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[euromayday006] Imbattibili all'euromayday 006 a Milano
by imbattibili Tuesday, May. 02, 2006 at 5:11 PM mail:

alcuni spunti e alcune riflessioni e alcuni report dela giornata imbattibile!


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EUROMAYDAY 006
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Dopo tre anni di edizioni quasi esclusivamente milanese, la parata di precari e precarie
per il primo maggio dal 2004 sbarca in Europa. Quest'anno sono state coinvolte piu' di
15 citta', anche se la manifestazione piu' partecipata e' risultata quella milanese (che
ha visto oltre 100 mila persone).
Sotto trovate quello che una rete di precari autorganizzati, collettivi e spazi sociali
di tutta l'area metrolombarda, gli Imbattibili, si sono inventati quest'anno dopo
l'album e le figurine del 2005. Buon divertimento e buone riflessioni.
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IMBATTIBILI - EUROMAYDAY 006
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Lotteria Mayday
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C'e' in gioco la nostra vita? GIOCHIAMOCELA!

La precarieta' trasforma l'esistenza in una lotteria, costringendoci a vivere di speranze,
in un gioco fatto di continui "riprova, sarai piu' fortunato".
Rompiamo questo meccanismo e riprendiamoci il diritto di scrivere le regole della nostra vita.
Il gioco a cui giochiamo questo primo maggio ha come regole l'azione, l'autorganizzazione,
la cospirazione precaria!
Partecipa con i tuoi colleghi/amici/amori e impara ad autoorganizzarti e cospirare con i kit
di sopravvivenza precaria che troverai sui carri dell'EuroMayday 006.
Trasforma la speranza in azione, rischia anche tu di vincere gli strumenti per sconfiggere
la precarieta'. Lungo tutta la Mayday Parade trova i carri che rappresentano i 5 assi della
precarieta' e scoprirai che cospirare paga!
Piu' carri Imbattibili trovi, piu' scopri i trucchi dell'autorganizzazione , piu' biglietti
e Kit raccogli, piu' possibilita' avrai di liberare la tua esistenza dalle catene della
precarieta' e di vincere gli strumenti per la tua lotta.
"Prendi forza inspirando, buttala fuori cospirando e ribellandoti a una realta' che pretende
che tu sia sol@, isolat@, incapace di scambiare, condividere, mescolare, rimodellare tutto
quello che ti circonda." Serpica Naro

[ http://www.imbattibili.org/lotteria/ ]
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Kitmap
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LUNGO LE INFINITE STRADE DELLA KIT MAP IL SENTIMENTO DEI PRECARI E DELLE PRECARIE SI
TRASFORMA in una MALEDIZIONE per LE AZIENDE.

Manualetti, cartoline, spille, cd, ciabatte e altro ancora ma sopratutto una visione ampia
delle tattiche, delle esperienze, delle astuzie che i precari e le precarie adottano per
combattere la precarieta. L'informazione e importante ma non e sufficiente. Capire come
(re)agire, con quali criteri, attraverso quali strumenti - tradizionali ed innovativi - e
fondamentale.
Il pauroso svilimento che ha colpito il reddito, le tutele sociali e i diritti in generale
e un frutto originale e velenoso che costringe i precari/e, i lavoratori e le lavoratrici,
tutte le persone, a ripensare complessivamente le forme del conflitto, le relazioni attraverso
le quali esso si propaga e le rivendicazioni utili a invertire una tendenza che vede la nostra
vita inchinarsi, in ogni suo momento, alle esigenze dell'imprese.
Se le strategie delle imprese cambiano e necessario mutare anche le nostre.
La lotteria parla di rivendicazioni; i kit raccontano i mille gioielli dell'esperienza che
permettono di ottenerle. E'necessario avere una visione complessiva perche la precarieta nasce
dal lavoro, trasforma i territori, e trasuda nel sociale.
Nessuno, ne' a destra ne' a sinistra, ti regalera mai niente. Parlare di reddito, di affetti,
di saperi, di mobilita' e di territori significa parlare di conflitto.
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La kitmap: [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/kitmap.pdf ]

Ecco i file dei kit
(gli mancano i gadgets con cui erano distribuit, ma per quelli dovevate venire alla mayday!!!)

[ http://www.imbattibili.org/lotteria/kit.html ]

kit affetti

sexy shock - [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/affetti_kit.pdf ]

social sabot - [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/operatori_kit.pdf ]

sanita' / AMP - [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/sanita_kit.pdf ]
kit mobilita'

trasporti e mobilita' - [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/mobilita_kit.pdf ]
kit saperi

cultura e saperi - [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/cultura_kit.pdf ]

la precarioca - [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/precarioca.pdf ]

serpica naro - [ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/serpica_kit.pdf ]
kit reddito

[ http://www.imbattibili.org/lotteria/docs/reddito_kit.pdf ]
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MAYDAY MADAY - EUROMAYDAY 2006
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[ http://www.euromayday.org/ ]

Il manifesto
[ http://www.euromayday.org/pdf/poster_enDEF.pdf.zip ]
Il logo
[ http://www.euromayday.org/pdf/stencil_emd.pdf.zip ]
Cartoline
[ http://www.euromayday.org/pdf/card3_md06.zip ]
[ http://www.euromayday.org/pdf/card2_md06.zip ]

I testi delle cartoline:
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Fratelli e sorelle, precarie e precari. In un eterno ed uggioso pomeriggio
mentale filtra un limpido raggio di sole: MAYDAY.
L'insofferenza di chi si sente precarizzato
cresce. La nostra vita peggiora. E mentre alle
imprese e' concesso tutto e ai ricchi di essere
piu' ricchi, noi precari e precarie ogni giorno
vediamo diminuire i nostri diritti, i nostri
salari e vediamo peggiorare le condizioni di
lavoro ed inasprirsi quelle di vita.
ENTRA ANCHE TU NELLA RETE
DELLA COSPIRAZIONE PRECARIA

Vi diciamo a chi NON ci rivolgiamo: ai
perdigiorno, agli opportunisti, agli invasati, ai
fanatici, ai militanti in cerca di templi, fede e
religione, a chi pensa e non si sbatte e a chi si sbatte e non ci pensa.
Invece ci sentiamo di invitare : genti sgamate, capaci, serie, competenti,
leali ma anche un po' stronze, avvocati e affaristi senza scrupoli verso i
forti, maestri dell'artifizio, contorsionisti del quotidiano, agenti dell'
Intelligence Precaria, viveurs, reagenti del conflitto, contrabbandieri,
pirati, simulatori, hackers, dissimulatrici dell'immagine e fashion killers.
A tutti/e: dai territori, attraverso i gangli informazionali, ovunque, nei
corpi e nelle menti. Precari@ ma senza paura.

"Il sentimento dei precari/e e' la maledizione delle aziende ( pubbliche,
statali e parastatali )" una precaria

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La proliferazione virale e capillare del primo
maggio precario, in Italia come in Europa, in 22
citta' distribuite in ogni angolo del continente,
rende l'EuroMayday l' espressione piu' viva e
verace - il riferimento condiviso - delle
relazioni, dei conflitti e delle rivendicazioni
dei precari e delle precarie.

Rivendichiamo nuovi diritti sociali per tutti i
precari, nativi o migranti, d'Europa. La rete
che si esprime nella mayday lotta contro il
workfare (la societa' del lavoro ) e ogni
soluzione inegualitaria e coercitiva alla crisi
del welfare fordista ( lo stato sociale
dell'epoca industriale ).

Con la nostra voglia e desiderio di lotta e
partecipazione, vogliamo gettare le premesse per
un nuovo welfare e una societa' differente,
orizzontale e democratica, dove il lavoro
materiale e quello immateriale - di cura, nei
servizi - flessibile o garantito, non sia piu'
devalorizzato e sottoposto allo sfruttamento, al
ricatto della precarizzazione, che impongono
sulla nostra vita una sudditanza culturale,
sociale, ideale e materiale, alle logiche
dell'impresa e del profitto.

"Il Santo dei precari crede in noi. Ogni precario, ogni precaria crede in
chi, uguale a lui/lei, ne condivide le pene e le lotte" una precaria"

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TESTIMONIANZE E SCOMMESSE
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Un brano di un articolo prima della mayday
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[scritto da qualche imbattibile e che riassume anche la scommessa politica che stava
dietro la mayday]

Ogni mayday costituisce una storia a se'. Un evento unico. Puo' sembrare strano ma e' cosi'.
Cio' non significa che, pensando alle edizioni passate, non se ne scorga una continuita'.
Di anno in anno le forme, i contenuti, le rivendicazioni si sono evolute e la narrazione
precaria, confrontandosi continuamente con il contesto italiano prima e con quello europeo
dopo, e' stata capace non solo di innovarsi ( e sorprendere ) ma anche di determinare
linguaggi, prospettive e di diventare un riferimento condiviso ed autorevole. Ogni Mayday
e' il frutto di mille storie e di infinite ragioni. La volonta' di determinare uno spazio
comune, politico, nel quale far convergere le molteplici espressioni del conflitto insite
nei meandri della precarieta' sociale ha determinato la creazione di un processo di costruzione
atipico, decentralizzato, istintivo, basato sulla fiducia e mosso dall'entusiasmo che di
volta in volta ha selezionato le istanze, le idee, le parole e la loro rappresentazione
determinando nell'edizione successiva una progressione che, a posteriori, ci appare
incredibile. Sia nei contenuti che nell'attivazione. Nell'epoca della crisi della militanza
cio' non e' poco. Si potrebbe discutere a lungo di come l'intuizione, il gioco - nella sua
connotazione piu' nobile - e la creativita' - intesa come capacita' di immedesimarsi
nell'esperienza (Albert Einstein) - uniti ad un processo reticolare - che non si e' mai
confuso con gli intendimenti neo organizzativi che molti imputano ad esso - hanno permesso
tutto cio'. E cio' sarebbe utile per capire quali sono i processi di produzione sociale che
determinano politica e cultura su cui investire. Ma non e' questa la sede. Per quanto ci
riguarda ricordiamo le edizioni passate con questi prefissi simbolici: md001 l'anno delle
(r )esistenze precarie - md002 l'anno della narrazione - md003 la precarieta' e' sociale
- md004 il santo dei precari- md005 le imprescindibili relazioni nell'Europa precaria -
Euromayday 006 vuole essere quello della cospirazione precaria.
Il Berlusca ha perso. E fin qui tutto bene. Il centro sinistra ha vinto. Cio' non ci acquieta
e non ci rassicura. Temiamo fortemente che la lotta alla precarieta' si riduca ad una serie
di provvedimenti di ammortizzazione sociale e di maquillage politico, deboli negli effetti
e potenti dal punto di vista comunicativo e di propaganda. Parlare quindi delle
rivendicazioni, degli strumenti e delle prospettive attraverso le quali ottenere questi
obiettivi ci e' parso dovuto. I meccanismi pretestuosi attraverso il quale attivare
partecipazione, attenzione ed intelligenze sono una lotteria e una mappa. Alcuni premi della
lotteria rappresentano proprio quegli strumenti che ci sembrano necessari e adeguati nella
lotta contro la societa' precaria. Altri invece sono delle provocazioni, delle esasperazioni
oppure dei consigli tutti intesi a definire un orizzonte, una visione complessiva in cui
inserire le nostre richieste. Perche' un reddito non basta se quello che ci tocca comprare
ha il sapore di schiavitu'.
La kit map invece e' l'informazione oltre l'informazione. Collezionando i kit si potra',
come per osmosi, acquisire nozioni utili per la tutela dei propri diritti ma - questo e' piu'
importante - in molti di essi sono contenuti piccoli gioielli di contropiede precario.
Esperienze, consigli, sgami, trucchi, bastardate di chi, con fatica, e' riuscito ad
autorganizzare il proprio conflitto. Pendolari, lavoratori della scala, della feltrinelli,
ciclici, lavoratori vodafone, operatori sociali, precari del comune, lavoratrici del sesso
o liberatrici di sensualita'. Parlare di reddito, in un mondo che non regala niente significa
parlare di conflitto.


Un breve resoconto personale della mayday [voci dalla mayday]
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La giornata inizia presto in quel di Milano. Alle 8.30 appuntamento in Pergola per preparare gli
ultimi allestimenti. Nel frattempo un paio di noi si sono lanciati a Novate a recuperare bilico e
generatore per portarlo in piazza XXIV maggio e montare tutto in loco. Una volta tanto siamo
praticamente in orario, quasi non ci credo, considerato che gli altri anni fino all'ultimo secondo
eravamo ancora a pinzare teli sui bordi telonati di 16 metri di rimorchio.

Si capisce dall'aria del mattino presto, dalla vibrazione del vociare e del fare durante le ore
mattutine, che sara' una giornata imbattibile. I piacentini, le bolognesi, i romani sono qui da ieri
sera, chiacchere a cena, e ragionamenti di politica. Il puntello con gli altri imbattibili e
soprattutto con il carro affetti allestito dai bergamaschi e' direttamente in piazza.
Le persone caricano scatoloni sul furgone di appoggio, colonne argentate, console, teli, striscioni
preparati tutto il giorno prima a stampare come forsennati, tagliare e incollare a3 bianco e nero di
elementi grafici, conigli, stelle, nastri, donne che urlano stilizzate in un megafono, loghi si
serpica e degli imbattibili, lettere, lettering, no quel carattere no, cerca il font degli
imbattibili, esplora dafont.com, trova encapuslated BRK e' lui, era solo il duecentesimo font che
provavo...

Alla fine... Alla fine sto per partire. Arriva frenki. L'ordine dei carri. No, che palle, anche
quest'anno no. Lo stampiamo e mi avvio con questa spina nel fianco verso Porta Ticinese.

In Porta Ticinese alle due ci sono gia' quasi tutti i carri, incredibilmente (sara' che non c'erano
i soliti luminari della politica) nessuno scassa il cazzo per l'ordine dei carri.... tranne come
ogni anno il Partito Umanista che tenta di infilarsi ovunque finendo in fondo dietor il mitico carro
techno dei Postumani!! D'altronde, come qualcuno ha cercato di spiegare agli sfigati arancioni: dopo
i postumani, gli umanisti... Meglio di cosi'!

I carri iniziano a immettersi lungo corso di porta ticinese, direzione piazza duomo: in testa il
carro mobilita', un biroccio a trazione bipede costruito dagli imbattibili torchierini, con tutto il
coordinamento altramobilita'. Trampolieri ai lati, voci diverse ai megafoni per allontanare la
sensazione di sfiga della vicinanza del cordone di carabinieri posizionato di fronte a fare strada.
Quanto fanno schifo, pensa un po' chiunque ci venga incontro, manco una coccardina di tulle rosa...
almeno avrebbero avuto un senso in testa a un corteo come la mayday parade. Ma tant'e' in Italia
ormai il clima di allarmismo sociale fa si che anche un fischio sia ormai considerata forma di
violenza, chissa' che definizione corrisponde alla gente che balla e urla la propria voglia di
lottare contro la precarieta' agghindata in ogni modo possibile e immaginabile.

Balzellon balzelloni dietro al biroccio mobile si aggirano gli autorganizzati dello spettacolo con
il carro ormai storico allestito al Ponte della ghisolfa che somma creativita' culturale con un sano
e mai dimenticato "ne' servi ne' padroni". Sulla motrice del carro "la liberation" e una bandiera
francese. I vecchi amori non si scordano mai.

Dietro di loro altro carro imbattibile: il carro della lotteria. Spazio Petardo a manetta gente che
balla in ogni punto su, in, con, su, per, tra, fra il carro. Gli striscioni di cui il taglia e cuci
precedente, striscioni degli anni passati, cartoline e kit imbattibili che fioccano lungo il
percorso. Operatori Sociali e Cw al microfono quasi costantemente con la gente affacciata alle
finestre che applaude. Comunque vada sara' un successo.

A ridosso per un po' ma poi si staccano di qualche decina di metri per sopravvivere all'impianto
sborone del carro reddito e lotteria, gli imbattibili affetti fanno la loro comparsa sintetizzando
ambulatorio popolare, bergamaschi, operatori sociali e sexy shock di bologna: carro a due piani,
tulle rosa, e bolle di sapone di ogni forma e dimensione che spargono un momento di fanciullesca
incredulita' in tutti quelli che ballano l'elettroclash che viene emesso dall'amplificazione del
camion. In cima al secondo piano pedana da ballo e gente a caso che sale e scende per un momento di
protagonismo precario.

Mi fermo un secondo. Siamo partiti un'ora prima dell'appuntamento ufficiale e c'erano poche persone.
Un po' di preoccupazione mi inquieta, perche' la mayday di quest'anno non e' una mayday di
organizzazioni, i carri sono tutti tematici, il percorso che e' arrivato sino al primo di maggio non
ha visto una partecipazione particolarmente strutturata. E' una vera prova del nove della mia
visione della parata: se e' un momento in cui le persone si autorappresentano e vivono della
creazione del proprio immaginario, sara' piena di gente, altrimenti il ruolo delle "organizzazioni"
e' piu' rilevante di quello che ci piace ammettere.
Mi fermo davani all'unico punto un po' problematico del corteo: il mac donald in via torino in cui
non c'e' manco uno sbirro per evidenti motivi di vicinanza al passaggio del corteo. Se gli altri
anni vedergli saltare l'insegna non e' stato manco notato nel delirio delle giornate gioiose dei
precari e delle precarie, con il clima di questo periodo, in particolare a milano, e' meglio stare
un po' attenti e individuare con chiarezza gli obiettivi delle varie giornate di mobilitazione.

Il corteo scorre per un'ora. E in un'ora faccio in tempo a vedere i carri imbattibili, quello degli
studenti, quello della CUB (trash come sempre, anche se quest'anno hanno avuto il guizzo del call
center allestito sul carro che non era male :) e quello del Leo, in pratica il primo pezzo dello
spezzone "istituzionale". Un'ora per vedere sfilare meno di meta' parata.
Corro in testa. La testa e' in via Broletto. La coda e' ancora in piazza XXIV maggio. Direi che non
c'e' piu' motivo di preoccuparsi. Siamo quanti e piu' dell'anno scorso. Le organizzazioni non
contano molto, le persone contano. Le identita' non pesano, i contenuti si.
Che senso di liberazione.

Lascio scorrere il corteo, le grida, le persone, gli allestimenti, le musiche, i sorrisi, la gioia,
la sensazione generalizzata di un momento che e' nostro e di nessun altro, di nessuno se non di chi
lo vive e lo costruisce. Saluti persone che incontri 3 volte l'anno, gente che non vedevi da un po'
ma che ricompare alla mayday, in un momento che sentono come il momento piu' importante di
mobilitazione, un attraversamento naturale per chi ci crede ancora.
Scorre, scorre, un fiume in piena di individui ognuno con il suo pezzo di storia e di
partecipazione, che si legge nei visi e nelle movenze di ognuno.

Scatto verso piazza Castello. L'ultimo sbattimento e poi e' tripudio. Allontano un po' il senso di
disagio che la tappezzeria di bandiere della CUB e il banchetto di "progetto comunista" (con un logo
ottenuto incrociando quello dei nazional bolscevichi russi e una satira dei Guzzanti o di Luttazzi)
e prepariamo il terreno per l'arrivo dei camion e il posizionamento in piazza.
Davanti alla fontana troneggia lo striscione "LIBERI DI ESSERE ANTIFASCISTI", che chiede la
liberazione per tutte le sorelle e i fratelli che sono ancora in carcere dall'11 marzo e che per 5
anni sono stati in piazza Castello con noi nelle sere del primo di maggio. Tutti i carri (quasi
tutti) avevano uno striscione per loro. Speriamo che i prossimi li possano tornare a disegnare loro
insieme a noi....

Il carro degli autorganizzati non e' un problema che deve andare via presto. Il carro della lotteria
si piazza nel punto di dominazione della piazza: di traverso con i woofer a scagliarsi contro la
sede di Banca Intesa e la parte di impianto laterale che si sente fino all'Arco della Pace :))
Scatta il Petardo a martello, maox, miki, enzima e cyberone in console. E' il delirio.
Domina dalla piazza di ingresso al Castello il carro degli affetti che sembra un incrocio tra un
rave e un baraccone delle giostre ante litteram.
Gli studenti scorrono oltre il carro della lotteria e si piazzano sull'arco di strada che porta
verso cadorna: b-team in console e rave improvvisato con tanto di strobo.
La cub di fronte a loro non ha chance dal punto di vista musicale, ma si concentra su salamelle e
gazebi e il palco per il concerto.
Sull'arco sinistro si piazzano leo e rifonda varie. Dove c'era lo striscione a un certo punto
compare il carro a propulsione solare dei neurogrini. In fondo verso il curvone di ingresso al
sempione i carri piu' piccoli e combattivi su cui regna incontrastato il carro dei postumani (non me
ne vogliano gli altri meritori partecipanti alla bagarre).

Un'ora, due ore. Paradossalmente alla prima breve e leggera spiovuta le persone si accalcano intorno
al Petardo, aspettando l'estrazione della lotteria. Due vallette e un valletto porno (Operatore X
uber alles ;) regalano premi anche se l'estrazoine e' adombrata dal sospetto di brogli e i torinesi
presenti chiedono un riconteggio dei tagliandi.

La conclusione e' un crescendo disumano.
Scende la notte serena di milano, in cui non si vedono stelle, il cielo sembra sempre di un colore
uniforme.
Sara' il momento, sara' il fatto che sono nato e cresciuto qui, ma il blu-grigio del cielo milanese
punteggiato dai lampione e dalle foreste fatte crescere sui terrazzi dei palazzi del centro milanese
danno una sensazione di grandezza.
Abbasso lo sguardo e la folla acclamante i pezzi "pop" di ogni epoca del Petardo si e' lanciata
nella fontana, decine di persone che si buttano nella fontana del Castello Sforzesco a ballare,
ridere, urlare, sentirsi protagonisti per un momento, baciarsi, spogliarsi, incitare.
E va avanti cosi' per due ore, fino a che la pioggia non si fa insistente, e il calo del gasolio nel
generatore non ci impone l'ultimo pezzo "Maledetta Primavera". Che non tradisce gli aficionados e fa
esplodere le centinaia di persone ancora sotto il camion in un coro a squarciagola che sigilla una
giornata imbattibile.

Anche quest'anno e' stata mayday parade.

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