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Documento del Pentagono su Taranto base NATO
by baltasar Wednesday, Jul. 07, 2004 at 8:23 AM mail:

Uno dei documenti non secretati del Pentagono, con cui Peacelink in febbraio ha dimostrato e reso pubblico ciò che nessuno in Italia sembrava sapere e voleva far sapere...

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Comunicato di Peacelink
by baltasar Wednesday, Jul. 07, 2004 at 8:28 AM mail:

Questo è il comunicato con cui Peacelink presentava gli esiti delle sue ricerche sul nuovo progetto di base navale NATO a Taranto:

*****

Taranto è diventata ufficialmente base Nato
Taranto entra - con un’apposita variazione comunicata dall’Usa Department of Defense nell’ottobre del 2002 - nella lista delle basi per le quali è previsto un finanziamento del Pentagono.
Ecco le prove

Sul sito Internet del Pentagono (Department of Defense http://www.defenselink.mil) è disponibile il documento che attesta la trasformazione di Taranto da base italiana della Marina Militare in base Nato che ospiterà il Quartier Generale Usa della Forza di pronto intervento marittimo (High Readiness Force HQ). Tutto ciò è sancito dal Regolamento per la gestione finanziaria del Dipartimento della Difesa Usa, ottobre 2002, volume 11A, capitolo 9, allegato 1 (DoD Financial Management Regulation, volume 11A, Chapter 9, Annex 1).
Il documento è all’indirizzo
http://www.defenselink.mil/comptroller/fmr/11a/11aarch/11A09_Annex1_arch102002.pdf
Il documento ha la data dell’ottobre 2002.

In esso vi è la lunga lista delle basi estere in cui gli Stati Uniti svolgono attività militari; le spese del personale Usa che vi opera ricadono nel bilancio del Dipartimento della Difesa Usa.
Taranto – con un apposito aggiornamento della lista la modifica apportata nell’ottobre 2002 - rientra fra le basi ad alta disponibilità e a rapido allertamento che gli Stati Uniti possono utilizzare per azioni militari.
La dizione riportata sul documento del governo Usa è “High Readiness Force (Maritime) HQ – IT (Taranto – IT)”. Significa che Taranto è destinata a diventare Quartier Generale della Forza di pronto intervento marittimo delle forze navali americane.
Ora abbiamo un quadro ufficiale chiaro:
• Napoli rimane il Quartier Generale Usa delle forze d’attacco e di supporto nonché delle forze sottomarine della regione meridionale;
• Milano diviene il Quartier Generale Usa delle Forze di pronto intervento terrestre;
• Taranto sarà il Quartier Generale Usa delle Forze di pronto intervento marittimo delle forze navali.
Il destino di Taranto viene deciso senza darne alcuna informazione ufficiale al Parlamento, neppure alle commissioni difesa.
Nel documento in cui si rivela la nuova funzione militare della base navale di Taranto esiste un apposito asterisco accanto a Taranto. Che vuol dire? Significa che quel documento è stato realizzato dal Pentagono appositamente per la base navale di Taranto, la quale risulta aggiunta come nuova postazione nello scacchiere della proiezione di potenza degli Stati Uniti. Ossia abbiamo in mano il documento di aggiornamento della lista di basi Nato-Usa che – con la stellina vicino a Taranto – indica la novità intervenuta nell’ottobre 2002.
Ad ulteriore conferma di ciò vi è un altro documento che spiega il significato di quella stellina. E’ il documento rintracciabile all’indirizzo http://www.defenselink.mil/comptroller/fmr/11a/11a09.pdf

Ma la base Usa/Nato di Taranto, se è stata aggiunta con un apposito allegato solo nell’ottobre del 2002 alla lista della altre basi estere con militari nel libro paga del Pentagono, ha tuttavia una genesi che PeaceLink. La storia comincia infatti il 30 settembre 1998 con la decisione del Pentagono di installare a Taranto il sistema Usa di comunicazione satellitare e di spionaggio telematico C4i.
La decisione di collegare direttamente con il sistema americano C4i la base navale di Taranto al comando della marina Militare negli Stati Uniti stata presa con un accordo fra il governo Usa e il governo D’Alema. Allora come oggi non comunicò nessuna informazione in merito neppure alle commissioni difesa del Parlamento. L’installazione del C4i fu rivelata invece pubblicamente da PeaceLink poche settimane dopo la scoperta del piano di emergenza nucleare che attestava il rischio atomico per il porto di Taranto e per l’intera città. Era il 20 settembre del 2000 e alla Festa dell’Unità il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti, braccio destro di D’Alema, smentiva categoricamente le rivelazioni di PeaceLink; anche la Marina Militare negava pubblicamente l’esistenza del sistema C4i americano. Ma il C4i a Taranto è confermato in maniera inoppugnabile da una pagina web presente sul sito ufficiale del Pentagono, e precisamente questa: http://www.defenselink.mil/contracts/1998/c09301998_ct507-98.html

Per fortuna che c’è il Pentagono che ci informa, verrebbe da dire.
E tuttavia PeaceLink è riuscita a trovare conferme della trasformazione di Taranto in base ufficiale della Nato anche sui siti Internet Italiani.
Non è stato semplice. Infatti occorreva incrociare i dati contenuti su due siti Internet uno ufficiale delle Forze Armate (il CSAD Centro Studi Alta Difesa) e uno specializzato sull’informazione militare (Analisi Difesa).
Integrando le due fonti il dato nuovo che emerge è questo: il 4 settembre del 2002 Taranto è diventata ufficialmente base Nato. E questo combacia perfettamente con il documento del Pentagono dell’ottobre 2002.

Vediamo come Taranto diventa base Nato.
Sul sito Internet del Centro Studi Alta Difesa esiste una pagina web in cui viene l’ammiraglio De Donno spiega la funzione nell’ambito della Nato del COMITMARFOR.
La pagina web dove si trova tale relazione ufficiale è
http://www.casd.difesa.it/eventi/eventi_istituto/detail.jsp?codice=158
Se si digita http://www.analisidifesa.it/articolo.shtm/id/3101/ver/IT si scopre che la sede del COMITMARFOR è Taranto.
Analizziamo nei dettagli cosa dice il documento ufficiale del CASD (Ministero della Difesa). Nella Conferenza del Capo del SMM Amm. di Sq. De Donno del 19 giugno 2003 al CASD Centro Alti Studi (http://www.csad.difesa.it) per la Difesa l’alto ufficiale dichiara:
"I Comandi Joint ed i Component Commanders propri della struttura statica di comando opereranno attraverso i nuovi Comandi proiettabili ad alta prontezza (HRF) di cui la NATO sta progressivamente dotando la propria struttura delle forze. Nel settore marittimo i comandi proiettabili saranno tre (COMITMARFOR, COMUKMARFOR e COMSPMARFOR) in grado di gestire operazioni NATO a livello TASK FORCE (NTF), ad essi si aggiunge il comando americano COMSTRIKFORSOUTH al quale potrebbero essere affidate eventuali operazioni di più ampie dimensioni e di più consistente Power Projection".
L’ammiraglio in tale relazione non dice però che il COMITMARFOR della Nato ha sede a Taranto. Ciò lo apprendiamo sul sito Intenet della rivista Analisi Difesa (http://www.analisidifesa.it) nella pagina web che abbiamo visto sopra:
"Il COMITMARFOR è stato istituito ufficialmente il 4 settembre del 2002 sulla più importante base navale della Marina Militare, quella di Taranto, e si avvale di uno staff multinazionale composto da una ottantina di uomini e donne tra Ufficiali e Sottufficiali, in quella che possiamo chiamare una normale situazione di pace, ma che possono diventare circa 110 durante le situazioni di crisi, risultato della combinazione degli staff di comando del "COMFORAL" (Comando Forze d'Altura) e di "COMGRUPNAVIT" (Comando Gruppo Navale Italiano), in cui sono stati integrati ufficiali e sottufficiali di Stati Uniti, Gran Bretagna, Grecia, Turchia, Francia, Spagna e Germania per un buon 25% del totale citato in precedenza. Una delle caratteristiche peculiari del "COMITMARFOR" è la capacità di intervenire con estrema rapidità alla guida di forze aeronavali e anfibie NATO o comunque caratterizzate da una composizione multinazionale, in crisi che si possono sviluppare in quello che viene definito il Mediterraneo "allargato", ovvero la porzione di spazio che comprende oltre al Mediterraneo stesso, il Mar Rosso, il Golfo Persico ed i mari limitrofi. Il comandante del nuovo comando, che adesso si può considerare operativo al 100% dopo un inevitabile periodo di assestamento, è un Ammiraglio italiano imbarcato con tutto il suo Staff sul rifornitore di Squadra ETNA. Attualmente esso è il Contrammiraglio Maurizio Gemignani”.
A questo punto è chiaro che Taranto è diventata base Nato dal 4 settembre 2002 senza che il Parlamento ne sia ufficialmente informato. Ma ovviamente c’era chi sapeva. Non poteva non sapere chi aveva nel 1998 trattato segretamente con gli Usa per far piazzare a Taranto il cordone ombelicale spionistico-satellitare con la Marina Militare Usa (il Navy Center di San Diego in California): ci riferiamo al C4i. Ed ecco infatti che il sistema di comando e di intelligence C4i rispunta. Dove? Sulla nave Etna. Leggiamo sempre dalla pagina web di Analisi Difesa: “Ovviamente per consentire al "COMITMARFOR" la gestione di operazioni aeronavali, anfibie e terrestri secondo quelli che sono gli attuali standard della NATO, Nave Etna è stata dotata dei più avanzati sistemi di comunicazione e di supporto al comando integrati in un sistema C4I tra i più sofisticati, oltre ad ospitare l'intero staff del comando stesso. Nei dettagli sono state installate sul cielo della plancia principale diverse antenne satellitari, tanto UHF che SHF, che fanno capo alla rete SICRAL SHF con capacità di interscambio dati a 2048 Kb ed alla SICRAL UHF da 25 KhZ. I due sistemi citati permettono collegamenti via Intranet e videoconferenza tanto con le similari reti straniere, in particolare quelle dei paesi NATO, che con i centri di comando e controllo dell'Aeronautica e dell'Esercito italiano, in questi ultimi casi utilizzando i protocolli delle strutture SIACCON e SICCAM, questo in particolare con il sistema di comunicazione SHF, in quanto il secondo, UHF, è destinato perlopiù a collegamenti di tipo tattico o con mezzi in immersione quale i sottomarini".
Come si nota si parla di sottomarini. Quelli italiani sono tutti privi di propulsione nucleare. Quelli americani, invece, sono tutti a propulsione nucleare. A Taranto esiste un piano di emergenza nucleare in caso di incidente che – nei casi più gravi - prevede anche l’evacuazione della città. Il piano è consultabile su PeaceLink.
Documento di PeaceLink del 9 febbraio 2004
Siti di approfondimento su cui trovare ulteriore documentazione
http://italy.peacelink.org/disarmo
http://www.tarantosociale.org

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