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Francia, verso lo sciopero generale
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LiberaInfo Sunday, Mar. 19, 2006 at 3:52 PM |
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Francia: Sindacati contro governo
Prosegue protesta Contratto primo impiego, ieri 166 arresti
(ANSA) - PARIGI, 19 MAR - Dopo le manifestazioni di ieri in tutta la Francia, i sindacati puntano a proseguire la mobilitazione contro il Contratto primo impiego. E non si esclude l' ipotesi di uno sciopero generale. I sindacati chiedono il ritiro del provvedimento del governo e danno "24 ore di tempo" a de Villepin. Il bilancio degli incidenti di ieri a Parigi e' di 166 arresti e 24 feriti di cui 7 poliziotti e 17 manifestanti.
http://www.ansa.it/main/notizie/ticker/2006-03-19_1191541.html
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In Francia, in Italia, in tutta europa
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Non è che l'inizio Sunday, Mar. 19, 2006 at 3:53 PM |
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 ap78042961903101602_big.jpgmsuap3.jpg, image/jpeg, 530x360
Chi di noi ha avuto l'avventura di sentire oggi 19 marzo 06 il TG 3 del 14,30 parlare dei fatti francesi e in particolare delle grandi manifestazioni forti e piene di blocchi e di scontri, non avrà potuto trattenere una risata. Il TG 3 infatti parlava delle manifestazioni dei "ragazzi" francesi, anche se oramai con qualche imbarazzo. Milioni di giovani studenti e precari, centinaia di migliaia di lavoratori sono in lotta su un problema centrale, politico, nazionale decisivo http://www.lefigaro.fr/france/20060318.WWW000000019_objectif_des_syndicats_million_de_personnes.html e questi parlano di ragazzi. Le edicole e le auto bruciate non sono le tre di Milano ma sono centinaia. Ma qui si parla di "ragazzate".
Al che bisonga trarre la conclusione o non va bene bruciare un motorino e un edicola ma bisogna bruciarne qualche centinaio o migliaio o qualcosa non funziona più nei cervelli della sinistra perbene e perNato. Come non funziona a quelli che hanno organizzato la manifestazione contro la guerra di Roma di ieri ed hanno escluso dalla lista degli ospiti gli iracheni, la cui resistenza è definita terrorismo, mentre gli eroi della sinistra perbene e perNato diventano gli uomini dei servizi e le loro suffragette.
Io semplicemente sto con i "ragazzi" francesi che hanno dato l'ultimatum al governo. Sono sicuro che riusciranno a vincere e la loro vittoria ci mostra bene come si fa una lotta efficace. E' un esempio molto calzante anche per l'Italia, una Valsusa su scala nazionale. Non sarebbe male se diventasse a scala europea e anche più vasta. Il precariato, la flessibilità, il neoliberismo sono delle schifezze generali da abbattere.
Viva i ragazzi francesi e i loro blocchi
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La mobilitazione non cenna a diminuire
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Ansa Sunday, Mar. 19, 2006 at 4:44 PM |
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Settanta persone fermate dalla polizia, dopo i 167 arresti, e 52 - 34 agenti e 18 manifestanti - quelle rimaste ferite, ma nessuna grave. E' questo il bilancio finale - reso noto dalla prefettura - degli incidenti che sono scoppiati al termine della manifestazione di ieri a Parigi contro il Contratto primo impiego.
Fra i danni accertati sul piano materiale ci sono state tre auto incendiate e due danneggiate, una decina di vetrine di negozi, un' edicola, due cabine telefoniche e sei postazioni per l' attesa di bus. Gli incidenti sono avvenuti a Place de la Nation, dove la manifestazione parigina si e' conclusa, e nel Quartiere latino, vicino all' universita' della Sorbona.
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USA E GETTA !!
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Falcri Bnl Monday, Mar. 20, 2006 at 6:12 PM |
mail:
falcribnl@yahoo.it |
ODC FALCRI Banca Nazionale del Lavoro Sindacato Autonomo Lavoratori Segreteria dell’Organo di Coordinamento http://www.falcribnl.com – e mail: falcribnl@yahoo.it
USA E GETTA !!
Prendete un giovane, tagliuzzatelo a dadini, mettetelo a soffriggere nell’olio bollente che avrete versato in una padella, quando avrà assunto un bel colore ambrato spegnete il fuoco e con un mestolo a buchi versatelo in una terrina per farlo raffreddare. Come il giovane sarà raffreddato buttatelo via e ricominciate da capo con un altro giovane fino a che non si sarà raffreddato, quindi buttate via anche questo e così di seguito…. si può continuare ovviamente all’infinito visto che la materia prima abbonda e costa pochissimo. Questo è il piatto “USA e GETTA” chiamato anche in tutta Europa “DEL GIOVANE PRECARIO”.
Solo che ogni tanto anche i migliori cuochi devono fare i conti con i gusti della clientela che, come ci insegna la storia, cambiano velocemente ed improvvisamente, per cui in Francia proprio i giovani, che venivano utilizzati come ingrediente principe per questo succulento piatto, hanno fatto sapere che non gradivano più “L’USA E GETTA” anzi!
Più di un milione di potenziali cittadini “USA E GETTA” hanno sfilato contro la PRECARIETA’ dopo avere occupato la Sorbona ed altre 14 Università e dopo essersi scontrati con la polizia ottenendo il risultato di “svegliare” anche un altro importante soggetto della Società Civile: il Sindacato.
Il Sindacato francese ha chiesto l’immediato ritiro di quella legge che vorrebbe imporre una PRECARIETA’ ancora più PRECARIA di quella già esistente mentre i sondaggi dicono inequivocabilmente che il numero di francesi contrari a questa forma di schiavitù moderna sta crescendo vertiginosamente.
La FALCRI BNL guarda con grande fiducia e speranza a quanto sta accadendo in Francia e si schiera dalla parte di quei giovani e di quei cittadini che rifiutano di essere trattati come “USA E GETTA” nell’esclusivo interesse di un sistema neoliberista che arricchisce in maniera sempre più evidente i grandi capitalisti aumentando a dismisura il numero di coloro che entrano a far parte della categoria dei “nuovi poveri”.
Cogliamo l’occasione per ricordare che la FALCRI BNL assieme ad altre 32 associazioni FALCRI fa parte del “Comitato Lavoratori FALCRI Contro la Legge 30” che sta raccogliendo migliaia di firme in tutta Italia sotto forma di PETIZIONE POPOLARE che consegnerà al NUOVO GOVERNO.
Anche in Italia è necessario che si intervenga CONTRO la legge 30 e che i Sindacati escano da formulazioni ambigue e bizantine come quelle che hanno portato in precedenza a costruire mostruosità come i CO.CO.CO. o a condividere impostazioni come quelle contenute all’interno del “Patto per l’Italia” di pezzottiana memoria.
La flessibilità non deve nascondere attraverso “furbate” coperte dalle leggi lo sfruttamento e la precarietà; i giovani hanno diritto ad un futuro dignitoso e di prospettiva.
Roma, 20 marzo 2006 FALCRI BNL
www.falcribnl.com
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FRANCIA E DINTORNI
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(((Q))) Friday, Mar. 24, 2006 at 2:46 PM |
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Il precipitare e l’”eternizzarsi” degli eventi a Parigi e in Francia mi spinge a scrivere alle compagne e ai compagni, agli individui, ai gruppi e ai collettivi autonomi e libertari alcune considerazioni in merito; frutto degli eventi in continua evoluzione, non possono che essere schematiche, sintetiche e parziali, ma, spero, utili. Non nascondo che leggere corrispondenze personali, più simili a neurodeliri o astruse visioni, mi abbia stimolato.
FRANCIA ED EUROPA La battaglia in corso contro i CPE, contro l’ennesimo aumento della precarizzazione dei rapporti lavorativi, confermano il carattere europeo dello scontro; come particolarmente in Italia e in Germania, l’attacco padronale a quelle larvate parvenze di conquiste sindacali (o, sotto diversa prospettiva, di lucidatura delle catene), segue precise direttive unitarie (Bolkestein). All’adeguamento e al riequilibrio delle normative nazionali sulla produzione agricola e industriale, è negli ultimi anni seguito il rimodellamento del rapporto capitale – lavoro. E’ chiaramente un gioco al ribasso, sulla scia e reso possibile dal frazionamento delle lavoratrici e dei lavoratori, che si mobilitano solo a livello nazionale, e pure in maniera esclusivamente difensiva e reazionaria. I CPE sono, a detta dello stesso Villepin, “un esperimento”, come tale, proponendo un’ulteriore umiliante legislazione, diversa da quella di altri paesi, rivolta anche ad essi. Questa “corsa all’oro” della riduzione del costo del lavoro, necessaria nella competizione multipolare con Cina e USA, sembra trovare in terra francese quelle resistenze che altrove, come in Italia, non si è sviluppata adeguatamente (in parte per i motivi segnalati dall’editoriale di Radio Città Aperta). Urge per i compagni e le compagne , specie chi per motivi geografici, conoscenze personali o affinità, abbia maggiori possibilità di contatti diretti e non mediatici con altre realtà europee, promuovere momenti di incontro, iniziative o azioni dirette coordinate per “europeizzare” il conflitto.
SUL PRIMATO DELLA POLITICA Il marzo francese sta rivelando un altro aspetto della crisi attuale; il movimento studentesco e lavoratore si mobilita fuori da ogni rappresentanza politica istituzionale. Vi sono continui tentativi di ege,ionizzare la lotta da parte delle molteplici realtà sindacali, ma la caratteristica evidente delle manifestazioni in piazza è la partecipazione diretta degli individui. Qualche fastidioso relitto politico (più o meno radicale) leninista, troskista o negriano cerca di politicizzare il conflitto con formule, se mai opportune, ora certamente logore e abusate; ugualmente qualche pidocchioso paraistituzionale e mediatico prova ad individuare ed esaurire l’obiettivo dello scontro nel governo e nel primo ministro. Ma le parole d’ordine diffuse trovano evidentemente elementi di rottura nel lavoro, nel salario e nell’autorità statale, non in fantocci governativi e parlamentari. Anche qui l’Europa dovrebbe insegnare; il fallimento del progetto costituzionale e l’inefficienza cronica della Commissione e del parlamento europeo sono sintomi dell’inutilità per il capitale produttivo e finanziario (e dei loro fidi tecnocrati) della mediazione politica, dopo anni di indiscutibile pace sociale. La politica istituzionale, terreno di (finta) mediazione di interessi e valori in competizione sociale ed economica interna, perde senso e ragion d’essere in assenza di un’opposizione visibile; non a caso i picchi del primato della politica, nelle sue derive totalitarie, sono giunte a seguito di forti mobilitazioni di massa più o meno di classe. In Italia, alla vigilia delle elezioni, è necessario ribadire la scelta astensionista, rilanciando ora più che mai le opzioni, solo apparentemente inconciliabili, dell’autorganizzazione sociale e sindacale, dell’autonomia di classe, della libera associazione e dei sodalizi fra individui affini. Nel campo della battaglia contro il lavoro salariato (non me ne vogliano gli antilavoristi puri) va valorizzata la militanza pluriennale di quelle compagne e di quei compagni che si confrontano quotidianamente con le tematiche del precariato sociale, arricchendo queste esperienze con diverse sensibilità antiautoritarie. Leggo con piacere l’indizione di mobilitazioni in questi giorni per dare visibilità a quel lavoro oscuro di inchiesta e di agitazione troppo spesso dimenticato o sottovalutato, da me per primo. Non è poi così difficile, né avvilente contribuire alle vertenze in lotta, mentre è solo auspicabile l’individuazione contemporanea di nuovi obiettivi; collaborare, oggi, anche fragorosamente, ad accrescere una contro gli agenti del precariato può prima di tutto essere un buon veicolo di comunicazione con l’estero.
SUL PRIMATO DEL SOCIALE Una delle caratteristiche delle lotte francesi che hanno più colpito l’immaginario italiano è l’unione con i “banlieusards”, le ragazze e i ragazzi delle periferie metropolitane. E’ evidente che accanto alle rivendicazioni economiche sopradette, c’è un insopprimibile e umano desiderio di rivolta sociale, manifestato in Francia da ormai un anno. Poco servono quei commenti di parte del movimento italiano che rimpiange non avere analoga situazione. Niente di più falso; chiunque non viva e militi tra quattro squallide mura e, magari, svolga attività nel quartiere e nella strada, sa benissimo che la rabbia cova e, ben spesso, esplode anche nelle nostre metropoli e province. Il problema è che, spiace dirlo, il disagio sociale di esprime con forme e in luoghi che poco sembrano interessarci, come lo stadio o i locali; ma ciò che è peggio, è che tale disagio viene assorbito con più facilità da gruppi fascisti, per fortuna mai a livello organico; è responsabile anche quel sottile ma palese disprezzo che rivoluzionarie e rivoluzionari riservano a fenomeni di aggregazione giovanile. Ma attenzione! Nelle metropoli e province francesi accade lo stesso; i ribelli incoscienti vengono spesso temuti e cacciati dai cortei, quando non criminalizzati, da maniaci paranoici ossessivi esattamente come in Italia; allo stesso modo i mitici “casseurs – banlieusards” condividono perlopiù mentalità cameratesche, da bande, fortemente maschiliste e reazionarie. Sono, è vero, perlopiù figli di decolonizzati o giovani migranti, ma riproducono modelli a cavallo tra il “bullismo d’onore” e il fondamentalismo etico, più che religioso, anche nella componente femminile. Per fortuna qui come da noi, c’è chi ha il coraggio e l’umiltà di relazionarsi con queste realtà , in maniera leale, anche brutale e comunque determinata. Non si può non sottolineare l’importanza dello sport, della musica e della socialità autogestita e autoprodotta per veicolare sentimenti, valori e coscienza di classe ai “banlieusards” di tutti i paesi. In quest’ottica è il quartiere, ma anche i luoghi aggregativi, a essere territorio privilegiato d’intervento.
SULLA VIOLENZA Breve e conciso. La violenza rivoluzionaria del debole contro il forte è sempre bella, è spesso giusta e qualche volta necessaria. Quando sussistono tutte e tre le condizioni è peccato etico e politico non sostenerla o attuarla a seconda delle attitudini; e soprattutto mai infamarla, come in Francia stanno reimparando a fare tutti, dai sindacati ai pacifisti.
La solidarietà internazionale è un’arma…
Parigi, marzo 2006 B. Qu.
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Voglia di lavoro
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Liliana Montalbo Monday, Mar. 27, 2006 at 11:05 AM |
mail:
tumminello@supereva.it |
A seguito dell’Assemblea svoltasi in data 23 Marzo 2006 presso l’Aula Magna dell’Ist.Tecnico Industriale “V.Emanuele III°” Palermo , indetta dal personale tecnico del suddetto Istituto e ratificata dalla presenza dei rappresentanti CISL, SNALS ecc. , vista la non indifferente presenza di molti Assistenti Tecnici di vari Istituti della Provincia di Palermo sensibilizzati dalle possibili indecenti ed incombenti minacce al proprio posto di lavoro derivante da una inverosimile sentenza che permetterebbe ai lavoratori transitanti dagli Enti Locali , pur col doveroso rispetto nei loro confronti e nei confronti del loro rapporto di lavoro , di andare a ricoprire dei posti di Assistente Tecnico presso le scuole statali ove siano presenti determinati laboratori ricadenti nelle varie aree , considerato che , allo stato attuale , tali 70 dipendenti sono in possesso di titolo di studio di I° grado (sc.media) se non addirittura scuola dell’obbligo , considerato che si presume di rendere tali lavoratori idonei a ricoprire tale incarico a mezzo di ipotetici corsi qualificanti , ove sussistano i titoli necessari , indetti dal Provveditorato agli Studi di Palermo , siamo stati messi a conoscenza che tali corsi devono essere riconosciuti idonei e ratificati da un accordo congiunto tra il Provveditorato agli Studi di Palermo e i Sindacati riuniti .
Sulla base di tali considerazioni riteniamo che i Sindacati riuniti , come espressamente detto in tale Assemblea , debbono vigilare su tale situazione , bloccare eventuali illeciti e dare tempestiva comunicazione al personale tutto di quando avverrà tale incontro .
Noi Assistenti Tecnici , sfiduciati e demoralizzati dal non avere chiare ed inequivocabili notizie e risposte al merito , considerato il fatto di avere sottovalutato il problema anche ed in virtù del considerato paradosso del fatto , intendiamo rimediare da ora a seguire mettendo in piedi un comitato di controllo , un coordinamento lavorante in simbiosi coi sindacati o , ove ne ricorrano i motivi , lavorando in maniera autonoma , che vada a controllare , seguire gli iter di tale spiacevole situazione , prendere di comune accordo delle decisioni ed agire in maniera anche forte , incisiva e vistosa per limitare i danni che ne potrebbero derivare .
Vorremmo , ove possibile , presenziare in qualità di relatori ai suddetti eventuali incontri .
Considerato che non vogliamo in alcun caso che l’Assemblea del 23 Marzo c.m. rimanga una sterile ed inefficace discussione sconfortante tra colleghi invitiamo tutti , e dicasi tutti appellandoci al comune impegno che tutti devono prendere , a seguire dei punti d’azione che andiamo ad elencare :
1 ) Portare a conoscenza di quanti più colleghi possibili della situazione in atto .
2 ) Rendere partecipi i Dirigenti Scolastici delle proprie scuole di appartenenza .
3 ) Rinviare tale e-mail o comunicare coi normali mezzi a disposizione a quanti più colleghi possibili estendendo la comunicazione anche a emittenti televisive , autorità , testate giornalistiche ecc.
4 ) Avere in tempo utile da parte dei Sindacati riuniti le comunicazioni relative a quando avverrà l’incontro col Provveditore agli Studi per la disamina della validità della qualificazione professionale di tali lavoratori.
5 ) Partecipare , alla data di tale incontro , in maniera massiccia ad un SIT-IN davanti i locali di Via Fattori perdendo , all’uopo , un giorno di lavoro che sarà senz’altro meno lesivo della perdita eventuale del posto di lavoro .
6 ) Estendere la protesta , ove occorra , in tutte le sue forme e in tutti gli ambiti anche in maniera incisiva senza preoccuparsi di eventuali contromisure .
Si invita pertanto , alla ricezione della presente , a decidere , Istituto per Istituto , Scuola per Scuola , ad eleggere un proprio gruppo di rappresentanza col compito di fare da informatori e relatori per il personale della propria scuola di appartenenza , coordinarsi e consultarsi con i rappresentanti delle altre scuole , non stancarsi a ciclo continuo di pressare i propri colleghi ad essere presenti , contattare e pressare continuamente i Sindacati per ricavarne più notizie possibile ed agire di conseguenza , estendere le decisioni finali con tutti i mezzi comunicativi possibili a tutto il personale in servizio e non .
Certi della gravità dello stato attuale siamo sicuri dell’impegno che ognuno di noi vorrà prendere per se e per gli altri colleghi tali da proteggere il proprio posto di lavoro nonché l’indispensabile sussistenza economica per le proprie famiglie .
Ringraziandovi Anticipatamente alleghiamo alcuni indirizzi telematici di alcuni colleghi per le comunicazioni di rito :
aria.randisi@tiscali.it
b.bottone@inwind.it
polizzotto.cinzia@libero.it
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28/3 Tre milioni in piazza!
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l'unità Tuesday, Mar. 28, 2006 at 5:24 PM |
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Francia, tre milioni in piazza contro la precarietà. Ma il premier non cede di red
700mila persone a Parigi, 250mila a Marsiglia, 60mila a Grenoble, 40mila a Nantes e ancora decine di migliaia di manifestanti a Le Mans, Rouen e Tours. Secondo i sindacati sono circa 3milioni le persone che martedì sono scese nelle piazze francesi per chiedere (ancora una volta) il ritiro del famigerato Cpe, il contratto di primo impiego voluto dal premier de Villepin che prevede la possibilità di licenziare senza spiegazioni entro il primo biennio i dipendenti di età inferiore ai 26 anni. «Siamo più di tre milioni oggi in strada, è storico, è impensabile che il primo ministro resti inflessibile sulle sue posizioni» ha detto Bernard Thibauldt , il numero uno di una delle maggiori sigle sindacati (la Cgt), mentre sfilava in testa al corteo della capitale.
Oltre alla manifestazioni (circa 150 in tutta la Francia) si sono svolti anche scioperi in vari settori. A incrociare le braccia i lavoratori del trasporto pubblico, gli insegnanti e in parte anche i dipendenti delle poste, i commercianti, gli edicolanti e i poligrafici dei giornali. Gli effetti si sono fatti sentire soprattutto sui pendolari, sul metrò parigino ma anche sul traffico aereo (a Lione sono stati annullati una trentina di voli).
Di fronte all’ennesima ondata di manifestazioni popolari anche il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy ha chiesto una sospensione della legge e il Medef, la Confindstria francese, ha detto di non opporsi ad un eventuale ritiro.
Il premier de Villepin ( con l’appoggio del presidente Chirac) non sembra però disposto a cedere: ha ribadito il rifiuto a ritirare la legge. Tutt'al più è disposto a prendere in esame delle modifiche che non intacchino l'essenza del provvedimento.
www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=48327
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28/3 botte ai giornalisti e ancora scontri
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dal newswire Tuesday, Mar. 28, 2006 at 5:32 PM |
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dopo le botte ad un paio di giornalisti impiccioni date questa mattina al corteo parigino, le agenzie di stampa all'unisono commentano così gli scontri del tardo pomeriggio di oggi:
Parigi: botte ai gio... _28m06love_.jpg, image/jpeg, 500x333
Casseur distruggono vetrine bar e aggrediscono manifestanti (ANSA) - PARIGI, 28 MAR - Un centinaio di teppisti sono entrati in azione all' inizio del corteo anti-Cpe che da qualche minuto si e' mosso a Parigi. I casseur hanno tentato di penetrare in un supermercato di boulevard de l' Hopital, nel 13/o arrondissement, ed hanno distrutto la vetrina di un bar vicino. Incappucciati e mascherati, i teppisti hanno ugualmente aggredito dei manifestanti per colpirli e derubarli di borse e telefonini.
[..e poi casseurs al plurale si scrive con la S finale..]
italy.indymedia.org/news/2006/03/1032088.php
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FRANCIA: ARRESTATO LEADER MOVIMENTO CONTRO CPE
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da Repubblica Thursday, Mar. 30, 2006 at 5:16 PM |
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Parigi, 17:49
FRANCIA: ARRESTATO LEADER MOVIMENTO CONTRO CPE Non accenna a calare la pressione degli studenti contro il contestato contratto di primo impiego (Cpe) voluto dal primo ministro Dominique de Villepin. Le proteste sono continuate anche oggi in tutta la Francia: la polizia ha arrestato il presidente dell'Unione nazionale dei Licei, Karl Stoeckel, uno dei leader della protesta contro il contratto di primo impiego (Cpe), ed altri 8 giovani per aver bloccato la 'peripherique' di Parigi, la principale circonvallazione della capitale. Nella capitale diverse centinaia di studenti di licei ed universita' si sono inoltre radunati nella piazza centrale di Chatelet. Quello di Parigi e' stato il blocco piu' importante tra quelli che organizzati dagli studenti sulle principali strade del paese, che hanno provocato code per centinaia di chilometri a Nantes, Rennes, Lilla, Dunkerque, Aix-en-Provence, Chambery e Marsiglia. In quest'ultima citta' la polizia e' intervenuta anche con i gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che bloccavano i binari della stazione principale centrale.
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_1382296.html?ref=hprepnews
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FRANCIA: "CASSEURS" IN AZIONE CONTRO CHIRAC E IL CPE
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reporter Saturday, Apr. 01, 2006 at 5:10 PM |
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Parigi, 12:13
Ennesima di violenza in Francia, dove in numerose citta' si sono tenute ancora manifestazioni di protesta contro il Cpe, la contestatissima nuova legge sul primo impiego, e contro la decisione del presidente Jacques Chirac di promulgarla, seppure promettendo che sara' sottoposta a modifiche per garantire una maggiore tutela dei giovani assunti su tali basi. Le dimostrazioni si sono protratte quasi ovunque fino all'alba e oltre, e in aluni casi sono degenerate in disordini: in particolare a Parigi, dove sono tornati in azione i 'casseurs', orme di giovani facinorosi che si sono abbandonati ad atti di vandalismo, sfondando i vetri delle vetrine dei negozi e scatenandosi sulle auto in sosta. Pietre e bottiglie sono state scagliate contro le forze dell'ordine in assetto anti-sommossa, e due agenti hanno lamentato lesioni lievi. Un gruppo di circa trecento persone hanno inoltre tentato di assaltare l'ufficio di un deputato dell'Ump, l'Unione per un Movimento Popolare, il partito di centro-destra fondato dallo stesso Chirac: a denunciarlo e' stato lo stesso parlamentare, Pierre Lalouche, che in quel momento si trovava nel locale ma e' ne uscito illeso. In tutto sono stati almeno duemila i dimostranti che hanno inscenato le proteste notturne nella capitale; un centinaio alla fine gli arrestati. Altre migliaia di persone, in massima parte giovani, sono sfilate in corteo in varie citta' e a Nantes, capoluogo della regione occidentale dei Paesi della Loira, sono stati necessari i lacrimogeni per disperdere la folla, in tutto trecento scalmanati che, dopo aver eretto barricate improvvisate e dato alle fiamme i contenitori dell'immondizia, hanno cercato di attaccare la sede locale dell'Ump. Danneggiamenti e blocchi stradali sono stati denunciati pure altrove.
www.repubblica.it
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Francia. Devastata sede dell'Ump a Montpellier
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wu ming 63 Thursday, Apr. 06, 2006 at 3:47 PM |
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da carta
6 aprile 2006
A Montpellier una sessantina di studenti hanno assaltato e devastato la sezione locale dell'Unione per un movimento popolare (Ump), il partito di maggioranza. Lo ha reso noto la polizia. Mobili, poster e lettere dei locali della federazione dipartimentale del partito sono stati scaraventati in strada, sul marciapiede dell'avenue d'Assas. Gli agenti hanno trovato diverse scritte che inneggiano al movimento anti-Cpe ed insulti rivolti al presidente del partito di maggioranza, il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy. La federazione dell'Ump del Dipartimento dell'Herault ha sporto denuncia contro ignoti. Sulla fascia bianca della bandiera nazionale tricolore, all'interno della sede dell'Ump, gli studenti hanno scritto ''Unis pour Mepriser le Peuple'' (Uniti per disprezzare il popolo), che compone la stessa sigla 'Ump' del partito conservatore di Sarkozy e del premier Dominique De Villepin.
http://www.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_6615.html
www.carta.org
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De Villepin: è giunto il momento di uscire dalla crisi
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carta - notizie in movimento Thursday, Apr. 06, 2006 at 3:49 PM |
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Francia. de Villepin: "E' tempo di uscire dalla crisi" 6 aprile 2006 ''E' tempo di uscire dalla crisi'' e la ''priorita' immediata'' è la pacificazione degli animi, ha detto il primo ministro Dominique de Villepin nella sua consueta conferenza stampa mensile. Riferendosi all'iter avviato per trovare una soluzione agli scontri sul contratto di primo impiego (CPE) de Villepin ha sottolineato che dopo gli incontri tra gruppi parlamentari dell'UMP, partner sociali e ministri responsabili ''tutti insieme trarremo le conclusioni''. Cercando comunque di uscire dallo stallo in cui le proteste hanno posto l'azione governativa, il primo ministro ha detto che vuole avviare ''tre nuovi cantieri'' che riguardano la sicurezza del percorso professionale, la lotta contro la povertà e l'esclusione ed il rafforzamento dei legami tra università e lavoro.
ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_6613.html
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Images Of Fire - The banlieue riots and the unanswered question of the welfare state
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Brian Friday, Apr. 07, 2006 at 11:42 PM |
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Violence is the hard drug of the information society. It interrupts the program, it cuts through the rhythm of stress, entertainment and boredom that passes for ordinary experience. The images of violence sear into your mind, like witnesses of the present. That's how I remember the nights of October and November in France. I can still see the images of the flames, the skeletons of the burning buses. I can still hear the strange thud of the exploding cars, I can still feel the tension that separates the police with their helmets, tear gas and flashball guns, from the ghetto kids with their hoods and scarves, their paving stones and Molotov cocktails. All that happened so close to where I live, but so far away, worlds away from the city center; I only saw it through the media. For three weeks, it looked as though Gaza, Beirut and Baghdad had come to the outskirts of Paris, Strasbourg and Marseilles. Then the pressure of the image subsides, the memory blurs and fades, until a new convulsion ? like the huge social movements unfolding in France right now - comes to chase away what seems unforgettable. Just as the riots themselves chased away what had seemed unforgettable: the "no" vote on the referendum for a European constitution.
What's hidden in the blazing light of the mediated image? I want to look back on those nights of October and November, when a European society was literally "under fire." The point is to find another interpretation for the images of violence, so they don't appear as proof that race wars are inevitable in Europe, and in the world. By comparing the riots in the banlieues with the middle-class protests unfolding in France right now, it can be shown that what's at stake is an old but still unanswered question: the transformation of the welfare state in response to the demands of the global economy. This is a case where the representation of violence directly influences its organization, through the effects that the image exerts on electoral politics
www.metamute.org/en/node/7528
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Banlieue e lotte studentesche, parla Alain Touraine
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Carlo Gnetti Sunday, Apr. 23, 2006 at 10:57 AM |
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Francia / Banlieue e lotte studentesche, parla Alain Touraine La scuola dei diritti
di Carlo Gnetti
Quali sono le ragioni profonde degli avvenimenti che nelle scorse settimane e nei mesi passati hanno messo in subbuglio la società francese, prima nelle “banlieues” delle grandi città e poi nelle Università in seguito alla proposta - poi ritirata - di introdurre il Cpe
(contrat de première embauche) per i giovani al primo impiego? In gioco vi sono ragioni legate alle incertezze del futuro e al rifiuto della precarizzazione, o ciò che è accaduto nasconde un malessere più profondo, che agita la società francese e i giovani in particolare? Abbiamo girato queste domande al sociologo Alain Touraine, docente universitario e attento osservatore della società francese ed europea.
“Gli avvenimenti danno già una risposta a queste domande, esordisce. Il carattere un po’ tecnico, limitato, del problema Cpe non concerneva solo gli studenti ma tutte le persone con un basso livello di educazione e di qualificazione. Ciò non spiega l’ampiezza del movimento ma mette in evidenza due aspetti. Il primo ha a che fare con la situazione concreta e immediata. È vero che in Francia vi è un tasso di disoccupazione tra i giovani ben più elevato di quello che riguarda l’insieme della popolazione. Molti studenti si mantengono agli studi facendo baby sitting, molti passano due o tre anni a fare stage o lavori di durata limitata. Ma al numero di giovani e di studenti molto più elevato rispetto al passato, e con prospettive professionali sempre peggiori, non corrisponde né crescita né mobilità sociale. In uno scenario di questo tipo il governo aveva deciso di sacrificare i giovani, a qualunque costo. Il merito del movimento degli studenti è stato di portare questa politica a conoscenza del grande pubblico e di rivelare un malessere che era presente nella società ma non era sufficientemente percepito dagli stessi politici”.
Il Mese Qual è il secondo aspetto da sottolineare?
Touraine È il metodo seguito dal primo ministro. Il sindacato sa bene che i problemi legati al regime dell’impiego devono essere trasformati lentamente, dopo molte negoziazioni che durano anni piuttosto che giorni. Ed ecco che all’improvviso il governo presenta un testo che, dal punto di vista del diritto del lavoro, è assolutamente scandaloso. Dopo che il sindacato, in decine di anni, era riuscito a creare un contratto di lavoro che offriva garanzie, nel quale il datore di lavoro doveva spiegare i motivi per poter licenziare, tutto d’un colpo tutto ciò scompare. Non si tratta solo di una norma giuridica estrema. C’è il fatto che per due anni, che sono un periodo di discrezionalità molto lungo, il datore di lavoro può licenziare in qualunque momento un giovane senza spiegazione, senza oneri finanziari né nulla. Dunque c’è un secondo motivo che spiega l’ampiezza della reazione, in particolare del sindacato, ed è l’attacco brutale ai diritti del lavoro, che già sono rispettati sempre meno. Un modo di fare che aggiunge scandalo a scandalo.
Il Mese Cosa succederà ora che il governo è stato costretto a fare marcia indietro?
Touraine L’assenza, o il carattere aberrante, delle politiche sociali della Francia non riguarda solo il governo attuale. Una tale riflessione nasce sia dopo ciò che è successo nelle banlieues lo scorso novembre, sia dopo la vicenda del cpe, che stava per provocare una crisi di governo. In tutto questo periodo, se si prende a termine di paragone la solita Gran Bretagna di Tony Blair ma anche la Spagna, il nostro paese si è mostrato incapace di elaborare una politica sociale tanto in materia di impiego, quanto in materia di lavoro in generale, di giovani e di vita nelle città. C’è una sorta di paralisi, di impotenza, che si riflette all’interno dello stesso apparato politico.
Il Mese Ciò che è avvenuto da voi è dunque un fenomeno tipicamente francese o può riguardare in qualsiasi momento qualsiasi altro paese d’Europa?
Touraine Quando sentiamo condannare da più parti l’eccesso di protezione dei lavoratori salariati bisognerebbe chiedersi quale sarà il nostro avvenire. L’orientamento degli economisti europei è di aumentare la precarietà, di abbassare i salari e di aumentare la durata del lavoro per reggere la competizione internazionale. Per salvaguardare la nostra economia sembra dunque che sia necessario limitare la protezione dei lavoratori, introdurre una precarietà sempre maggiore, come è avvenuto in Spagna dove la proporzione dei precari è il doppio rispetto alla Francia, e accettare una visione del mondo nella quale le risorse vanno ripartite in funzione della collocazione dei singoli paesi nell’arena mondiale. Mi chiedo allora, e penso al movimento degli studenti che forse avrà avuto una reazione esagerata e alcuni aspetti discutibili che hanno infastidito qualcuno, ma senza dubbio ha avuto il merito di far riflettere tutti noi europei, e non solo i francesi: ciò di cui abbiamo bisogno, oggi e domani, è più liberismo o non piuttosto l’aumento delle garanzie? Dobbiamo continuare a liberalizzare tutto oppure, dopo 30 anni di liberismo, dobbiamo riprendere un certo controllo sull’economia, che nel frattempo si è modernizzata? Non sarà più conveniente seguire il modello scandinavo piuttosto che quello americano o inglese (che peraltro è molto meno liberale di quanto si crede), discutendo magari di licenziamenti purché siano offerte altre contropartite? In altre parole la flessibilità necessaria in un’economia aperta deve per forza trasformarsi in precarietà o non deve piuttosto essere integrata o compensata da una serie di garanzie a favore dei giovani e dei lavoratori?
(http://www.rassegna.it, il Mese di Rassegna sindacale, aprile 2006)
http://www.rassegna.it/2006/granditemi/articoli/francia2.htm
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