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http://italy.indymedia.org/news/2006/10/1163130.php Nascondi i commenti.

[SP] LA SPEZIA, VIA LIBERA AI DRAGAGGI
by green block Tuesday, Oct. 10, 2006 at 12:06 PM mail:

dopo anni di batttaglie legali, alla fine l'hanno spuntata - ma dai?! - imprenditori ed Autorità portuale, ed il presidente del porto spezzino non sa far di meglio che notare come sia stato a loro favorevole il poco clamore sviluppatosi attorno alla questione: se infatti anche in questo caso si fosse fatto il casino del TAV, per capirci, o quello degli inceneritori, forse le cose sarebbero andate diversamente... ed invece, ancora una volta, un'altra battaglia persa. in un silenzio pressochè totale.

[SP] LA SPEZIA, VIA ...
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"Guardare il sole mentre tramonta
su questo paesaggio,
le stelle brillare e la luna sorgere
era di una bellezza stravolgente."
(Mary Shelley, 1822)

"abbiamo dormito a Lerici,
che dà il tocco alla perfezione del golfo,
al mare calmo,
ai verdi velieri,
all'isola e ai lumi notturni"
(Virginia Woolf)

LA SPEZIA, VIA LIBERA AI DRAGAGGI

Al termine di una battaglia legale durata sei anni, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall'Autorità portuale contro il Tar, concedendo il via libera ai dragaggi dei fondali del porto di La Spezia. L'opera, resa indispensabile dalla sempre maggiore stazza delle navi portacontainer ma osteggiata in sede legale dal "comitato di salvaguardia del Golfo dei poeti", potrà adesso essere appaltata dalla Port Authority. «E' la sentenza che ci aspettavamo» commenta Cirillo Orlandi presidente del porto spezzino, «e che premia la nostra volontà di andare avanti malgrado l'opposizione dei cittadini contrari allo sviluppo dei traffici marittimi. Devo dare atto alla società concessionaria Contship Italia di avere tenuto un profilo volutamente basso in questi anni, senza alimentare polemiche di alcuna natura».

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alcuni link in merito:

Fronte del porto (inutile)
Un progetto faraonico minaccia di inghiottire una fetta del Golfo di La Spezia. Là dove cantavano i poeti si potrebbero sollevare dai fondali tonnellate di veleni
http://www.diario.it/index.php?page=cn04040953

Poeti e Veleni nel Golfo
http://salviamolaspezia.splinder.com

PORTO DI LA SPEZIA - Commenti ed Osservazioni (riassunto della vicenda dei dragaggi del porto di La Spezia)
http://www.trail.liguria.it/SSI/SpeziaPortoext/SP_osservazioni.htm

info varie
http://www.legambientespezia.com

Golfo della Spezia
http://it.wikipedia.org/wiki/Golfo_della_Spezia

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La legalità è un optional?
by in Italia la risposta è SI Tuesday, Oct. 10, 2006 at 12:11 PM mail:

giovedì, febbraio 23, 2006

La legalità è un optional?
(da Enrico Schiffini, pres. comitato per la salvaguardia del Golfo dei Poeti)

La legalità è un optional? Sembrerebbe di sì, almeno per il presidente degli industriali spezzini che si è lanciato in una forsennata reprimenda delle azioni del nostro Comitato, di Italia Nostra e del WWF, al grido di una nuova parola d'ordine: "Contiamoci!".

Contiamoci pure, così il presidente confindustriale scoprirà che gli aderenti al Comitato sono più di 14.000 e che Italia Nostra e il WWF, oltre che essere serissime e storiche associazioni ambientaliste, contano migliaia di iscritti in tutta Italia.

Contiamo però anche gli imprenditori spezzini, quelli veri però, con l'esclusione di quelli che fanno solo numero dentro l'Associazione degli Industriali, quelli le cui aziende sono poco più che scatole vuote, quelli che hanno al massimo un ufficio da spedizioniere...

Si accorgerà il nostro presidente, che pur contando alcune validissime aziende industriali, sia grandi che piccole, le aziende che si possono definire industriali per attività e struttura sono purtroppo davvero scarse nella nostra Provincia.

Ma a proposito, chi rappresenta la Confindustria locale è a capo di qualche attività che si possa definire industriale, o è anche lui un ex?

Quindi se parliamo di numeri il terreno mi sembra scivoloso per chi ha lanciato la sfida...

Ma detto questo, che ha un suo lato anche comico, visto da chi viene la sfida, cerchiamo di essere seri in questa vicenda dei dragaggi, perché ormai tutti si sentono in diritto di intervenire sulla questione sparando le più grosse sciocchezze. Tra l'altro proprio due giorni fa l'Autorità Portuale ha con soddisfazione riferito pubblicamente che anche per il 2005 il risultato del porto container è stato molto positivo.

Ma che senso ha porre la questione su quanti sono favorevoli o contrari ai dragaggi?

Qui non c'entrano nulla i numeri, qui si parla solo di leggi che vengono o non vengono rispettate!

Ma quale tipo di cultura della legalità ha un politico o un dirigente di associazione che, motivato solo dai tornaconti politici ed economici di pochi, si arroga il diritto di censurare chi si rivolge alla Magistratura per fare rispettare la legge posta a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini?

Evidentemente si ignorano anche i principi fondamentali dello "stato di diritto".

Ma in base a questi principi anche un solo cittadino, e non solo il Comitato che ne rappresenta 14.000, può rivolgersi ai Tribunali per far rispettare la legge!

Noi ci siamo rivolti al TAR Liguria e al Consiglio di Stato insieme ad Italia Nostra e al WWF perché si voleva raggirare la legge sulle bonifiche, legge nazionale che norma i siti inquinati, come il nostro golfo.

Abbiamo vinto perché quei dragaggi erano illegittimi.

Adesso si ripropongono i soliti dragaggi, camuffati da bonifica, facendo rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta. E' partita in questi giorni l'offensiva mediatica di chi difende gli interessi di ben individuati poteri economici per far credere all'opinione pubblica che se non si fanno i dragaggi sono a rischio i luminosi destini economici di questa Provincia.

Noi invece, che non rappresentiamo né interessi economici né rispondiamo a partiti politici esprimiamo la volontà di migliaia di cittadini che non vogliono né i dragaggi camuffati da bonifica, né l'ampliamento del porto container.

Se passerà il nuovo Piano Regolatore del Porto, con i suoi 300.000 mq di interramenti e il raddoppio del movimento dei container, il destino di questo nostro straordinario golfo sarà segnato per sempre.

E questo non per ragioni puramente ambientali, ma anche per ragioni economiche.

Sono anni che cerchiamo di far capire che il futuro del nostro golfo si baserà principalmente sulla cantieristica nautica, sui porticcioli, sul turismo qualificato.

In questa visione c'è posto naturalmente anche per il porto mercantile, ma non nella posizione dominante che si vuole imporre alla città. Di container ne arrivano abbastanza in questo golfo, abbiamo invece perso ogni traffico di traghetti e non è stato fatto niente per le navi da crociera.

Questa nostra visione, che per le caratterisctiche del nostro golfo è dettata soprattutto dal buon senso (ma come si può pensare di potenziare un porto container davanti ad una città e dentro uno dei più pregevoli golfi del mondo?), si scontra con interessi costituiti, molto radicati e ben rappresentati nelle forze politiche ed economiche che dominano la nostra città, e sono ben presenti sia nella maggioranza che nell'opposizione.

Questi interessi e queste forze, quando influenzano e determinano le scelte strategiche del territorio, seguono la regola del massimo profitto, mentre gli interessi della collettività diventano assolutamente subalterni.

E' una visione dell'economia e della politica conservatrice in senso negativo, di corto respiro, tesa a difendere solo l'esistente ed il proprio interesse immediato, sempre con un sguardo più al passato che al futuro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, almeno di chi vuol vedere la realtà: un declino inesorabile di questa città, che invecchia sempre più e dove i giovani devono scappare.

Manca un disegno generale di grande respiro, di trasformazione vera del tessuto economico, di un rinnovamento radicale della classe dirigente, di una nuova classe imprenditoriale.

Invece eccoli qua, i nostri capitani d'industria (senza fabbriche), attraversati da una scossa elettrica e da fremiti solo quando devono difendere i propri interessi di bottega.

Sono talmente incapaci di qualsiasi scatto ideale, di un qualsiasi disegno che porti vantaggi non solo a loro ma anche alla collettività, che non riescono a capacitarsi di come qualcuno possa occuparsi di qualcosa che va oltre il proprio interesse particolare.

Disegni misteriosi ed inconfessabili sono, per loro, quelli di chi si prende la briga di rivolgersi alla magistratura per vedere rispettata la legge e per salvare un patrimonio che è di tutta la collettività.


Per loro questo è inconcepibile.

Io credo che una società in cui domini solo l'egoismo dell'interesse immediato e particolare, sia in politica che in economia, sia una società malata e in decadenza.


E la nostra è purtroppo una città in decadenza perché manca in tutte le categorie il senso dell'interesse collettivo.

Una città che ha rinunciato alla bellezza, al rispetto della natura, alla qualità della vita, che sono tutti valori collettivi, è una città che si condanna ad un inesorabile declino.

Quelle montagne di rottame rugginoso che con gran disprezzo per gli abitanti sono state scaricate in porto davanti al centro cittadino ci sembrano l'emblema dei risultati conseguiti da questa classe dirigente: un mucchio di rottami, appunto.....

Enrico Schiffini
Comitato per la Salvaguardia del Golfo dei Poeti

http://salviamolaspezia.splinder.com/archive/2006-02

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e come già era successo con il TAV...
by green block Tuesday, Oct. 10, 2006 at 2:17 PM mail:

come già era successo per il TAV con il "Nimby Forum" ( http://www.nimbyforum.net/ ), così pure gli sviluppi della faccenda della Spezia sono stati monitorati e controllati dall'alto da un cosiddetto "Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali", molto ben documentato, anche perchè ben sovvenzionato... ormai lorsignori si aspettano problemi e rivolte popolari in ogni dove... quello che bisogna mettersi in testa è che non si tratta di un semplice problema di "backyard" (nessuno tocchi il mio giardinetto!), ma di un discorso più ampio e significativo di consapevolezza critica nei confronti del sistema economico che ci guida e che determina il nostro stile di vita: Not In My Back Yard, ma nemmeno altrove!!!

"Osservatorio Gestione Conflitti Ambientali e Territoriali

Un approccio innovativo per la gestione dei conflitti ambientali

La costruzione di un'autostrada, di una discarica, di una centrale elettrica, l'istituzione di aree protette, la dismissione e la riqualificazione di insediamenti produttivi sono tutti progetti che sono sempre più investiti dalle problematiche dell'accettabilità sociale ed ambientale.

I processi decisionali tradizionali che riguardano questi progetti generano spesso la cosiddetta sindrome NIMBY (Not In My Back Yard) secondo cui in presenza di opere, anche se di pubblica utilità, le comunità locali tendono ad opporsi in maniera radicale chiedendo la modifica o il ritiro del progetto.

Per prevenire e gestire queste situazioni di conflitto ambientale occorre adottare approcci decisionali alternativi improntati al dialogo e alla negoziazione con i diversi soggetti attraverso la conoscenza e la padronanza di tecniche per la costruzione di decisioni condivise"
http://www.conflittiambientali.it/

...scendendo nel particolare:
Il Progetto di ampliamento del porto nel Golfo di La Spezia
http://www.conflittiambientali.it/newsletter/newsletter%20OCA%20n.2%202004.html#5

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