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Molli molli..in marcia per Giuliana
by Sandino Sunday, Feb. 20, 2005 at 12:47 PM mail:

...quasi sottovoce...

Un'impressione solo televisiva ? Non credo !
Se ne avuta conferma dalla diretta televisiva e dalle cronache dei giornali.
Il corteo di Roma per "la liberazione di Giuliana e per la pace.." ha avuto un tono sommesso, quasi silenzioso, commosso.
Non critico la commozione per una compagna in pericolo di vita e in mano di chissą chi: ci mancherebbe altro!
Critico le mollezze e l'ipocrisia di un clima che vorrebbe veder dominare una richiesta "di massa" soffusa, emozionale, caritatevole,pietistica. Insomma una richiesta sottovoce a "chi puņ" di farci riavere indietro la nostra Giuliana. E in nome di questo si smussano responsabilitą e si stemperano responsabilitą e colpe.
Dicono bene i compagni di "Red Link" ( a proposito, quando un sito internet ?) nella loro lucida analisi della posta in gioco e dei compiti del movimento : le responsabilitą del rapimento di Giuliana sono dei Governi che hanno aggredito il popolo irakeno e continuano ad occuparne il territorio.
Questo il punto irrinunciabile da cui far partire analisi e proposte di mobilitazioni : la condanna "senza se e senza ma" delle politiche interventiste e guerrafondaie degli USa, della GB e dell'Italia.
Inutile e ipocrita balbettare su "richiesta di una svolta nella presenza..", "ruolo dell'ONu" e amenitą varie.La richiesta del ritiro delle truppe occidentali dal territorio irakeno č un punto irrinunciabile che separa la possibilitą di crescita del movimento nella sua radicalitą e nella sua autonomia da una sua subalternitą alle logiche del centro-sinistra di Prodi-Fassino-Bertinotti.
La seconda questione č il giudizio sull'attuale fase dei rapporti interimperialisti a livello mondiale : inutile sperare in cambi di rotta di chi considera gli USA un "grande paese democratico" - dimenticandi "inezie come Guantanamo e Abu Graib e la costruzione dell'Europa il rafforzamento di un "baluardo di democrazia e di cooperazione tra i popoli" - dimenticando i bombardamenti sulla Serbia.
La concorrenza/cooperazione tra l'imperialismo a stelle e strisce e quello europeo, dominerą per la prossima fase dei rapporti economici, politic e militari a livello mondiale: ignorare questo vuol dire rendersi subalterni a chi vuol celare contraddizioni e conflitti dietro una patina addolcita e indorata con il faccione di prodi in primo piano.
Credo che il movimento che si č espresso in questi anni con radicalitą e ricchezza politica meriti ben altro destino che ..morire democristiano.
Almeno lo spero ......

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