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I brevetti spaventano l'Europa del software libero
by ctrl+v collective Tuesday, Jun. 28, 2005 at 6:47 PM mail:

La possibile applicazione della legge USA sui brevetti anche in Europa, secondo il PLIO, rischierebbe di fermare l'innovazione e mette a rischio il mondo del software, in particolare le piccole e medie aziende.

A lanciare nuovamente l'allarme è il PLIO, il Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org: "Il software sviluppato in Europa rischia di sparire - afferma Davide Dozza, coordinatore del progetto -. Fino a oggi, la legislazione europea in materia di brevettabilità del software ha difeso sia le piccole e medie aziende, sia i colossi che operano nel settore, proteggendo il loro

lavoro e garantendo a milioni di sviluppatori la possibilità di 'fare' innovazione. Contro questa situazione, si sono levate le multinazionali del software, che hanno intrapreso un'azione di lobby nei confronti della Commissione Europea, per far si che - contro l'opinione espressa dal

Parlamento Europeo - venisse emendato il testo originale e approvata una delibera che estende a tutta l'Unione Europea la legge statunitense sui brevetti. A rigor di logica, un vantaggio per il settore, mentre nella realtà diminuiranno significativamente le attività di ricerca e sviluppo, e in Europa non ci sarà più spazio per sviluppatori e software house locali, sia che si occupino di software libero che di software proprietario".

Secondo Roberto Galoppini, Presidente del CIRS, il primo consorzio italiano di aziende attive nel settore del software libero e open source: "Il Parlamento Europeo aveva fatto un ottimo lavoro, giungendo a un compromesso che tutela le aziende europee, che nella maggioranza dei casi sono di piccole dimensioni (il 98% in Italia, secondo i dati ISTAT 2002). Poi è arrivata la Presidenza Irlandese, Paese da cui proviene più della metà del software proprietario venduto in Europa, che a maggio ha presentato il nuovo testo in discussione, che rappresenta un pericoloso dietro-front rispetto alla situazione attuale e alla proposta del Parlamento. A questo punto, è indispensabile che tutti i Paesi - tra cui l'Italia - che sono contro la brevettabilità del software tout-court, si schierino a favore della proposta del Parlamento Europeo".

"Purtroppo, la legge USA sui brevetti riesce a ottenere effetti perversi - conclude Davide Dozza - a causa del modo, perlomeno singolare, con cui vengono attribuiti i brevetti stessi: contrariamente a quello che vorrebbe la logica, infatti, non viene protetto il software ma la sequenza degli algoritmi. È come se in campo musicale non si proteggesse la melodia ma la

sequenza degli accordi. In questo modo, per sviluppare un nuovo software senza correre il rischio di dover pagare delle royalty o - peggio ancora - subire cause per la violazione anche involontaria dei brevetti, è necessario un enorme dispendio di tempo e risorse (ciascun brevetto è lungo circa 15 pagine, e tra Europa e USA ce ne sono più di 100.000), che è alla portata solo delle aziende multinazionali. Alla fine, quindi, rimangono solo le aziende che detengono i brevetti, che se li scambiano tra loro costituendo, di fatto, dei cartelli. Se continua così, questa sarà la situazione in Europa a breve".

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"L'Italia dica no ai brevetti software"
by ctrl+v collective Tuesday, Jun. 28, 2005 at 6:52 PM mail:

In settembre il Parlamento Europeo ha efficacemente emendato la direttiva sulla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratore elettronico, nota anche come "direttiva McCarthy", ritenendo valide le obiezioni mosse dalla società civile europea e da associazioni di categoria in rappresentanza di circa 2.000.000 di piccole imprese.

Tali invenzioni, comunemente note come "brevetti software", se assoggettate alla disciplina del brevetto industriale, rischiano di porre un freno all'innovazione informatica in Europa, aumentare enormemente i costi legali a danno soprattutto delle piccole e medie imprese, ed esporre le industrie europee a una valanga di rivendicazioni da parte di aziende extraeuropee.

Queste ultime, infatti, possiedono la maggior parte dei brevetti software illegalmente depositati in Europa, grazie all'interpretazione estensiva data dall'Ufficio Europeo dei Brevetti, interpretazione che la senza gli emendamenti del Parlamento Europeo diventerebbe legge.

Ora, in spregio della volontà popolare espressa da decine di migliaia di singoli programmatori, associazioni e imprese, e ratificata dal Parlamento Europeo, il Consiglio dei Ministri intende rigettare tutti gli emendamenti introdotti dal Parlamento Europeo. Al loro posto viene non solo reintrodotto il linguaggio vago della direttiva originale, ma direttamente concessa la brevettabilità di programmi per elaboratori, senza concedere alcuna esenzione per garantire interoperabilità. Questo soprattutto grazie all'opera della presidenza irlandese, che conta grosse multinazionali del software fra i propri sponsor.

Basta l'opposizione di UNO SOLO degli stati membri perché la proposta sia rigettata dal prossimo incontro dei ministri, previsto per il 17 e 18 maggio. Invitiamo pertanto i cittadini, le aziende e i politici a sollecitare per fax e posta elettronica i Ministri Marzano (attività produttive), Buttiglione (politiche comunitarie) e Moratti (istruzione, università e ricerca) ad opporsi alla controproposta della presidenza irlandese, e rispettare così la volontà popolare espressa nel voto del Parlamento Europeo.

DICIAMO NO AI BREVETTI SOFTWARE IN EUROPA.

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