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"Il processo Milosevic e' una messinscena"
by da Comedonchisciotte Thursday, Mar. 18, 2004 at 12:10 PM mail:

kursk segnala questo articolo: "di Neil Clark "Il processo Milosevic e' una messinscena. La necessità politica impone che l'ex leader jugoslavo sia dichiarato colpevole - benche' le prove non sussistano"

Oggi sono due anni che si è aperto il processo a Slobodan Milosevic all’Aja. Il PM Carla Del Ponte, era trionfante quando annunciò i 66 capi di imputazione di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, di genocidio di cui l’ex-presidente jugoslavo è stato accusato. La CNN era tra quelli che dissero che ciò era "il più importante processo dai tempi di Norimberga", sulla traccia della persecuzione dei "crimini di ferocia medievale" presuntamente commesse dal "macellaio di Belgrado".


Ma da quei giorni,le cose sono andate male per la signora Del Ponte. Le accuse riguardo la guerra in Kosovo erano ritenute essere la parte più the importante della sua accusa. Ma non solo la accusa fallì nel provare le personali responsabilità di Milosevic nelle atrocità commesse sul campo, la natura estesa delle stesse atrocità, sono state, inoltre, rimesse in questione.

Numerosi testimoni dell’accusa si sono dimostrati dei bugiardi – come Bilall Avdiu, che affermava di aver visto "circa mezza dozzina di corpi mutilati" a Racak, scena della discussa uccisione che provocò la guerra USA nel Kosovo. Prove Forensi in seguito confermarono che nessuno dei corpi era stato mutilato. Testimoni che avrebbero dovuto mettere con le spalle al muro Milosevic si sono dimostrati non essere nulla del genere. Rade Markovic, ex capo del servizio segreto jugoslavo, alla fine testimoniò a favore del suo vecchio capo, dicendo che era stato sottoposto a un anno e mezzo di "pressioni e torture" per firmare una dichiarazione preparata dalla corte. Ratomir Tanic, altro "insider", si dimostrò essere pagato dall’intelligence inglese.
Quando lo si accusò per il coinvolgimento nelle guerre in Bosnia e Croazia, l’accusa non si comportò meglio. Nel caso del peggior massacro di cui Milosevic era stato accusato di complicità – tra 2.000 e 4.000 uomini e ragazzi di Srebrenica nel 1995 – il team di Del Ponte non produsse nulla che contestasse il verdetto della commissione di cinque anni del governo olandese – che “non vi fossero prove che ordini per il massacro provenissero dai leaders di Belgrado".
Per sostenere le accuse per il caso più sbandierato, una successione di testimoni politici di alto profilo era stata portata davanti la corte. Il più recente, il candidato presidenziale USA e ex comandante Nato Wesley
Clark, venne permessa in violazione del principio del processo a porte aperte, per dare una testimonianza a porte chiuse, con Washington capace di togliere dal pubblico registro ogni prova che potesse, secondo gli USA, essere usati contro i propri interessi.
Per un osservatore imparziale, è difficile sfuggire alla conclusione che la Del Ponte lavorasse di nascosto, producendo accuse e tentando di trovarne le prove. Segnatamente, alla luce delle brecce in tali processi, solo una organizzazione per i diritti umani, il British Helsinki Group, ha esposto delle preoccupazioni. Richard Dicker, osservatore del processo per Human Rights Watch, si dichiarò "impressionato" dall’accusa. Cinici dicono che George Soros, finanziatore di Human Rights Watch, finanzia il tribunale, e da Dicker non si dovrebbe attendere null’altro.
Judith Armatta, avvocato USA e osservatore per la Coalition for International Justice (altra NGO di Soros) va oltre, dicendo che "quando la sentenza sarà emessa e lui sparirà in una cella, nessuno si ricorderà di lui, cesserà di esistere". Così per molti di questi, sono pittoresche vecchie nozioni che scopo dell’accusa in un processo è determinare la colpevolezza. Per Armatta, Dicker e loro sostenitori, sembra che Milosevic sia già colpevole delle accuse mossegli.
I Terribili crimini commessi nei Balcani durante gli anni ‘9s ed è giusto che i loro responsabili devono rendere conto in un tribunale.
Ma il tribunale dell’Aja, un vociante corpo politico costituito dalla vera potenza della Nato che ha condotto una guerra illegale contro la Jugoslavia di Milosevic quattro anni fa, e che ha rifiutato di considerare in prima
facie le prove che i leaders occidentali sono colpevoli di crimini di guerra nel conflitto- è chiaramente il veicolo per fare così.
Lontani da dispensare una giustizia imparziale, come molti progressisti
Credono ancora, il tribunale ha dimostrato i suoi favori per gli interessi economici e militari della superpotenza mondiale.
Milosevic si era messo di traverso nella strada di questi interessi e, senza
riguardo di ciò che accade nella corte, i diktat della necessità politica
lo troveranno colpevole, se no di tutte le accuse, ma abbastanza per incarceralo a vita. L’affronto alla giustizia all’Aja nei due anni passati danno una prova convincente a tutti coloro che sperano nella nuova corte internazionale sui crimini.
Gli USA hanno assicurato che non saranno soggetti alla giurisdizione della corte. I Membri del consiglio di sicurezza dell’ONU hanno il potere di impedire o sospendere le sue investigazioni. Scopo del
sistema di giustizia internazionale in cui la legge sia applicata equamente per tutti è un fine. Ma in un mondo cui alcuni stati sono chiaramente più equale di altri, la sua realizzazione guarda più avanti che mai.

· Neil Clark è uno scrittore specializzato in questioni dell'Europa Orientale e Balcani

12 Febbraio 2004
http://www.guardian.co.uk/print/0,3858,4856972-103677,00.html
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Traduzione di Alessandro Lattanzio
email: alexlattanzio@yahoo.it
URL. http://www.aurora03.da.ru"

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