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Aldrovandi: la perizia della procura č 1 buffonata! Dan la colpa alla droga!
by rassegna stampa Thursday, Feb. 23, 2006 at 12:23 AM mail:

Dal la colpa alla droga assunta, ma gli esami tossicologici l'avenano gia smentita come ipotesi. Non a caso il pm voleva farli rifare. Fascisti carogne!

(Ansa)FERRARA - Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni deceduto il 25 settembre scorso davanti agli agenti del 113 di Ferrara, e' morto per diverse concause che hanno portato ad un indebolimento conseguente all'assunzione di droga, eroina, ketamina ed alcool.

Dunque ad ucciderlo e' stato un mix che ha pregiudicato lo stato psicofisico del ragazzo - provocando un'insufficienza respiratoria e quindi un arresto cardiocircolatorio - e non le botte che, secondo i genitori, il ragazzo avrebbe ricevuto dagli agenti di polizia. E' l'esito della perizia effettuata dal pool di consulenti della procura di Ferrara. Un risultato contestato dalla famiglia: ''e' la foto dell'effetto, non della causa della morte'' dicono.

Il gruppo di esperti, guidato dal medico legale Stefano Malaguti, aveva depositato ieri in procura la consulenza d'ufficio e stamattina il procuratore capo Severino Messina ne ha illustrato i contenuti in una conferenza stampa. Il medico legale si sofferma sulle condizioni psicofisiche del ragazzo al momento della colluttazione con gli agenti, rese a suo dire vulnerabili dall'assunzione di alcool e droga. Per il consulente del pm ''la causa e le modalita' della morte del ragazzo risiede in una insufficienza miocardica contrattile acuta, sostenuta da una condizione di stress psicofisico, responsabile dell' incremento dell'attivita' cardiaca e quindi del suo fabbisogno di ossigeno, non adeguatamente supportato per l'indebolimento funzionale dei centri respiratori bulbari conseguente all' assunzione di eroina, ketamina ed alcool''.

La colluttazione o l'uso degli sfollagente non sono, per il perito, causa della morte: ''Risultano elementi suggestivi tali - scrive infatti - da poter escludere con elevata probabilita' che le lesioni rilevate sulla testa e sulla faccia, e l'emorragia che ne e' conseguita, possano avere rivestito ruolo causale rispetto all'evento morte''. Nemmeno l'asfissia posturale, ipotizzata dai consulenti della famiglia Aldrovandi, e' ritenuta rilevante: ''Il mancato riscontro di lesivita' traumatiche a carico del tessuto cutaneo, sottocutaneo, muscolare ed osseo a livello toracico, appare poco suggestivo di una valida ed importante compressione applicata alla gabbia toracica''. Non vi sarebbero insomma segni evidenti di una asfissia provocata da un agente che avrebbe gravato di peso sul ragazzo, e mancano ''lesioni traumatiche a collo o altri orifizi respiratori''.

Quanto alle droghe assunte dal 18enne, la perizia puntualizza che ''la concentrazione di morfina nel sangue (pari a 0.36 microgrammi per millilitro) non possa, sulla base dell'ampia letteratura, essere ritenuta di basso livello, rappresentando viceversa un dato significativo rientrante nel 'range' dei valori di concentrazioni ematiche di morfina in soggetti venuti a morte in seguito ad assunzione di oppioidi (valori tra 0,1 e 2) per il suo effetto deprimente delle funzioni respiratorie''.

Se dunque insufficienza respiratoria c'e' stata, e' stata dovuta alla droghe. ''In ogni caso, i valori riscontrati in sede di consulenza tossicologica non escludono affatto gli effetti psicodislettici e sistemici dello stupefacente a carico del sistema nervoso e cardiovascolare''. Inoltre, ha spiegato Messina basandosi sulla perizia, lo stesso tasso alcolemico (0,4 microgrammi litro) ''ha rappresentato un valore comunque non trascurabile per l'associazione e l'interazione con le sostanze stupefacenti''.

''Ho ritenuto doveroso intervenire - ha spiegato il procuratore di Ferrara - visto il clima pesantissimo creato dal caso in questa citta'''. In mattinata su un muro e' stata scoperta la scritta 'polizia assassina'. ''Io stesso sono stato accusato di aver coperto la polizia, e di aver voluto intimidire i testimoni'' ha aggiunto. ''Ora, sulla base degli elementi raccolti, sia dai nostri consulenti sia da quelli della famiglia, faremo le nostre valutazioni''.

Forti perplessita' sulla perizia del consulente del pm e' stata espressa da Riccardo Venturi, legale degli Aldrovandi: ''la 'diagnosi' di insufficienza miocardica contrattile acuta e' la fotografia di un effetto - spiega - non di una causa, mentre l'incremento dell'attivita' cardiaca e del fabbisogno di ossigeno sono ovvieta' assolute, da ricondursi non (o non solo) all'indebolimento funzionale dei centri respiratori conseguente all'assunzione di eroina, ketamina ed alcol (ci mancava pure quello...), bensi' alla violenza della colluttazione e dell'immobilizzazione, successive''.





IL GIALLO DI FERRARA

Caso Aldrovandi, c'č la perizia
'Morte dovuta a alcol e droghe'

La morte del 18enne, secondo la perizia, sarebbe riconducibile a diverse concause, che hanno portato ad un indebolimento generale del ragazzo conseguente all'assunzione di droga e alcol

Ferrara, 22 febbraio 2006 - La morte di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni deceduto il 25 settembre scorso davanti agli agenti del 113 di Ferrara, sarebbe riconducibile a diverse concause, che hanno portato ad un indebolimento generale del ragazzo conseguente all'assunzione di droga, eroina, ketamina ed alcool. Ad affermarlo e' il medico legale Stefano Malaguti nella sua consulenza d'ufficio, depositata ieri in procura, consulenza i cui risultati che sono stati illustrati alla stampa questa mattina dal procuratore capo Severino Messina.

Secondo i consulenti ''la causa e le modalita' della morte risiedono in una insufficienza miocardica contrattile acuta, sostenuta da una condizione di stress psicofisico, determinante massimale stimolazione simpatica, responsabile dell'incremento dell'attivita' cardiaca e quindi del suo fabbisogno di ossigeno, non adeguatamente supportato per l'indebolimento funzionale dei centri respiratori bulbari conseguente alla assunzione di eroina, ketamina ed alcool''.

Ieri, senza dire nulla di piu', il medico legale aveva ammesso con i giornalisti importanti divergenze con la conclusione cui erano giunti i consulenti della famiglia, che avevano ipotizzato una morte per asfissia, da compressione della cassa toracica
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2006/02/22/5404578

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