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comunicato sullo sgombero di via somigliana
by Stud.Aut.comaschi Friday, Oct. 13, 2006 at 12:45 PM mail:

QUELLO CHE CI SIAMO PRESI E’ SOLO UNA PARTE DI CIO’ CHE CI SPETTA!

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In primo luogo dobbiamo distinguere tra chi ha occupato la palazzina a scopo abitativo e chi utilizza l’ex latteria per motivazioni di carattere politico e sociale.

L’ex latteria non è mai stata un centro sociale, ma solo un "ripiego" per far fronte alla mancanza di un’alternativa a bar e discoteche, luoghi in cui socialità, aggregazione e svago sono basati sul denaro. Le feste organizzate hanno lo scopo di sensibilizzare i partecipanti rendendoli consapevoli di come l’amministrazione utilizzi esclusivamente e sistematicamente metodi repressivi come unica soluzione alle problematiche della città.

Alcuni esempi sono gli sgomberi (via pannilani il 19 settembre), le perquisizioni e i blitz immotivati e senza risultati in via foscolo, le denunce del 5 novembre 2005, il proiettile del 29 marzo, contornati dagli abusi di potere sempre più frequenti.

La vendita di bevande a basso costo è dovuta semplicemente al bisogno di supportare economicamente la nostra attività politica, comprese le spese legali e il sostentamento dei due ragazzi comaschi arrestati l’11 marzo.
Ciò che abbiamo fatto ha una grande valenza politica: la cittadinanza si deve interrogare sulle necessità che spingono un così grande numero di ragazzi a recuperare una fabbrica abbandonata.

Il nostro obbiettivo non è limitarci all’organizzazione di feste, bensì quello di ottenere uno spazio che sia un laboratorio dove poter sviluppare liberamente e nel quotidiano attività culturali, sociali e artistiche, tutte caratterizzate da una forte connotazione politica: la ricerca di un’alternativa unita a una critica radicale verso la società attuale: questa è la vera definizione di centro sociale.

La cittadinanza dovrebbe interrogarsi anche sulle motivazioni che spingono ragazzi italiani e migranti, spesso regolari, a vivere in luoghi dismessi e inospitali. L’eccessivo costo degli affitti, che spesso trascende in speculazione e usura, priva queste persone della possibilità di permettersi una casa, diritto fondamentale di ciascun individuo ed elemento primario per costruirsi un futuro.

In questi mesi la fabbrica è stata condivisa da persone diverse con bisogni altrettanto differenti, in completa armonia e rispetto reciproco, i fondamenti della nostra politica: l’autorganizzazione.

Venerdì 13 ottobre ore 17 conferenza stampa in via somigliana: a seguire aperitivo e dj set.

Studenti Autorganizzati Comaschi

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Sullo sgombero di mercoledì a Como
by Fuori dalle mura Saturday, Oct. 14, 2006 at 3:29 PM mail:


Uno spaccato della città sommersa è venuto alla luce: esistono fabbriche in periferia occupate a scopo abitativo e per fare feste. Due bisogni, la casa e la socialità, soddisfatti autonomamente, senza aspettare gentili concessioni del Comune (peraltro assai improbabili) e senza dover arricchire i privati.
Usare i tanti (troppi) edifici abbandonati è l’unica possibilità per i molti comaschi e migranti che non hanno un portafoglio gonfio per avere una casa e per stare insieme. Dipingere i muri delle fabbriche dismesse è l’unica possibilità per molti comaschi di esprimere la loro arte in una città dove contro i graffittari si è costituito addirittura un nucleo speciale di vigili.
Dov’è lo scandalo se si riqualificano edifici dismessi? Dov’è lo scandalo se vengono a galla pensieri non allineati con quelli dominanti?
Il vero scandalo è che notoriamente ai migranti le case non vengono affittate e che gli affitti hanno prezzi esorbitanti. Il vero scandalo è che si debba arrivare a vivere in condizioni da favelas brasiliane. Il vero scandalo è non avere alternative a discoteche, pub e oratori.
Il vero scandalo è che nessuno si occupa dei bisogni dei cittadini di serie B e che si reprimono e criminalizzano i tentativi di soddisfarli in modo autonomo.
La fabbrica di Albate non è la prima nè l'ultima riportata in vita...per fortuna.

Fuori dalle mura

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