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rassegna video incontrotempo 3
by acrobata Friday, Oct. 13, 2006 at 3:41 PM mail: info@acrobax.org

dedicata ad un fratello

Incontrotempo3 …una rassegna indipendente di cinema e auto-produzioni video dedicata ad un fratello… IL 20 E 21 OTTOBRE ’06 A PARTIRE DALLE ORE 19.00 NELLA SALA PROIEZIONI DELL’ EX-CINODROMO, VIA DELLA VASCA NAVALE 6 (PONTE MARCONI).

La battaglia di Algeri

Un omaggio a Gillo Pontecorvo e all’indimenticabile film che ha scritto la storia del cinema militante e impegnato di tutto il mondo. L’importanza e la bellezza della Battaglia di Algeri e dei film di Pontecorvo non stanno nei leoni d’oro o nelle candidature agli oscar, e staranno sempre stretti nei festival e nelle feste del cinema fatte dall’industria culturale, più o meno “popolare” che sia. Per chiunque faccia cinema con gli occhi rivolti alla realtà e all’impegno politico resta il ricordo di quel modo unico di raccontare il bisogno di libertà ma anche le umane contraddizioni di chi quella libertà la cerca anche a costo della vita. La battaglia di Algeri è un film che racconta la lotta dei popoli; la sua forza e la sua attualità ne fanno un film senza tempo. Non dimenticheremo mai il partigiano, il militante, il regista, l’uomo. Gillo Pontecorvo.

Ciao Antò

Breve video in ricordo di Antonio, un compagno, un amico, un fratello…

RICORDO.

Antonio e la sua vita, la sua passione, la sua bellezza. Antonio e la città. Antonio e i suoi occhi blu, pieni di rabbia, pieni d’ amore… Ricordo degli amici e dei fratelli di tutta la vita.

COMEMERODE, storia di un’occupazione

Immagini, interviste, testimonianze e voci dall’occupazione di via Casale de Merode, a Tormarancia. Dalla tendopoli iniziata nel novembre ’05, all’okkupazione del primo stabile fino all’estate 2006, il documentario ripercorre e racconta la precarietà e la lotta di oltre 120 nuclei familiari di fronte all’immobilismo di Regione e Comune e all’assenza di politiche serie e concrete sul dritto all’abitare.

Immacolata ribellione.

La battaglia della cittadinanza contro la precarietà ambientale e lo sfruttamento dei territori. La Val di Susa, dopo anni di opposizione alla costruzione della linea ferroviaria Tav, insorge contro il cantiere di Venaus, bloccando i lavori. Il governo risponde militarizzando i territori. Dopo le cariche a Venaus il 6 dicembre 2005, da tutta Italia arrivano manifestanti per sostenere il presidio attivo da giorni in Val di Susa contro il progetto per il trasporto ferroviario ad alta velocita' (TAV). A seguire video_trailer : "Roma, cantiere aTAVico"

Evadere

Parte integrante di OperaNuda, trilogia di cortometraggi sul clown, interamente autoprodotta e di libera diffusione, vincitore del premio CineMadeInLazio06. Una provocazione e un interrogativo, in bilico sulla soglia della libertà/prigionia.

Il funambolo. 7 agosto 1974. Camminare domandando

Video ispirato alla traversata di Philippe Petit, che su un filo d'acciaio attraversò clandestinamente le torri gemelle. Le immagini sono tratte da momenti dell'arte di strada e dai carnevali popolari di Roma. In bilico tra vita e la morte, tra la gioia e il dolore, tra il riso e il pianto, sul filo della ribellione.

Made in Italy.

Un viaggio nelle trasformazioni del lavoro in Italia e nell'Europa dell'Est: la produzione del marchio italiano dove il costo del lavoro è più economico e la migrazione delle donne rumene in Italia in cerca di un miglior posto di lavoro. Uno sguardo sulla delocalizzazione e il lavoro precario nell'Europa allargata, attraverso la telecamera di donne che attraversano i confini. La frontiera dell’est esplorata dalle donne attraverso le donne. Donne che lavorano, tra le frontiere aperte di un Europa padrona…

Piero Bruno, ragazzo.

La memoria è un ingranaggio collettivo. Piero era un compagno di Garbatella, giovane, ribelle, in movimento. Erano gli anni ’70 e Piero è stato ammazzato dalla Polizia, che ancora una volta aveva sparato nel mucchio, allo scopo esplicito di uccidere. Piero come Carlo, il passato e il presente, con le loro somiglianze e differenze. Senza memoria non c’è futuro. Non ci stancheremo mai di gridarlo.

Na drugi strani reke (dall’altra parte del fiume)

Campi di concentramento costruiti e gestiti dalla polizia e dall’esercito italiano, che vi rinchiusero decine di migliaia di innocenti, ben prima dell'’8 settembre del ‘43. Non erano ancora arrivati Kappler, Kesserling e Globocnik; la Risiera di San Sabba, le Fosse Ardeatine e Marzabotto sarebbero venuti dopo. Oggi, il luogo è una brughiera incolta, che fiancheggia una cava e un piccolo lago. La memoria affoga, fra cespugli e sterpaglie. Lasciata Visco, sette-otto chilometri e si giunge a Gradisca. Prima del centro abitato, lungo la provinciale che connette Udine con Trieste, a ridosso di un centro commerciale, un’altra caserma, in tutto simile alla precedente.Un lungo muro alto quattro metri, fresco di calce. I carabinieri bloccano e identificano chiunque si avvicini troppo. Fervono attività, si costruisce…A che servira il bunker di cemento armato realizzato entro il perimetro della caserma di Gradisca d’Isonzo? La risposta è a portata di mano. Un video realizzato da Karaula MiR, MigrazioniResistenze e da Candida TV di Roma, con il sostegno dell'’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Ministrstvo za kultura Republike Slovenie

…E TANTI ALTRI VIDEO E FILM DIRETTAMENTE DALL’ARCHIVIO WEB DI NGVISION (www.ngvision.org)…

Il proiettore è aperto a ogni contributo che ci vogliate portare durante la due giorni.

L’IDEOLOGIA L’ABBIAMO COSTRUITA SANGUE, SALIVA, SPERMA, MORTI, ESILIO, RESISTENZA. VIOLENTA, SERENA LIBERAZIONE DALLA FAME DELLA CONSAPEVOLEZZA. IL PROBLEMA ORA è IL LINGUAGGIO. UNA RIVOLUZIONE CHE NON RIVOLUZIONA (PERMANENTEMENTE) IL SUO LINGUAGGIO, ALFABETO, GESTO, SGUARDO… SI PERDE O MUORE. -fernando birri-

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Antonio ama le immagini in movimento, la musica, le parole… Antonio è un compagno, un amico, un fratello di molti di noi. Il 17 gennaio ’06 è partito per un viaggio lungo una vita, tutta quella che gli mancava per superare i suoi 28 anni… Antonio è morto di precarietà, è uno delle migliaia di persone che ogni anno perdono la vita durante il lavoro, per colpa del lavoro. Sulle strade, nei cantieri, nelle fabbriche fordiste e postfordiste, negli ospedali... La quotidiana lotta alla sopravvivenza… ma a volte qualcuno non sopravvive, e muore ammazzato. Le morti bianche, senza voce, senza colore, senza motivo. I morti ammazzati nelle carceri, nei commissariati, nei cpt, nelle strade, nelle piazze… Quanta miseria, quanta rabbia… Antonio è nei sogni, nei ricordi, negli occhi di molti di noi. È nel nostro fare politica dal basso sempre; nel nostro credere ostinato nell’autorganizzazione delle persone, nelle mille forme possibili della cooperazione sociale; è nel condividere i propri saperi e le proprie esperienze; è nel nostro essere genuinamente antirazzisti, antisessisti, antifascisti, sempre. Nel nostro respirare insieme, nel cospirare… È anche per questo che il vuoto che ci ha lasciato abbiamo voluto riempirlo con il terzo festival del precariato metropolitano, un festival in cui Antonio credeva fortemente, nella sua maniera speciale di guardare le persone e i movimenti. Questo spazio è anche il suo, questa festa e questa rassegna video sono anche suoi.

Durante le giornate di Incontrotempo 0.3, il 19-20-21 ottobre ’06, stiamo organizzando una rassegna video con le diverse autoproduzioni e film che affrontano il tema della precarietà, non solo del lavoro o del contratto, ma anche della vita. Perché siamo sempre più convinti che la precarietà sia una condizione molto ampia che ha direttamente a che fare con l’assenza totale dei diritti di esistenza, all’abitare, all’istruzione, alla salute; la precarietà ambientale, sociale, culturale… Stiamo facendo una programmazione dei contributi da proporre durante la Festa, ma terremo anche il proiettore acceso e aperto a qualsiasi contributo che ci vogliate portare durante le 3 giornate all’ex- Cinodromo.

Ma Antonio oltre alla voglia di fare e promuovere cooperazione e conflitto, ci ha regalato anche centinaia di cd musicali, vhs e dvd di tutti i generi cinematografici, libri, fotografie… E noi, i suoi compagni, i suoi amici, i suoi genitori, vogliamo regalare a lui e a tutt@ noi un’ archivio/mediateca pubblico in cui tutte le sue passioni siano condivise con gli altri, come senz’altro lui per primo avrebbe voluto. Ci stiamo organizzando per poter mettere presto a disposizione di chiunque tutto questo materiale e per questo vorremmo fare un appello che ci auspichiamo giri il più possibile in tutte le reti che attraversiamo o che sfioriamo.

Chiunque abbia voglia di contribuire con qualsiasi tipo di materiale video, audio, libri, fanzine, foto… all’archivio Antonio Salerno Piccinino, lo può mandare o portare di persona all’ex-cinodromo, via della vasca navale, 6 ROMA. O contattare slv@bastardi.net, zoe@inventati.org, precarievisioni@gmail.com. I materiali inviati saranno presentati a Incontrotempo 0.3, saranno messi a disposizione di chiunque voglia copiarli e verranno archiviati nella mediateca di Antonio, per tutt@ quelli che non smettono di sognare e di urlare contro il silenzio e l’ipocrisia…

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