\ncondotta fuori dagli schemi tracciati dalla \u201cdecorosa normalit\u00e0\u201d della classe dominante.<br \/>\nContro questa operazione ideologica, basta leggere alcuni dati circa la composizione della popolazione<br \/>\ncarceraria per smentire ogni categoria di criminalit\u00e0 e delinquenza intrinseca e di matrice<br \/>\nlombrosiana.<br \/>\nInfatti pi\u00f9 del 56% dei detenuti \u00e8 in carcere per reati contro il patrimonio. Il 34,7% \u00e8 in carcere per<br \/>\nreati legati alla droga.<br \/>\nGli analfabeti certificati in carcere sono pi\u00f9 dei laureati.<br \/>\nQuasi la met\u00e0 dei detenuti ha figli da mantenere.<br \/>\nLa maggior parte dei detenuti proviene dalle regioni col pi\u00f9 basso reddito pro capite e la pi\u00f9 alta<br \/>\ndisoccupazione. Il 17,6% di tutta la popolazione carceraria \u00e8 di provenienza Campana (se teniamo<br \/>\nconto dei soli detenuti italiani, la percentuale dei campani si alza al 27,27%, oltre un quarto); seguono<br \/>\ni siciliani, i pugliesi e i calabresi.<br \/>\nAlla luce di questi dati, \u00e8 quindi facile intuire che non possa esistere un carcere buono &#8211; rieducativo e<br \/>\nrisocializzante &#8211; essendo il carcere stesso una istituzione che assolve alla funzione di riassorbimento e<br \/>\ndi allontanamento dalla societ\u00e0 di chi non \u00e8 incluso all\u2019interno dai rapporti di produzione e propriet\u00e0<br \/>\nprivata.<br \/>\nA ci\u00f2 va aggiunto che, negli ultimi anni, l\u2019et\u00e0 media dei detenuti \u00e8 aumentata vertiginosamente.<br \/>\nLa fascia di et\u00e0 maggiormente rappresentata \u00e8 passata da quella dei 30-34 anni nel 2005 a quella dei<br \/>\n35-39 nel 2017, a testimoniare che l\u2019inasprirsi della crisi sociale e la caduta dei tassi di occupazione<br \/>\nhanno in\u001cuito in maniera determinante all\u2019interno delle dinamiche sociali, e quindi anche detentive.<br \/>\nMentre le retoriche securitarie invadono l\u2019opinione pubblica e l\u2019agenda politica strumentalizza il<br \/>\ncarcere con promesse ai reclusi di amnistie e miglioramento delle condizioni detentive puntualmente<br \/>\ndisattese, noi scegliamo di stare dalla parte dei detenuti, consapevoli del fatto che soltanto attraverso<br \/>\nle forme di solidariet\u00e0 e la rete di rapporti intrecciati tra l\u2019interno e l\u2019esterno del carcere sia<br \/>\npossibile distruggere l\u2019infame gabbia repressiva che esso rappresenta.<br \/>\nNegli ultimi giorni del 2017 il governo ha licenziato i decreti attuativi della legge delega per la riforma<br \/>\ndell\u2019ordinamento penitenziario.<br \/>\nIn linea di massima la riforma dovrebbe prevedere un generale allargamento delle possibilit\u00e0 di<br \/>\naccesso alle misure alternative al carcere. Per un\u2019analisi approfondita delle misure adottate bisogner\u00e0<br \/>\nattendere la pubblicazione dei decreti. Alcune osservazioni critiche, per\u00f2, possono essere fatte gi\u00e0<br \/>\nsulla base della legge delega e dei comunicati del consiglio dei ministri.<br \/>\nInnanzitutto la classica clausola di invarianza finanziaria apposta alla riforma, con la quale si esclude<br \/>\nun potenziamento degli u\u001bci di esecuzione penale esterna e della magistratura di sorveglianza,<br \/>\nattraverso i quali dovrebbe essere praticato l\u2019accesso alle misure alternative per i detenuti, mentre<br \/>\nsappiamo, a titolo di esempio, che gi\u00e0 ad oggi non \u00e8 raro il caso che la magistratura di sorveglianza<br \/>\nprenda in esame una domanda di liberazione anticipata quando \u00e8 gi\u00e0 stata espiata per intero la<br \/>\npena.<br \/>\nInoltre l\u2019esclusione dell\u2019applicazione della riforma per i detenuti per reati di mafia e terrorismo. Una<br \/>\ndifferenziazione alla quale siamo stati abituati per decenni e che sembra acquisire sempre maggiore<br \/>\nstabilit\u00e0 per qualsiasi intervento in campo penale o penitenziario.<br \/>\nProprio sulla scorta dell\u2019esperienza maturata nei decenni, sappiamo che il principio della differenziazione<br \/>\ncostituisce uno dei sistemi pi\u00f9 abietti attraverso i quali lo Stato frammenta la popolazione<br \/>\ndetenuta prevedendo regimi detentivi diversificati. Si tratta di una logica che fa leva su un\u2019opinione<br \/>\npubblica manipolata quotidianamente in senso giustizialista, attraverso la quale, peraltro, risulta<br \/>\nagevole l\u2019introduzione di dispositivi repressivi (carcerari e non) sempre pi\u00f9 stringenti, prima previsti<br \/>\ned applicati per \u201ci detestabili\u201d, poi puntualmente estesi a tutte le categorie.<br \/>\nE\u2019 un principio in base al quale, mentre si annunciano generali miglioramenti delle condizioni detentive,<br \/>\ngi\u00e0 si applicano norme ancor pi\u00f9 stringenti per i detenuti in regime di 41-bis, da ultimo previste<br \/>\ndalla circolare del D.a.p. in materia.<br \/>\nE\u2019 un principio che va assolutamente rigettato, e che rigettiamo gridando a gran voce che vogliamo<br \/>\nla liberazione di tutti i prigionieri, nessuno escluso.<br \/>\nNello stesso senso, peraltro, pu\u00f2 e deve essere letta una riforma che, nello sforzo di adeguarsi a<br \/>\ncanoni europei di detenzione carceraria, attua sostanzialmente un perfezionamento del sistema<br \/>\npremiale che caratterizza le carceri italiane a partire dall\u2019introduzione dell\u2019ordinamento penitenziario:<br \/>\nil classico sistema del bastone e della carota, differentemente riservati a chi risulta pi\u00f9 o meno accomodante<br \/>\nnei confronti dell\u2019amministrazione penitenziaria e delle guardie carcerarie.<br \/>\nUna logica nella quale si rischia di cadere, peraltro, ogniqualvolta si tende a valorizzare una prospettiva<br \/>\ndi allargamento delle misure alternative al carcere, che sicuramente migliorerebbe le condizioni di<br \/>\nsopravvivenza intramurarie consentendo ad alcuni detenuti di \u201cbeneficiare\u201d di uscite anticipate e<br \/>\nmisure meno a\u001dittive rispetto alla detenzione in senso stretto, ma che non tiene conto \u2013 oltre che di<br \/>\nun processo di atomizzazione delle prospettive di liberazione dal carcere, tale da disinnescare ogni<br \/>\nprospettiva di liberazione collettiva e di definitiva rottura con il sistema-carcere \u2013 del processo di<br \/>\n\u201cincarceramento\u201d della societ\u00e0: un processo testimoniato, oltre che dalla visibile militarizzazione e<br \/>\nvideosorveglianza dei quartieri, da una invisibile schiera di semi-prigionieri agli arresti domiciliari, in<br \/>\nmessa alla prova, in libert\u00e0 vigilata, ecc.<br \/>\nIn sostanza, un ampliamento delle misure alternative non riduce l\u2019incarceramento, ma tende a moltiplicarlo<br \/>\nin maniera meno visibile. A riprova di ci\u00f2, a fronte di un costante aumento del numero dei<br \/>\ndetenuti (attualmente oltre 58mila), aumenta costantemente anche il numero dei sottoposti a<br \/>\nmisure alternative (attualmente oltre 47mila, ed in aumento alla velocit\u00e0 di circa mille persone al<br \/>\nmese).<br \/>\nE mentre si promettono misure alternative e sfollamenti generali, gi\u00e0 \u00e8 stato approvato il progetto<br \/>\nper la costruzione di un maxi carcere a Nola, su cui si aprono nuove prospettive speculative. Questo<br \/>\nnuovo colosso avrebbe dovuto ospitare 450 detenuti, poi aumentati a 900, per arrivare infine ad una<br \/>\ncapienza regolamentare di 1.200 detenuti, che potranno realisticamente diventare 2.400 essendo le<br \/>\ncelle progettate come singole, questo farebbe dell\u2019Istituto nolano uno dei pi\u00f9 capienti carceri in Italia<br \/>\ne rischia di trasformare la Citt\u00e0 Metropolitana di Napoli in un vero e proprio distretto del penitenziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Facciamo sentire la nostra vicinanza ai detenuti che alzano la testa!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Rafforziamo la lotta contro il carcere, l&#8217;isolamento e il 41 bis,<br \/>\nl\u2019ergastolo e la differenziazione!<br \/>\nAmplifichiamo la voce dei reclusi oltrepassando<br \/>\nle mura dell\u2019isolamento carcerario!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo Sabato 27 gennaio porteremo tutta la nostra solidariet\u00e0 ai detenuti del carcere di Poggioreale, provando a stare al fianco di chi, rinchiuso in quelle celle, resiste quotidianamente con dignit\u00e0 all\u2019abbrutimento e all\u2019isolamento dello Stato. 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