Per una carta dei diritti di cittadinanza universale
Credo si debba discutere all'interno del movimento di tattica e di strategia Introduco questi aromenti perchè mi sembra che si continui con grave equivoco. Si è ormai formato un senso comune sul movimento, prodotto dai media e non solo. In questo senso comune noi saremmo gli antiglobalizzatori. Bene se noi siamo antiglobalizzatori (strategia)le nostre "tattiche" possono essere varie ma comunque riconducibili alla strategia antiglobalizzatrice. Credo che il piano di comunicazione non riesca a trasmettere "forte e chiaro" che noi siamo per la globalizzazione dei diritti, per la cittadinanza universale. Se, dunque, la nostra strategia riguarda il conflitto,interno alla globalizzazione, sulle forme di comando che il processo sta assumendo, penso sia importante ricombinare le reti di comunicazione in globalizzazione delle moltitudini. In questi progetti ci troviamo di fronte a varie tattiche di intervento. Si tratta di tattiche simboliche. Nessuno di noi ha pensato mai di conquistare militarmente Genova, sul piano reale. Tutti utilizzavamo tattiche simboliche di produzione di immagini della globalizzazione delle moltitudini. L' immaginario da produrre riguarda, riguardava, la possibilità di disobbedire a questo Impero. Dobbiamo evidenziare che l'impero si fonda sulla ipnosi delle coscienze, usa le immagini per legittimare di fatto un potere illegittimo. La tattica della disobbedienza civile mi sembra adeguata a provocare una coscienza che ci può essere un' altra globalizzazione. Mi sembra importantissima, tuttavia anche la guerriglia semiotica, cioè la provocazione di effetti di spiazzamento nell' immaginario imperiale. Queste tattiche assieme ad altre sviluppano i contropiani delle moltitudini. Anche il black block è una tattica. Si indirizza ai simboli (le banche, le concessionarie delle multinazionali) tuttavia mi sembra che l'azione di questa tattica collassi immediatamente dal simbolico al reale senza lasciare spazio ad una presa di coscienza se non quella di evidenziare un altra stategia ossia la strategia dell'antiglobalizzazione.Strategia che rifiuta tutti i processi in corso di distruzione delle identità e propone l'identità etnica, localistica, la terra e il sangue o un qualche fondamentalismo.In questo aspetto ci può essere una contiguità con le posizioni nazi. Si tratta dunque di chiarire la strategia e di non confondere la strategia con la tattica. Qual'è la strategia del black block?Quando la tattica crede di non aver bisogno di strategia,entriamo nel campo dell'azione fine a se stessa. Questo è il campo della psicopatia. Credo che il movimento si trovi di fronte a questo chiarimento indispensabile di strategia. Il problema è questo.
Leonardo Montecchi
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