A Roma, corteo da Porta San Paolo, partito alle 10 e 30 del mattina, fino al Campidoglio e poi, per una parte del corteo, dal Campidoglio a piazza Vittorio.
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Circa cittadini e militanti antifascisti hanno partecipato alla manifestazione di oggi che si è svolta in maniera del tutto tranquilla. Tantissime le bandiere rosse, qualche tricolore e diverse bandiere di partito. Presenti alla manifestazione tutte le forze antifasciste della Capitale, dagli ex partigiani e ed ex deportati ai centri sociali, ai partiti del centrosinistra, alle forze sindacali. Presenti alcuni membri della comunità etiope con le bandiere del loro paese a ricordare i 300.000 etiopi massacrati da Mussolini nella guerra del '36. C'erano anche alcune militanti tibetane con tanto di bandiera del Tibet e ritratto del Dalai Lama. Sul palco allestito a piazza del Campidoglio sono intervenuti Massimo Rendina "il comandante Max" che ha voluto stigmatizzare alcuni slogan inneggianti alla strage di Nassiriya lanciati dal gruppo "Skinheads San Lorenzo", decisamente i più agguerriti della manifestazione anche a giudicare dalla quantità di scritte che hanno lasciato sui muri della città al passaggio del corteo. Rendina ha detto " Ragazzi, non dite queste cose perché sbagliate", sottolineando comunque che "i militari devono tornare subito a casa". Rendina ha poi tuonato contro il revisionismo storico e ha esaltato il valore dei partigiani, della Resistenza e anche dei soldati alleati. Dello stesso tenore gli interventi di un rappresentante dei soldati inglesi che sbarcarono ad Anzio nel '44, Harry Schindler, del presidente della Provincia Gasbarra, del presidente della Regione Marrazzo e del sindaco Veltroni. Molte parole anche contro la guerra e contro il terrorismo e molti inviti a votare no al prossimo referendum costituzionale a giugno. E' stato apprezzato l'intervento di una liceale romana, Marta, che ha parlato del pericolo del fascismo di ieri e di oggi. Hanno parlato anche Sabina Guzzanti e uno studente universitario. Presenti sul palco anche Shlomo Venezia, ex-deportato di Auschwitz, l'europarlamentare Tana de Zulueta, il presidente della comunità ebraica romana Leone Paserman e Sandro Medici, il presidente del Municipio X di Roma.
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