{"id":2737,"date":"2017-07-24T12:50:03","date_gmt":"2017-07-24T10:50:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2737"},"modified":"2017-07-24T12:50:03","modified_gmt":"2017-07-24T10:50:03","slug":"il-grande-assente-sul-processo-contro-la-lotta-agli-sfratti-a-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=2737","title":{"rendered":"&#8220;Il grande assente&#8221;: sul processo contro la lotta agli sfratti a Torino"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sfratti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2738\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sfratti-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sfratti-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sfratti-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/sfratti.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>fonte: <a href=\"https:\/\/www.autistici.org\/macerie\/?p=32755\">Macerie<\/a><\/em><\/p>\n<p>Sta giungendo ormai a conclusione il processo contro la lotta agli sfratti. Ricordate? Quello per cui il<a href=\"https:\/\/www.autistici.org\/macerie\/?p=30579\">\u00a03 giugno 2014\u00a0<\/a>il Tribunale di Torino dispose\u00a0<strong>29 misure cautelari,<\/strong>\u00a0tra cui<strong>\u00a011 arresti in carcere<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>6 ai domiciliari<\/strong>. Ai tempi abbiamo parlato a pi\u00f9 riprese di questa operazione giudiziaria che \u00e8 stata occasione anche di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.autistici.org\/macerie\/?p=30900\">qualche riflessione un po\u2019 pi\u00f9 approfondita<\/a>\u00a0del solito sulla resistenza contro gli sfratti. Ultimamente non vi abbiamo dedicato molto spazio, concentrati come siamo stati a cercar di creare pi\u00f9 grattacapi possibili a chi governa questa citt\u00e0, e a pararci dai numerosi colpi che nel frattempo ci sono continuati a piovere addosso dal Palazzo di corso Vittorio Emanuele II. La Giustizia ha comunque seguito il suo corso. Molto celermente tra l\u2019altro, se si pensa che in poco pi\u00f9 di un anno sta arrivando alle battute finali un processo con una trentina di imputati e altrettanti capi di imputazione. Nella prossima udienza prevista per il\u00a0<strong>6 ottobre\u00a0<\/strong>verranno ascoltati gli ultimi testimoni, e parleranno quindi i pubblici ministeri e gli avvocati di parte civile con le loro richieste di condanna e di risarcimento. Il\u00a0<strong>10 ottobre\u00a0<\/strong>sar\u00e0 poi la volta degli avvocati della difesa e la palla passer\u00e0 poi ai giudici per la sentenza.<\/p>\n<p>In aula questa mattina gli imputati e i solidali presenti hanno potuto salutare e abbracciare Camille, ancora agli\u00a0<a href=\"https:\/\/www.autistici.org\/macerie\/?p=32624\">arresti domiciliari\u00a0<\/a>con tutte le restrizioni dal 3 maggio scorso. Durante l\u2019udienza \u00e8 stata inoltre letta una dichiarazione sottoscritta da gran parte degli imputati che hanno voluto dir la loro su questo processo. Ve la proponiamo, e torneremo a parlare di questo processo il 6 ottobre, quando sapremo a quanti anni di carcere ammonter\u00e0 la richiesta della Procura.<\/p>\n<p><em>\u00abOrmai tre anni fa la Procura, ordinando l\u2019arresto di molti di noi, individuava centoundici tra compagni, solidali e persone sotto sfratto come responsabili di una lotta che ha ostacolato centinaia di sfratti nelle strade di alcuni quartieri di Torino. Oggi sotto processo in quest\u2019aula per quella lotta ci sono una manciata di anarchici. E va bene cos\u00ec: meno sono le persone a dover avere a che fare con il pallottoliere penale dei tribunali, meglio \u00e8.<\/em><\/p>\n<p><em><span id=\"more-32755\"><\/span><br \/>\nTra compagni di Torino e altre citt\u00e0, solidali, uomini e donne sotto sfratto con i loro parenti e amici sono in ogni caso molte di pi\u00f9 anche delle centoundici un tempo individuate le persone che hanno partecipato attivamente a quella lotta nel periodo esaminato in quest\u2019aula. Un pezzo di questa citt\u00e0 certamente esiguo, ma comunque abbastanza consistente da mettere in crisi il normale andamento della macchina degli sfratti cittadina.<br \/>\nLa maggior parte delle udienze di questo processo \u00e8 stata dedicata ai racconti di chi per lavoro fa parte dei vari ingranaggi che consentono alla macchina degli sfratti di muoversi tra le strade della citt\u00e0 e lasciare fuori dal portone chi ha la sventura di incapparvi: ufficiali giudiziari, agenti di polizia, proprietari di case e avvocati di quest\u2019ultimi. Poi hanno preso parola alcuni di noi, che siamo una piccola parte di quel pezzo di citt\u00e0 che si \u00e8 messo di traverso, chiudendo quei portoni e, alle volte, quelle strade.<br \/>\nAbbiamo gi\u00e0 detto che non ci lamentiamo certo di essere gli unici imputati in questo processo, ma ci preme sottolineare come non sia stata casuale la scelta della Questura e della Procura di portare proprio noi in questa aula. Lasciando sullo sfondo chi ha deciso di resistere al proprio sfratto \u00e8 molto pi\u00f9 facile provare a presentare questa lotta come un affare privato tra ufficiali giudiziari, polizia e anarchici. Una scelta non casuale, dicevamo, figlia di un modo di leggere la realt\u00e0 tanto semplicistico quanto rassicurante per chi ha tutto da perdere dall\u2019acuirsi del conflitto sociale. I protagonisti delle lotte, e in special modo dei loro episodi pi\u00f9 accesi, sarebbero secondo Questura e Procura quegli individui sempre e comunque disposti a battersi contro ci\u00f2 che fa chi ci governa. Lottare sarebbe insomma un fatto per pochi, inguaribili insoddisfatti della societ\u00e0 in cui vivono.<br \/>\nLe lotte sociali invece hanno cause sociali e sono connaturate all\u2019ingiustizia che contraddistingue questa societ\u00e0: allo sfruttamento e alla vita di merda, ci sia consentito il termine, che la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne sono costretti a fare, a beneficio di pochi. E la lotta contro gli sfratti al centro di questo processo ci ha dato una piccola dimostrazione di come la disponibilit\u00e0 a lottare e il coraggio siano elementi tutt\u2019altro che innati.<br \/>\nPicchetto dopo picchetto, rinvio dopo rinvio abbiamo visto la lotta crescere. In ampiezza, perch\u00e9 sempre pi\u00f9 uomini e donne, vedendo che gli sfratti erano un problema comune a tanti, e resistervi era possibile, hanno smesso di viverli con vergogna e hanno superato le proprie paure. Ma la lotta \u00e8 cresciuta anche in intensit\u00e0, perch\u00e9 col tempo e l\u2019esperienza accumulata sono cresciute anche la determinazione e la consapevolezza di ci\u00f2 che si poteva ottenere lottando. Un aspetto emerso pi\u00f9 volte nel corso di questo processo, ma in maniera estremamente distorta.<br \/>\nSiamo stati ad esempio accusati di aver sobillato, quando non di aver costretto, gli sfrattandi a richiedere rinvii pi\u00f9 lunghi. Non che sobillare ci sembri cosa negativa, tutt\u2019altro. Ma a spingere gli sfrattandi a chiedere e ottenere rinvii pi\u00f9 lunghi, pi\u00f9 che dei sobillatori anarchici, \u00e8 stata la forza raggiunta dalla lotta. Man mano che al crescere di questa diminuiva il rischio di essere buttati fuori di casa il principale oggetto del contendere tra inquilino sotto sfratto e propriet\u00e0 era la lunghezza del rinvio. Ricordiamo decine di situazioni in cui uomini e donne non si accontentavano pi\u00f9 di un semplice rinvio, ma facevano la voce grossa con gli ufficiali giudiziari e proprietari di case per allontanare di due o tre mesi, invece che di due o tre settimane, il rischio di ritrovarsi per strada. Un fatto senz\u2019altro positivo e a ben vedere niente affatto straordinario, anzi assolutamente normale: ci sarebbe piuttosto da stupirsi del contrario!<br \/>\nMa in fondo ognuno ha la sua idea di normalit\u00e0, in base anche a come si auspica dovrebbero andare le cose. E particolarmente significative sono state in questo senso le parole di un avvocato di parte civile che in quest\u2019aula ha definito gli sfratti un\u2019attivit\u00e0 assolutamente normale.<br \/>\nParole dietro cui si intravede l\u2019idea di un mondo in cui un numero esiguo di uomini deve poter trarre profitto dallo sfruttamento dei tanti senza incontrare alcuna resistenza. Una normalit\u00e0 che \u00e8 di fatto la violenza di classe a senso unico di chi sta in alto nei confronti dei tanti che stanno in basso, perpetrata anche a colpi di sfratti, di pignoramenti da parte delle banche, di minacce da parte dei proprietari e degli ufficiali giudiziari.<br \/>\nSe oggi per\u00f2 si svolge questo processo \u00e8 perch\u00e9 a un certo punto questa normalit\u00e0 ha cominciato a traballare. Per uscire dal pantano in cui la lotta l\u2019aveva condotta un po\u2019 tutta la macchina degli sfratti ha dovuto imboccare nuove strade. Le varie autorit\u00e0 cittadine si sono sedute attorno a un tavolo affidando il compito di stilare l\u2019agenda degli sfratti alla Questura e non pi\u00f9 agli ufficiali giudiziari. Questa, secondo una logica militare, ha pensato bene di costringere il nemico a dividere le forze cos\u00ec da poter pi\u00f9 facilmente intervenire. Una scelta che non ha prodotto gli effetti sperati ma si \u00e8 anzi rivelata un boomerang, perch\u00e9 nei conflitti sociali, alle volte, dividere le forze pu\u00f2 favorire il loro moltiplicarsi. Constatato il fallimento di questa strategia, la Questura ha quindi deciso di adottare un particolare stratagemma, secondo la definizione utilizzata dal dirigente degli Ufficiali Giudiziari. Stravolgere il normale andamento di uno sfratto, affidando la sua programmazione a un giudice che ne stabilisce la data e la comunica solo a Questura, propriet\u00e0 e ufficiale giudiziario. Chi \u00e8 sotto sfratto viene invece lasciato all\u2019oscuro di tutto, non pu\u00f2 cos\u00ec provare a organizzarsi per resistere e vive costantemente nel timore di ritrovarsi da un momento all\u2019altro senza un tetto sopra la testa.<br \/>\nA turbare la soffocante normalit\u00e0 di cui parlava l\u2019avvocato delle parti civili sono stati centinaia di uomini e donne che vivono in questa citt\u00e0. Noi, imputati in questo processo, siamo orgogliosi di essere stati tra loro e aver dato il nostro contributo. E di continuare a darlo. Perch\u00e9 le resistenze contro gli sfratti stanno continuando in questa citt\u00e0 e continueranno finch\u00e9 ci saranno persone che rischiano di essere sbattute fuori di casa. Cos\u00ec come continueranno i conflitti sociali fino a che non verranno eliminate le cause che li generano.<br \/>\nCon buona pace di chi li istruisce, questo genere di processi non sono in grado di debellare la conflittualit\u00e0 sociale. Non fosse altro perch\u00e9, come abbiamo cercato di mostrare, il grande assente di questo processo \u00e8 proprio la lotta contro gli sfratti.<br \/>\nEd \u00e8 certamente meglio cos\u00ec.\u00bb<\/em><\/p>\n<p class=\"date\">macerie @ Luglio 19, 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>fonte: Macerie Sta giungendo ormai a conclusione il processo contro la lotta agli sfratti. Ricordate? 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