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CORRIDOIO V: LUNEDI' A UDINE CONVEGNO INTERNAZIONALE
by da ANS(I)A Saturday, Oct. 14, 2006 at 5:14 PM mail:


Data: 13/10/2006
Trieste, 13 ott - I ministri dei trasporti di Italia, Francia, Slovenia, Ungheria e Ucraina parteciperanno al vertice indetto dal presidente dell'Associazione delle Regioni Europee (ARE), Riccardo Illy, per lunedì 16 ottobre a Udine, dedicato al Corridoio V.

Il convegno vedrà inoltre la partecipazione di autorevoli amministratori di Regioni italiane e straniere nonché di imprenditori.

Da segnalare la partecipazione del leader ambientalista francese Gerard Léras.

Nel corso del meeting i ministri dei trasporti e le rappresentanze regionali dell'arco sud europeo firmeranno il primo documento congiunto con cui gli Stati e le Regioni sottoscriventi si impegnano per una comune azione finalizzata alla sollecita realizzazione del Corridoio V.

NDR: pare si incontrino al Castello... Oi che bel Castel a Udin...UDIN

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FERROVIE: CHIESTE MODIFICHE TRACCIATO ALTA VELOCITA'
by So Nego che BRAVO: esporta il C5 flessibile Saturday, Oct. 14, 2006 at 5:22 PM mail:

Data: 13/10/2006
Trieste, 13 ott - L'assessore regionale ai Trasporti, Lodovico Sonego, il presidente della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo e i sindaci (Aiello del Friuli, Bagnaria Arsa, Castions di Strada, Cervignano del Friuli, Fiumicello, Gonars, Mezzana del Turgnano, Palazzolo dello Stella, Palmanova, Pocenia, Porpetto, Ronchis, Ruda, San Giorgio di Nogaro, Teor, Torviscosa, Villa Vicentina) interessati alla nuova ferrovia AV/AC dall'Isonzo al Tagliamento, si sono riuniti per condividere una bozza di protocollo d'intesa e, al termine di un costruttivo dibattito, hanno sottoscritto un verbale.
Il verbale, che è stato sottoscritto anche dai consiglieri regionali Daniele Galasso, Giancarlo Tonutti e Mauro Travanut, prende atto positivamente che la bozza di protocollo giudica non condivisibile la proposta di tracciato AV/AC di Rfi e ne sollecita la modificazione strutturale nel segmento Villa Vicentina - Gonars.
I sindaci sottoporranno ai consigli comunali la bozza di protocollo d'intesa entro il 15 novembre 2006.

NDR: ci sa che finisce come nel mandamento monfalconese dove gli hanno spostano il tracciato di qualche metro e dopo sono stati tutti contenti...se non è sindrome di Nimbi questa?

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manifestiamo
by NO TAV Saturday, Oct. 14, 2006 at 6:33 PM mail:

L'appuntamento è dalle 9.30 alle 14.00 alla Loggia di Lionello in Piazza Libertà a Udine. Ci vediamo!

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Arriva a Udine Gerard Leras ..... verde pro TAV
by CCC5 Saturday, Oct. 14, 2006 at 8:15 PM mail:

L’ITALIA SI GIOCA IL FUTURO SULLA TAV. LE IRONIE DEI VERDI FRANCESI SUI LORO COLLEGHI TRICOLORI



Gli ambientalisti francesi sono favorevoli alla TAV. Gerard Leras, dei verdi, afferma che la protesta italiana è sbagliata e la TAV è una valida alternativa all'inquinamento.

A-Che cos'è la linea ferroviaria Torino-Lione?

La linea ferroviaria ad Alta velocità Torino-Lione fa parte del Corridoio 5, il tracciato europeo che collegherà Lisbona a Kiev. Il percorso si snoda in tre parti per una lunghezza di 254 chilometri: una parte francese, una italo-francese e una italiana di 47 chilometri da Bruzolo a Settimo Torinese. Il tracciato ha subíto numerose modifiche per ridurre i rischi di impatto ambientale in Val di Susa, tant'è vero che si è preferita l'opzione tunnel alla sopraelevata.

B-Quando è nato il progetto?

Al Vertice europeo di Essen del 1994 i leader dell'Ue inseriscono la linea Torino-Lione tra i 14 progetti europei infrastrutturali prioritari. Il progetto in realtà viene approvato durante il governo Amato: il 29 gennaio 2001, l'allora ministro dei Trasporti, il diessino Pierluigi Bersani, sigla con l'allora ministro dei Trasporti francese, Jean-Claude Gayssot, un Accordo internazionale per la realizzazione della Torino-Lione. Nel novembre 2001, sotto il governo Berlusconi,in occasione del vertice italo-francese di Périgueux, si è deciso di accelerare l'avvio dei lavori e soprattutto di definire una data per il completamento: il 2012.

C-La linea ad Alta velocità è davvero necessaria?

Assolutamente sì. È un vantaggio per i viaggiatori: attualmente ci vogliono quattro ore per arrivare da Torino a Parigi, con la linea veloce basterà un'ora e mezzo. Per accelerare gli scambi: oggi il 70% delle merci tra Italia e Francia viaggia su strada, e solo il 27% su rotaie.
In vista dell'aumento del traffico, già accertato dal Libro bianco sulla politica dei trasporti dell'Ue del 2001, è assolutamente indispensabile decongestionare il traffico su gomma, spostandolo su rotaie. La Val di Susa, dove si concentrano le proteste anti-Tav, è attraversata quotidianamente da oltre 3.000 mezzi pesanti, che creano ingorghi e soprattutto inquinano: il trasporto sotterraneo su rotaie ridurrà l'inquinamento atmosferico e acustico e si tradurrà in un milione di camion in meno su quelle strade ogni anno.
Altro vantaggio: la redistribuzione del trasporto su rotaia e gomma consente di evitare eventi congestionanti e imprevedibili, come frane, incendi nei tunnel dei valichi alpini o blocchi stradali dei tir.

D-Quanto costa la Tav?

Il costo complessivo è stimato a 15,2 miliardi di euro, di cui 6,2 miliardi per la parte francese, 6,7 per la tratta internazionale e 2,3 per quella italiana. L'Ue contribuirà per il 20% con un prestito a fondo perduto e la Banca europea per gli investimenti (Bei) dovrebbe contribuire fino a un terzo del totale.
L'opera deve essere completata entro il 2020 per non perdere i finanziamenti Ue.

E-Quanto ci costa non farla?

In termini economici il danno non è quantificabile, ma si ripercuoterebbe per molto tempo sull'economia italiana. Nei giorni scorsi, il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha ammonito: «Non possiamo permetterci di essere tagliati fuori dalle grandi reti europee». Il sistema Italia soffre già da anni di enormi ritardi accumulati in materia di grandi opere. Tutti riconoscono la necessità delle infrastrutture quale motore dello sviluppo economico,ma quando si tratta di realizzarle interessi di parte prendono il sopravvento: tutti le vogliono ma non a casa propria. La linea ferroviaria Torino-Lione è parte di un progetto imponente di collegamento europeo: la Val di Susa è uno snodo fondamentale di un percorso che collega i grandi porti del Mediterraneo all'Est europeo. Far deragliare il progetto, deviandolo su altre zone, significa sottrarre l'Italia all'ammodernamento, approfondendo il divario infrastrutturale che già la vede in ritardo rispetto ai partner europei.
Da sempre il progresso è passato per le vie di comunicazione, così come il peso politico di una nazione, e sarebbe oltremodo dannoso che pregiudizi ed estremismi riducessero l'Italia a periferia dell'Europa.

F-Il progetto interessa anche la Francia. Che ne pensano i cugini d'Oltralpe?

Sul versante francese i lavori sono già iniziati e a quanto pare la Tav la vogliono tutti, compresi gli ambientalisti. Secondo Gérard Leras, esponente dei Verdi, la protesta dei comuni no-Tav è sbagliata:
i comuni francesi attraversati dalla linea soffrono degli stessi problemi ambientali e di traffico della Val di Susa, ma per loro il progetto è un'alternativa efficace e moderna all'inquinamento e può migliorare la qualità della vita dei cittadini. Per l'ambientalista francese «un conto è essere ecologisti, un conto localisti. Non si può sempre dire di no».

G-Il centrosinistra: pro o contro?

Non si sa. Da quando sono cominciate le veementi proteste in Val di Susa il leader del centrosinistra,
Romano Prodi, non ha espresso una posizione definita sulla Tav. Eppure il progetto è anche opera della sinistra, tanto che se n'è fatto vanto il responsabile economico dei Ds, Pierluigi Bersani, che nel programma per le elezioni europee sosteneva: «Con la Torino-Lione il Piemonte entra in Europa. È un'occasione che non si può perdere». A guidare il fronte anti-Tav a sinistra, i Verdi, Rifondazione comunista e i Comunisti italiani che, per motivi ambientali, ideologici e per storica sensibilità verso la piazza hanno sposato le rivendicazioni dei valligiani.
Sul fronte opposto, i favorevoli alla Tav sono soprattutto tra i Ds e la Margherita che però, pur riconoscendo l'importanza strategica ed economica del progetto, contestano, Prodi in testa, la mancanza di dialogo tra governo e popolazione.

H-Che ne pensa l'Unione Europea?

Consenso unanime in Europa. Nel dicembre 1990 l'Ue approva una risoluzione a favore di una rete ferroviaria europea ad alta velocità; risoluzione poi ribadita nel corso del Vertice europeo di Essen del 1994, quando la linea Torino-Lione viene inserita tra i 14 progetti europei infrastrutturali prioritari.
Nel 2003 il Gruppo di Alto livello sulla Rete transeuropea dei trasporti (Ten), presieduto da Karel Van Miert, presenta un rapporto in cui indica nella Torino-Lione una delle 29 opere prioritarie per dotare l'Ue di una moderna rete di infrastrutture. Di recente, Loyola de Palacio, coordinatrice Ue del progetto, ha bollato come «inconcepibile» qualsiasi ritardo nella realizzazione della Torino-Lione. Il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, ha ribadito che senza la Torino-Lione, «per le Alpi occidentali sarebbe l'asfissia».

I-Perché le proteste in Val di Susa?

I valligiani temono le conseguenze del progetto sull'ambiente e sul paesaggio, e che gli scavi liberino materiali pericolosi per la salute come amianto e uranio. Inoltre gli abitanti della Val di Susa temono l'inquinamento acustico sia in fase di costruzione che quando la tratta sarà in esercizio, si preoccupano giustamente dello sgombero residenziale degli abitanti coinvolti, e lamentano l'assenza di concertazione oltre che la lunga durata dei cantieri.

J-Timori infondati?

A quanto pare sì. Il progetto tiene conto delle particolarità ambientali della valle e prevede l'utilizzo delle moderne tecnologie per la mitigazione dell'impatto ambientale. Poiché il tracciato è sotterraneo per il 90%, l'inquinamento acustico non costituirà un problema, anche perché i treni moderni sono molto più silenziosi. Nei tratti all'aperto verranno installate barriere di assorbimento acustico e alberi in grado di dimezzare il rumore e di integrare la struttura nel paesaggio.
Attualmente, dagli studi ambientali emerge che la probabilità di trovare rocce amiantifere e uranio è molto bassa, e in qualsiasi caso saranno predisposte apparecchiature per azzerare i rischi per la salute, come previsto dalla legge italiana e dalla normativa europea. Il materiale estratto dalle gallerie durante gli scavi verrà riutilizzato per la costruzione dell'opera e per colmare i vuoti delle cave, potenziando così la stabilità idrogeologica della valle. Pochi gli abbattimenti di case previsti dal progetto e ai residenti verrà accordato un congruo indennizzo. Durante e dopo i lavori i residenti verranno inoltre risarciti per il rumore percepito.

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