{"id":3017,"date":"2018-08-30T18:13:30","date_gmt":"2018-08-30T16:13:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3017"},"modified":"2018-09-04T20:22:18","modified_gmt":"2018-09-04T18:22:18","slug":"laquila-28-settembre-presidio-al-tribunale-e-al-carcere-41-bis-tortura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3017","title":{"rendered":"L&#8217;Aquila, 28 settembre &#8211; Presidio al Tribunale e al carcere &#8211; 41 BIS = TORTURA"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/aquila-verde-e1535991646315.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3021\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/aquila-verde-e1535991646315.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"487\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/aquila-verde-e1535991646315.jpg 400w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/aquila-verde-e1535991646315-218x300.jpg 218w\" sizes=\"(max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><\/a>fonte: Campagna <a href=\"https:\/\/paginecontrolatortura.noblogs.org\/2018\/08\/laquila-28-settembre-2018-presidio-al-tribunale-e-al-carcere\/\">Pagine contro la tortura<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>28 SETTEMBRE 2018, L\u2019AQUILA: IL SILENZIO \u00c8 COMPLICIT\u00c0!<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il 28 settembre a L\u2019Aquila si terr\u00e0 la quinta udienza contro Nadia Lioce, rinchiusa dal 2005 in regime di 41bis.<\/p>\n<p>In questo processo, le vengono contestate delle battiture (effettuate due volte al giorno, con una bottiglia di plastica e della durata di mezz\u2019ora l\u2019una) iniziate a marzo del 2015 a seguito della sottrazione, durante le perquisizioni in cella, di materiale cartaceo, corrispondenza e atti giudiziari. Nadia\u00a0 concluse la sua protesta nel settembre del 2015 quando il materiale le fu parzialmente riconsegnato.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>L\u2019accusa \u00e8 quella di \u201cturbamento della quiete carceraria\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Il fondamento principe del regime carcerario del 41bis \u00e8 l\u2019isolamento, non solo verso l\u2019esterno (attraverso la drastica riduzione di corrispondenza epistolare, colloqui, telefonate, letture e quant\u2019altro),\u00a0 ma anche tra chi \u00e8 l\u00ec rinchiuso\/a.<\/p>\n<p>Non \u00e8 di conseguenza, affatto facile venire a conoscenza di quanto accade all\u2019interno di questo regime speciale, isolato anche dal resto della struttura carceraria in cui quelle stesse sezioni si trovano.<\/p>\n<p>E\u2019, infatti, solo grazie alla decisione dei solidali presenti in aula, durante la scorsa udienza del 4 maggio, di restare e seguire i processi successivi a quello di Nadia, che si \u00e8 avuto modo di venire a conoscenza di altre forme individuali di resistenza messe in atto da altri detenuti in 41bis nonch\u00e9 di una battitura collettiva, sempre nel carcere de L\u2019Aquila, a seguito del divieto di tenere la televisione accesa oltre la mezzanotte. I detenuti tutti collegati in videoconferenza, da differenti carceri (in quanto nel frattempo trasferiti da quello de L\u2019Aquila), si trovavano tutti a processo per una serie di gesti di insubordinazione rispetto all\u2019ordinamento penitenziario, lo stesso che dispone: 23 ore su 24 di isolamento in cella, una sola ora di colloquio al mese con vetro divisorio, l\u2019interdizione da tutti i cosiddetti benefici, l\u2019impossibilit\u00e0 di ricevere libri e riviste direttamente dall\u2019esterno, di cucinare in cella, \u2026solo per citare alcune delle restrizioni.<\/p>\n<p><strong>Tra i divieti anche quello del \u201cdiritto di parola\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Ed \u00e8 per questo motivo che vogliamo dare parola a Nadia, riportando alcuni stralci di un suo documento depositato come parte della memoria difensiva in questo processo.<\/p>\n<p>\u201c\u2026<em>La legge nel definire \u201cle misure eccezionali\u201d\u00a0<\/em><strong>(<\/strong>quale il 41bis \u00e8 n.d.r.)<em>\u00a0rispetto all\u2019ordinamento non ha mai citato limiti minimi, con cui di norma si asseriscono le condizioni garantite per ogni condizione della prigionia, ma solo massimi.<\/em><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ad esempio: le ore di colloquio, di aria, di saletta, i chilogrammi e il numero dei pacchi, i capi di vestiario e i generi alimentari e di conforto detenibili in cella\u2026 sono tutti limiti non superabili. Le ore all\u2019aperto \u2013 una all\u2019aria, l\u2019altra in saletta \u2013 sono \u201cnon superiori a due\u201d. Cio\u00e8, mai condizioni garantite, proprio perch\u00e9 \u00e8 stato un regime concepito come una eccezione (e lo \u00e8) rispetto ad una normalit\u00e0\u2026 Questa serie di peculiarit\u00e0 incidono su tutti gli aspetti della vita quotidiana\u2026. Ognuno di questi aspetti delle necessit\u00e0, condizioni e disponibilit\u00e0 personali pu\u00f2 essere investito, e concretamente lo \u00e8 stato e lo \u00e8, da un regime ulteriormente restrittivo, quando in modo \u201cregolamentato\u201d quando nella pratica provocatoria e nella finalit\u00e0 vessatoria che voglia essere messa in atto ad arbitrio, incidendo in modo significativo sulla vivibilit\u00e0 quotidiana della prigionia\u2026.<\/em><\/p>\n<p><em>La sottoscritta approfondir\u00e0 ora le condizioni particolari del regime di 41 bis in cui si sono collocati i fatti in oggetto, specificando cosa siano i gruppi, partendo da quello che sono diventati.<\/em><\/p>\n<p><em>La legge del 2009 restringe i \u201cgruppi\u201d: da 5 componenti \u2013 al massimo \u2013 li riduce a 4\u2026 Stabilisce anche il divieto di comunicare tra appartenenti a gruppi diversi.<\/em><\/p>\n<p><em>In pratica, con questo slittamento, i \u201cgruppi\u201d diventano \u201cgruppi di segregazione\u201d che escludono tutti gli altri. Prima erano limitati ad un\u2019aggregazione di 5 persone, per un\u2019asserita garanzia di controllo, ora la vita in ogni sua espressione, anche verbale, non deve fuoriuscire dal gruppo di assegnazione (ridotto ad un massimo di 4 persone).<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Non un \u201cbuongiorno\u201d pu\u00f2 essere scambiato.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><em>In ogni caso, ricostruendo gli avvenimenti, \u201cla parola\u201d segregata fu in realt\u00e0 introdotta gi\u00e0 da una circolare ministeriale nell\u2019agosto 2008, cio\u00e8 circa 10 anni fa\u2026.<\/em><\/p>\n<p><em>La \u201cparola\u201d, ovvero quella facolt\u00e0 innata del genere umano che storicamente presso un po\u2019 tutte le civilt\u00e0 ne tipicizza la dignit\u00e0 rispetto alle altre specie animali, viene criminalizzata in se stessa\u2026 verso chiunque altro \u201cconsentisse\u201d al detenuto in 41 bis di \u201ccomunicare\u201d con \u201cl\u2019esterno\u201d (presumibilmente anche del gruppo) \u2013 dal personale penitenziario, all\u2019avvocato, al familiare, a chiunque solidarizzi \u2013 la previsione legislativa del 2009 \u00e8 l\u2019incriminazione penale\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>La particolarit\u00e0 della sezione femminile 41 bis\u00a0<\/em>(l\u2019unica femminile \u00e8 appunto a L\u2019Aquila n.d.r.)\u00a0<em>\u00e8 ora in buona parte dovuta alla scarsit\u00e0 di detenute, un dato di fatto che di per s\u00e9 si traduce in una pressione pi\u00f9 elevata, e che consente di gestire la frequentazione alternata dei comuni passeggi e della saletta, anche formando \u201cgruppi\u201d di due persone.<\/em><\/p>\n<p><em>E poich\u00e9 come prima opzione l\u2019amministrazione privilegia la composizione di gruppi di numero minimo di persone, i \u201cgruppi\u201d, salvo cause di forza maggiore, sono sempre di due donne.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>I gruppi di due persone nella vita civile si chiamano coppie.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>I<em>\u00a0gruppi di 2-3 persone, inoltre, erano limitati alle \u201caree riservate\u201d, cosi dette perch\u00e9 braccetti separati \u201cmonogruppo\u201d, isolati dagli altri e con un trattamento pi\u00f9 duro, fino al 2009 presenti in poche unit\u00e0 per carcere ove fossero ubicate.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2026di fatto con la legge del 2009, \u201cl\u2019area riservata\u201d \u00e8 diventata il modulo segregativo della popolazione detenuta al 41 bis.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2026Come si pu\u00f2 intuire, i mini gruppi di 2 persone sono la composizione a massimo condizionamento reciproco. Ad esempio offrono la possibilit\u00e0 con una sanzione di erogarne informalmente 2. \u00c8 quello che sarebbe successo alla sventurata detenuta che fosse capitata nel gruppo con la sottoscritta, anche dall\u2019aprile 2015 all\u2019ottobre 2017, quando avrebbe dovuto restare sola al passo delle sanzioni scontate dalla sottoscritta per la protesta effettuata dei fatti di un segmento della quale qui si discute.<\/em><\/p>\n<p><em>E invece non \u00e8 successo perch\u00e9 la sottoscritta, anche per senso di responsabilit\u00e0 verso le altre detenute, all\u2019atto del trasferimento in una sezione pi\u00f9 grande in grado di custodire ulteriori detenute sopravvenute, ha scelto di non condividere gruppi con nessuna, ovvero dal gennaio 2013 a tutt\u2019oggi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2026Perch\u00e9 battiture delle sbarre sono sempre state fatte collettivamente, e non, per periodi di mesi e anche di anni e per pi\u00f9 volte al giorno ognuna di 10-15 minuti, la qual cosa autorizzava a ritenere che ce ne fosse una pacifica accettazione\u2026Perch\u00e9 la sottoscritta non ha mai sentito nessuna lamentarsi n\u00e9 avrebbe potuto sapere di una lagnanza per comunicazione da qualche detenuta la cui quiete fosse stata disturbata, a causa del divieto di parlarsi di cui sopra, come asserito invece da terzi, interessati perch\u00e9 destinatari della protesta\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Riteniamo che questi stralci diano l\u2019esatta misura del fine totalmente segregativo insito nell\u2019applicazione di questo regime. Strumento ritorsivo e di annichilimento della volont\u00e0 e dignit\u00e0 della persone a cui \u00e8 applicato. E poich\u00e9, per altro, tale condizione pu\u00f2 aver fine solo attraverso la collaborazione con lo stato e le sue forze repressive, ecco che definire il 41bis uno dei moderni strumenti di tortura, non pu\u00f2 avere il sapore di una spropositata enfatizzazione.<\/p>\n<p>Se poi si ha modo di leggere gli atti redatti dagli organi di polizia, attestanti la necessit\u00e0 della proroga del 41bis (ogni 2 anni tale misura dovrebbe essere rivalutata e la competenza \u00e8 di un unico Tribunale su tutto il territorio nazionale), si comprende fino in fondo quanto (seppur nelle mille difficolt\u00e0 dovute proprio a tutte le restrizioni) il mantenimento di rapporti affettivi, di vicinanza e solidariet\u00e0 diventino motivi per la richiesta e decisione di proroga dell\u2019applicazione della misura.<\/p>\n<p>In particolare cos\u00ec si legge per Nadia Lioce, per cui, tra i motivi di proroga, vi sono inclusi: la presenza in aula di chi ha scelto di non lasciarla sola nella sua lotta e di sostenerla facendosi anche megafono che rompa il silenzio assordante in cui si vuole seppellire chi \u00e8 costretto e costretta, in 41bis; la volont\u00e0 di seppellire nell\u2019isolamento istanze radicali di fronte all\u2019acuirsi della crisi, anche a monito per chi da fuori si oppone a discriminazioni, guerre, sfruttamento e oppressione in maniera potenzialmente rivoluzionaria, cosa che palesa ulteriormente la natura del 41 bis come strumento di deterrenza delle lotte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La campagna \u201cPagine contro la tortura\u201d, nata nel 2015 a seguito dell\u2019applicazione di una circolare del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria che impediva alle persone ristrette in questi circuiti di ricevere dall\u2019esterno libri e tutto quanto relativo alla lettura e allo studio (salvo costose e farraginose modalit\u00e0 di acquisto attraverso l\u2019amministrazione del carcere) ha sin da subito intrapreso un percorso di disvelamento del 41bis- sempre presentato, alla cos\u00ec detta opinione pubblica, come strumento necessario ai fini della democratica lotta alla criminalit\u00e0 organizzata- quale strumento repressivo che detta i parametri di applicazione di sempre nuove e vessatorie misure di regimentazione all\u2019interno delle galere, a prescindere che siano sezioni comuni o meno.<\/p>\n<p>Ne \u00e8 un esempio\u00a0<strong>il processo in videoconferenza<\/strong>, inizialmente previsto in via \u201ceccezionale\u201d per gli\/le imputati\/e detenute in regime di 41bis e divenuto, con la legge del 23 giugno 2017, \u201cnormale\u201d (salvo particolari e motivate deroghe) per tutti i processi per reati di cos\u00ec detta \u201cpericolosit\u00e0 sociale\u201d e poi oggi esteso ai e alle richiedenti asilo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 la lotta contro il regime di 41 bis riguarda noi tutti\/e, e in prima persona. Tutti\/e quelli\/e che vorrebbero essere si, pericolosi per la cosiddetta stabilit\u00e0 sociale, per la irregimentazione verso cui la societ\u00e0 stessa in cui viviamo \u00e8 orientata, per la sua necessit\u00e0 di controllo che di fatto oggi la caratterizza\u2026 e lascia sempre meno spazi agibili di libert\u00e0. Per la societ\u00e0-galera di cui sempre si parla per descrivere ci\u00f2 che ci circonda e di cui il 41 bis nelle sue forme di sperimentazione e vessazione ne rappresenta la punta di diamante.<\/p>\n<p>Se il 41 bis \u00e8 la sperimentazione normata della tortura, finalizzata all\u2019annientamento, personale e sociale, ed ogni galera \u00e8 specchio della societ\u00e0, a quando le conseguenze di questo\u00a0<em>andante<\/em>\u00a0per noi tutti e tutte?<\/p>\n<p>Ebbene rimanere a guardare in silenzio cosa ci stanno facendo non fa parte del ventaglio delle possibilit\u00e0 che ci siamo dati\/e. N\u00e9 delle nostre scelte etiche.<\/p>\n<p>Il 28 settembre 2018 saremo a L\u2019Aquila, al fianco di chi si \u00e8 permesso di alzare la voce, e la testa,\u00a0 contro le condizioni del sistema-regime a 41bis, nel giorno in cui, come da calendario giudiziario, se ne celebreranno i processi. I detenuti per cui si terranno le udienze non sono pochi, fra questi anche la compagna Nadia Lioce.<\/p>\n<p>Ore 9:00 appuntamento presso il tribunale de L\u2019Aquila<\/p>\n<p>Dalle ore 14:00 Presidio al Carcere de L\u2019Aquila<\/p>\n<p><strong><em>SETTEMBRE 2018<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>PagineControLaTortura<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per informazioni sul pullman mail: 28settembre@gmail.com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>fonte: Campagna Pagine contro la tortura 28 SETTEMBRE 2018, L\u2019AQUILA: IL SILENZIO \u00c8 COMPLICIT\u00c0! \u00a0Il 28 settembre a L\u2019Aquila si terr\u00e0 la quinta udienza contro Nadia Lioce, rinchiusa dal 2005 in regime di 41bis. 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