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Bifo e mazzetta, da neurogreen
by ska Friday, May. 20, 2005 at 7:18 PM mail:

botta e risposta su questi giorni

Dice Bifo

Bologna, maggio 2005.
Che dobbiamo fare a questo punto?
Evitiamo di drammatizzare ulteriormente questa situazione psicopatica.
Facciamoci venire in mente un gesto che sia forte, visibile, irresistibile,
inequivocabile.

Riepiloghiamo le puntate precedenti.
Alle elezioni municipali di Bologna un anno fa molti votarono pensando che
si potesse creare un laboratorio della tolleranza, della solidarietà verso
i più deboli, un laboratorio dell'innovazione culturale e della libertà, un
laboratorio di progettazione sociale utile a preparare il momento in cui
nel 2006, il centrosinistra dovrebbe andare al governo.
Purtroppo in questi ultimi giorni abbiamo capito che Bologna è
effettivamente un laboratorio ma di altro genere: è il laboratorio
dell'intolleranza, della violenza contro i più poveri, dell'arroganza del
potere e della repressione.

Il clima umano in città non è mai stato così plumbeo. Invece di puntare ad
un armonico rapporto tra le diverse componenti sociali, il nuovo sindaco
sta attizzando l'odio di tutti contro tutti. Votato perché si presentava
come l'uomo che difende i diritti dei più deboli, il pover'uomo ha rivelato
di essere un personaggio torvo, aggressivo, cupo, forse perseguitato da
rancori che non possiamo decifrare, o da sensi di colpa che sono uno
psicanalista potrebbe curare. Usa l'incarico conquistato grazie all'inganno
per esercitare un protervo potere di umiliazione.

La sua minacciosa esaltazione dell'ordine e della legalità sollecita gli
istinti repressivi. Un giudice ha fatto arrestare tre studenti. Cosa
avevano fatto? Avevano occupato temporaneamente un locale nella zona
universitaria. E questo basta per arrestare qualcuno? Non basta, a meno che
non si attribuisca agli occupanti il proposito di sovvertire l'ordine
costituito. Ma quei tre studenti intendevano sovvertire l'ordine
costituito, e si erano dotati di mezzi idonei per ottenere il loro scopo?
Risulta che nel locale occupato i tre studenti si limitassero a fotocopiare
libri. E' questa la loro colpa?

Ma al di là di questo evento sorgono in tutti noi domande inquietanti: è
questo il laboratorio bolognese? Sarà questo l'ordine del governo di
centrosinistra? Dopo cinque anni di sfruttamento, privatizzazione,
depredamento berlusconiano, pensavamo che il centro sinistra potesse
sperimentare la strada della redistribuzione del reddito, dell'aumento dei
salari, del rilancio della ricerca, della democratizzazione del sistema
comunicativo. Ma se Bologna ha il valore di un esempio, cosa dobbiamo
attenderci? Il carcere per chi chiederà rispetto dei suoi diritti, la
violenza contro chi chiederà un reddito di cittadinanza?

Per sabato 21 maggio il movimento ha deciso di chiamare alla mobilitazione.
Ha tutte le ragioni per farlo. Ma occorre evitare una contrapposizione tra
il movimento e la città, perché la città è stanca degli arroganti che
l'hanno presa in ostaggio. Il tono che dobbiamo usare non è quello truce
del muro contro muro.
Il sindaco di questa città è visibilmente uno squilibrato, non prendiamolo
troppo sul serio, cerchiamo di giocare al suo gioco.
Sabato ci vedremo, e penso che saremo in tanti. Ma invece di sfilare in
pose truculente, invece di mostrare i muscoli che non abbiamo, io propongo
di compiere un gesto un po' stravagante.

"In ginocchio mai" disse qualche tempo fa Valerio Monteventi.
Aveva ragioni da vendere, ma ora la situazione è cambiata. Il disegno di
isolamento del dissenso non è passato. Adesso potremmo anche pensare di
metterci in ginocchio.
Proprio questa è la mia proposta: sabato pomeriggio, sotto il sole di
maggio, mille, duemila, cinquemila persone o non so quante saranno,
assumono la posa a ginocchioni del nostro beneamato San Precario. Con
l'aureola sulla testa ci inginocchiamo e restiamo inginocchiati per tutto
il tempo che ci va. Un'ora in ginocchio, immobili, mentre qualcuno recita
il mea culpa, qualcuno si flagella, qualcuno implora pietà.
Non per chiedere perdono di orribili peccati che non abbiamo commesso, né
per arrenderci a un potere che più che spaventarci ci fa ridere. Bensì per
implorare.
Sì, implorare.
Vi imploriamo signori della Giunta, smettetela di fare così. Vi state
comportando come una giunta di occupazione in una città che vi considera
ormai degli estranei, dei prepotenti e dei lunatici. State facendo un
piacere immenso ai predoni del governo Berlusconi i quali presto potranno
dire: eccola la sinistra che vuole governare. Eccola, invece di creare
strutture di accoglienza per gli immigrati li scaraventa per strada con la
violenza. Invece di migliorare le condizioni di vita degli studenti vieta
la birra in strada e mette in galera i focopiatori.
Vi imploriamo, signori della giunta rendetevi conto che vi state coprendo
di ridicolo.
In ginocchio, mettiamoci in ginocchio e a mani giunte imploriamo i fanatici
della legalità di andare a farsi fottere.


risponde mazzetta

che dobbiamo fare?

prima di tutto, da buon bolognese, dico scordiamoci bologna che ci fa male e
ci deturna davvero.....

stare su cofferati mi pare dimenticare, o oscurare, il resto.
i ragazzi di bologna non sono gli unici, e sono solo gli ultimi di una serie
lunghissima
da tempo è diventato lecito inventarsi pretesti per ingabbiare chi protesta,
perchè questa è la -categoria privilegiata- che in questi anni ha visto
aumentare gli arresti, insieme ai migranti, non a caso.

E' un problema grosso, perchè significa che chi è fuori dal gioco economico,
chi non tiene la testa bassa e sta al suo posto a tirar la cinghia in
silenzio, in realtà è destinato a finire dentro.
E' fascismo?
Sicuramente è l'introduzione di uno standard non previsto dal nostro
ordinamento, e ciò basta a legittimare la protesta, e che sia ad alta voce.
Qui la battaglia è sul diritto alla libertà personale, ancora più importante
di Cofferati, del precariato e di parecchio altro.
Non facciamoci distrarre; decine di attivisti sono in galera o attendono
processi con imputazioni lunari.

Li conosciamo quasi tutti, l'idea che siano terroristi o che abbiano
familiarità con fantasie eversive o con le armi è semplicemente assurdo.

Qui di eversivo c'è solo il processo alle intenzioni dal quale a Bologna
hanno tratto l'accusa.

E' di fronte a questa evidenza che bisogna stanare chi indegnamente si
definisce compagno, ma anche i fautori del garantismo e della libertà; che
dimostrino che non parlano solo della loro.

Bologna è parte civile a Genova, e il suo sindaco lascia montare in città
una tensione assurda, alcuni di sinistra tacciono, altri addirittura vanno
in sostegno al sindaco, vedi l'Arci. Questa gente va salutata. Senza neanche
dargli il contentino di un riot.

Se proprio devo fare qualcosa contro la maggioranza della maggioranza
bolognese, arrivo davanti al comune, mi giro, gli mostro il culo e me ne
vado.
Loro sono i principali responsabili, e loro sono quelli che si stanno
facendo travolgere, ancora una volta, da illusioni e dai loro stessi
interessi.
Li conosciamo, hanno strutture gerarchiche occupate da gente strana, che ha
perso la luce ed il ricordo di quelli che sono i basics della democrazia,
non capiscono neanche i disastri, hanno reazioni stereotipate. Per loro
tutto questo e' una rottura di balle, si relazionano con noi solo se siamo
disposti a seguire i loro piani; sono una palude più che una risorsa.

Adesso sono diventati pericolosi, perchè ormai han dimenticato "i valori";
hanno detto che li stanno cercando, mentre rivalutano i fascisti, mentre si
fanno prendere in giro dai briganti.

Se vayan con dios.

Continuiamo le lotte, rafforziamo le reti, le solidarietà e non abbandoniamo
nessuno per strada; la libertà dell'ultimo degli scemi è sacra come quella
Mandela; chiediamo a tutti un passo indietro, via da loro, a questo punto
possiamo fare senza, non ci serve a nulla frequentare chi ci vuole in
galera.
Stiamo vicini ai colpiti, attiviamoci per assisterli, e comunichiamo quello
che succede, tenendo a mente che nessuno di loro è stato arrestato per fatti
specifici, ma solo per scelte politiche e attraverso forzature del diritto.
I buoni sono in galera, non saranno eroi, ma di sicuro sono vittime come
domani lo potrebbe essere ciascuno di noi se passa questa visione
dell'esercizio penale.

Imho.
Giovagnoli è l'eversore; noi siamo cittadini, nella pienezza dei nostri
diritti, che gridiamo ad un ceto politico di pessima qualità di tenere giù
le mani dai diritti e dai compagni.
Battiamoci contro il 270, battiamoci per l'amnistia, battiamoci per tutti e
lasciamo soli questa gente.
Se avranno bisogno di aiuto contro Berlusconi, lo chiederanno.......

- dalla galera neanche un voto-
ciao
m


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