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Fallimenti colloqui di Algeri
by imc italia Saturday, May. 17, 2003 at 9:43 PM mail:

fallimento colloqui di algeri fra ETA e governo spagnolo

Già deportato ad Algeri nel 1986, il leader dell'ETA Txomin Iturbe tiene incontri privati con gli ufficiali spagnoli nel paese nord-africano. Il Ministro degli Interni spagnolo invia uno dei suoi legali al primo incontro del novembre del 1986. L'incontro è molto teso. Il secondo, nel gennaio del 1987, avviene tra tre ufficiali e Txomin Iturbe. Iturbe chiede il trasferimento del leader di ETA Eugenio Etxebeste ad Algeri.

Txomin Iturbe muore in un incidente nel febbraio del 1987.

Un attacco sanguinario dell'ETA nel giugno del 1987 - una bomba al supermercato Hipercor di Barcellona -, uccide 21 persone e ne uccide molte altre. ETA effettua tre chiamate per avvertire della presenza di potenti bombe nel supermercato alla polizia, ma quest'ultima preferisce ignorarle e lasciare che le bombe esplodano per discreditare ETA.

Un'ordinanza del tribunale resa pubblica nel maggio del 1994 stabilisce che la polizia spagnola è colpevole di negligenze poichè, se fosse intervenuta tra la prima telefonata e l'esplosione, non ci sarebbero state vittime. Di conseguenza, la sentenza condanna lo Stato a risarcire le vittime e i loro familiari.

Quest'orribile attacco, e l'oltraggio pubblico, spingono il Governo spagnolo ad inviare il leader dell'ETA Eugenio Etxebeste ad Algeri (deportato dall'Ecuador), per riprendere i colloqui che si erano interrotti dopo la morte di Txomin Iturbe.

Due analisti politici stabiliscono una relazione causa - effetto tra l'attacco ad Hipercor e i colloqui preliminari di Algeri. Il primo è lo studioso americano Robert Clark, specializzato su ETA. Nel suo libro " Negotiating with ETA " - pubblicato nel 1990 -, Clark sostiene che dopo l'attacco ad Hipercor la Spagna decide di inviare Etxebeste ad Algeri e di riprendere le negoziazioni.

L'altro analista è il portavoce del precedente Ministro degli Interni, Alberto Pozas, autore del libro " Las conversaciones secretas Gobierno-ETA " - I colloqui segreti tra il Governo ed ETA -, pubblicato nel 1992. Pozas scrive: " Dopo l'attacco ad Hipercor... la decisione è di trasferire Eugenio Etxebeste ad Algeri per continuare ad esplorare la possibilità del dialogo... Le reazioni all'Hipercor hanno aperto la strada per i politici di placare la strategia criminale dei terroristi, in luce di una nuova opportunità per iniziare un processo di dialogo ad Algeri."

Un primo contatto tra due ufficiali del Governo e Eugenio Etxebeste avviene l'11 agosto del 1987. Il secondo avviene un mese dopo. Tra questi due incontri, e durante un altro del 25 agosto 1987 a Laudes - in Francia -, François Mitterand - l'ex presidente della Francia -, consiglia il presidente spagnolo Felipe Gonzales di negoziare con ETA.

Al secondo incontro del 18 settembre, Eugenio Etxebeste indica la necessità di un colloquio diretto con un ufficiale governativo piuttosto che con un ufficiale di polizia. Etxebeste informa il portavoce del Governo del desiderio di ETA di iniziare un dialogo per un accordo preliminare.

Questi contatti precedono la più grande offensiva francese mai scatenata contro la Resistenza Basca in Francia. Il 3 ottobre del 1987, Parigi conduce un massiccio raid poliziesco nel nord di Euskal Herria e nelle altre parti dello Stato. Molte persone vengono arrestate e molte altre espulse dalla Spagna. L'operazione di polizia intendeva spingere ETA ad accettare qualunque proposta che il Governo Spagnolo facesse in Algeria.

L'ex presidente del PNV, Jesus Insausti, in un'intervista pubblicata da Egin il 15 novembre del 1987, dice quanto segue: " Ho sempre visto e compreso il problema di ETA, come chiunque può farlo, come un problema politico che necessita di una soluzione politica. Sono convinto che senza negoziazioni questo problema sarà difficile da risolvere, o ancora peggio, non verrà risolto. Pensare che la questione possa essere risolta con la repressione e dall'azione poliziesca, è pazzesco."

Incontri privati tra ufficiali del Governo e Eugenio Etxebeste avvengono nell'ottobre e nel novembre del 1987. Questa volta il portavoce governativo è un leader del PSOE, il partito al potere. I dibattiti servono a cercare una via d'uscita politica. Durante questi incontri, il leader massimo del FLN algerino si incontra con Felipe Gonzales a Madrid.

Durante questi contatti tra Governo ed ETA ad Algeri, il Governo spagnolo propone un patto anti-ETA ( il Patto di Madrid), firmato dai partiti politici spagnoli e dai due partiti Baschi - PNV e EE -, quest'ultimo ora integrato al PSOE. Il patto viene firmato a Madrid nel novembre del 1987.

Nello stesso mese, ETA attacca il quartie generale della Guardia Civile paramilitare di Zaragoza. Il Governo Spagnolo blocca i contatti con ETA e chiede all'organizzazione una tregua come condizione per riprendere i colloqui.

Altri due patti anti-ETA in appoggio del Patto di Madrid vengono firmati dai partiti politici (eccetto Herri Batasuna) nel Sud di Euskal Herria: il Patto di Ajuria Enea - firmato a Gasteiz, Araba, il 12 gennaio del 1988 -, e il Patto di Navarra sottoscritto a Iruna il 7 ottobre del 1988.

Il 27 gennaio del 1988 offre due mesi di tregua in cambio di una tregua della polizia. Madrid non replica.

ETA rapisce l'uomo d'affari Emiliano Revilla a Madrid nel febbraio del 1988 e trattiene il suo prigioniero per otto mesi.

José Luis Corcuera viene nominato Ministro degli Interni nel luglio del 1988. Un giorno dopo la sua nomina, Corcuera va ad Algeri.

ETA e il Governo Spagnolo accordano i colloqui di Algeri.

Eta rilascia Revilla il 30 ottobre del 1988. Lo stesso giorno ETA offre una tregua bilaterale di 2 mesi pre riprendere i colloqui col Governo Spagnolo.

In un'intervista col quotidiano madrileno Diario del 16 dicembre del 1988, ETA rinnova la sua offerta di negoziazione. Il Governo Spagnolo allora propone a ETA un incontro privato con alti ufficiali governativi in cambio di una sua tregua di due settimane. ETA accetta.

Il 7 gennaio del 1989, ETA dichiara due settimane di tregua unilaterale. Quattro giorni dopo l'annuncio di ETA, la polizia francese arresta due leaders di ETA. Alla fine della tregua, ETA annuncia che i colloqui di Algeri avverranno tra 4 ufficiali governativi e il portavoce di ETA Eugenio Etxebeste. ETA annuncia anche che ETA e il Governo sono d'accordo sul lavorare a un patto preliminare.

Le due parti pattuiscono che ETA deve annunciare la stesura di un accordo preliminare, cui deve seguire un comunicato governativo. Poche ore dopo che ETA annuncia il raggiungimento del patto ( i "nove punti" ) e 2 mesi di tregua bilaterale pattuiti da ETA e Governo, Madrid stende un comunicato.

Cinque incontri avvengono ad Algeri durante il periodo compreso tra il 25 gennaio e il 22 marzo del 1989, tra 2 leaders del Partito Socialista - Juan Manuel Eguiagaray e Rafael Vera -, rappresentanti di Madrid, e Eugenio Etxebeste e altri 2 membri di ETA che la rappresentano. Un ufficiale algerino è nominato mediatore.

La riforma politica post - Franchista e le sue conseguenze nel Sud di Euskal Herria vengono discusse durante questi incontri.

Il Ministero degli Interni José Luis Corcuera informa i partiti aderenti al Patto Anti - Terrorismo di Madrid sullo svolgimento del meeting.

Il 27 marzo, un giorno dopo l'Aberri Eguna, e il giorno in cui la tregua bilaterale termina, ETA invia un comunicato sugli incontri col Governo, i punti accordati, e annuncia una seconda fase di colloqui in Algeria - rinnovando la tregua.

Altri tre membri di ETA vogliono partecipare ai colloqui, e una separata tavola rotonda tra leaders del PSOE e del partito di sinistra nazionalista Herri Batasuna ( che ha gli stessi obiettivi politici di ETA) viene costituita. Viene stabilita una tragua di tre mesi.

Il Governo Spagnolo rompe gli Accordi.

Gli "8 punti" comunicati il 27 marzo così come i "9 punti" del 23 gennaio sono stati elaborati e concordati da ETA col Governo Spagnolo. Com'era stato pattuito durante la prima parte dei colloqui, sarebbe dovuta essere ETA ad annunciare un secondo accordo Governo - ETA ed il rinnovo della tregua, seguita da un comunicato del Governo Spagnolo.

Comunque, la risposta del Governo Spagnolo agli "8 punti" di ETA ha citato solamente i primi incontri, giudicandoli "positivi" ma affermando di non essere a conoscenza della proposta degli "8 punti" di ETA. In più, nella definizione degli obiettivi della prossima fase dei colloqui, un comunicato del Governo ripete le frasi " una negoziazione politica " con " una soluzione accordata e definita" implicando il rifiuto di entrare in una negoziazione politica con ETA, sebbene questo era stato pattuito ad Algeri da entrambe le parti. Inoltre, il comunicato di Madrid invoca la Costituzione Spagnola e lo Statuto di Autonomia di Bascongadas (per tre delle quattro province basche in Spagna), le due pubblicazioni giuridiche che costituiscono un elemento chiave del conflitto.

Il Governo Spagnolo rompe l'accordo preliminare patteggiato con ETA il 27 marzo, molto probabilmente a causa della pressione militare, e interrompe i colloqui con ETA ad Algeri.

ETA stende un nuovo comunicato chiedendo al Governo Spagnolo di riprendere i colloqui. Ma Madrid rifiuta di accettare gli "8 punti". 8 esplosioni nelle ferrovie statali e una lettera bomba dell'8 aprile, confermano che i colloqui di Algeri sono falliti.

Il 18 aprile, sei rifugiati di ETA, inclusi i 3 portavoce presenti ad Algeri, vengono deportati dalla Spagna a Santo Domingo nella Repubblica Dominicana.

Poco prima, il 14 aprile del 1989, un ufficiale del Governo di Bascongadas, Luis Alberto Aramberri, dice che " gli obiettivi della Società Basca non differiscono molto da ciò che ETA ha chiesto ad Algeri".

Nicole Pery, deputata francese e vicepresidente del Parlamento Europeo, il 5 maggio 1989 afferma che la " Francia continuerà a premere per una negoziazione politica".

Il leader della Sinistra Unita Spagnola, Julio Anguita, in un'intervista a Egin del 14 maggio 1989, afferma che " i colloqui sono finiti perchè le modifiche a quanto era stato pattuito sono state fatte dai superiori, così i partecipanti di Algeri erano solo mediatori".

Due mesi dopo la rottura dei colloqui, i leaders dell'ETA arrestati che aveveno preso parte alla negoziazione con la Spagna redigono un comunicato sul fallimento: " la delegazione spagnola non ha mantenuto le sue parole... La pressione del settore reazionario sul potere reale ha determinato tali risultati, ma il processo è irreversibile e prima o poi verrà riaperto... Il processo attivato in Algeria ha mostrato la qualità di ETA come interlocutrice e, inoltre, ogni futura iniziativa sarà di alto livello come la passata esperienza".

A dispetto del loro fallimento, i colloqui di Algeri sono stati la più importante iniziativa di negoziazione tra il Governo Spagnolo e ETA. Dopo quest'esperienza nel 1989 ci sono stati molti contatti tra le due parti ma nessuna delle due ha portato a termine gli accordi preliminari.

Molti comunicati sono stati fatti contro la negoziazione tra ETA e il Governo Spagnolo. Ma ci sono state anche alcune dichiarazioni a favore. Baltasar Marin, l'ex capo della polizia di Bascongadas, l'8 agosto del 1990 dice che: " ETA e il Governo Spagnolo sono condannati a negoziare in un tavolo simile a quello di Algeri". Philippe Marchand, l'ex Ministro degli Interni francese, sostiene - in un'intervista pubblicata da EL PAIS del 21 giugno del 1991 - che " prima o poi ci sarà una negoziazione" tra il Governo e ETA, e che " è impossibile immaginare una soluzione non politica".

In un'intervista alla televisione tedesca WEST-3, ETA chiede: "Quali sono le condizioni di ETA per entrare in un processo di negoziazione come quello di Algeri?". La risposta è stata: "La prima è serietà. La seconda è il superamento del conflitto. E la terza è un accordo per il processo da portare avanti. Non entreremo in nessun processo senza queste condizioni. Noi chiediamo questo: volontà, volontà nell'avvicinarsi al conflitto e nell'avere le condizioni necessarie per superarlo. Noi chiediamo questo, abbiamo bisogno di questo, e queste sono le nostre condizioni."

tratto da http://www.ehj-navarre.org/html/fralg.html

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