G8 - Berna rinuncia alle teste di cuoio tedesche sul Lemano
da Berna Davide Vignati
La richiesta di aumentare di altre 1.500 unità le forze dell'ordine durante il vertice dei G8 a Evian è stata solo in parte ascoltata. Il Consiglio federale ha infatti preferito offrire 720 agenti da affiancare ai 1.400 già promessi. Respinto il supporto della polizia tedesca.
Non si vedranno teste di cuoio tedesche schierate lungo le rive del Lemano al prossimo vertice dei G8 di Evian. E' quanto ha deciso ieri il Consiglio federale, che ha così rinunciato all'offerta fatta nei giorni scorsi alla Svizzera dal ministro tedesco Otto Schily, dopo la richiesta della consigliera di Stato ginevrina Micheline Spoerry di 1500 agenti supplementari per garantire la sicurezza alla manifestazione del primo giugno, che dovrebbe richiamare oltre 100mila persone. Rispondendo a due lettere inviate a Berna dalle città di Losanna e Ginevra per chiedere più mezzi e valutare l'ipotesi di vietare la manifestazione, la consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha comunicato che i cantoni di lemanici dovranno accontentarsi di soli 720 agenti, oltre naturalmente ai 1400 già promessi ed all'appoggio di 5600 militi dell'esercito, cui sarà però vietato un ingaggio diretto coi manifestanti. 250 poliziotti del contingente IKAPOL (impegno intercantonale di polizia) saranno così trasferiti da Vaud a Ginevra, mentre gli altri cantoni, tra cui anche il Ticino, metteranno a disposizione ancora 470 agenti, a condizione però che il loro impiego sia limitato al primo giugno. Di più non è stato possibile ottenere, poiché secondo il presidente della conferenza dei direttori cantonali di polizia Jörg Schild (BS) vi è la possibilità che in altre città svizzere siano organizzate proteste analoghe, col rischio che non vi siano sufficienti forze per garantire l'ordine pubblico. Ginevra dovrà dunque fare di necessità virtù, ha affermato la ministra degli Esteri, modificando le modalità di ingaggio e la disposizione della polizia durante la manifestazione. La Confederazione si assumerà tutte le spese per i poliziotti convocati dal Consiglio federale - circa 400 franchi al giorno per agente - mentre il costo totale dell'operazione è valutato 40 milioni di franchi, di cui 18 a carico della Francia. L'ipotesi d'un impiego di agenti tedeschi per la protezione dell'aeroporto internazionale di Ginevra, era trapelata dopo un incontro dedicato ai bilaterali ad inizio mese tra il ministro tedesco Schily e Ruth Metzler, che aveva reso noto come tra Berlino e Berna esista già un accordo che consente questo tipo di collaborazione, mai siglato invece con la Francia. Il Consiglio federale ha comunque deciso di privilegiare una soluzione interna, non solo perché l'uso di polizie estere porrebbe una serie di problemi d'ordine tecnico legati alla dottrina d'impiego e di coordinamento dei tedeschi, ma soprattutto perché "ammettere di non essere in grado di garantire la sicurezza coi propri mezzi nuocerebbe all'immagine ed alla reputazione della Svizzera", ha commentato con toni patriottici un po' ridondanti Micheline Calmy-Rey. Stando alla responsabile della diplomazia elvetica, "i tre cantoni dispongono ora di un dispositivo di sicurezza importante con il quale dovrebbe essere possibile affrontare la situazione". Il condizionale rimane comunque d'obbligo, perché a Genova le forze dell'ordine erano numericamente quasi due volte superiori a quelle messe in campo dalla Svizzera. A parere della ministra, però, la situazione a Ginevra il giorno della manifestazione dipenderà soprattutto dal dialogo instaurato tra autorità ed i gruppi antimondializzazione. Per questa ragione il governo ha nominato un "negoziatore" per tenere in contatti con i rappresentanti dei manifestanti, come già avevano richiesto i tre Cantoni romandi. La scelta è caduta sull'ex direttore dell'Ufficio federale dei rifugiati Peter Arbenz, cui nel 2001 l'esecutivo grigionese aveva chiesto di formulare proposte per garantire lo svolgimento delle prossime edizioni del World Economic Forum in condizioni di sicurezza. Uomo di crisi, Arbenz è già stato impiegato con successo più volte dalla Confederazione in qualità di consulente, ma questa volta dovrà faticare parecchio per evitare che qualcuno degli oltre 100mila no-global scambi il centro di Ginevra per un campo di battaglia.
http://www.gdp.ch/cgi-bin/show-article?ArtCode=2-2003-05-10-135933
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