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GIULIANA SGRENA E' IN ITALIA. 'NON MI HANNO MAI TRATTATA MALE'. 'NON ERA UN CHECK POINT'
by POPOLO RIBELLE Saturday, Mar. 05, 2005 at 6:38 PM mail:

GIULIANA SGRENA E' IN ITALIA. 'NON MI HANNO MAI TRATTATA MALE'. 'NON ERA UN CHECK POINT' »SU TV ARABE IN DIRETTA L'ARRIVO A ROMA DELLA SGRENA




ROMA - ''Non era un check point, ma una pattuglia che ha sparato appena dopo averci illuminato con un faro. Non si e' capita la provenienza dei proiettili, precedentemente non avevamo incontrato posti di blocco''. Cosi' Giuliana Sgrena e l' agente del Sismi rimasti feriti ieri a Baghdad hanno descritto le modalita' della sparatoria ai pm Franco Ionta e Pietro Saviotti.

''L'azione di fuoco non era giustificata dall'andamento della nostra auto'', ha detto ai pm romani la Giuliana Sgrena e l'agente del Sismi. ''La nostra auto aveva un'andatura regolare e non suscettibile di equivoci'', hanno aggiunto i due.

''Sono stata sempre nella stessa casa e tenuta sempre dallo stesso gruppo di rapitori'', ha detto la Sgrena. ''Tra i sequestratori c'era anche una donna. Alcuni di loro erano a viso coperto, altri no. Mi hanno trattata bene, non mi e' mai mancata l'assistenza'', ha aggiunto la giornalista ai pm romani.

''Non mi hanno mai trattata male'', ha detto la giornalista Giuliana Sgrena ai colleghi del ''Manifesto'' appena tornata in Italia. Ad accoglierla a Ciampino, tra gli altri, il presidente del Consiglio Berlusconi, il direttore del Manifesto Gabriele Polo, il fondatore del quotidiano Valentino Parlato.

''Il momento piu' difficile e' stato quando ho visto morire tra le mie braccia la persona che mi aveva salvato'', ha raccontato Giuliana Sgrena al compagno Pier Scolari.

BOLLETTINO MEDICO, AL MOMENTO NESSUN INTERVENTO
''Giuliana Sgrena e' in buone condizioni generali ed e' stabile. Al momento non e' previsto nessun intervento chirurgico urgente''. Lo ha detto il colonnello medico Sandro Luziatelli, capo dipartimento ortopedia medica del Celio.

SCOLARI: GLI AMERICANI SAPEVANO DEL PASSAGGIO
''Gli americani e gli italiani erano stati avvisati del passaggio dell'auto. Erano a 700 metri dall'aeroporto, vuol dire che avevano passato tutti i controlli''. Lo ha detto Pier Scolari uscendo dal Celio, dove e' stata trasferita Giuliana Sgrena, dopo l'arrivo all'aeroporto di Ciampino a Roma.

CASTELLI FIRMA ROGATORIA IN USA
E' stata gia' firmata dal ministro della Giustizia, Roberto Castelli, la rogatoria avanzata dalla procura di Roma che intende conoscere i componenti della pattuglia di militari statunitensi che ha aperto il fuoco contro l' auto su cui viaggiavano Giuliana Sgrena e i suoi liberatori.

SGRENA, LIBERAZIONE A PERIFERIA BAGHDAD
Giuliana Sgrena e' stata liberata ieri sera alla periferia di Baghdad ed e' stata immediatamente fatta salire a bordo dell'auto con gli agenti del SISMI guidati dallo scomparso vice direttore Nicola Colipari che doveva condurla all'aeroporto internazionale della capitale irachena, dove un Falcon dell'Aeronautica militare era gia' in attesa per trasportarla in Italia. Lo hanno riferito all'ANSA fonti informate contattate a Baghdad da Beirut.

IL PAPA', E' PROVATA MA VIVA
Franco Sgrena ha seguito i notiziari televisivi che mostravano in diretta l' arrivo della figlia all' aeroporto di Ciampino insieme alla moglie, Antonietta, e al sindaco Michele Bruno. Nessuno ha pronunciato una parola fin quando Giuliana e' scesa dalla scaletta dell' aereo. In quel momento gli occhi dei coniugi si sono bagnati di lacrime. Poi il signor Franco ha detto ''e' provata, ma e' viva''.

RICOVERATA AL CELIO, POI ASCOLTATA DAL PM IONTA
Giuliana Sgrena e' stata portata con un'ambulanza all'ospedale del Celio, dove saranno valutate le ferite riportate nel conflitto a fuoco a Baghdad. Il ricovero all'ospedale del Celio si e' reso necessario per un nuovo intervento poiche' la clavicola e' fratturata. Il nuovo intervento pero' non verra' eseguito oggi. ''Ieri sera c'e' stato un primo intervento per estrarre la scheggia del proiettile. Forse lo stesso proiettile che ha ucciso Calipari'', ha detto il direttore del Manifesto Polo.

SGRENA: NON ANDAVAMO MOLTO VELOCI
''Non andavamo molto veloci, date le circostanze'', ha detto oggi Giuliana Sgrena a Rai News 24 ricostruendo il drammatico incidente di ieri sera a Baghdad dopo la sua liberazione, in cui e' stato ucciso Nicola Calipari.

SGRENA: NON RIUSCIVAMO A SPIEGARE CHE ERAVAMO ITALIANI
''Il fuoco continuava. L'autista non riusciva neanche a spiegare che eravamo italiani'', ha raccontato Giuliana Sgrena a Rai News 24.

SGRENA: PARLAVO CON NICOLA, POI UNA PIOGGIA DI FUOCO
Una ''pioggia di fuoco'' ha colpito la macchina su cui ieri Giuliana Sgrena viaggiava insieme agli agenti del Sismi, ''proprio mentre parlavo con Nicola Calipari''. Lo rivela la stessa giornalista del Manifesto, intervistata in ospedale da Rainews24.

BERLUSCONI RIFERISCE MERCOLEDI' A SENATO
''Il governo e' pronto a riferire alle Camere, come ha gia' annunciato il sottosegretario Gianni Letta ai presidenti di Camera e Senato, Casini e Pera. Il ministro degli Esteri Fini riferira' martedi' alla Camera ed il premier Berlusconi mercoledi' al Senato''. Lo rende noto Palazzo Chigi facendo riferimento alla vicenda Sgrena.

SCOLARI, STA COME UNA CUI HANNO SPARATO 300-400 COLPI
''Sta come una cui hanno sparato 300 colpi. Gli hanno sparato addosso. Gli americani hanno fermato le macchine che stavano trasportando Giuliana, hanno sparato 300-400 colpi ed hanno ucciso un uomo, senza alcun motivo'', ha detto Pier Scolari.

SCOLARI, POSSIBILITA' DI AGGUATO NON E' DA ESCLUDERE
La possibilita' di un agguato ''non e' da escludere''. Lo ha affermato il compagno di Giuliana Sgrena, Pier Scolari, intervistato da Rainews 24. ''Delle due l'una: O armi sono state date in mano a ragazzini impreparati e terrorizzati oppure - ha affermato Scolari - e' stato un agguato e secondo la dinamica dei fatti non e' da escludere''.

''I militari Usa hanno impedito i soccorsi per alcuni minuti - ha aggiunto Scolari - e hanno impedito che chiunque si avvicinasse all'auto''. ''Giuliana aveva avuto delle informazioni secondo le quali gli Usa non l'avrebbero lasciata tornare viva a casa. Il governo ha l'obbligo di fare luce e gli Usa devono avere il coraggio di dire che in Iraq siamo in mano a dei ragazzini'', ha aggiunto Scolari.



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