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Centomila contro il G8. La polizia ammette la responsabilità nel ferimento di un ragazzo
by dall'unità Monday, Jun. 02, 2003 at 12:54 AM mail:

Centomila contro il G8. La polizia ammette la responsabilità nel ferimento di un ragazzo.


GINEVRA. Martin Shaw era venuto da Londra per protestare contro il G8, e lui e la sua compagna avevano deciso di bloccare un ponte sull'autostrada che collega Ginevra a Losanna. Hanno preso una corda, l'hanno tesa attraverso la strada e vi si sono appesi, uno da una parte e l'uno dall'altra. E' accaduto però che arrivasse una macchina della polizia, e che un gendarme, ignaro dei due contrappesi umani che pendevano oltre le ringhiere, pensasse di liberare rapidamente la strada tagliando la fune con un coltello. Martin Shaw è precipitato nel sottostante fiume Aubonne, dopo un volo di una ventina di metri. Ha riportato fratture multiple, ma secondo i medici dell'ospedale di Losanna se la caverà. La sua compagna è stata invece salvata da un altro gruppo di manifestanti, che hanno preso al volo la corda prima che si sfilasse tutta dal ponte. Quanto alla polizia, ha ammesso di aver causato il volo di Martin Shaw, si è detta "dispiaciuta" ed ha aperto un'inchiesta. La tragedia è stata solo sfiorata, in una giornata che tutti sapevano avrebbe comportato i suoi rischi.

Anche se ancora una volta - non fosse stato per qualche centinaio di teppisti con passamontagna, sbarre di ferro e mazze da baseball - la manifestazione antimondialista sarebbe stata una giornata di festa. Secondo gli organizzatori hanno sfilato in centomila, secondo la polizia non erano più di ventimila: la verità, al solito, dovrebbe situarsi più o meno a mezza strada. Il percorso scelto era simbolico. Due cortei, uno proveniente dal lato francese (Annemasse), l'altro dal lato svizzero (Ginevra), che si sono ricongiunti al posto di frontiera di Thonex-Vallard. Più animato il corteo francese, nel quale sono spuntate parole d'ordine e rivendicazioni tipiche di queste settimane di mobilitazione sindacale nel paese: in testa a tutti sono sfilati infatti gli insegnanti che invocavano a gran voce lo sciopero generale. Chiedono che il primo ministro Raffarin non continui nell'opera di smembramento del sistema scolastico, decentrando quasi centomila dipendenti dalla competenza del ministero dell'Educazione a quella delle regioni. Più internazionale e propriamente "no global" il corteo che veniva dalla parte svizzera, composto da manifestanti tedeschi, britannici, greci, americani, e qualche centinaio di italiani. Tutti, ad un certo punto, si sono stesi a terra per un minuto di silenzio: hanno pensato di onorare così la memoria di "25 milioni di morti di Aids", e di sollecitare dal G8 un impegno maggiore per combattere la malattia che ha messo in ginocchio intere regioni dell'Africa. A cento metri dalla frontiera svizzera, in tarda mattinata, si è avuto il primo episodio di violenza: qualche decina di "casseurs" ha pensato di sfasciare a colpi di mazza da baseball una stazione di servizio a qualche metro dalla linea di confine. La tattica "militare" è sempre la stessa. Un gruppo con il volto coperto è partito all'assalto delle pompe di benzina, un altro, agitando sbarre e mazze, si è interposto tra i teppisti e gli altri manifestanti che volevano dissuaderli. E' finita con vetrine infrante, pompe spaccate, riprese televisive che primeggiano su tutto il restante, pacifico e allegro corteo, poi la dispersione dei manifestanti.

Meno tranquilla la giornata a Losanna, dove la polizia - probabilmente all'inseguimento dei "casseurs" entrati in azione già in mattinata - ha circondato un camping che ospitava un migliaio di "no global". Tra di loro, tra i due e i trecento "black block" che hanno rapidamente ricominciato a darsi da fare. Qualche avvisaglia si era già avuta verso le nove del mattino nei pressi dell'hotel Royal Savoy, con lanci di pietre da parte di gruppi di giovani e gragnuole di lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine. Gli scontri sono continuati qua e là fino a pomeriggio inoltrato, tanto che la prevista manifestazione "no global" è stata annullata. Nelle stesse ore gruppi di manifestanti, e tra di loro lo sventurato precipitato dal ponte, tentavano di bloccare l'autostrada tra Ginevra e Losanna, al fine di impedire gli spostamenti di alcuni dei partecipanti al vertice.
Peccato, si diceva, perché da tre giorni i vari campeggi e ritrovi "no global", che hanno ospitato decine di migliaia di persone, non avevano registrato violenze di sorta. Solo sabato un gruppo di estremisti aveva voluto impedire che si tenesse un dibattito con la partecipazione di François Hollande e Elisabeth Guigou, esponenti di primissimo piano del partito socialista francese. Gli rimproverano non meglio definite responsabilità negli anni di governo, e ritengono che nessun dirigente del Ps abbia diritto di parola nei meetings antimondialisti. A parte questo episodio, tutto era andato per il meglio, non esclusi scambi di visite e di idee tra gli abitanti di Annemasse e Thonon e altri comuni "invasi" e i "no global" accampati.

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