Indymedia Italia


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[Processo 22 ottobre] aggiornate il NW per favore?
by Mesupetza Thursday, Sep. 30, 2004 at 3:22 PM mail:

Oggi a lle 11.30 c'e' stato il processo per i fatti del 22 ottobre 2003. Dovevano testimoniare gli ultimi testi della difesa. Ma non trapela ancora niente

Chi e' andato all'udienza di stamattina puo' postare qualcosa?
Non e' bello per chi non e' potuto venire a sentire, dover sopportare l'attesa di notizie, sapere in quale clima si e' svolta l'udienza, le reazioni dell'accusa, ecc., ecc.....

Un imbocca al lupo a tutt* quanti gli imputati

Saludi e Trigu,
M.

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tutto bene..
by Senza Tregua Thursday, Sep. 30, 2004 at 6:28 PM mail:

Sono state depositate le ultime tre testimonianze della difesa. Tutto bene, al contrario di quelle sbirresche sono state testimonianza sobrie, lucide e veritiere che restituiscono una idea ben diversa da quella propagandata dai girnalisti e dalle veline questurine. La prossima udienza è il 16 novembre

saluti comunisti-indipendentisti

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«Coraddu violento? Mi ha salvato la vita»
by L'Unione sarda (leggo e riporto) Friday, Oct. 01, 2004 at 9:04 AM mail:

Deve rispondere delle stesse accuse mosse ai tre anarchici sotto processo, ma la sua posizione è stata stralciata viste le sue condizioni di salute quando è stato disposto il rinvio a giudizio. Ma ieri Fabrizio Saddi, 29 anni di Sinnai, ha voluto comunque raccontare cosa successe il 22 ottobre di un anno fa al termine di una manifestazione contro l’arresto di Massimo Leoanardi, un cagliaritano leader del movimento laziale. Saddi ha testimoniato davanti al Tribunale che giudica per violenza, resistenza, danneggiamento e lesioni Massimo Coraddu, 37 anni cagliaritano ricercatore universitario in Fisica, Luisa Siddi, 34 anni cagliaritana giornalista, Matteo Pedditzi, 32 anni di Selargius impegnato nell’agricoltura biologica e nella musica. Il giovane di Sinnai ha dapprima ricordato che un incidente stradale quando era bambino gli ha causato la deformazione del cranio. Deve quindi stare attento a non prendere colpi in testa. Quella sera fu preso a manganellate, anche quando si trovava ormai a terra, da tre o quattro poliziotti. Nel tentativo di coprirlo Coraddu si interpose tra il giovane e gli agenti: «Rischiavo di morire». Finiti gli scontri Saddi fu portato in questura e lì vide il capo della Digos Piero Arangino: scambiandolo per il fratello gemello, medico presso lo studio che frequenta Saddi, gli chiese di aiutarlo, di chiamare un’ambulanza, di essere portato in un centro specializzato. Subito dopo Saddi gli avvocati Mario Canessa e Renata Serci hanno chiamato a testimoniare altri giovani che il 22 ottobre 2003 parteciparono alla manifestazione pro Leoanardi: Cristian Sabiu, che fu ricoverato in ospedale per due giorni, ha detto di essere andato via prima degli scontri, dopo mezz’ora fu affiancato da una volante in via Sonnino. Scesero alcuni agenti che, dopo averlo ammanettato, lo sbatterono su un cassonetto e lo colpirono alle gambe e ai reni. Smisero davanti a due signore che gridavano di lasciarlo. Infine, l’ultimo dei testi a difesa citati ieri mattina davanti al giudice Giampaolo Casula, Franco Scanu, ha detto di aver assistito alla carica della polizia e di essere riuscito a defilarsi mischiandosi tra la gente che passeggiava in via Roma. Alla prossima udienza, fissata per il 16 novembre, dopo altri due testimoni della difesa, gli avvocati Canessa e Serci produrranno i certificati medici dei due giovani finiti in ospedale la sera del 22 ottobre. Quindi la parola andrà al pubblico ministero per la requisitoria. Poi sarà la volta dell’avvocato di pare civile Sergio Vacca per il capo della Digos Piero Arangino, picchiato alla testa da alcuni manifestanti. Infine, il giudice darà la parola alla difesa per le arringhe al termine delle quali il Tribunale si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza. I tre imputati un anno fa finirono per 24 ore in cella con l’accusa di aver risposto con calci e pugni ai poliziotti che cercavano di identificare chi aveva lasciato la A cerchiata sulle vetrine dei negozi del centro al termine del sit-in organizzato dopo l’arresto di Massimo Leonardi. La loro versione è completamente diversa: hanno solo cercato di sottrarre un amico, Fabrizio Saddi, dalle mani degli agenti che avevano caricato. Questa ricostruzione contrasta col racconto di Arangino che, nella prima udienza del processo, ha detto: «Li abbiamo fermati in via Roma, e lì sono volate sedie, io ho afferrato un ragazzo con la felpa, poi ho saputo che si chiamava Fabrizio Saddi, scalciava e menava nonostante lo trattenessi. Siamo caduti, ho perso gli occhiali, sono intervenute altre persone, anche una ragazza. Gli agenti hanno bloccato Saddi e io, in quel momento, sono stato colpito alla nuca da Massimo Coraddu: sono caduto per terra, ho avuto un momento di buio, ho preso colpi in diverse parti del corpo, si sono rotti gli occhiali. È stato un agente della Digos a impedire a Coraddu di continuare a pestarmi».

da: L'unione Sarda; 01-10-04
http://www.unionesarda.it/US_notizia_001.asp?IDNotizia=2354&IDCategoria=1

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