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serbia: una testimonianza sulle lotte contro le privatizzazioni selvagge
by balkan express Thursday, Jun. 17, 2004 at 1:32 PM mail:

Serbia: privatizzazioni, lotte dei lavoratori e primi contatti con il movimento tradotto da: http://belgrade.indymedia.org

[DSM! Drugaciji Svet je Moguc è una rete di collettivi del movimento in Serbia]

Più di un centinaio di lavoratori della fabbrica occupata di "Jugoremedija" a Zrenjanin si sono incontrati con gli attivisti della rete DSM!

Perchè siamo andati a Zrenjanin? In questa città, 280 dei 357 lavoratori di "Jugoremedije" sta scioperando dal 27 dicembre del 2003. La security personale del direttore dell'azienda, Alaksandar Jovanovic, ha ferito gravemente diversi lavoratori a più riprese. Durante queste aggressioni sono stati usati persino i cani addestrati. Una donna è finita in ospedale, due hanno subito fratture, altri sono stati feriti alla testa e in altri punti delicati. In alcuni momenti della protesta alcune lavoratrici si erano sdraiate d'avanti ai furgoni del servizio di sicurezza, difendendo la
fabbirca dagli sgherri del direttore. I lavoratori hanno chiuso la fabbrica impedendo l'accesso ai principali e il servizio di sicurezza era costretta ad abbandonare il luogo.

Finalmente, 18 maggio 2004, Agenzia per le Privatizzazioni ha iniziato una procedura di anullamento del contratto di vendita che non rispettava la legge in vigore. Il processo è iniziato in base al non rispetto delle garanzie e impegni del contratto. Tutti i responsabili saranno chiamati a rispondere delle irregolarità commesse d'avanti ai giudici e la privatizzazione per il momento salta.
La compagnia è entrata in una fase di privatizzazione nel 2002 ed è stata presa in appalto dalla macedone "Jaka 80".

Secondo il direttore esecutivo dell'azienda, "i nuovi proprietari si sono scontrati con delle difficoltà sin dall'inizio della privatizzazione che sono state determinate dalle ostruzioni dei proprietari delle azioni e dei lavoratori, che imponevano le loro condizioni anche ai padroni precedenti, come hanno dichiarato gli stessi lavoratori".

"Questi sono i resti del sistema comunista di autogestione che ai lavoratori permetteva di intromettersi in tutte le faccende" si lamenta la direzione.

I lavoratori, ai quale " è permesso di intromettersi in qualsiasi faccenda", e che hanno persino osto lottare per i propri diritti, hanno dennunciato Radanovic per i maltrattamenti e spostamenti di alcuni ai nei reprarti di lavori più pesanti, per questo hanno iniziato lo sciopero generale alla fine del 2003, oltre che per i pessimi stipendi e contratti.

La fabbrica è stata chiusa per due settimane, Radanovic ha fatto un accordo con i lavoratori: si tornerà ai contratti collettivi e gli stipendi saranno aumentati del 12%.

Purtroppo i problemi non finiscono qui. Il nuovo proprietario, Jovica Stefanovic, è entrato nella fabbrica accompagnato dal servizio di sicurezza personale 1 gennaio 2004, quando i lavoratori si sono barricati nel cappanone dove sono rimasti per diverse ore.

In seguito, Radanovic definito la situazoine "una ribellione, stato di anarchia e presa di possesso della fabbrica con l'uso della forza che richiedeva un intervento del personale professionale, che d'ora in poi si occuperà della sicurezza dell'azienda."

"Jugoremedija" ha 4.257 azionisti che sono stati pagati l'anno scorso anche se i valori erano bassi. Quest'anno dovevano ricevere 40 milioni di dinari dopo la riunione del direttivo, prevista per l'11 maggio, saltata a causa del arrivo del rappresentante della Comissione di sicurezza.

All'asta tenuta 9 setembre 2002, "Jaka 80", nella quale l'imprenditore Jovica Stefanovic - amico del defunto primo ministro - possiede la gran parte dell'azienda, comprando il 41,93% di "Jugoremedije".

Nella difficile corsa tra "Lek" di Liubiana e "Jaka 80", quest'ultima - anche se non è chiaro come - ha vinto l'acquisto del resto dell'azienda per un'importo di 959.50 milioni di dinari, anche se il prezzo iniziale ammontava a 175 milioni di dinari.

Il contratto ha obbligato l'acquirente di investire 360 milioni di dinari nei seguenti 30 mesi, di cui 50% in 24 mesi.

Uno dei portavoci dello sciopero (rappresentante del gruppo di piccoli azionari), Zdravko Deuric, ha detto "Clean Hands" che "l'idea che noi non abbiamo interessi economici in Jugoremediji" solo perchè kontroliamo meno di 10% di Jugoremedija è sbagliata. La nostra associazione conta più di 2.200 persone i noi controlliamo circa 40% dell'azienda, un fatto facilmente dimostrabile. E' evidente che qui si tratta di altri interessi."

Che tutto non vada come si deve è stato dimostrato da parte della Comissione
per lotta alla corruzione, che alla fine di maggio ha dichiarato che
l'acquirente di "Jugoremedije", "Jaka 80" non ha rispettato l'accordo
previsto dal contratto.

"L'associazione serba di azionisti non doveva firmare il contratto prima
della presenza di un garante bancario, come non doveva cedere l'azienda all'acquirente prima di avergli fatto rispettare tutti i punti previsti dal contratto",sostiene la Comissione per la lotta alla corruzione".

I lavoratori si trovano ancora nella fabbrica. Rimaranno lì fino a quando il processo di annullamento del contratto di vendita non sia terminata. Gli attivisti del DSM! esprimono la loro piena solidarietà con i fratelli e sorelle in lotta, invitando i lavoratori di Jugoremedije di partecpiare alla
conferenza di Azione Globale dei Popoli che si terrà a Belgrado a luglio, sperando che, insieme ad altri lavoratori inizino un ragionamento collettivo per un piano di lotta contro le privatizzazioni.

La lotta continua!
Un altro mondo è possibile!
Per un altro mondo, per un'altra politica - senza i partiti!

[sulla terza conferenza della rete internazionale Azione Globale dei Popoli
che si terrà a Belgrado a luglio: http://www.pgaconference.org ]


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