Traduzione dall'inglese sulla spiegazione delle motivazioni
degli Anarchici Black Bloc.
Dal sito di uk.indymedia.org
Postata da James Anon domenica 22 luglio alle 0re 2:31.
Traduzione dall'inglese sulla spiegazione della motivazione degli Anarchici/Black Bloc.
Postata da James Anon domenica 22 luglio alle 0re 2:31.
Molti sembrano essere confusi e arrabbiati nei confronti di coloro che hanno usato tattiche di guerriglia urbana a Genova.
Con la spiegazione della motivazione che è alla base delle tattiche dei combattimenti di strada, specialmente dalla prospettiva del Black Bloc, questo articolo ha la speranza di tranquillizzare questa rabbia.
L' articolo suggerisce anche alcuni modi che, noi, come movimento, mandiamo avanti e che concernono i disaccordi circa azioni di forza o azioni non violente dirette.
La motivazione del movimento Anarchico Black Bloc.
Per prima cosa, io sono un anarchico, e questo è stato scritto perché molte delle motivazioni che stanno dietro alla tattica della guerriglia urbana, hanno la necessità di essere spiegate, specialmente dopo la morte del bravo combattente di strada Carlo Giuliani.
Nessuno si aspetta che un cambiamento radicale sia un processo facile e avvenga in maniera confortevole. Molte persone sono arrabbiate e confuse circa gli eventi di Genova, questo articolo è progettato per far si che rabbia e confusione si trasformino in obiettivi positivi. Poiché il movimento anarchico è un movimento anti-autoritario di liberi pensatori, io, naturalmente parlo solamente per me stesso, ma penso che molti sentano la stessa cosa.
GENOVA
Questa non è solamente una dogmatica difesa del Bloc a Genova. Sono sicuro che il Black Bloc abbia fatto degli errori e ci sono molti modi su come il Black Bloc possa estirpare i problemi e le sue tattiche, per molte ragioni, sono:
1) Non credo che noi potremmo sedere a un tavolo con gente tipo quella del G8, WTO, IMF ecc., come in ogni modo non si può in riformare il capitalismo così come non si possono smussare alcuni degli angoli più acuti.
Allo stesso modo, questo è il motivo per cui io non supporto i gruppi di lobby come Greenpeace che sembrerebbe voler cavalcare alcune delle onde di supporto che ha preso ill movimento di antiglobalizzazione e ottenere un posto al tavolo del potere.
Inoltre gli anarchici non pensano che i gruppi elitari di lobbisti siano il sostituto per combattere il lungo e reale raggiungimento del benefit che la democrazia direttamente vorrebbe offrire.
2)Non credo che si possa usare questa sorta di pressione di massa sul sistema come molti pacifisti sembrano pensare. Questo perché, come ho detto, non si può riformare il capitalismo di più così come esso fondamentalmente strumentalizzerà sempre la gente. L'unico cambiamento permanente è liberarsi dal capitalismo, non chiedergli di riformarsi.
Questo è l'inizio di un discorso di Tony Blair in cui ha detto:
-Noi riconosciamo e apprezziamo il ruolo che la protesta pacifica ha giocato per esempio nel pubblicare il risultato del debito sull'agenda internazionale.-"
Un'affermazione che potrebbe essere presa, nel modo che egli desidera che tu la prenda o che potrebbe significare che gradisce le proteste pacifiche perché il piccolo non porta a nessun cambiamento, esso porta verso i fondamenti del sistema (quando usato esclusivamente) che tuttavia aiuta a disarmare il dissenso dando al sistema l'illusione di essere democratico (qualcosa che sappiamo non essere). Io e molti altri crediamo nel secondo significato e quindi non siamo soddisfatti solamente con il capitalismo da party di strada e con l'oppressione dell'esistenza.
3)Credo che mostrare alla gente i combattimenti contro le forze dell'ordine non sia in ogni caso impoverente o che non coinvolga le persone e le tenga fuori.
Giusto l'opposto del modo leggero e che non si confronta di altri attivisti. Io penso che l'unico modo per rimanere credibili è quello di assumere un confronto che sia direttamente proporzionale con la parte con cui ti confronti (quindi i ministri del G8).
Effettivo e non simbolico il confronto mostra realmente che noi siamo seri e attrae molta gente al movimento. (al contrario per avere adesioni i manifesti,le marce e comunque questo genere di cose hanno un ruolo molto importante)
4)Penso che questo movimento sia andato così avanti proprio a causa della sua diversità. I gruppi citati prima, dei quali ho scritto nel punto più sopra, sebbene io sia in disaccordo su alcuni argomenti, li accolgo ancora nel movimento, voglio cooperare ed essere d'accordo con loro, non interferire con le loro attività (una dimostrazione di rispetto molti anarchici non la rivogliono indietro)
Io credo che questi quattro punti siano sostenuti da un gran numero di movimenti anti-globalizzazione ed essi aiutano a giustificare l'azione del Black Bloc.
Giustificare le tattiche del Black Bloc.
Questo articolo non vuole significare che l'azione diretta di forza sia sempre la più appropriata. Io vorrei anche sostenere la possibilità che ciò che sia accaduto a Genova da parte del Black Bloc fosse sbagliato in parte, oppure totalmente.
Ma scrivere che ci sono stati degli errori nelle tattiche è troppo semplicistico.
IL CONFRONTO.
Il dibattito se le azioni di forza dirette sia sempre il più appropriato dovrebbe essere messo da parte. In questa sede, sarebbe molto più produttivo dibattere, su quale sia la migliore tattica di confronto per la situazione. Non sono né i combattimenti di strada né l'atteggiamento non violento che descrivono le persone del movimento, ma il livello di confronto. Prendete come esempio Seattle per illustrare questo punto. Ci fu un'azione per lo più non violenta la' e molta di quell'azione non violenta è sfociata nei successivi blocchi. Gli effettivi blocchi hanno mostrato a turno il nostro metodo di confronto al nostro oppressore e gli hanno mostrato anche che abbiamo bisogno di dare un calcio di inizio al nostro movimento. Dopo Seattle la gente è stata attratta dal movimento per il fatto che il WTO sia stato interrotto e non perché quella gente pacifica fosse stata picchiata, come ad alcuni piaceva pensare. Se guardi agli eventi dell'antiglobalizzazione si può vedere che tutti quanti mantengono in comune una semplice equazione, essi hanno avuto successo perché non sono una semplice dimostrazione, sono un confronto attivo. Ora vediamo come si sono sviluppate le tattiche, da Seattle a Praga, da Melbourne al Quebec, entrambi, sia la non violenza che il combattimento urbano sono stati di effetto per lo sviluppo e l'ispirazione al confronto. Comunque, sempre di più il ruolo della non violenza ha convinto gli attivisti a realizzare il confronto con i nostri oppositori in favore di questo modello qual è di -protesta carnevalesca-" sulla scala del confronto, al massimo solo una resistenza simbolica.
Sono stati gli anarchici e il Black Bloc in particolare e molti gruppi ancora come Ya Basta! Che hanno reso la tattica fresca e rilevante pianificando come approcciarsi alla città ora usata dai potenti che vogliono proteggere i loro meeting.
MA LA VIOLENZA E' UN PROBLEMA.
Non voglio tralasciare il commento fatto dalle persone che non sono d'accordo con la violenza; infatti vorrei incoraggiare un dialogo tra le differenti fazioni, un dialogo dal quale sperabilmente vengano sviluppate delle tattiche. Un esempio di tattica di fazione incrociata di cui abbiamo bisogno potrebbe essere quella di separare le due azioni quella combattente e quella non violenta nelle loro proprie parti, affinché le persone potessero scegliere il proprio livello di coinvolgimento. Questa tattica bisogna ammettere che qualche volta fallisce in questo perché non è detto che la Polizia rispetti sempre il fatto della differenza, ma questo è il genere di cose su cui dobbiamo pensare e che dobbiamo sviluppare.
FERMARE LA VIOLENZA DALL'ESSERE EFFETTIVA.
L'argomento principale che ha bisogno di essere indirizzato è quello che concerne gli stessi attivisti non violenti. Sin da Seattle essi hanno per lo più fallito a venir fuori con nuove tattiche di azioni dirette non violente che mantengono il confronto tra noi e il nostro oppressore e si adattano al modo corrente in cui i meeting sono organizzati. Queste azioni impegnate non violente hanno un bisogno disperato di abbandonare il modello del blocco e di smettere il loro approccio di protesta con marce e party di strada in quanto non hanno effetto per mandare all'aria questi summit. A Genova, coloro che erano preparati alla guerriglia urbana avrebbero avrebbero benvenuto la praticabile tattica non violenta per attraversare la zona rossa e irromperci dentro al meeting del G8.
Di ritorno per tattiche effettive e non violente , io penso che il Black Bloc potrebbe astenersi dall'usare la forza, se la tattica continuasse a funzionare ancora. Ma come tutti sanno, i tattici impegnati nelle azioni dirette non violente non sono giunti a tali piani, si accontentano solamente di una resistenza simbolica, qualcosa che risulterà sempre intollerabile a chi richiede un cambiamento radicale.
CHE COSA AVREBBE DOVUTO FARE GHANDI Pensateci, cosa avrebbe dovuto fare Ghandi? Sarebbe dovuto rimanere seduto fuori dalla conferenza o marciare intorno al centro, sapendo che questo non avrebbe interrotto nulla, o avrebbe forse scalato la barricata, o fatto qualcosa d'altro (tipo incoraggiare uno sciopero generale?)
Io personalmente e molti altri non posso sopportare di vedere gente che viene picchiata passivamente e noi difenderemo noi stessi se attaccati, ma rispetteremo chi ha la propria tattica. Se i teorici dell'azione diretta non violenta vengono fuori con qualcosa di effettivo allora saranno supportati.
LA NON VIOLENZA CI INSEGNA.
Un problema con i forum tipo indymedia è la retorica senza fine messa come motivazione tipo -la violenza richiama violenza"- ecc. ecc. Queste persone hanno bisogno di essere meno elitarie, smetterla di darsi grandi arie e realizzare che la gente che combatte per strada ha pensato a tutti questi punti e che li disapprova.
Cosicché se vuoi un cambiamento nelle tattiche, se vuoi fermare la guerriglia urbana, dovrai uscir fuori con un'alternativa che rimanga di confronto. Uno dei peggiori aspetti del movimento ora, è il modo in cui la gente si accontenta di biasimare gli altri per aver fallito come via di deresponsabilizzazione e di adattamento al cambiamento della situazione.
UN APPELLO
Infine vorrei fare un appello a coloro i quali che combattono in strada e a coloro che credono nelle azioni non violente del tipo: 1)Dobbiamo rimanere uniti; l'uno senza l'altro siamo quella forza isolata che lo stato e il capitale ha manovrato giorno dopo giorno negli ultimi 50 anni. Ogni fazione ha bisogno di evitare attivamente la frammentazione influenzando i membri all'interno di ciascun gruppo che si muove per creare una divisione sulle interpretazioni dogmatiche dell'ideologia. 2)Noi, azionisti diretti di forza e non violenti abbiamo bisogno di lavorare insieme per considerare come confrontarci col nostro oppressore nei loro piani della nostra oppressione, con l'obiettivo di bloccarli prima in modo non violento ma poi con la forza se è necessario.
3)Abbiamo bisogno di ®esportare" le nostre azioni sia dal punto di vista di partecipazioni demografiche che tattiche, con azioni anti-summit incluse. Un cambiamento radicale è improbabile che arrivi tramite la chiusura di questi meeting (ma potrebbe essere un buon inizio) Possiamo vincere, stiamo vincendo......solidarietà!
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