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| NON E' STATO IL BLACK BLOC AD AVER MESSO A SOQQUADRO GENOVA | ||
| by alcuni Anarchici Tuesday, Aug. 21, 2001 at 10:00 AM | mail: | |
PER FARLA FINITA CON L'ORDINE DEI MOLTI E IL DISORDINE DEI POCHI, OVVERO NON E' STATO IL BLACK BLOC AD AVER MESSO A SOQQUADRO GENOVA
Erano in quattrocento. No, erano almeno un migliaio. Macché, erano molti di più, diciamo duemila, forse tre. Ma hanno fatto troppo casino, dovevano essere almeno in cinquemila. Ed è tutta colpa loro. Per poche mele marce, il bel cesto della disobbedienza civile è stato rovinato. Colpa loro, di quelli del Black Bloc. Le tute nere. Loro e solo loro hanno distrutto Genova. Cosa sono? Sono anarchici. Anzi no, per la precisione anarchici insurrezionalisti. Ma anche un po' squatter. E casseur. E punkabestia. E agenti provocatori. E infiltrati dei servizi segreti. E amici dei carabinieri... MA LA VOGLIAMO FARE FINITA CON QUESTO CUMULO DI IDIOZIE E DI MENZOGNE? Breve premessa terminologica. Pochi significa "di limitata quantità, di numero ridotto". Con valore generico, questo termine viene spesso usato in sostituzione di «piccolo», di «breve», di «insufficiente» e «inadeguato». In senso eufemistico può significare «quasi nessuno». Molti, invece, è direttamente contrapposto a pochi ed indica "misura notevole", o "grado elevato", oppure ha significato affine a «grande». Ebbene ogni forma di dominio ha sempre definito le manifestazioni di ostilità nei suoi confronti come un fenomeno relativo a pochi. Organizzazione sociale che si pretende sempiterna, lo Stato ha le sue ovvie ragioni per diffondere ed imporre ovunque l'idea che la sua origine non è storicamente determinata - non è cosa da mettere in discussione, insomma - ma è un fenomeno naturale ineludibile. Si vive sotto l'imperio dello Stato così come si vive sotto la luce del sole. Per questo motivo chiunque si batta contro di esso non può che essere pazzo, folle, demente. Inutile aggiungere che nel mondo dello Stato la normalità è la regola seguita dai molti; ne consegue che la follia deve essere l'eccezione dei pochi. Il discorso dominante presenta quindi ogni trasgressione al suo codice come un fatto piccolo, breve, insufficiente, inadeguato che viene compiuto da pochi, da quasi nessuno. Chi volete che si ribelli alla luce del sole? Solo pochi pazzi lo possono fare. Eppure tutta la storia è caratterizzata da rivolte che hanno visto la partecipazione di molti, non di pochi. Per neutralizzare e rimuovere il significato di queste rivolte contro il mondo del denaro - e cioè che tutto è possibile, anche l'impossibile - il dominio è sempre ricorso ad uno stratagemma semplice quanto efficace. Attribuire a pochi ciò che era di molti, circoscrivere e delimitare le espressioni di dissenso. Un obiettivo facile da raggiungere, soprattutto oggi, quando l'onnipresente chiacchiericcio dei mass media non si limita a riportare il fatto accaduto, ma lo costituisce, lo crea appositamente in funzione delle esigenze di chi detiene il potere. Davanti ad ogni movimento di protesta, soprattutto se si esprime in maniera antistituzionale come è avvenuto a Genova, i media non devono fare altro che scegliere al suo interno una componente, eleggerla rappresentante del movimento stesso, parlarne continuamente, intrattenersi sui suoi aspetti più folcloristici e spettacolari, ed ecco che tutto il movimento sociale assumerà i tratti di quella singola componente. Gli esempi che si potrebbero fare sono infiniti, ma ci limiteremo ai più noti o ai più recenti. Il movimento scoppiato in Francia nel maggio del 1968 viene presentato come una «contestazione studentesca». Il più grande tentativo rivoluzionario avvenuto in una democrazia occidentale nel dopoguerra, che dopo essere partito all'interno delle università si estese rapidamente al resto della società raggiungendo il suo culmine con l'adesione allo sciopero generale selvaggio da parte di oltre undici milioni di persone, viene così banalizzato e storicizzato sotto forma di movimentata protesta giovanile. La rivolta armata esplosa in Italia negli anni '70 viene fatta passare come opera di alcune «organizzazioni combattenti». Un movimento sociale vasto e composito, il cui assalto al cielo si espresse con migliaia di azioni compiute quotidianamente, è stato così ridimensionato alle sue sole forme più eclatanti. Le organizzazioni combattenti, che erano solo una minuscola parte di quel movimento, sono state trasformate nell'intero movimento. Questo meccanismo riduttivo è stato applicato anche in tempi più recenti, come nella rivolta di Los Angeles del 1992 - ricordata per la sua «natura razziale» - o nell'insurrezione in Albania del 1997 - dove un intero popolo in armi è stato dipinto come «poche bande armate». Qui in Italia l'esempio più recente è probabilmente dato dai disordini scoppiati a Torino tra il marzo e l'aprile del 1998, in seguito all'arresto di tre anarchici e al suicidio di uno di loro in carcere. All'epoca erano gli «squatter» a venir indicati sui giornali come il pericolo pubblico numero uno, sebbene proprio coloro che si definiscono squatter si siano distinti per i loro sforzi di placare gli animi e prevenire i disordini, prodigandosi nel gettare acqua sul fuoco ogni qualvolta ne hanno avuto la possibilità, a salvaguardia della propria bella vita. A Genova, quando l'aria che si respirava non era ancora densa del fumo dei lacrimogeni, la protesta era rappresentata dall'icona delle «tute bianche». Dopo, quando il clima si è fatto incandescente, è stata la volta del Black Bloc, degli anarchici insurrezionalisti, addirittura delle «tute nere» (ah, la fantasia dei giornalisti!). La cosa non manca di essere paradossale, e per diversi motivi. Innanzitutto perché vede la fine dell'infatuazione della sinistra europea per il Black Bloc. Portato sugli allori dopo la risonanza mediatica dei fatti di Seattle, il Black Bloc viene attaccato brutalmente oggi per aver fatto a Genova all'incirca ciò che aveva fatto a Seattle. Ma la sinistra europea radical-chic, in doppiopetto o in tuta bianca, ama coloro che indossano i passamontagna, imbracciano i fucili o devastano le banche solo quando sono lontani, molto lontani, possibilmente ad un oceano di distanza. Altrimenti si tratta solo di bastardi, agenti provocatori, infiltrati. Più o meno quanto la sinistra statunitense ha detto e scritto sul conto del Black Bloc dopo i fatti di Seattle. Chissà se adesso le Tute bianche di Bologna sono ancora pronte a confermare le commoventi parole di un loro vecchio comunicato: «Noi ci rifiutiamo di salvarci l'anima sulla pelle del Black Bloc, riconosciamo la loro piena legittimità nel movimento e rifiutiamo la logica dei "buoni" e dei "cattivi" ». Poi, gli insurrezionalisti. Ecco, gli insurrezionalisti sono perfetti per cucir loro addosso questa parte. Da un lato sono apertamente favorevoli alla distruzione, dall'altro sono additati da tutti, dalle forze dell'ordine come dal resto del «movimento». Cosa si può pretendere di più? Peccato che parecchi anarchici insurrezionalisti non fossero nemmeno presenti a Genova, essendosi dichiarati il più delle volte contrari a seguire le scadenze imposte dal nemico e a partecipare alle sue iniziative. E per gli anarchici insurrezionalisti, il nemico non era solo quello chiuso dietro la linea rossa ma anche molti di quelli che volevano sfondarla. Ma allora, a chi attribuire tutta questa violenza? é questa la preoccupazione che vi assilla, vero? Voi politici, giornalisti, sinistri recuperatori, fate veramente schifo. Gli scontri di Genova hanno visto la partecipazione di migliaia di persone. Siamo spiacenti di comunicarvi che no, non erano tutti anarchici insurrezionalisti. No, non erano tutti del Black Bloc. No, non erano tutti stranieri. E' inutile che andiate a cercare in qualche angolo recondito e oscuro ciò che avete sotto gli occhi. Proprio il fatto più grave avvenuto a Genova, l'assassinio di un dimostrante da parte dei carabinieri, dovrebbe ben suggerirvi qualcosa. Malgrado gli odiosi tentativi da parte dei giornalisti di farlo rientrare in una comoda etichetta prestabilita, Carlo Giuliani non era "vestito di nero". Non era un anarchico insurrezionalista. Non era uno squatter. Non era un punkabestia. Era solo un ragazzo arrabbiato contro questo mondo, che si è difeso uccidendolo. Non era uno dei pochi, era uno dei tanti. La rivolta non è una rara tara genetica. La rivolta è nell'aria, pronta a manifestarsi dappertutto e in chiunque. Chi si indigna per la devastazione di banche e uffici finanziari - ovvero le sedi dei criminali fra i più feroci che esistono - è solo chi è degno di questo mondo ed è ovvio che intende difenderlo con ogni mezzo necessario. Casarini, che ha perso un'occasione d'oro per mostrare al mondo il suo già collaudato show di scontri simulati, e Agnoletto, che tante volte gli ha sottratto la luce dei riflettori, entrambi si sono adoperati per difenderlo non disdegnando di ricorrere alla delazione e alla richiesta di iniziative più dure e decise da parte delle forze dell'ordine; peccato per loro che costoro lo abbiano fatto in maniera indiscriminata. Questi due pezzi di merda sono stati costretti a mettersi a nudo, ad ammettere di non poter controllare e rappresentare un intero movimento di protesta. Le vostre certezze sono finite. I vostri calcoli politici pure. Gli insorti di Genova erano pochi rispetto ai manifestanti pacifici, è vero, ma erano molti, troppi, rispetto alle vostre speranze. E' inutile che continuate a strillare contro «pochi scalmanati». E' inutile che continuate a cercare parafulmini per proteggervi dalla tempesta quando questa vi travolge. |
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| Il potere ha paura... | ||
| by Danilo Tuesday, Jul. 24, 2001 at 9:13 AM | mail: | |
E' questa la verità, cominciano ad avere paura, ma quella vera, e se il black bloc fosse arrivato a genova con migliaia di aderenti? |
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| il malessere interiore non crea nulla | ||
| by Giorgio Tuesday, Jul. 24, 2001 at 8:41 AM | mail: | |
Espressione di malessere giovanile di comprensibile rabbia ma assolutamente incapace di proporre forme creative di resistenza e progetto. Rispetto a tutto il lavoro che è stato fatto dal Gsf, arrivano dei giovani incazzati e cominciano a sfasciare. Se questo è vero, tutto questo non c'entra assolutamente nulla rispetto alla possibile costruzione di un movimento forte e rispetto al fatto che un mondo altro è possibile. Con la rabbia non puoi costruire nulla, se non dopo aver sfasciato tutto. Non solo l'utopia è l'impossibile che si possibilizza, anche il fascismo è un possibile. |
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| rivoluzione: o tutti o nessuno | ||
| by PETTONE@hotmail.com Tuesday, Jul. 24, 2001 at 11:57 AM | mail: | |
Se pensate che la distruzione sia la soluzione migliore, se pensate che porti a qualche possibile cambiamento, alora vi sbagliate. |
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| la paura aumenta | ||
| by malì Tuesday, Jul. 24, 2001 at 10:41 AM | mail: | |
è vero che la paura aumenta, ma aumenta per chi ancora crede che sia possibile vivere tranquilli ovattati nei propri privilegi. la paura è di coloro che hanno da salvare i propri soldi insieme alla propria pelle e palle.la paura è del potere che dentro questo movimento si rivela di giorno in giorno molto diffuso e imprevedibile. la paura dell'insurrezione quando viene smascherato deve creare un nemico-alieno nel proprio interno per salvare le proprie certezze, le proprie ipocresie, gli opportunismi. |
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| complimenti | ||
| by nick Tuesday, Jul. 24, 2001 at 11:18 AM | mail: | |
comnplimenti per la vostra analisi dei fatti. si tratta dell' unico testo sensato e lucido che abbia letto finora. è la lucidità con cui ci si presta a combattere ed anche a morire per la causa ciò che fa paura. ciò di cui si fa a meno di parlare . ci saranno altri morti forse. in palestina ci sono morti tutti i giorni. in chiapas. in macedonia . in america latina. i signori in doppio petto d'occidente avevano forse dimenticato che si combatte e si muore!!e si combatte e si muore sempr per le proprie idee non solo per difendere la villetta dagli albanesi. l'hanno dimenticato.LA RICOSTRUZIONE POST-BELLICA E' FINITA. SI APRE UNA NUOVA ERA PER L'UMANITA'.ogni fase storica progressista per il genere umano è stata preceduta da scontri.genova è solo l'inizio dite ad agnoletto e casarini |
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| i duri! | ||
| by michele Tuesday, Jul. 24, 2001 at 11:27 AM | mail: | |
ero a genova e vorrei che voi alcuni anarchici (bella firma davvero!!) mi spieghiate perchè ho visto gente spaccare tutto indiscriminatamente (non solo i simboli del capitalismo!) con gli centinania di sbirri e mezzi blindati che stanno a guardare e pacifisti non violenti con le mani alzate picchiati a sangue dagli stessi sbirri? |
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| Fate un po' come cazzo volete | ||
| by John Tuesday, Jul. 24, 2001 at 11:59 AM | mail: | |
ma sappiate che d'ora in poi per usare il corteo come uno scudo umano (grazie a voi e allo stupido modo in cui vi siete fatti guidare dagli infiltrati donne anziane, ciechi (ciechi) e altri che proprio non le cercavano hanno preso mazzate. Avete fatto il gioco della polizia che non chiedeva di meglio che poter massacrare chiunque divertendosi da fascisti e teppisti da stadio quali sono) per le vostre cazzate dovrete fare a botte con chi marcia in pace perché mettete troppa gente inerme in pericolo. |
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| Che peccato!! | ||
| by xyz Tuesday, Jul. 24, 2001 at 12:01 PM | mail: | |
Peccato che tanta bravura, perche' sei bravo a scrivere, sia sprecata e usata in maniera cosi' stupida. |
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| Pericolo | ||
| by Simonw Tuesday, Jul. 24, 2001 at 2:04 PM | mail: | |
Non voglio entrare in polemica con nessuno, sfrutto solo questo spazio per comunicare la preoccupazione per la frammentazione del movimento CHE LORO VOGLIONO PROCURARE CON LE LORO AZIONI FASCISTE COMPIUTE PER TUTTO IL G8. Il movimento deve rimanere unito contro l'unico vero nemico: LE MULTINAZIONALI. |
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| WE ARE ALL BLACK BLOCK | ||
| by Gaetano Bresci Tuesday, Jul. 24, 2001 at 2:08 PM | mail: | |
Finalmente un AMIGO che ne sa...Casarini,tute bianche(ma sporche),Agnoletto,pacifisti vari...TREMATE!!! |
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| questa è una farsa | ||
| by soma rase Wednesday, Jul. 25, 2001 at 6:06 PM | mail: | |
smettetela con questa farsa che vuole farci credere che black e tute bianche siano nemici fra loro. chiunque abbia un minimo di contatto con loro ha capito perfettamente che i bianchi proteggono i neri. il problema è sapere se proteggono anche gli infiltrati neri o solo i veri anarchici. |
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| strade parallele | ||
| by simone Friday, Aug. 10, 2001 at 10:25 PM | mail: | |
non esiste mai una sola verità, è vero il potere è spaventato dal blocco ma bisogna tenere in conto che è anche un arma a doppio taglio |
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| essenziale... | ||
| by M. A. Tuesday, Aug. 14, 2001 at 2:19 AM | mail: rizo77@libero.it | |
essenziale...lucidamente interprete dell'opinione di molti... |
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| IPOCRITI | ||
| by FIL Tuesday, Aug. 21, 2001 at 10:00 AM | mail: | |
siete solamente una massa maleodorante di ipocriti che sputano sul benessere che la nostra civilta' si e' conquistato a caro prezzo nel dopoguerra con i sacrifici dei nostri genitori e nonni che hanno sputato sangue per poterci garantire un'esistenza agiata.Distruggendo banche e uffici finanziari distruggete voi stessi e il progresso che le multinazionali portano a tutti e per quanto riguarda le forze dell'ordine vi avrebbero dovuto bastonare di piu |
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| si è proprio così | ||
| by a Tuesday, Jul. 23, 2002 at 3:43 PM | mail: | |
.............ancora che credete a queste strumentalizzazioni del cazzo?!.......ma non potrebbe essere che esista anche qualcuno che non si pianga sempre addosso e cerchi invece di combattere,nel vero significato del termine,il sistema e tutto cio che esso ingloba????!!!!!! i veri colpevoli da sempre, anche se voi vi siete svegliati solo ora, sono le guardieeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! |
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| perche? | ||
| by dave Sunday, Sep. 22, 2002 at 7:19 PM | mail: | |
perchè non andate a lavorare? |
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| Anarchia | ||
| by Anarchia Sunday, Sep. 22, 2002 at 7:32 PM | mail: | |
Vi tengo presente che le banche e le multinazionali devastano il pianeta e sfruttano manodopera(spesso infantile) a prezzi davvero da fame. E questo sarebbe il processo con il quale le multinazionali portano il "benessere"? |
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