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Stop alla Sardinia Gol Mining! Fermare lo scempio del territorio e la rapina delle risorse
by #indysard Wednesday, Jul. 16, 2003 at 2:10 AM mail:

Qualche informazione sulla Sardinia Gold Mining, il suo profitto, il nostro oro, l’avvelenamento e lo scempio del territorio

Fermare lo scempio del territorio e la rapina delle risorse
per il reale sviluppo della terra e l’occupazione dei sardi
salvaguardando la salute di tutti è non solo possibile ma doveroso



Una multinazionale, una delle tante che piovono in Sardegna come avvoltoi, la Sardinia Gold Mining, costituita da capitali privati e (originariamente) pubblici, ha avuto in regalo dalla Regione Sarda, per lo sfruttamento dell’oro, circa 400 ettari di territorio dei comuni di Furtei, Segariu, Serrenti e Guasila. Forse non tutti sanno come funzionano queste regalìe, per cui riassumiamo i passaggi fondamentali.

La Regione Sarda ha facoltà di dare concessioni per la ricerca e lo sfruttamento delle risorse del suolo e del sottosuolo, ad imprese pubbliche e private. Quando si tratta di ricerche, il contributo di danaro pubblico elargito direttamente alle imprese è enorme, tant’è che in pratica i costi ricadono quasi esclusivamente sulla collettività. Le imprese private hanno modo così di squarciare, violentare ed avvelenare il territorio isolano a costi zero, ed infine trovandovi materiali sfruttabili (minerali o altro) hanno diritto di precedenza rispetto ad altre imprese, nel caso di concessioni per lo sfruttamento e la coltivazione di cave e miniere. La concessione per lo sfruttamento delle materie prime, elargita ad ampie mani dalla Regione Sarda (ed Enti da essa foraggiati) fa entrare nelle casse pubbliche ben ... 25 euro ad ettaro. Attenzione, ciò che l’impresa paga, pur trattandosi di materiali estratti a metri cubi, è esclusivamente la superficie ottenuta in concessione.
Nel caso specifico della Sardinia Gold Mining (S.G.M.), per la concessione dei 394 ettari di terreni in agro di Furtei, Guasila, Segariu e Serrenti, entrano nella casse regionali “ben” 10.000 euro (meno di venti milioni di vecchie lire) all’anno. È anche da precisare che ai comuni interessati allo scempio, alla distruzione ed all’avvelenamento non entra assolutamente manco un centesimo di euro.

Nel solo 1998 (ed era il secondo anno di attività) la Sardinia Gold Mining ha realizzato profitti per circa 10 miliardi di lire. Dopo aver “prodotto” nei primi tre anni e mezzo di distruzione sistematica ed avvelenamento del territorio, ben 3 tonnellate e mezza di oro, nei successivi 5 anni di attività la Sardinia Gold Mining – utilizzando nuove biotecnologie – arriverà a produrne ben 6 tonnellate. Ciò significa che in circa nove anni la S.G.M. avrà rapinato ai sardi circa 10 tonnellate d’oro. In soldi vogliono dire approssimativamente 200 miliardi di lire, ovvero 20 miliardi l’anno. Nei primi 10 anni di concessione,in cambio, la Sarda Regione incasserà appena 200 milioni di lire.

La SGM, solo nei primi anni di attività, ha ottenuto contributi pubblici a fondo perduto, per un totale di 11 miliardi di lire, il che vuol dire che ci vorranno ben 500 anni di “fitto” per la concessione affinché le casse pubbliche reintegrino quanto regalato in soldi pubblici alla multinazionale australiana.
Per realizzare il suo profitto, nei suoi primi 10 anni di attività, la S.G.M. nel frattempo sta facendo letteralmente scomparire circa 3.500.000 tonnellate di montagne e colline.
L’oro infatti (nonché l’argento ed altri minerali preziosi che la SGM riceve in regalo dai nostri politici), viene ottenuto tramite un processo particolare (con l’utilizzo del cianuro) e si trova in quantità di appena 3-3,5 grammi per tonnellata di materiale polverizzato.
Tutto questo scempio: scomparsa di colline,polverizzazione di 3 milioni e mezzo di tonnellate di materiale in soli 10 anni di attività, avvelenamento del territorio, compromissione irrecuperabile dell’intera area, manomissione definitiva del sistema idrogeologico, ecc. viene propagandato come POSSIBILITA’ DI OCCUPAZIONE.

Ma è vero?

Già i dati sopra riportati lo smentiscono categoricamente, ma vogliamo essere più precisi. Prima di tutto è assolutamente indispensabile chiarire che la SGM, dietro lauti compensi da parte della Sarda Regione, sta in pratica “carotando” tutto il territorio isolano in
cosiddette “attività di ricerca”. È dietro compenso della Regione Sarda che ha scempiato il territorio di Osilo, quindi inquinato, quindi deviato falde acquifere di già sfruttate. Al momento non siamo in possesso delle cifre elargite dalla regione alla multinazionale australiana, ma non saranno di certo piccole elemosine. Non siamo neppure in possesso, al momento, delle cifre relative alla vendita del residuo di terra sarda dopo l’estrazione dell’oro e dell’argento, terra ricevuta in omaggio e poi messa in commercio come sottobitume nelle strade sarde, in particolare la 131.
Nonostante questa carenza di dati, abbiamo però le altre cifre che smentiscono nella maniera più assoluta che la politica colonialista della Regione Sarda e degli altri Enti ed istituzioni, crei occupazione.
Al momento dell’ottenimento della concessione la S.G.M. dichiarò di dare occupazione a ben 83 persone. Era ed è una gigantesca bugia. Il personale specializzato, quello dirigente e di fiducia, nonché i contabili erano di già dipendenti della multinazionale madre australiana, la Australian Gold Mining. Delle poche decine di lavoratori sardi, ben 23 unità vennero messe in cassa integrazione il secondo anno di esercizio dell’impresa, mai riassunti a quanto ci è dato sapere. Poniamo che attualmente la SGM dia occupazione a 30 operai sardi, impiegati tra l’attività di ricerca e lo sfruttamento della concessione di Furtei.
Nei soli primi due-tre anni di attività la SGM ha ottenuto ben 11 miliardi di lire di soldi pubblici, cioè 11 mila milioni di lire. Dividendo tale cifra per i 30 occupati sardi a ciascuno di loro spetterebbero ben 366 milioni di lire, ovvero un salario di quasi 18 milioni e mezzo l’anno, per 20 anni consecutivi. Se, pertanto, i soldi pubblici elargiti ad ampie mani alla multinazionale australiana nei soli primi tre anni di attività, fossero stati dati direttamente ai 30 dipendenti sardi si avrebbe che:
– 30 famiglie sarde avrebbero il sufficiente garantito per 20 anni;
– non vi sarebbe la distruzione di colline e montagne sarde per 3 milioni 500 mila
metri cubi nei soli primi 10 anni di attività;
– non vi sarebbe l’avvelenamento di eventuali falde acquifere nei 400 ettari dati in
concessione, e nell’area circostante;
– non vi sarebbero né il disastro ambientale nella concessione, né il pericolo di inquinamento dell’intera area circostante, che così sarebbe sfruttata, come in passato, dall’intera comunità se non altro per la raccolta di funghi, asparagi, per il pascolo brado, per coltivazioni specializzate (mandorle ed ulivi, ad es.), e per il rimboschimento.
Quelle poche decine di sardi occupati nella SGM sono solo il paravento a mezzo del quale chiunque sbarca nei porti sardi con 50 euro in tasca, può rapinare impunemente, dietro lasciapassare della classe politica in vendita al miglior offerente, la terra, le risorse e le popolazioni sarde. Ma poi, quanti vi lavorano effettivamente dei paesi di Guasila, Segariu, Furtei e Serrenti, che sono le comunità direttamente espropriate di quell’area e soggette a forte inquinamento?
La verità è dunque solo una: che utilizzando i soldi pubblici elargiti nei soli primi 2-3 anni di attività alla SGM, la trentina di occupati sardi attuali avrebbero potuto seguire per ben 20 anni un produttivo rimboschimento dei 400 ettari dati in concessione, senza
distruggere assolutamente nulla, senza inquinare alcunché, soprattutto senza pericolo di avvelenamento delle popolazioni e degli animali, nonchè della vegetazione.
La salute, la terra sarda, la ricchezza naturale non solo sarebbero integre e salvaguardate,
bensì ulteriormente migliorate.
Che l’estrazione dell’oro, dell’argento e degli altri minerali preziosi sia effettuata con gravissime conseguenze per l’area data in concessione, per l’intero territorio circostante, e per le popolazioni, è divenuto evidente questa primavera, proprio in quel pezzo di concessione in agro di Guasila, ove son site alcune delle vasche al cianuro. Le vasche traboccano da mesi ed il puzzolente e velenoso liquido ha inondato ormai non solo l’area data in concessione, ma anche quella circostante.
Il cianuro è un acido estremamente tossico – veleno vero e proprio – per cui è evidente che quando la SGM, per calmare gli animi e poter iniziare i lavori, affermò l’innocuità del sale dell’acido cianidrico, mentì spudoratamente. I sali non evaporano affatto, ciò che evapora è l’acqua. I sali si depositano, si essicano, si polverizzano nello strato superficiale e vengono così trasportati dal vento e dispersi nell’area vicina e lontana circostante, avvelenando non solo eventuali falde ma le coltivazioni, i pascoli, gli alberi e le persone che li respirano.
Tutti oggi possiamo verificare quella menzogna.
E per la salvaguardia della salute delle popolazioni, dell’integrità del territorio, anche perché quello circostante la concessione è soggetto a pascolo, a coltivazione ecc., sarebbero opportuni controlli periodici – analisi chimiche e biochimiche – in superficie
ed in profondità, di tutte le zone della concessione e dell’intera area circostante, nonché delle acque di eventuali falde e del canale EAF dell’acqua potabile che percorre un bel tratto proprio a ridosso della recinzione della concessione. Cosa ha mai fatto, di tutto ciò, la ASL competente?

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suggerimento
by rudepravda Thursday, Jul. 17, 2003 at 4:54 PM mail:

bella feature complimenti.. perchè non la mettete sulla colonna centrale? cosi' passa troppo inosservata..cosi' da rimpolpare un po' la colonna centrale che è un po' vuota.
salut

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si si si
by indys Friday, Jul. 18, 2003 at 10:31 PM mail:

Tranquillo è già in programma, basta avere pazienza!

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miniera oro furtei
by pipino giuseppe Friday, Aug. 15, 2003 at 2:41 PM mail: pipinorfo@libero.it

Tutta l'operazione è soltanto una speculazione borsistica, per raccogliere capitali da piccole società minerarie (che con pochi soldi possono vantare cointeressenza in miniera d'oro) e soprattutto da piccoli risparmiatori australiani, tra i quali molti emigrati sardi. Sono responsabile della scoperta del giacimento, ma avevo avvertito, anche con pubblicazioni, che si trattava di manifestazione antieconomica. Disponibile inviare copia pubblicazioni ecc. Pipino

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chi c'è dietro
by polifilo Tuesday, Sep. 09, 2003 at 1:48 PM mail: eno@virgilio.it

Come giustamente era stato scritto nell'articolo la classe politica svende la terra sarda ...

Ma io credo, anzi ne sono sicuro perchè lo so:
la classe politica è solo parte di un sistema più profondo che la governa.
Volete capire chi ha avvallato l'operazione MINIERE DI FURTEI?
A parte le amministrazioni regionali di sinistra o di destra.
Nel 1996 (con Palomba presidente) i primi accordi.
e poi....a seguire...
E che dire della soprintendenza regionale e dell'assessorato all'ambiente....l'assessorato all'industria
e quindi:
1. Dr. Ugo CAPPELLACCI - Presidente Sardinia Gold Mining S.p.A. ( di chiara fede massonica di rito scozzese, commercialista operante a Cagliari e altrove)

Prof. Ing. Pasquale MISTRETTA - Rettore dell’Università di Cagliari che nel protocollo d'intesa stilato dalla regione vorrebbe far acquisire all'università il privilegio della progettazione della "RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE", con i soldi dei contyribuenti naturalmente. Perchè siccome la società ha acquistato allora i terreni con poche lire pur avendoli danneggiati dovrebbe pagare se stessa e ....quindi li cederebbe ad un prezzo simbolico (con qualche tonnellata di terra di riporto a colmare le ferite (pale meccaniche e camion gli costano poco)ma non restituendo un bel niente (flora, fauna, acqua, suolo)
L'anno scorso era uscito sull'unione sarda un articolo che parlava di un "favoloso" progetto della società per riqualificare insieme all'università presumo DIGITA (Dipartimento di Geoingegneria e Tecnologie Ambientali)
Direttore Ing. Mario FIGUS .

TUTTI DACCORDO APPASSIONATAMENTE.....
ognuno la sua fetta

NON PRENDETEVELA CON LE MULTINAZIONALI perchè esse sono solo un concetto astratto.

Quallo che bisogna capire è: Per quanto saremmo acquistati da una multinazionale?
Oltre a questa operazione tutti gli uomini del presidente (armandino corona ex gran maestro del grande oriente)di cosa si stanno occupando?
CAGLIARI SI E' storicamente venduta a chiunque
SANTA IGIA capitale del giudicato di calari distrutta dai Pisani nel 1258, dopo un lungo e concitato assedio, e forse i suoi abitanti furono venduti come schiavi. Nell'area compresa fra via Brenta e via Simeto sorgeva l'allora città rasa al suolo e cosparsa di sale per punire la meschinità e la fellonia dei governanti che avevano requisito il castello edcil porto costruiti da mercanti pisani.
La storia è più complicata, ma è una storia di persone comprabili, perchè espressione del proprio individualismo e impavidi del giudizio della propria gente che mai si è ribellata a tali pidocchi.

VEDI VICENDA CELLINO E CAGLIARI: "mi dimetto, non giocheremo....." UNA telefonata e ....agli ordini...
senza onore....senza parola....

oggi vicino a dove sorgeva SANTA IGIA l'antica Cagliari è stata demolita con esplosivi una fabbrica in disuso...
una vasta area dove il succitato presidente ha pilotato una colossale operazione di speculazione edilizia che renderà cifre da capogiro.

La storia si ripete

Come si cambia?
Offrendo una alternativa politica fondata su sistemi di valore più colti.

Parlo di.....

Fare politica oggi non può essere solo contrapporsi...non credo nelle rivoluzioni (poche palle in giro...troppo da perdere...poco da guadagnare...scarso senso estetico)...
e allora?

CREARE IMPRESA...una impresa che parli facendo...e contemporaneamente portare le istanze di alternatività a questo sistema nei prodotti, nei servizi.
Questi signori devono essere isolati dal mercato onesto di quei sardi che vogliono orgoglio e dignità.

Attenzione che essere dignitosi, orgogliosi e parte di una identità non significa mangiare porchetto e "kistionai sa limba"...TROPPO COMODO.
QUELLO è FOLKLORE....CHE è SPESSO PERNICIOSO QUANTO LA RETORICA.

e ALLORA PROVIAMO A CAPIRE CHI POTREBBERO ESSERE QUEI SARDI ONESTI, OPEROSI, IMPRENDITORI, CAPACI, CORAGGIOSI, INNOVATIVI, COLTI, CONTEMPORANEI, APERTI?

qUANDO NE TROVEREMO ALMENO MILLE POTREMMO RIPARLARNE....FINO AD ALLORA NON SARà POSSIBILEcontrastare le "fregature furtei".

A proposito....avete sentito parlare di Osilo?
Vogliono scavare anche li.
Ma credo, e dovremmo farcelo dire che abbiano acquisito concessioni per la ricerca in almeno 1/8 del territorio sardo(altro che 400 ettari).

vabbè....mi sono sfogato...





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Sardo
by Ugo Cappellacci Wednesday, Sep. 24, 2003 at 1:54 PM mail: ugocappellacci@cappellacci.it

la disinformazione è una delle cose più tristi nel panorama mediatico, forse seconda solo all'anonimato, soprattutto quando diventa lo schermo di chi vuole offendere e sputare sentenze in modo gratuito ....... chi volesse dialogare in modo leale e trasparente sull'argomento può contattarmi ugocappellacci@cappellacci.it

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La sardegna e i suoi veleni
by LP Thursday, Nov. 27, 2003 at 11:22 AM mail:

La sardegna è stata devastata da secoli di attività mineraria, io vengo da una delle regioni di più intenso sfruttamento del territorio, il Sulcis-Iglesiene. Mio padre lavorava in miniera, come mio Nonno prima di lui, io sono un tecnico, speleologo, oltre che un operatore naturalistico. Quindi la miniera la conosco molto bene è i processi di estrazione sono senza dubbio molto distruttivi per il territorio. Il probblema della SGM e della estrazione dell'oro nella sardegna non è solo di ordine politico, sociale e lavorativo. Indubbiamente ci sono interessi molto forti da parte di vari personaggi più o meno discutibili come è stato espresso molto chiaramente prima. Ma il probblema non è da condurre solo alla SGM ma a tutto un sistema di politiche di gestione del territorio, in cui convergono collusioni tanto gravi da rasentare il paradossale. Sarebbe da domandarsi per quale motivo siano stati spesi tanti soldi per il "risanamento delle aree minerarie dismesse" da parte di una notissima società mineraria. La suddetta società si è limitata a mettere in sicurezza le aree minerarie senza il minimo studio delle priorità di interventi da svolgere seguendo una procedura assai poco intelligente, ha chiuso tutto, seppellito sotto metri di cemento e terra situazioni geologiche uniche al mondo, centinaia di siti minerari importantissimi sia per studio che per richiamo turistico, sono stati distrutti per sempre. Sono stati distrutti gli scavi dei Pisani, siti di interesse storico. E' come se un giorno qualcuno si sia svegliato è abbia distrutto le cascate del Niagara. La tale società è stata sorda ai tentativi di intervento dell'Associazione del parco geominerario storico ambientale della sardegna, che si è proposta più volte per aiutare la tale società in questa attività molto complessa. Ricordiamo a chi non lo sapesse che l'Associazione del parco geominerario storico ambientale della sardegna è una associazione senza fini di lucro, che ha permesso di istituire il Geoparco in sede UNESCO e CE, parco che non riesce ad essere di fatto istituito per mere beghe tra la maggioranza e l'opposizione Sarda. Ci tengo a precisare che l'Associazione del parco geominerario storico ambientale della sardegna è assolutamente apolitica e apartitica. Al suo interno molti dei soci sono le persone che hanno lavorato nelle miniere per anni, geologi, tecnici, professori universitari, ecc... professionalità che vengono però abbandonate all'oblio, o tacciate di collusioni con fazzioni politiche che evvidentemente non sono allineate con la maggioranza. Ho assistito ad una conferenza sul ripristino ambientale delle zone interessate dai lavori di sfruttamento della SGM, è stato presentato un piano di risanamento molto carino esteticamente che non spiegava però come venissero bonificati i siti dal cianuro, dove vengono messe le scorie di lavorazione ecc.. Si guarda sempre e solo all'estetica del territorio non all'inquinamento derivato dalle sostanze utilizzate per le lavorazioni intermedie. Vi porto un piccolo esempio, in regione Gonnesa, sud ovest della sardegna esiste un piccolo acquitrino, con una ricca fauna e flora. Se andate ad esaminare i contenuti di metalli pesanti in questa palude scoprirete che "E' LA ZONA CON I VALORI DI METALLI PESANTI PIU ELEVATI IN EUROPA". Ad Iglesias ci sono delle discariche costituite dagli scarichi di lavorazione di una vechia società, sono proprio all'uscita del paese e sono considerati dai politici del luogo come un qualcosa da salvaguardare. I contenuti di sostanze nocive, metalli pesanti ed altre schifezze varie, vengono puntualmente portati via dalla pioggia nel periodo invernale e dal vento nel periodo estivo. Sparsi nelle campagne e nelle città limitrofe. Ora può una discarica altamente inquinante essere innalzata a luogo da difendere per il valore paesaggistico? Assurdo e paradossale! Per non parlare poi della miniera di AcquaResi, questa miniera è venuta alla ribalta in estate, quando una vera e propria valanga di fango è uscita da una vecchia galleria in località Masua. Titoli sui giornali, interviste a politici e tecnici che poco capiscono della realtà mienraria isolana. Cronaca di un disastro evitabile:
Lo sfruttamento della miniera ha portato alla creazione di numerosi vuoti nel sottosuolo di dimensioni molto estese, per molto estese parliamo di 20 palazzi di 20 piani affiancati e sovrapposti, insomma proprio grandi. Questi sono separati da solette, che sono dei diaframmi che costituivano i soffitti e pavimenti che servivano per far transitare i mezzi minerari, camion, scavatrici ecc... Immaginate che questi vuoti hanno una parete di argilla, si si avete letto proprio bene argilla, come quella per fare le sculture. Immaginate che ad un certo punto una gran parte di argilla si riversi in uno di questi vuoti, se sotto ci fosse roccia compatta non succede nulla, ma se sotto c'è un secondo vuoto, cosa pensate che succeda. La soletta non regge al peso della enorme massa di argilla e cede, precipitando per centinaia di metri e finendo nell'acqua. Si perche in tutti questi anni di sfruttamento l'acqua veniva estratta e buttata a mare, passando da quella palude che vi dicevo prima a Gonnesa. Poi quando hanno deciso di chiudere tutto le pompe che estraevano tutta questa quantità d'acqua sono state fermate, e l'acqua è risalita, ha riguadagnato gli spazzi delle gallerie. Tutta quella argilla è precipitata in un enorme lago sotteraneo, che poi ha generato una ondata che ha percorso le gallerie fino ad arrivare a Masua. Risultato finale, la frana è ben visibile dalla strada statale che ci passa proprio sopra. Si una strada passa su una frana ed è transitabile è aperta alla circolazione perchè costa troppo fare una deviazione. Ed intanto le persone continuano a passare in una strada che dovrebbe essere chiusa.

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