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AFECTADOS POR EL NEMAGON
by observer Tuesday, Mar. 15, 2005 at 12:25 PM mail:

Nicaragua occidentale. Regione di Chinandega. Caldo torrido, miseria e malattie. Questa è la storia dei bananeros i braccianti delle piantagioni di banane del Nicaragua, che stanno lottando contro le multinazionali delle banane (Chiquita, Dole, Del Monte), per ottenere il riconoscimento della loro dignità.

Dopo aver lavorato per decine di anni nelle piantagioni della regione di Chinandega, a un salario medio di circa 1 dollaro Usa al giorno, i bananeros hanno scoperto di essere stati avvelenati da un pesticida tossico, il Nemagon, che venne applicato a partire dagli anni 70 sulle piante del banano di tutta l'America Latina. Sterilità maschile, tumori, malformazioni genetiche e invecchiamento precoce sono solo alcuni dei danni che queste persone hanno subito, dopo aver vissuto per anni a contatto diretto col pesticida. Dopo le prime indagini, si venne a sapere che le multinazionali produttrici del veleno (Shell e Dow Chemical) erano già a conoscenza dei suoi effetti, prima di esportarlo in Nicaragua. Da allora gli afectados por el Nemagon si sono riuniti nella Asotraexdan (Asociacion de Trabajadores y Ex Trabajadores Afectados por el Nemagon) ed hanno cominciato a richiedere degli indennizzi alle multinazionali, attraverso i tribunali nicaraguensi e statunitensi. "Non vogliamo morire due volte" il loro grido di disperazione: dopo essere stati sacrificati e uccisi, come dimostrano le oltre 900 persone decedute a causa dell'intossicazione sull'altare dello sviluppo economico, chiedono che gli venga restituita la dignità umana, attraverso il riconoscimento, da parte delle multinazionali e delle istituzioni, del danno che hanno subito.
I bananeros oggi non hanno ancora ottenuto nulla, nonostante gli anni di battaglie mediatiche per ottenere visibilità, civili per un'assistenza medica accessibile, e legali nelle aule dei tribunali statunitensi. Per questo hanno percorso, per la terza volta negli ultimi due anni, 160 Km a piedi, da Chinandega a Managua, e si sono accampati davanti al parlamento nicaraguense.

Gli afectados por el Nemag¨°n stanno aspettando che il presidente del Nicaragua mantenga gli impegni presi un anno fa, pagando ai bananeros le medicine e le cure ospedaliere. Non avendo avuto ancora risposta, i bananeros hanno scelto una via tragica: a gruppi di 30 stanno iniziando scioperi della fame ad oltranza, mentre altri si sotterreranno vivi. Hanno promesso di non andarsene fino a quando il presidente del Nicaragua non manterrà gli impegni: "l'unico modo che hanno per lottare contro una morte sicura, dimenticati nel silenzio della sperduta regione di Chinandega.

L'associazione Italia-Nicaragua, che segue da anni la questione, ha organizzato una campagna di pressione sul Governo nicaraguense tramite l'invio di email dal sito http://www.itanica.org. Inoltre lunedì 14 marzo alcuni attivisti vicini all'associazione hanno organizzato una mobilitazione in appoggio ai bananeros, riproducendo simbolicamente la protesta dei lavoratori latinoamericani.

Davanti all'ambasciata nicaraguense in via Brescia a Roma, esponenti dell'associazione Italia Nicaragua si sono interrati in segno di solidarietà con gli uomini e le donne vittime del pesticida Nemagon. Contemporaneamente è stata consegnata all'ambasciatore una lettera di pressione nei confronti del governo Bola¨¾os con le rivendicazioni dei bananeros e della società civile nicaraguense. L'iniziativa è proseguita con un massiccio volantinaggio presso il mercato di Piazza Alessandria dove centinaia di consumatori si sono dimostrati sensibili alla causa dei bananeros.
Dal comunicato degli attivisti: "Invitiamo disperatamente chiunque a connettersi al sito http://www.itanica.org e inviare la mail di pressione al governo e alle istituzioni nicaraguensi, a tenersi aggiornati, a diffondere notizie e a mobilitarsi a sostegno di una lotta commovente".
E' possibile seguire gli aggiornamenti della protesta dal sito http://www.itanica.org.

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