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argentina: dichiarazioni del testimone Garcia
by garabombo, zanza y frankie "el cinco&quo Tuesday, Aug. 20, 2002 at 11:25 PM mail:

un articolo da pagina12:

ACCUSE E DUBBI. Stralci delle dichiarazioni dell’unico testimone del caso.


Jose Pablo Garcia ha raccontato al giudice che conduce le indagini sul sequestro e l’omicidio di Diego Peralta che tre agenti di polizia erano presenti al momento del sequestro. Ha spiegato come due di questi abbiano preso Diego Peralta e lo abbiano portato via mentre il sergente Gimenez assisteva e manteneva sotto controllo la situazione.

Garcia è l’unico detenuto per il sequestro e l’omicidio di Diego Peralta e nelle dichiarazioni davanti al giudice ha confermato la versione dei tre poliziotti appartenenti al commissariato di El Jaguel, autori del sequestro nel 5 luglio scorso.
Secondo Garcia il sergente Gimenez era alla guida di una auto bianca, molto vicina alla macchina di Peralta, poi affiancata da una terza automobile dalla quale sono scesi i due agenti che hanno prelevato il giovane. I due agenti secondo Garcia apparterrebbero al commissariato di El Jaguel, e la sua sicurezza deriva dal fatto di averli più volte incrociati per le vie del quartiere, in uniforme. Il sergente Gimenez inoltre era accompagnato nella macchina da due uomini, che successivamente sono stati riconosciuti quali “guardie del corpo personali del sergente”.
La posizione del sergente all’interno della macchina bianca è ancora da chiarire: nel senso che Garcia sostiene che la vicinanza della sua macchina a quella di Peralta sembrava derivare dalla necessità di supervisionare sul sequestro, di restare in una posizione privilegiata per vigilare al momento del sequestro.
Il testimone Garcia nel momento in cui assisteva ai fatti credeva di presenziare ad un normale controllo poliziesco, e solo alcune ore dopo grazie alle immagini televisive si è reso conto che i due agenti scesi dalla propria vettura e intervenuti non avevano semplicemente controllato la patente e fermato un giovane, ma lo avevano sequestrato.
Questa versione coincide con quella di Fermin Amarilla, che accompagnava Peralta alla scuola privata.. Anche lui ha creduto in un primo momento di assistere ad un regolare controllo della polizia ad una macchina, tanto da preparare alla vista degli agenti la patente di guida. Solo in un secondo momento si è reso conto che si trattava di “altro”……
Al momento della dichiarazione presso la polizia Amarilla ha parlato di due uomini "vestiti da poliziotti", ma nel confronto tra gli atti è figurato che erano "due civili vestiti in blu". Il dichiarante è stato chiamato a deporre per il giudice Ferreiro Pella il 6 agosto scorso e il giorno seguente c'è stato un confronto tra Amarilla e il detenuto Garcìa. Secondo quanto dichiarato da Amarilla a Pagìna 12, "entrambi ci trovavamo su tutto ciò che concerne il modo in cui si attuò il sequestro; entrambi abbiamo visto praticamente la stessa cosa". L'unica differenza saliente è che Amarilla non ha mai visto l'auto bianca segnalata da Garcìa. Il giovedì Gimenez stesso disse che era solito spostarsi con una Volkswagen bianca. Nella dichiarazione di Amarilla, almeno che non si tratti di una scusa dinnanzi ad una richiesta del giudice, quel che richiama l'attenzione è che non si è potuto identificare nessuno dei due presunti poliziotti. Amarilla ha sostenuto che entrambi avevano "i tipici pantaloni e maglioni della polizia", ma assicura di non averne visto il volto. Se davvero sono stati due uomini del distaccamento El Jagüel è virtualemente impossibile che Amarilla non li abbia identificati. A meno che Garcìa non menta -cosa probabile- o che il testimone abbia paura di parlare, cosa pure non improbabile. L’avvocato di Garcia ha smentito che il suo assistito si sia "bruciato", come hanno detto le fonti della Federal. Quello che ha detto è in discussione fin dal primo giorno della sua detenzione e poi non ha detto più niente, ha sottolineato il "letrado", che ora aspetta "il risultato della perizia telefonica, che è l'unica cosa ad incriminare Gracìa". Il detenuto si è di nuovo dichiarato innocente e, su richiamo, ha assicurato al suo avvocato che "lo aveva fatto per raccogliere i dati di ciò che avevo visto, una volta trapelata la notizia del sequestro". Garcìa giura di "non aver mai richiesto denaro alla famiglia", mentre Luis Peralta, padre di Diego ha detto che gli era stato richiesto un riscatto. Oltre i ragionevoli dubbi su quanto dichiarato da qualcuno che cerca di salvarsi la pellaccia, la dichiarazione di Garcìa potrebbe confermare l'ipotesi degli investigatori della Federal, che concepisce l'esistenza di una "banda mista" formata da poliziotti e delinquenti comuni. Il presidente Duhalde stesso ha confermato questa idea paragonando il caso Peralta con l'episodio del fotografo José Luis Cabezas, assassinato da una banda formata da soggetti civili e in uniforme.

Fatto sta che glli abitanti di El Jaguel avevano da tempo individuato nella polizia la responsabile del sequestro, la mente che stava dietro i fatti. Lo avevano dichiarato ad un giornalista di Pagina12 e in seguito al ritrovamento del cadavere del giovane hanno avuto la triste conferma.
Il corpo di Diego Peralta, 17 anni, è rimasto 5 giorni abbandonato nella zona di Quilmes, prima di essere ritrovato con un segno di una coltellata ricevuta all’altezza del collo.






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