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http://italy.indymedia.org/news/2003/07/338641.php Invia anche i commenti.

Evola e la lotta di classe
by Child Wednesday, Jul. 23, 2003 at 2:01 AM mail:

Lascio perdere chi fa degli apprezzamenti personali offensivi nei miei confronti. Non si può essere simpatici a tutti. A volte riesco nel record negativo di non essere simpatico a nessuno, pazienza! A tutti piace essere lodati ed apprezzati. Scrivendo su un sito dove trionfano idee contrarie alle mie, è evidente che mi cerco rogne da solo. Rispondendo, in tono polemico, a una insinuazione di x-Child, mi sono cacciato nei guai. Ma forse solo chi era oggetto delle mie critiche ha capito cosa intendessi dire. Non importa! Cercherò ora di spiegarmi meglio con gli altri.





Il link di riferimento è: http://italy.indymedia.org/news/2003/07/336503_comment.php#336943

Non è questione di mettere in piazza sé stessi, ma di provare ad intenderci. Che non intendessi rubare la scena a Giuliani è provato indirettamente dal fatto che alcuni giorni fa gli ho dedicato un lungo commento, anche se a mio modo. Proprio oggi ho ricopiato un art. che avevo scritto su di lui alcuni giorni fa. Quando si dice Giuliani è evidente, lo dite Voi, che s’intende il tipo di lotta politica che caratterizzava lui e Voi. Ci sono anche giovani di destra uccisi dalla polizia dei quali non parla nessuno. Di Giuliani se ne parla perché è divenuto un emblema, come il Balilla. Guardacaso era anch’egli di Genova. Politicamente, lo ripeto, sono contro le idee di Giuliani – almeno quelle che Voi gli attribuite – così come sarei stato contro Balilla. Personalmente non credo né ne nella lotta di classe né in ogni tipo di rivolta. L’unico metodo che apprezzo è quello gandhiano, anche se non sono un particolare seguace di Gandhi. Lo studio della storia indiana mi ha insegnato che è possibile affrancarsi dal giogo politico senza rivolte di piazza. L’India infatti ha resistito alle conquiste esterne con la forza della propria cultura e anche quando è stata sottomessa a livello coloniale non si è mai del tutto piegata. Credo in altre parole nel potere affrancatore della Conoscenza. Ora provo a rispondere alle critiche.

In primis a Federica79. Permettetemi di darle il ‘bentornata’, anche se Indymedia Italy è più di costei che mio. Federica fu il mio idolo nell’estate-autunno 2001, allorché venni a scrivere ivi per la prima volta. Mi piaceva il modo esotico che lei aveva di scrivere e di argomentare. Anche se non ero del tutto d’accordo in fatto di idee, lo stile che la contraddistingueva mi affascinava alquanto. A quel tempo scrivevo soltanto commenti, detto per di chi vorrebbe darmi del megalomane. Sono stato sei mesi prima di azzardarmi a scrivere articoli, eppure avevo già pubblicato una ventina di scritti su riviste varie ed era uscita anche la mia traduzione di un saggio di un autore indiano. In altre parole non ero un parvenu, conoscevo già il mestiere di scrivere. Ciononostante mi sono messo a disposizione altrui quieto quieto. Si fa per dire, autoglorificazioni a parte, ho sempre cercato un po’ la polemica! Federica ha smesso di scrivere su Indy a metà del 2002 e la cosa mi è dispiaciuta molto. Ho cercato di “sostituirla” nella mia mente con Barbara ( non eri mica Tu sotto altro nick per caso? ), ma anche in quel caso è andata buca, forse perché qualcuno mi ha messo i bastoni fra le ruote.
Cara Fede, mi perdonerai se ora Ti contraddico un po’. È un piacere grande, comunque, leggerTi di nuovo. Non ci speravo più. Ma prima di risponderTi toglimi una curiosità. The Joker è: Tuo fratello, Tuo padre, il Tuo amico preferito o il Tuo fidanzato? Se non vuoi rispondermi non importa, scusa la curiosità. Passiamo alle cose serie. Sapendo che Tu di solito Ti documenti seriamente, non metto in dubbio quel che asserisci su Evola. Però sull’India hai chiaramente delle lacune. L’avevo già capito quando idealmente Ti “corteggiai” via Internet negli ultimi mesi del 2001. ( Ricordo che non ero nemmeno il solo. ) Ma mi spiaceva contraddirTi proprio in quel momento, sarebbe sembrata quasi una ripicca scortese per il Tuo sottrarTi alle mie lusinghe. Ora “Ti ho dimenticata” e perciò sono libero di parlare liberamente. Guarda che scherzo!
Ufficialmente Evola non passa assolutamente per l’iniziato ideale. Tuttì’altro! Al contrario era il tipico occidentale che mostrava timore di affidarsi ad un guru, per paura di dover ridimensionare il suo ego. Contrariamente a questa versione ufficiale, qualcuno sostiene che Evola era iniziato a una società segreta orientale praticante riti tantrico-buddhistici. Siccome non mi risulta che Evola si sia mai recato in Oriente ed allora nessuna confraternita orientale aveva basi in Europa, l’unico sodalizio cui Evola poteva appartenere era l’Ordo Templi Orientis. Appunto una società massonico-satanica, come Tu sostieni giustamente. Con ramificazioni nella Germania hitleriana. Ma era la ‘Gloden Dawn’ londinese che dirigeva tutto, per mezzo della consorella tedesca. A capo dell’Oto vi era infatti A.Crowley, che era il mastro nero dela G.D. Non per niente Evola cita Crowley con evidente ammirazione nei due capitoli finali del èpur bellissimo ‘Metafisica del sesso’. Ove purtroppo confonde l’inizizione col sabba. Se quest’asserzione è vera allora si spiega anche quel che dici Tu. Anche per il fatto della paralisi la versione ufficiale è quella del bombardamento mentre si trovava in Germania. Mi risulta che Evola fosse comunque impegnato con giovani fanciulle e quanto scrive in proposito nel libro suddetto non è rassicurante. Non voglio fare il moralista, anche a me piacciono le giovani fanciulle come Te…., il problema è un altro. Che Evola confonde i riti iniziatci veri, di tipo shaktico, con quelli di tipo tantrico-satanico. Tant’è che allude al coltello sacrificale con parole oscure, non degne di un vero sadhaka. Le ragazze consumate da Crowley e De Sade, che Evola voleva spacciare come shakti incapaci di elevarsi e resistere alle passioni della controparte maschile, erano delle povere giovani oggetto di torture fisiche e psicologiche. Come ancor oggi accade alle fanciulle e alle donne sottoposte al metodo del mind-control. Con elettrodi applicati alla testa e ai genitali a 120.000 volt. I metodi prima erano meno tecnologizzati, ma lo sostanza è rimasta immutata. Di queste cose gli evoliani in genere non parlano, si occupano solamente delle sballate teorie politiche che caratterizzavano lo scrittore siciliano. Evola è conosciuto come il tradizionalista per eccellenza in Italia, ma non era un vero tradizionalista. La Tradizione è altra cosa, è legata a catene iniziatiche che vanno molto addietro nel tempo, fino ai primi uomini. A meno d’intendere per Tradizione il Satanismo. Che è effettivamente ricollegato anch’esso ad antichi cerimoniali, ma in modo distorto e malefico. Vi è poi l’Occultismo, che è ancora altra cosa. Una contraffazione bella e buona, senza neppure quella patente di seriosità che ha il Satanismo. Sbagli profondamente quando affermi che tutte le iniziazioni hanno un carattere deviato. Quella che io, personalmente ricevuto da un guru indiano non è assolutamente deviata, ha un carattere invece genuino. Il fatto semmai è che quasi tutto, a mio pare tutto, in Occidente è deviato. Quel che dici, perciò, è valido solo se riferito all’attualità e comunque al periodo moderno-contemporaneo, dalla Rivoluzione Francese in poi per intenderci. E’ stato un massone scozzese, certo John Robison a denunciare il fatto alla fine del XVIII sec. Questo tuttavia non significa che le organizzazioni originarie del Templarismo, del Rosicrucianesimo e della Massoneria fossero inquinate. C’erano probabilmente infiltrazioni sataniche anche allora. Questo è sempre successo dappertutto. In tempi passati i controiniziati dovevano nascondersi nelle organizzazioni regolari, ma il potere non era ancora passato in mano definitivamente a loro. Lo è stato esclusivamente a partire dal XVI sec., dopo le manovre di quel satanasso di Bacone. Ho raccontato tale deviazione storicamente nel mio art. STORIA OCCULTA DEL NEW GLOBAL ORDER (, http://www.italy.indymedia.org/news/2003/03/198271_comment.php#198881 ). Veri iniziati furono Virgilio e Dante, per mettere i puntiti sulle ‘i’. La ‘Commedia’ è una descrizione del cammino iniziatico che conduce l’uomo fino a Dio. Vedi in proposito il mio art. sulla recita del ‘Paradiso’ da parte di Benigni ( http://www.italy.indymedia.org/news/2002/12/140794.php ).
Le splendide figure di Duryodhana e Karna, appartenenti al Mahabharata ( non avete visto il film omonimo? ), non sono eroi, né tantomeno razzisti. La guerra si riferisce allo scontro fra aristocrazia ( d’origine australe ) e borghesia avvenuto frima dell’avvento degl’Indoeuropei. Da notare che il termine ‘indo’ significa ‘scuro’. Lo pseudomito dei ‘Buoni Ariani’ è un’invenzione settecentesca, l’equivalente di destra del mito sinistrorso del ‘Buon Selvaggio’. Non un’effettiva realtà. L’India era abitata al tempo della Guerra di Barata da due popolazioni: una d’origine appunto australe, più arcaica e tribale ( i Kuru ) e l’altra d’origine mediterranea ( i Pandava ). I primi ( Duryodhana, Karna, ai quali va il mio apprezzamento ) erano veri guerrieri, aristocratici, leali. Di pelle nera, guardacaso. Appartenevano ad una tradizione di tipo matriarcale. Ancor oggi al sud le donne hanno più uomini. Gli altri non erano dei veri guerrieri, ma piuttosto degli eroi, che esercitavano professioni mercantili legati al simbolo della fecondità. Come insegna Platone, che rimanda il vocabolo al s. ‘eros’ nel senso appunto di fecondità. Oggi diremmo dei ricchi borghesi. Krishna e Arjuna sono di questo tipo. Per questo Krishna è sleale e bada unicamente alla vittoria, con qualsiasi mezzo, anche ingiusto. La morale borghese è labile, non è stabile come quella nobiliare. Quindi i presupposti moderni non c’entrano nulla con quel mondo ideale. Anche Achille non era un eroe, al modo di Ulisse. Era un titano. Ulisse è astuto e vigliacco, come Krishna. Achille no, è sempre leale, come Duryodhana. Nel conflitto fra Kuru e Pandava è la vecchia antica nobiltà tribale che vien meno. Duryodhana si ritira con una magia in un lago ghiacciato per riposare sereno e non vuol più combattere. Il mondo gli appare insignificante. Vede tutte le virtù tradizionali svanire e lui non è capace di essere sleale. Detesta la slealtà. A vincere sono sempre i peggiori. Karna viene ucciso da Arjuna mentre solleva dal fango la ruota del suo carro. Krishna rappresenta gli Ariani od Eroi ( stesso significato ) provenienti dal Mediterraneo e scondo la leggenda platonica discesi dall’Atlantide. Gl’Indoeuropei sono razze miste che parlano una lingua comune di genti provenienti dal nord ma commiste ad altre più meridionali. Sono insomma degli ariani bastardizzati. Il mito iperboreo non c’entra nulla né con gli Ariani né con gl’Indoeuropei, checchè ne dicano gli evoliani.
La lotta di classe è il sottoprodotto della società moderna in disfacimento. Sono stati i sionisti a propugnarla per primi. Alludo a Franck. Con lo scopo di mettere in crisi la società europea ed impadronirsi del potere. Marx era un sionista. L’idea che tutte le classi debbano trasformarsi in una sola è aberrante. Ciascuna ha le sue caratteristiche proprie. La suddivisione in Varna ( ‘Colori’, il termine ‘Caste essendo un termine improprio d’origine latino-portoghese ) non dipende dal dominio e dalla sopraffazione cui Tu ed altri sembrate alludere, si basa sul fattore astrologico: Aria, Fuoco, Acqua, Terra. Questi sono i Varna venerati dagli Indoiranici e dai… Greci. Non altro. Rispetto ai 4 Elementi è possibile teorizzare una Supercasta originaria, quella sì realmente unica, donde tutte le altre sono originate. Secondo il mito palingenetico il ritorno imminente del ‘Nuovo Apollo’ ( “iam redit et Virgo”, diceva, in senso astrale ) cui alludeva Virgilio nella IV Ecloga, avrebbe determinato la ricostituzione di un novello Eden. Colla conseguente formazione di un’unica supercasta daio tratti eterici e quintessenziali. Marx, da buon sionista non era anche lui che un satanista. Infatti ha distorto tale principio a livello demonico e lo ha tramutato nella “società finale senza classi”. Ma, come ripeto, è la distorsione di un vero mito tradizionale. La Tradizione in ogni caso appartiene a tutti gli uomini, non ai ceti più abbienti. Come costoro fanno credere, buggerandoVi. La Tradizione è la trasmissione umana della Rivelazione concessa ad Adamo nei primordi e Adamo significa ‘Uomo’. Non la lotta di classe serve, bensì la solidarietà verso tutte le classi sociali. Il vero conformismo è ripetere le cose dette da altri senza capirle sino in fondo. Mi perdonerai, cara Federica, se sono stato duro nelle spiegazioni. Questo è ciò che penso.

Riguardo a Mitridate, oltre a valere quanto ho detto a Fede, aggiungo che egli attribuisce alla società antica tratti che sono propri di società più recenti. L’oligarchia era considerata da Platone una tirannide e Platone faceva testo per tutti i Greci. Attribuire delle motivazioni socio-economiche a tutti i fatti umani è errato. La società muta perché cambiano le idee. Persino il marxismo spera nel mutamento di idee, pur blaterando che è stata l’industrializzazione a cambiare volto al mondo. I paletnologi d’impostazione marxiana d’altronde, come il mio quasi omonimo Childe, attribuiscono al Neolitico la formazione delle Caste. Cosa del tutto falsa. La verità, testimoniata dai miti e dalle leggende tradizionali, è che le Caste sono il mutamento cui è stata sottoposta l’umanità in tutta la sua storia. Vale a dire, le classi sociali - a patto d'intenderle come equivalenti alle Caste e non lo sono - si sono formate una alla volta. Prima la supercasta, poi il clero ( versato nello shamanismo ), indi la nobiltà; in seguito è nata la borghesia ed alfine la servitù. Secondo un processo ciclico, dovuto sia a cause storiche sia a cause superstoriche. È vero che dei diversi mezzi di produzione economica hanno accompagnato codeste fasi umane, ma se ciò è avvenuto è stato solamente come sviluppo di date potenzialità insite nell’orda originaria, non come fattore trainante. Sì, effettivamente , persino la nomenclatura divina e l’ordine gerarchico dei numi ha a che fare coi mezzi di produzione ( dei oceanici dei pescatori, dei agrari degli orticoltori, dei delle piogge degli orticoltori avanzati ecc. )., ma è sempre stata la cultura in senso spirituale – non antropologico – il veicolo determinante dello sviluppo umano. Ecco perché il clero ha sempre dominato, in quanto deteneva la cultura. E non lo faceva opportunisticamente quale instrumentum regni, come talvolta i preti cristiani,. Lo faceva magistralmente, come i brahmani indiani o i sacerdoti toltechi. L’idea di veder dappertutto e in ogni tempo uno sfruttamento sociale dei miseri, delle donne, dei popoli inferiori è u ‘idea peregrina di stampo modernistico. Non corrisponde alla realtà se applicata all’antichità. Le distanze sociali erano minime rispetto ad oggi. Faccio un esempio. Fra i Pellerossa quali erano le caste dominanti? E’ molto difficile stabilire delle differenze. E se differenze vi erano, erano più o meno quelle idealmente stabilite da Platone nella ‘Repubblica’, modello di tutte le utopie successive. Platone stabiliva 4 Classi, che altgro non sono che i Quattro Stati feudali o le Quattro Caste indù. Le differenze non sono destinate a durare in eterno. Oggi non è più tempo di caste e in questo erra la Destra. Senza per questa dover ammettere la teoria marxista. Tutte le classi sociali sono destinate ad essere riassorbite in una nuova umanità senza classi. Per superamento verso l’alto delle classi, non per defezione ed annichilimento delle classi superiori. Compreso?

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