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MEDITERRANEO - Turchia, salviamo la culla dell'umanità
by azad - catania Sunday November 09, 2003 at 02:42 AM mail:  

In Medio Oriente l'acqua è sufficiente per il fabbisogno dei suoi abitanti, ma il
rischio di conflitti armati per il monopolio della risorsa è altissimo, in
particolare a seguito della politica del Governo turco nella gestione delle acque
del Tigri e dell'Eufrate, mentre la Siria e l'Irak ne dipendono quasi interamente.
Gap, (Güney Anadolu Projesi, GAP) il gigantesco progetto idroelettrico del Sud-Est
Anatolia destinato ad irrigare milioni di ettari per monocolture intensive,
funzionali alle imprese turche e americane: 22 dighe, 19 centrali idro-elettriche e
un numero sterminato di gallerie, canali ed altre opere d'irrigazione. Il
complesso renderà minuscola la diga di Ataturk (1990), che pure è una delle più
grandi del mondo (48 milioni dimetri cubi). Nell'ambito del Gap il governo turco ha
deciso la costruzione della diga di Ilisu sul Tigri, nella regione del Kurdistan
turco. Sia la Siria sia l'Iraq temono il controllo turco sull'acqua, che rischia di
lasciare entrambi in paesi "al secco". Nell'ambito del progetto per l'Anatolia del
Sudest sarà realizzata la diga di Ilisu e sarà terminata al più presto: un muro
lungo 1.820 metri ed alto 135 metri che permetterà di mettere sotto acqua un
territorio di 313 km2, nel quale si trovano tra l'altro importanti parti del
patrimonio archeologico e storico-culturale della città kurda di Hasankeyf.
"L'umanità intera ha protestato contro la distruzione da parte dei talebani dei
Budda monumentali - denuncia Zulkuf Karatekin - presidente dell'Associazione Camera
degli ingegneri Turchi impegnata nella lotta contro le nuove dighe -. Se il progetto
di Ilisu verrà realizzato, 101 città e villaggi saranno parzialmente sommersi
dall'acqua, altri 82 spariranno definitivamente. 88 villaggi e città, nelle quali
vivevano 15.581 persone sono già stati sgomberati: i piccoli contadini kurdi, cui è
stata espropriata la terra, stanno ancora aspettando un risarcimento adeguato. Nei
95 insediamenti che ancora non sono stati distrutti vivono 43.733 persone". Zulkuf,
intervenendo all'Onu dei Popoli, ha chiesto alla società civile italiana ed europea
di mobilitarsi per impedire che il progetto vada avanti:
"Sotto la pressione della società civile internazionale tutti i co-finanziatori
stranieri del progetto, imprese inglesi, svizzere e la Impregilo italiana si sono
ritirate. Oggi il Governo turco sta tentando di coinvolgere la Germania: vi
chiediamo di continuare a tenere alta
l'attenzione e la pressione sui vostri Governi e sui media perché continuino a
denunciare i rischi connessi con la realizzazione della diga di Ilisù e di tutto il
progetto GAP".

Per queste dichiarazioni Zulkuf, previsto ospite a Catania per Mediterracqua, è
stato minacciato ed intimidito dai militari turchi. Questa ulteriore provocazione
non deve passare e come AZAD lanciamo il nostro appello alla società civile locale
ed internazionale per:

1) Sottoscrivere l'appello per il trasferimento e la tutela della vita di Abdullah
Ocalan

2) Sostenere la campagna per la liberazione della deputata kurda Leyla Zana,
condannata a 15 di carcere per aver osato parlare in kurdo nel parlamento turco,
invitando gli enti locali democratici a concederle la cittadinanza onoraria

3) Costruire la più ampia partecipazione al Forum internazionale della società
civile nel corso del Newroz(capodanno kurdo) il 21 marzo 2004 a Diyarbakir.

Sabato 8 novembre c/o galleria Nievski in via Alessi 17

alle ore 20,30 proiezione video sul Newroz

alle ore 21,30 presentazione del fotofoglio in ricordo di Dino Frisullo a cura
dell'autore Giulio Azzarello ed incontro con una rappresentante dell'UIKI(Ufficio
d'Informazione del Kurdistan in Italia).

AZAD- Catania

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