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| [Comunicato Ex-LSU] LAVORO PRECARIO = VITA IMPOSSIBILE | ||
| by ex-lsu Tuesday, Nov. 22, 2005 at 9:00 PM | mail: | |
LAVORO PRECARIO = VITA IMPOSSIBILE |
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| facciamo tanti comitati precari | ||
| by precari autorganizzati Tuesday, Nov. 22, 2005 at 9:06 PM | mail: | |
accogliamo questa proposta degli ex-lsu, organizziamoci. |
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| viva | ||
| by cobas Wednesday, Nov. 23, 2005 at 9:07 AM | mail: | |
Viva i sindacati autonomi di base. |
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| autorganizziamoci contro la precarietà | ||
| by enrico Wednesday, Nov. 23, 2005 at 11:53 AM | mail: | |
carissi@ compagn@, condivido la decisione di organizzare comitati territoriali contro la precarietà e contro tutta la merda che il capitale ci impone, ma ho delle serie perplessità sulle modalità organizzative. Penso sia necessario uscire dalla contingenza delle scadenze (locali o nazionali) per cercare di costruire una strategia comune, ma penso sia anche altrettanto importante non cercare scappatoie politiche in improbabili raggruppamenti. Ritengo che, se si vuole contribuire all'organizzazione di un percorso antagonista, sia necessario capirci, capire il mondo che ci circonda e comunicare con esso. La lotta degli LSU è un esempio per tutti, ma riguarda soggetti ben determinati: ancora legati a forme di produzione economica e riproduzione sociale ascrivibili al fordismo e, quindi, ancora facilmente organizzabili nelle forme di lotta tipiche del '900 (per intenderci: si tratta di operai fortemente coesi tra loro, residenti in un'unica area geografica, organizzati intorno ad una tematica ben precisa). Stessa cosa potrebbe (e sottolineo potrebbe) dirsi per il mondo studentesco, dove esiste una contiguità ed una quotidianeità tra i soggetti, che favoriscono l'aggregazione e l'individuazione di ambiti di conflitto. Ma la realtà della precarità è molto più complessa, fatta di soggetti dispersi, schiacciati da mille vicende individuali, totalmente incapaci di riconoscersi come "classe". Per contrastare le dinamiche del capitale, non si può che partire dal confronto questa specifica realtà, rifuggendo dai dogmatismi, dalle soluzioni univoche, dalle scorciatoie che non portano a niente. |
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