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http://italy.indymedia.org/news/2003/05/290111.php Invia anche i commenti.

rassegna stampa oggi su g8 evian
by mj Thursday, May. 22, 2003 at 11:53 AM mail:

da ilmanifesto.it, liberazione.it, il secolo XIX, il giornale del popolo (svizzero)

da il manifesto.it

Tutti i mali del G8
Promesse tradite nella lotta alle epidemie globali. A Evian si rischiano altri passi indietro: un appello delle ong
GIANNI ROSSI BARILLI
Il G8 che tornerà a riunirsi a Evian, in Francia, dall' 1 al 3 giugno prossimi deve affrontare le molte promesse non mantenute riguardo all'emergenza sanitaria mondiale che è causa ogni giorno di 19.000 morti per Aids, tubercolosi, malaria, malattia del sonno o leishmaniosi. Lo chiedono numerose organizzazioni non governative, come Medici senza frontiere, Lila-Cedius e Azione aiuto, che denunciano il mancato rispetto degli impegni finanziari presi nel recente passato e si fanno promotrici di un appello perché finalmente si passi dalle parole ai fatti. Le premesse sono tutt'altro che confortanti. Un dossier di Medici senza frontiere ricorda gli obiettivi fissati a Okinawa (Giappone) nel 2000, che prevedevano di ridurre del 25% entro il 2010 le infezioni da Hiv tra i giovani su scala planetaria e addirittura di dimezzare la mortalità e i danni provocati da tubercolosi e malaria. A tre anni di distanza la situazione, anziché migliorare, è peggiorata. I casi di Hiv tra i bambini sono quasi triplicati e il numero complessivo delle persone colpite dal virus è salito da 34 a 42 milioni. Tubercolosi e malaria, invece, non sono aumentate di molto, ma gli effetti di entrambe le malattie si sono fatti più devastanti nelle aree "svantaggiate", in Africa soprattutto.

Dietro a tutto questo non c'è qualche inattesa fatalità o un eccesso di ottimismo nelle previsioni, quanto piuttosto una clamorosa inadempienza da parte dei paesi ricchi nel finanziare i piani da loro stessi approvati per migliorare le cose. Un esempio: il fondo globale per la lotta alle malattie infettive lanciato con grandi clamori al G8 di Genova del luglio 2001 avrebbe dovuto contare su un flusso di finanziamenti tra i 7 e i 10 miliardi di dollari l'anno, ma a tutt'oggi le elargizioni dei paesi donatori sono molto inferiori e gli impegni sottoscritti ammontano a 3,3 miliardi di dollari per il periodo 2001-2008. Inoltre, la parte ricca del mondo non si limita a stringere i cordoni della borsa, ma continua a sostenere il sacrosanto diritto delle multinazionali farmaceutiche a realizzare il massimo profitto possibile dai diritti di proprietà intellettuale sui farmaci necessari a curare le malattie di cui sopra. E' questa, in particolare, la posizione degli Stati uniti, che non vogliono sentir parlare di deroghe al copyright farmaceutico e affermano che bisogna puntare sul rafforzamento dei "sistemi sanitari" dei paesi poveri (espressione estremamente vaga) anziché sulla riduzione del prezzo delle medicine per renderle più accessibili. Se questo punto di vista, com'è probabile, si rivelasse vincente a Evian, sarà un grosso passo indietro rispetto agli accordi sottoscritti a Doha nel novembre 2001 da tutti i paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), che consentivano una certa flessibilità sui diritti di proprietà intellettuale per tutelare esigenze di salute pubblica. Offrivano, cioè, delle scappatoie per produrrre o importare farmaci generici a costi molto più bassi di quelli "di marca". Grazie a questi accordi si sono potute concretizzare politiche sanitarie molto efficaci in diversi paesi. Come in Brasile, dove la lotta all'Aids ha fatto registrare successi straordinari attraverso la diffusione di farmaci generici prodotti localmente che hanno dimezzato il tasso di mortalità.

Ora tutto rischia di tornare in discussione, e per questo le ong invitano l'opinione pubblica a mobilitarsi. Ciascuno di noi può fare qualcosa. Per esempio inviando una e-mail al nostro presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che di promesse se ne intende, perché convinca i suoi colleghi del G8 a rispettare gli impegni economici a suo tempo strombazzati. Per scaricare il testo di una lettera adatta allo scopo basta collegarsi ai siti http://www.azioneaiuto.it, http://www.lilacedius.it oppure http://www.msf.it



FRONTIERE CHIUSE
La Francia ha deciso di sospendere il trattato di Schengen e ripristinare i controlli alle frontiere dal 22 maggio al 4 giugno, nel quadro delle misure di sicurezze prese per il G8 di Evian. Ad annunciare la decisione è stato il ministro degli interni di Parigi Nicholas Sarkozy, motivandolo con il timore che «gruppi marginali ricorrano alla violenza per impedire o ostacolare» il summit.


«VOGLIONO GENOVA»
«Il G8 che si terrà a Evian si preannuncia come l'occasione per una nuova svolta autoritaria nella gestione dell'ordine pubblico in Europa con il coinvolgimento addirittura di più polizie di diversi stati europei, il blocco alle frontiere, l'individuazione di nuove zone rosse. A due anni di distanza dal G8 di Genova forte è la preoccupazione di una gestione dell'ordine pubblico autoritaria e fallimentare come già accadde a Genova». Così il deputato verde Paolo Cento.


«CHE DICE BERLUSCONI?»
«Mancano solo due settimane al G8 e né il parlamento, né gli italiani sono stati informati ufficialmente sulle posizioni del governo. Le richieste di incontro delle ong con i diplomatici italiani non sono state ancora soddisfatte, mentre su alcuni temi il governo è totalmente latitante». Così il senatore dei Verdi Francesco Martone, che ha presentato un'interpellanza urgente con i senatori ulivisti Franco Danieli e Tana De Zulueta per chiedere al governo di riferire, tra le altre cose, «sulle posizioni relative ai paradisi fiscali e alle speculazioni finanziarie, sull'esclusione dell'acqua dalle offerte di liberalizzazione dei servizi nel Wto e su quali impegni il governo intende sottoscrivere per una politica più ambiziosa sulla cancellazione del debito estero».



PER SAPERNE DI PIÙ
Per informazioni sulle contromanifestazioni, segnaliamo alcuni dei tanti siti web dedicati all'argomento: italy.indymedia.org; switzerland.indymedia.org/it; nice.indymedia.org; http://www.nadir.org/nadir/initiativ/agp/free/evian; http://www.g8deviant.org; http://www.g8-evian2003.org; http://www.g8illegal.org; http://www.evian-g8.org; http://www.squat.net/contre-attaque; http://www.claaacg8.org; http://www.aarrg.org; http://www.bellaciao.org.



Il summit secondo Chirac: aperto e «sociale»
Il presidente francese presenta l'edizione 2003 di Evian, puntando sui temi sociali, sanità in testa
ANNA MARIA MERLO
PARIGI
Jacques Chirac, che si appresta a cedere a metà di fronte a George W. Bush con il voto di oggi al consiglio di sicurezza dell'Onu, vuole che il G8 di Evian (1-3 giugno) sia aperto al mondo e contribuisca a ristabilire la fiducia dopo i «dubbi» conseguenti alla guerra all'Iraq, anche con il rischio di ravvivare la tensione con Washington, su temi tradizionali di scontro tra Francia e Usa, altrettanto conflittuali ma meno esplosivi dell'Iraq, come l'aiuto allo sviluppo, il protocollo di Kyoto, i brevetti sui medicinali. L'apertura al mondo - il primo giorno del vertice di Evian Chirac ha invitato, oltre ai cinque africani del Nepad (Egitto, Algeria, Nigeria, Sudafrica, Senegal), altri otto paesi (dalla Cina all'India, dal Brasile al Messico) a partecipare a un incontro con i cosiddetti «grandi», che rappresentano il 50% del pil mondiale. Ieri, per sottolineare questo impegno, Chirac ha riservato ai rappresentanti dei sindacati e delle Ong, oltreché alla diplomazia internazionale, la primizia del discorso programmatico su Evian. Il vertice affronterà tre aree tematiche per dimostrare che «le nazioni possono e vogliono intendersi, agire assieme al servizio dell'uomo, attraverso la crescita dell'economia e la realizzazione degli impegni del millennio e di Johannesburg»: le questioni macroeconomiche (ieri Chirac si è detto fiducioso sull'esistenza di «tutte le condizioni per una ripresa economica»), lo sviluppo sostenibile e la sicurezza. Chirac chiederà ai partner di affermare «i principi di un'economia di mercato responsabile» dopo gli scossoni dei casi Enron o Worldcom.

Sullo sviluppo sostenibile, Chirac ha insistito sulla necessità di fare un gesto a favore dell'apertura dei mercati del nord ai prodotti del sud. In particolare, al presidente francese interessa che venga rilanciato il programma di collaborazione con l'Africa, nell'ambito della Nepad (Nuova partnership), ma che questioni concrete - come gli stanziamenti per la lotta all'aids, decisi a Genova - abbiano un effettivo seguito concreto. Il presidente francese ha ricordato gli impegni presi alla conferenza di Monterrey sul finanziamento dello sviluppo e al vertice della terra a Johannesburg. Ha ribadito l'importanza per l'ambiente del protocollo di Kyoto, non firmato dagli Usa. Ha portato il proprio sostegno all'iniziativa di Romano Prodi, presidente della Commissione, di finanziare con un miliardo di euro la diffusione dell'acqua potabile per ridurre della metà entro il 2015 il numero di coloro che ne sono privi. Per Chirac, questa apertura dovrebbe rappresentare la risposta alla contestazione, che si annuncia molto forte. Il G8 è difatti considerato illegale dal «Vertice per un altro mondo», che organizza una serie di tavole rotonde che faranno da contraltare ai temi trattati dagli otto grandi: Chirac vuole dimostrare di aver inteso il messaggio che viene dalle organizzazioni di base. Sulla sicurezza, il G8 dovrebbe insistere non solo sulla lotta al terrorismo ma anche sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa.



LOSANNA
Occhio ai movimenti
I commercianti temono i casseurs, e gli antiG8 promettono: non saremo violenti
ANDREA CAPOCCI
LOSANNA
A dieci giorni dall'inizio del G8 di Evian, Losanna si prepara ad ospitare sia le delegazioni partecipanti al vertice che le manifestazioni di protesta. Qui alloggeranno i governanti dei paesi invitati, tra cui Cina, Brasile e Sudafrica. Il quartiere di Ouchy, meta tradizionale di passeggiate sul lungolago e sede degli hotel prenotati per l'occasione, sarà inaccessibile già una settimana prima del G8. A parte queste limitazioni, secondo le autorità le abitudini dei losannesi non saranno stravolte. In città non ci crede nessuno. Il timore di disordini è palpabile nei luccicanti negozi del Bourg, dove i commercianti già chiedono che il comune paghi i danni dei «casseurs». La manifestazione del primo maggio, con l'«assalto» alle vetrine di un albergo di lusso, ha evidentemente lasciato il segno. Ma a Losanna, governata dalla sinistra e abitata per il 40% da immigrati, le mobilitazioni contro il vertice destano anche molte simpatie. Organizzazioni e associazioni si dannano l'anima per preparare l'appuntamento: il summit è una vetrina unica per i movimenti. Da qui al G8, quindi, assemblee e manifestazioni della variegata sinistra locale si succederanno a ritmo quotidiano. Il fischio di inizio lo ha dato il Movimento per il socialismo, vicino alla francese Lcr, con un Forum «Per disegnare un altro mondo». Tra i presenti, Claudio Katz, François Chesnais e Alain Bihr, ben noti ai lettori di Le Monde Diplomatique. Organizzato invece dagli anarchici dell'Osl e da Ya Basta!, il «Forum des luttes sociales» (24-27 maggio) porterà in Svizzera le lotte di Chiapas, Sudafrica, America Latina e Spagna, raccontate in prima persona dai protagonisti. Poi arriverà il momento di scendere in piazza. E anche dalle parti dell'Espace Autogéré, storico centro sociale, nessuno crede ad una Losanna «normale». Intorno al centro gravita il movimento locale, nato nelle case occupate e all'Università. Le ragazze e i ragazzi che ne fanno parte sanno di avere tutti gli occhi puntati addosso: si sono fatti carico della maggior parte dell'organizzazione e hanno aderito al Comitato anti-G8 insieme alla sinistra istituzionale, ma al primo tafferuglio «quelli dell'Espace» saranno messi all'indice. Perciò stanno facendo le cose per bene, e hanno sottoscritto una Carta che invita ad una protesta pacifica e a rispettare la zona rossa. Parteciperanno anche al «servizio di protezione» in caso di incidenti. Per degli irriducibili libertari, è stata una decisione sofferta. «Non è un servizio d'ordine», precisano, «ma dobbiamo difenderci dalla strumentalizzazione della violenza». La manifestazione di giovedì 29 la dice lunga: avrebbe dovuto concludersi a ridosso della zona rossa in riva al lago, ma si è deciso di finire il corteo con un concerto nella piazza centrale, anche per evitare tensioni pericolose all'inizio di una settimana di passione.

Tra i progetti più ambiziosi figurava il villaggio autogestito. Il negoziato con le autorità si è interrotto senza un accordo. La città comunque ha deciso di mettere a disposizione dei manifestanti un terreno non lontano dal lago, e ha speso 230 mila franchi (circa 150 mila euro) per cucine e sanitari da campo. L'ospitalità sarà dunque assicurata dalle stesse istituzioni. Ma il movimento non demorde: autorizzazione o no, il villaggio sul lago si farà. L'appuntamento è per lunedì 26. «Temevamo di non avere il villaggio e invece ne avremo due», scherza qualcuno al bar dell'Espace Autogéré. E tra una birra e l'altra, si attendono già i primi arrivi dall'estero.




da liberazione.it


Evian, un altro G8 chiuso a chiave
Mentre gli otto "grandi" si barricano, dal 1 al 3 giugno nella cittadina francese i movimenti rilanciano la sfida globale del controvertice
Ginevra blindata, Evian addirittura irraggiungibile, tutta l'area di confine tra la Francia e la Svizzera trasformata in una trincea per proteggere i potenti. I preparativi per la rituale riunione degli otto "grandi" che si terrà nella città termale francese dall'1 al 3 giugno, seguono il consumato canovaccio di sempre. I capi di Stato e di governo asserragliati nelle loro impenetrabili fortezze che discutono sui destini dell'umanità, i contestatori tenuti lontani, con le buone o con le cattive, da imponenti schieramenti di polizia. E stavolta la famigerata "Zona Rossa" abbraccerà un perimetro di decine di chilometri. Di fatto sarà impossibile avvicinarsi ai luoghi deputati al vertice ufficiale. Le reti anti-globalizzazione circonderanno anche stavolta la cittadella del potere con delle pacifiche fiaccolate, come si faceva nel medioevo prima di sferrare l'assedio alle città. Ma non ci sarà la promiscuità di Genova 2001, quando l'oltrepassamento simbolico della zona, fornì il pretesto per la brutale repressione poliziesca che infierì contro i manifestanti inermi, nei modi che ci hanno raccontato le cronache.

Se da parte francese l'atteggiamento delle autorità è stato, malgrado le schedature dei servizi segreti, relativamente disponibile, con il presidente Chirac che ha ricevuto diversi rappresentanti dei movimenti, il governo svizzero ha fatto di tutto perché non si manifesti sul suo territorio, riducendo le iniziative dei "no-global" a un mero problema di ordine pubblico. Il primo giugno Ginevra ospiterà comunque il grande corteo internazionalista (autorizzato dal Gran Consiglio ginevrino il quale si è espresso contro il divieto di manifestare invocato dal partito liberale). Iniziativa che segnerà il culmine delle "giornate di resistenza" dell'arcipelago movimentista. Per l'occasione sono previsti almeno 300mila partecipanti provenienti da tutti i paesi europei e non solo. Intanto la città lacustre mette appunto il suo dispositivo securitario: più di 5mila militari (che però non potranno entrare in contatto con i dimostranti), 2mila cinquecento agenti di polizia, molti dei quali in tenuta antisommossa, ai quali si aggiungeranno altre cinquecento unità per il corteo del primo giugno. Senza parlare dei mille gendarmi tedeschi richiesti dalle autorità cantonali. Altre migliaia di uomini saranno in ogni caso dispiegati per la zona frontaliera.

Il calendario delle iniziative di un controvertice che si svolgerà in diverse località in un'area geografica molto estesa che attraverserà più volte i confini franco-svizzeri, è fitto e articolato. Sindacalismo di base, coordinamenti associativa, social forum regionali, ma anche rappresentanti dei partiti della sinistra europea ed esponenti della società civile animeranno una settimana di azioni e dibattiti. Si comincia giovedì 29 con una manifestazione in bicicletta nella valle di Chamonix organizzata dal "Charg" (Collettivo dell'Alta Savoia di resistenza al G8) contro i progetti di speculazione ambientale in una regione martoriata dal traffico stradale proveniente dal tunnel del Monte Bianco. «Chiediamo che si operi su scala europea un drastico trasferimento delle merci dalle autostrade alle linee ferroviare», spiegano gli organizzatori. Sempre il 29 e fino al 31 maggio avrà inizio il "Summit per un altro mondo", un incontro che affronterà gli stessi temi del G8, ma in chiave rovesciata: si discuterà di sviluppo durevole e sostenibile per il sud del pianeta, di annullamento del debito dei Paesi poveri e di un equo accesso alle risorse naturali. Si parlerà della guerra, diventata ormai lo strumento principe per disegnare gli assetti imperiali del mondo, dei diritti di lavoratori e disoccupati e del governo dal basso dell'economia, della libertà di circolazione dei migranti e della repressione del dissenso politico dopo gli attentati dell'11 settembre. Tra i coordinatori dell'iniziativa Attac, Amnesty International, Act-up, Greenpeace. Ad Anemasse, sempre in Alta Savoia, sorgeranno invece due importanti luoghi di ritrovo, dove si potrà pernottare e rifocillarsi nei banchetti popolari: il "Campo anticapitalista e antiguerra", e il "Villaggio intergalattico"(per maggiori informazioni, consultare il sitowww. g8-evian2003. org.

Daniele Zaccaria


BiciG8 a VIGEVANO... verso Evian
Anche a Vigevano e in Lomellina cresce la mobilitazione del movimento dei movimenti contro il prossimo vertice del G8, previsto per i primi giorni di giugno a Evian, in Francia. Domenica 25 maggio la carovana ciclistica Bici-G8, in viaggio verso Evian per la manifestazione contro il vertice dei potenti, transita a Vigevano. Si tratta di un gruppo di associazioni, collettivi, liber* cittadin* che attraverserà due frontiere e percorrerà ben 500 chilometri per portare lungo le strade e nelle città italiane e europee la protesta contro la globalizzazione neoliberista. La bicicarovana parte da Milano nella mattibna di domenica, passa per Abbiategrasso e fa una tappa "ristoratrice" a Vigevano, presso i giardini annessi alla Palazzina Pertini in viale Leonardo da Vinci 15, dove il Forum sociale propone verso le 12, per dire tutt* insieme "no" al governo mondiale di guerra e miseria, sound system, striscioni e banchetti informativi sulle mobilitazioni contro il vertice di Evian. La carovana prosegue poi per Mortara e raggiunge in serata Novata, dove ci saranno tante altre iniziative di accoglienza a cura delle associazioni che fanno riferimento al movimento dei movimenti.



da corriere.it



il numero in edicola
ESTERI
Chirac incalza Bush: «Un mondo unito»

«Al G-8 di Evian per affermare valori universali». Ma la Casa Bianca attacca l’Europa

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI - Dall'Iraq all'agricoltura, dalla visione del mondo al protezionismo industriale, le divergenze fra Paesi europei e Stati Uniti restano aperte. E quelle fra Parigi e Washington esplicite. Ieri se ne avuta una conferma, in due discorsi, a distanza, fra Bush e Chirac. In vista del prossimo G-8 di Evian, e del primo, inevitabile, faccia a faccia fra i due presidenti, la Francia non vuole rischiare un fallimento del vertice e l'ulteriore peggioramento dei rapporti con gli Stati Uniti.
D'altra parte, non è nel costume nazionale chiedere scusa, e meno che mai nel contesto del dopoguerra, con una ripresa del terrorismo che sembra dar ragione alle Cassandre pacifiste e a chi, come Chirac, aveva previsto la «moltiplicazione di piccoli Ben Laden». «Oggi abbiamo paura di aver avuto ragione», dicono al ministero degli Esteri.
Anticipando, con un discorso all' Eliseo, il «menu» di Evian, Chirac ha evitato le polemiche, rilanciando però la visione francese del pianeta. Solidarietà con il terzo mondo e con i Paesi emergenti, sviluppo sostenibile, protocolli di Kyoto sull'effetto serra, mondializzazione dal volto umano, governo multilaterale del pianeta: ecco i temi chiave sui quali la Francia cercherà il consenso dei grandi della terra.
E non solo di questi: convinto che il G-8 «non debba essere un direttorio», Chirac ha invitato ai lavori i presidenti cinese, messicano e brasiliano, il primo ministro indiano, il principe saudita Abdallah, il primo ministro malaysiano, presidente del movimento dei non allineati e il Re del Marocco, presidente dell'associazione dei Paesi in via di sviluppo. Saranno inoltre presenti avanguardie dello sviluppo africano, Algeria, Egitto, Sud Africa e Senegal. Infine, la Francia ha voluto che il vertice fosse aperto alla società civile e al dialogo con i movimenti no global.
Tutte «aperture» che non faranno molto piacere a Bush il quale, indirettamente, ha risposto alla visione umanistica di Chirac invitando i partner europei a far corrispondere la copertura finanziaria alle buone intenzioni. Il presidente americano si è riferito agli aiuti per la lotta all'Aids, ma ha anche accennato alle misure protezionistiche in agricoltura e ha attaccato la posizione dell'Unione europea contraria agli Ogm (organismi geneticamente modificabili) che, secondo il presidente americano, ostacola la lotta alla fame nel mondo sulla base di «timori infondati e non su basi scientifiche».
«Dopo mesi difficili, Evian è l'occasione per dimostrare che le nazioni possono e vogliono intendersi, agire insieme al servizio dell'uomo», ha auspicato il presidente francese, convinto che «sanità, alimentazione, accesso all'acqua, ambiente sano siano ormai diritti fondamentali» la cui realizzazione dipende dalla capacità dei Paesi più forti di costruire «un mondo unito e solidale».
Nei giorni scorsi, il mondo imprenditoriale aveva rivolto un invito al mondo politico a voltare pagina e a ricucire i rapporti atlantici, nell'ottica del «businnes as usual». Chirac ha rassicurato gli imprenditori: la fiducia nella ripresa dell'economia ha, come premessa, la distensione dei rapporti politici. In questo contesto, la diplomazia è al lavoro per una risoluzione all'Onu sulla futura gestione dell'Iraq che sia all'insegna del dialogo. Ed è stato proprio il ministro degli Esteri francese Dominique de Villepin ad annunciare ieri sera che Parigi Berlino e Mosca voteranno a favore della risoluzione per la revoca dell’embargo a Bagdad proposta al Consiglio di Sicurezza dagli Stati Uniti.
Nel discorso all'Eliseo, senza mai citare gli Stati Uniti, Chirac ha detto che l'altra faccia della mondializzazione è una maggiore vulnerabilità rispetto al terrorismo, alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, al traffico di droga e al crimine organizzato.
«Noi - ha concluso il presidente - partecipiamo all'impresa ambiziosa di costruire un governo mondiale e di affermare valori universali, che saranno tanto più forti quanto più saranno condivisi da tutti». Difficile che ad Evian si compia il miracolo di convincere anche Bush.
Massimo Nava



da http://www.ilsecoloxix.it/Secolo_notizia01OK.asp?idnotizia=74494&idcategoria=594


Sospeso Schengen
In concomitanza con il vertice del G8 di Evian tornano le verifiche sui documenti
Controlli di frontiera come un tempo sino al 4 giugno
Ventimiglia Ristabiliti i controlli agli ex valichi di frontiera con la Francia.
In concomitanza con il G8, fissato quest'anno ad Evian, da oggi sino al 4 giugno alla frontiera verranno adottate misure straordinarie in deroga a Schengen, con controllo a campione dei documenti ed eventuali accertamenti. L'obiettivo è quello di impedire che ad Evian possano avvenire disordini per quanto riguarda l'ordine pubblico e quindi di fermare preventivamente eventuali soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi. Ma alla luce degli ultimi eventi, i controlli avranno anche un'importante funzione nell'ambito della lotta contro il terrorismo internazionale.
I controlli verranno effettuati a tutti i valichi: compresi quelli sulla statale e sulla linea ferroviaria. E potrebbero anche provocare ...
Leggi tutto l'articolo in pdf



da il giornale del popolo
http://www.gdp.ch/cgi-bin/show-article?ArtCode=2-2003-05-22-137411


Edizione del 22/05/2003

Confederazione

Vertice G8 - I rinforzi costeranno circa 4 milioni
La polizia tedesca presidierà Cointrin

Accogliendo la decisione della propria Delegazione per la sicurezza, il Consiglio federale ha formalmente accettato ieri di ricorrere a poliziotti tedeschi per assicurare il servizio d'ordine a Ginevra in occasione del vertice G8 a Evian (F). Dopo essersi rifiutato in un primo tempo di far ricorso a forze della Germania, davanti all'insistenza dell'esecutivo ginevrino il Consiglio federale si è ricreduto. Il dipartimento di giustizia e polizia ha fatto sapere che il Governo ci tiene a garantire la sicurezza delle organizzazioni internazionali, delle missioni estere e delle delegazioni che parteciperanno al vertice. Berna tuttavia non intende compromettere la sovranità ginevrina in materia di polizia, né tantomeno supplire alla competenza operativa e alla responsabilità del Cantone. Il ministro dell'interno tedesco Otto Schily ha già dato il suo accordo orale alla richiesta di Ginevra: circa 750 poliziotti della Germania andranno quindi a rafforzare il servizio d'ordine interno all'aeroporto di Cointrin. Altri 250 agenti costituiranno le squadre per l'utilizzo dei 15 cannoncini ad acqua che il Consiglio federale aveva chiesto alla Germania il 30 aprile. Questo migliaio di persone e i mezzi idranti costeranno alla Svizzera circa quattro milioni di franchi. Sulla stampa domenicale la ministraMetzler ha già espresso il parere che questa spesa debba essere a carico di Ginevra, ma la questione sarà ufficialmente affrontata dopo lo svolgimento del vertice, in programma all'inizio di giugno. Intanto da giovedì, per questioni si sicurezza, ci sarà un rafforzamento dei controlli alle frontiere svizzere in vista del G8.




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