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BOLIVIA, I POPOLI ORIGINARI MARCIANO SU LA PAZ
by anubi Wednesday October 15, 2003 at 05:27 PM mail:  

Pronunciamento urgente e mobilitazione degli ayllus (le comunità) originarie con le loro autorità su La Paz per rinforzare il blocco.

I MALLKUS (autorità dei popoli originari) DEL QULLASUYU (il nome originario della terra boliviana) PER LA DIFESA DELLA VITA E DELLA DIGNITA' DEI POPOLI INDIGENI

Il Consiglio Nazionale degli Ayllus e Markas del Qullasuyo (CONAMAQ) di fronte alla sanguinaria arroganza del Genocida, Gonzalo Sánchez de Lozada, che ha tolto la vita di più di 56 indigeni (inclusi giovani coscritti e bambini, decine di desaparecidos e più di mezzo migliaio di feriti da giovedì 9 ottobre, che ha convertito le città di El Alto e La Paz nel campo di battaglia di una guerra non dichiarata, in nome del diritto alla vita e all'esistenza stessa dei popoli indigeni: Aymara, Qhichwa, Guaranì(...) a conoscenza del popolo indigeno, della comunità nazionale e dell'opinione pubblica internazionale, dichiara quanto segue:

La guerra scatenata dal governo del presidente Gonzalo Sánchez de Lozada e dalla sua banda di criminali assassini: Carlos Sánchez Berzaín, Yerko Kucuk, Mauricio Antezana (...) contro il Popolo Indigeno delle città e della campagna è arrivata agli estremi di un brutale assassinio collettivo, di un crimine contro l'umanità, di un genocidio commesso in piena vigenza dei diritti umani, delle garanzie costituzionali e del regime democratico.

Questa criminosità governativa si iscrive nella patologia coloniale, razzista e xenofoba di una banda di saccheggiatori delle ricchezze nazionali organizzata sotto le sigle partitiche (MNR, NFR, MIR, UCS) e commessa sotto un ordine democratico formale, che per portare avanti la loro opera di spoliazione non hanno esitato a far sparare all'impazzata contro le proteste pacifiche di eaymaras, qhichwas e urus di La Paz, El Alto e delle loro province.

Con il loro comportamento criminale il governo (presidente e ministri) si sono smascherati e hanno mostrato la loro vera identità di nemici della patria e traditori che pretendono di cedere una risorsa, per la cui conservazione i nostri padri e nonni irrigarono del loro sangue le sabbie del Chaco, allo stato cileno e alla cupidigia di imprese multinazionali, delle quali a loro volta sono soci di minoranza.

Di fronte al vile utilizzo delle Forze Armate e della Polizia Nazionale che sta mettendo fratelli contro fratelli e figli contro padri e madri, lanciamo un appello filiale ai nostri fratelli e figli in uniforme affinché non rivolgano le armi contro di noi e affinché in rispetto alle nostre Pachamama e Tata Inti abbandonino i loro capi e l'Assassino, Sánchez de Lozada.

La crisi sociale e politica che attraversa il paese e le sue istituzioni richiede in tutta evidenza dialogo, ma nelle condizioni attuali del genocidio in corso, né il governo né tanto meno Gonzalo Sánchez de Lozada possono essere gli interlocutori. I popoli indigeni, le loro autorità Apu Mallkus, Mallkus, Jilaqatas y Mama T’allas nella loro dignità non spossono abbassarsi al fango dei criminali che dietro la barriera della mitraglia si aggrappano ancora al potere.

(Il Consiglio) denuncia agli organismi nazionali e internazionali per i Diritti Umani, ai Tribunali Internazionali il Genocida Gonzalo Sánchez de Lozada e i suoi seguaci per attentato all'esistenza collettiva dei popoli indigeni con una guerra non dichiarata e il cui unico obiettivo è uccidere indios.

(Il Consiglio) convoca tutti i componenti la Nazione Qullana Suyu (Aymaras, Qhichwas e Uros delle città e della campagna), le Nazioni delle terre basse, le organizzazioni istituzionali della Repubblica a fare uno sforzo unitario per rafforzare il BLOCCO per estirpare una volta per tutte i malfattori che hanno svenduto industrie e risorse strategiche per la patria, come condizione preliminare del recupero del GAS e del ristabilimento della sovranità della nostra Nazione.

La rifondazione della patria espressa da tutti i popoli indigeni, settori sociali e istituzioni rappresentative, sarà la meta del nostro attuale sacrificio, che dovrà tradursi nella Assemblea Nazionale Costituente, obiettivo per il quale abbiamo marciato tra il giugno e il luglio del 2003.

Pertanto:

Le (strutture) regionali del CONAMAQ in tutta la nazione sono mobilitate e in marcia sulla città Sede del Governo, oltre a potenziare le misure di blocco e di sciopero della fame, fino alla riuncia di Gonzalo Sánchez de Lozada.

Dato nella città di La Paz, addì 14 del mese di ottobre dell'anno 2003


Efraín Mancilla, Lucio Colque, Leocadia Romero

Mallku CONAMAQ, Mallku CONAMAQ, Mama T'alla CONAMAQ



Daría Chambi, Eugenio Quispe, Nemecio Mamani

APU T'ALLA, Mallku CONAMAQ, Mallku CONAMAQ

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