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Si allarga l'inchiesta sugli scontri di Verona
by Ignazio Tuesday, Jan. 06, 2004 at 7:29 PM mail:

L’indagine si allarga Botte a Veronetta , giovane denuncia pestaggio al bar Continuano i controlli

Si allarga l’indagine della polizia sulla rissa avvenuta venerdì notte a Veronetta tra ragazzi di destra e di sinistra. E non solo perché la polizia sta continuando a scavare negli ambienti di entrambi gli schieramenti politici. È anche la conseguenza dovuta dal momento che un ragazzo ha sporto formale denuncia contro ignoti sostenendo di essere stato picchiato all’interno dell’osteria «Ai preti», dov’è iniziato il parapiglia. Lo testimonierebbe una foto su un sito Internet di area di Sinistra. Da entrambe le parti, dunque, si parla di aggressione. Una conferma arriva direttamente dal legale del giovane, Roberto Bussinello, che però non vuole aggiungere altro, su questo aspetto, per non intralciare le indagini. Dunque il ragazzo, di destra, sarebbe stato picchiato da altri ragazzi, di sinistra. «Mi chiedo: Veronetta è in Italia oppure è una propaggine di un qualche oscuro Staterello comunista», sottolinea l’avvocato Bussinello come dirigente nazionale di Forza Nuova. «Ho infatti appreso che c’è un locale di Veronetta in cui non possono entrare i giovani di destra, pena l’allontanamento o l’aggressione fisica». Bussinello, poi, ricorda una serie di precedenti che, dice, non sono stati ricordati: «Come le vetrine di negozi appartenenti a giovani di destra infrante dai giovani di sinistra; o le scritte tracciate sul muro esterno del mio studio, un anno addietro, scritte cariche di minacce e ingiurie. O ancora le molotov gettate sul portone di Azione Giovani, o i sassi contro le sedi di partito della destra». Bussinello sottolinea invece come alcune inchieste, in particolare quelle relative a via Nizza e al manichino dello stadio, «sono state risolte dal Tribunale con due sentenze assolutorie».
Sul fronte delle indagini, viene mantenuto il più stretto riserbo. La Digos tace, e dall’ufficio di gabinetto si trincerano dietro un «stiamo lavorando». La sensazione, però, è che l’indagine potrebbe riservare qualche altro sviluppo.

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