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I Wu Ming, le calunnie, il complottismo su Indy
by K. Friday, Dec. 31, 2004 at 1:43 AM mail:

a proposito di certe cose che leggo qui sopra e mi lasciano perplesso (il maremoto lo hanno provocato gli americani, i Wu Ming sono agenti nazisti e/o sionisti, ci sono immagini subliminali sataniche nei giornali dei Testimoni di Geova ecc.)

a proposito dei WM io continuo a leggere tutte queste accuse, complottismi, paranoie, psicosi, e mai nessuno che citi una fonte, un testo originale, solo altri messaggi passati mille volte su indy o su contropotere, probabilmente sempre ad opera della stessa persona che cambia nick.

questo è quello che mi sembra di capire: a bologna nei primissimi anni novanta alcuni compagni molto giovani (alcuni addirittura adolescenti) che si chiamavano "collettivo transmaniacon", stavano dentro l'area dell'autonomia di allora e della prima radio k, facevano performance, beffe, cose provocatorie, come + tardi avrebbe fatto luther blisset.

la tattica era shockare per poi spiegare il senso. una di queste tante azioni riguardava la libertà di parola: siccome quei compagni erano contrari a leggi che limitano quella libertà (con una tesi cara anche al situazionista vaneigem nell'ultimo libro appena pubblicato in italia, "Tutto si può dire"), anche per i negazionisti, pubblicarono (o trasmisero, non ho ben capito) testi di Rassinier, Faurisson e compagnia, accompagnati da affermazioni forti/surreali (com'era nella natura di quel progetto), per poi sollevare un problema: non si può demandare allo stato, alla censura e alle denunce la lotta contro i discorsi che non ci piacciono. E' il solito discorso "io non sono d'accordo con quello che dici ma lotterò perchè tu possa dirlo".

devo dire che, al di là delle modalità discutibili (sulle quali almeno uno di quei compagni, Bui, fece autocritica qualche anno dopo, e qualcuno l'ha postata anche qui sul nw poco tempo fa ma non ho voglia di cercarla) io nel contenuto sono d'accordo, e non credo che questo faccia di me un fascista. non si può delegare alla repressione il problema del perchè certe cose si dovrebbero o non si dovrebbero dire.

da quel che ho capito, quella provocazione era comunque sempre accompagnata dalla denuncia senza equivoci di tutti i fascismi e i razzismi e anche delle strategie culturali della nuova destra, e si vede che la cosa era chiara se nessuno si e' sognato di isolare quei compagni e la loro attività nel movimento bolognese e italiano è proseguita anche negli anni a venire, quando alcuni di loro sono entrati in luther blisset, collaborando con tutte le realtà possibili, soprattutto sui discorsi dell'antifascismo e della lotta alla repressione, alle montature giudiziarie ecc.

per non parlare di wu ming, in cui mi dicono ci sia un solo ex-Transmaniacon, e sul cui antifascismo totale e il cui essere di sinistra non mi sembra possono esserci dubbi, per loro parlano le loro attività, i loro libri (da Q a New Thing), le battaglie che fanno, il modo come stanno nelle lotte ecc. ecc. Si può non essere d'accordo con loro su molte cose, ma non si può negare da che parte stanno.

quindi non capisco che senso ha questa polemica priva di argomenti, a parte lo scopo di calunniare qualcuno. e' la solita tattica di dare dell'antisemita a destra e a manca a chiunque ti stia sulle palle? (tra l'altro in Q gli ebrei sefarditi ci fanno un figurone.)

poi, i blisset e poi i wu ming non hanno mai nascosto di essere per la liberta' di parola (quindi ANCHE per la liberta' di parola dei negazionisti o dei fasci), lo hanno scritto tante volte, lo hanno sempre ribadito. che senso ha "smascherare" qualcuno su idee che quel qualcuno ha sempre ammesso di avere, senza problemi?

Non volere che lo stato soffochi delle opinioni anche inaccettabili non significa che i fasci non vadano spazzati via, che non ci si debba difendere. ma l'unico modo per spazzare via certe idee è continuando a diffonderne altre, ci vuole una mobilitazione culturale.
dovremmo chiederci se questi scazzi e questi tentativi di diffamare la gente servono davvero, a quello scopo.

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