{"id":3837,"date":"2021-01-06T21:33:52","date_gmt":"2021-01-06T20:33:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3837"},"modified":"2021-01-06T21:33:52","modified_gmt":"2021-01-06T20:33:52","slug":"lettera-dal-carcere-di-uta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3837","title":{"rendered":"Lettera dal carcere di Uta"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e pubblichiamo, \u00e8 importante la massima diffusione.<br \/>\nUta 22-10-2020<br \/>\n<\/em><br \/>\nSiamo un nutrito numero di detenuti che scrive dal carcere E. Scalas di Uta, per denunciare la nostra condizione di murati vivi in questo triste posto.<br \/>\nUna condizione di vita in catene che \u00e8\/sta ulteriormente peggiorata\/ando con il partire dell&#8217;epidemia da Covid 19.<br \/>\nGi\u00e0 prima del Covid 19 la nostra \u201clibert\u00e0\u201d interna era messa a dura prova dalle continue chiusure degli spazi di socialit\u00e0, quali la biblioteca che da Agor\u00e0 aperta, \u00e8 stata chiusa a doppia mandata, impedendoci di relazionarci fra di noi.<br \/>\nOrmai \u00e8 da pi\u00f9 di un anno che l&#8217;opportunit\u00e0 di usufruire del servizio di biblioteca \u00e8 compartimento da quando, sembrerebbe, che il comandante delle guardie \u00e8 entrato insieme ad alcuni scherani, ed ha trovato una trentina di detenuti che con fare serafico giocavano a scacchi, a dama, giochi di societ\u00e0, a carte, oppure guardavano film, ascoltavano musica, sceglievano o leggevano un libro, oppure discutevano di tutto quello che pu\u00f2 interessare la vita carceraria.<br \/>\nEbbene troppa gente allegra, spensierata, questo non va per niente bene, perch\u00e9 il carcere non pu\u00f2, e non deve essere visto come luogo di penitenza e resurrezione, ma un luogo di punizione, sofferenza e coercizione, senza con questo poter vedere una bench\u00e9 minima, flebile luce di reinserimento.<br \/>\nCon questo tipo di atteggiamento, trattamento la vita in questo carcere \u00e8 paurosamente degradata nel tempo, con la completa complicit\u00e0 del direttore, dell&#8217;area educativa nonch\u00e9 di quella sanitaria e psicologica.<br \/>\nLa popolazione detenuta \u00e8 superiore ai 560 detenuti\/individui, \u201cviviamo\u201d in celle dove in origine erano presenti due brande, ed ora invece sono presenti tre ed anche quattro brande, senza che si siano allargate le celle (non pi\u00f9 di 10m\u00b2 di calpestabilit\u00e0), pertanto la vivibilit\u00e0 \u00e8 molto precaria e questo comporta purtroppo anche dei momenti di tensione all&#8217;interno delle celle.<br \/>\nTensione che porta anche a momenti di attrito con gli agenti della Polizia Penitenziaria (P.P.), che non ci mettono un nonnulla nel contestare rapporti disciplinari che si recludono alla concessione di misure alternative al carcere, nonch\u00e9 all&#8217;accoglimento dei giorni di liberazione anticipata (45 giorni di liberazione anticipata ogni sei mesi di carcere scontati), questo succede anche perch\u00e9 nel tribunale di sorveglianza di Cagliari l&#8217;atteggiamento dei giudici nei nostri confronti \u00e8 quello notarile, dove non entrano sulle motivazioni che ci fanno, ma si limitano a \u201cleggere\u201d gli atti (molto spesso artatamente falsi) redatti dagli agenti della P.P. e decidere su quello che hanno, cosa, tra l&#8217;altro, fatta propria anche dal direttore Marco Porcu che senza pudore afferma:- Quello che scrivono gli agenti per me \u00e8 oro colato-.<br \/>\nDa questa malata complicit\u00e0 sono venuti e vengono fuori miserie umane, angherie e pestaggi nei confronti di noi detenuti:<br \/>\n\u2013 nella primavera 2019 ci fu il pestaggio di un detenuto maliano da parte di tre agenti per una mera devianza razzista, il ragazzo chiedendosi del perch\u00e9 fosse stato pestato fece un atto di autolesionismo, e da questo atto (l&#8217;autolesionismo) tutti noi detenuti in un nonnulla ne venimmo a conoscenza, e pertanto aspettammo le eventuali punizioni per gli agenti, ebbene niente di tutto ci\u00f2 avvenne, perch\u00e9 il \u201cnostro\u201d caro direttore chiam\u00f2 a se il ragazzo maliano offrendogli un posto di lavoro, per evitare che potesse denunciare gli agenti de P.P.;<br \/>\n\u2013 sempre nello stesso periodo nella sezione di isolamento fu pestato un detenuto sardo cardiopatico, quando arriv\u00f2 un medico, che si rifiut\u00f2 di fargli una visita medica, se ne and\u00f2 via perch\u00e9 il detenuto chiedeva di essere visitato sul pestaggio che aveva subito.<br \/>\nAnche i rapporti disciplinari sono affibbiati con estrema disinvoltura, qua si pu\u00f2 essere puniti perch\u00e9 in cella ti viene trovato un fornelletto da campeggio smontato per pezzi di ricambio, perch\u00e9 non ne puoi avere pi\u00f9 di uno per detenuto, e quindi si conservano per far funzionare quello che abbiamo in dotazione, anche perch\u00e9 un fornelletto di tal fatta ci costa quasi 15 euro, quando fuori il suo costo \u00e8 intorno ai 5 euro.<br \/>\nTra l&#8217;altro con questi fornelli, numerosi detenuti si sono ustionati rovesciandosi addosso acqua bollente e\/o cibi molto caldi, perch\u00e9 essendo molto piccoli sono alquanto instabili, ed a chiunque qui dentro capita almeno una volta all&#8217;anno di rovesciare pentole, tegami con dei cibi, bollenti dentro.<br \/>\nNel mentre l&#8217;amministrazione ha stipati nei magazzini centinaia di fornelli elettrici pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 stabili, e quindi pi\u00f9 sicuri, per\u00f2 a noi non ce li danno e li lasciano a rovinarsi nell&#8217;umidit\u00e0, anche perch\u00e9 non ci sono le prese nella cucina della cella, malgrado la struttura sia relativamente giovane.<br \/>\nUno dei problemi che riscontriamo giornalmente, \u00e8 il forte ricarico che viene fatto alle merci in vendita nel sopravvitto, che settimanalmente acquistiamo. Sovente inoltre ci capita di comprare confezioni (biscotti, caff\u00e8, merendine&#8230;) dove c&#8217;\u00e8 scritto confezione non vendibile singolarmente oppure confezione omaggio, comunque si dica tutte o quasi le merci acquistate hanno un ricarico di prezzo del 100%, rispetto a quelli praticati in libert\u00e0.<br \/>\nOra vista tutta questa \u201cidilliaca\u201d vita da carcerato nell&#8217;era pre Covid 19, potete immaginare come sia \u201cevoluta\u201d la nostra vita con l&#8217;arrivo dell&#8217;epidemia Covid 19.<br \/>\nA marzo scorso furono, dall&#8217;oggi al domani, in un men che non si dica eliminati i colloqui con i nostri parenti, a detta del direttore:- per tutelare la salute di tutti noi detenuti, in quanto il virus poteva entrare dentro il carcere tramite i colloqui con i nostri parenti-, tutto questo ce lo diceva senza nessun tipo di protezione (vedasi mascherina) insieme ad una decina di scherani in divisa, anche loro privi di mascherina, e quando qualcuno gli present\u00f2 il problema fece pure l&#8217;offeso.<br \/>\nComunque tutto ad un tratto ci troviamo isolati dal resto del mondo, e dopo un po&#8217; di giorni (bont\u00e0 loro) furono attivate le videochiamate con notevoli difficolt\u00e0 burocratiche per poterle fare, nonch\u00e9 iter farraginosi, infatti prima facevano un ora di colloquio visivo con i parenti, poi sostituito da una videochiamata di 15 minuti, senza tra l&#8217;altro poter decidere chi chiamare e tanto meno poter scegliere il giorno e l&#8217;ora.<br \/>\nAnche qui sono sorti dei problemi con una serie di agenti della P.P., in quanto qualcuno decideva di chiamare un numero invece che un altro (questo per chi aveva ed ha due numeri da chiamare: genitori col primo numero e mogli, fidanzate, conviventi e figli con l&#8217;altro), oppure pretendeva e ancora pretende di esser presente nella saletta ove \u00e8 appeso e sigillato il videotelefono per ascoltare e\/o vedere il tutto, alla faccia della privacy.<br \/>\nOra con la seconda ondata Covid 19, che ha colpito anche il carcere di Uta con almeno 3 agenti contagiati, non sappiamo con certezza quanti detenuti lo siano stante il nostro stringente isolamento, ci viene imposto l&#8217;utilizzo obbligatorio della mascherina ogni volta che stiamo fuori dalle nostra celle, pena una sanzione disciplinare.<br \/>\nIl tutto come si pu\u00f2 capire \u00e8 una finzione, una farsa in quanto con la forzata convivenza fra di noi il virus avr\u00e0 facile diffusione nel carcere, e non saranno delle mascherine anti polvere a prevenire il tutto, tra l&#8217;altro con l&#8217;aggravante delle decine e decine di detenuti che soffrono di gravi patologie medico-sanitarie, tra cui molti ultrasessantenni che vivendo con tutti noi sono a rischio della loro vita.<br \/>\nDiverso tempo fa in carcere \u00e8 entrato un signore che avrebbe truffato sessanta milioni di euro, ebbene il tipo ha fatto 15 giorni di carcere ed \u00e8 uscito ai domiciliari, se facciamo un po&#8217; di conti fra tutti noi detenuti (un po&#8217; meno di 600), in tutti noi siamo riusciti a fare tanti danni economici alla societ\u00e0, per\u00f2 nel mentre noi stiamo in carcere (il pi\u00f9 delle volte per danni economici risibili, di pochi euro) mentre gli altri stanno fuori, pertanto, senza augurare il carcere a nessuno, ci chiediamo:<br \/>\no la legge non \u00e8 uguale per tutti, e dunque ci sta bene stare chiusi a doppia mandata, oppure se la legge \u00e8 uguale per tutti sarebbe auspicabile che chi ha diritto a misure alternativa al carcere fosse avviato senza se e senza ma a un piano di reinserimento nella societ\u00e0.<br \/>\nPer non parlare degli ergastolani che anche con quasi 40 anni di carcere scontato non riescono ad uscire da questo inferno.<br \/>\nSia chiaro il carcere non rieduca mai, ed il carcere scontato in quel di Uta peggio che mai.<br \/>\nDi tanto in tanto fanno entrare qualcuno dall&#8217;esterno per visitare il carcere, per\u00f2 se queste visite sono vincolate all&#8217;accompagnamento del direttore o del comandante delle guardie, e tra l&#8217;altro non prevedono il passaggio nelle sezioni, il tutto diventa una gita nel carcere dove si visitano le \u201cbellezze\u201d e le parti pulite, ma qui c&#8217;\u00e8 ben altro da vedere e da ascoltare, vero Monsignor Baturi?<br \/>\nOppure i giornalisti dell&#8217;Unione Sarda e di Videolina?<br \/>\nSe non altro una volta un parlamentare ha fatto visita al carcere, ed \u00e8 pure entrato in sezione, in quel momento chiusa a doppia mandata, per visitare le \u201cbelve\u201d chiuse in gabbi accompagnato dal direttore e dal comandante delle guardie.<br \/>\nLui, il parlamentare, aveva anche il suo portaborse e non era certo venuto a chiederci come stavamo, ma faceva il tour in una delle cajenne sarde per dare solidariet\u00e0 alle guardie.<br \/>\nVero Signor Sasso Deidda?<br \/>\nPer sgombrare ad eventuali equivoci siamo consci che non tutti gli agenti di P.P. sono mele marce come teste descritti, per\u00f2 ci fa specie l&#8217;assordante silenzio degli altri agenti che passivamente girano lo sguardo davanti alla cose descritte prima, come ci fa sorridere l&#8217;atteggiamento dei sindacati e dei sindacalisti degli agenti, che urlano al lupo al lupo per ogni problema, violenza perpetrata ai loro assistiti, ed invece dolosamente zittiscono di fronte all&#8217;arroganza, l&#8217;arbitrio delle mele marce (che loro tutelano sindacalmente) che sono presenti dentro il loro corpo di polizia.<br \/>\nChiudiamo con il non chiedere nulla, se non la difesa della nostra dignit\u00e0 difronte ai nostri soprusi, anche se di cose da dire e da chiedere ne avremo tante, siamo anche consapevoli che questo scritto sollever\u00e0 un vespaio di polemiche, ma siamo anche consapevoli che se continuiamo a stare zitti le cose potrebbero precipitare velocemente.<br \/>\nQuesto scritto potr\u00e0 inoltre creare non pochi problemi ad alcuni di noi, visto che ogni volta che abbiamo intrapreso delle proteste pacifiche, siamo sempre stati minacciati di trasferimenti punitivi, di punizioni esemplari come l&#8217;isolamento sanzionatorio del 14bis ed altre amenit\u00e0.<br \/>\nA chi arriver\u00e0 questo scritto fate in modo che il nostro urlo alla luna non sia fine a se stesso.<br \/>\nIn questo scritto ci sono decine di sottoscrittori, per ovvi motivi verranno spedite se richieste con un&#8217;altra lettera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo, \u00e8 importante la massima diffusione. 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