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[NoTav] Bresso deve dire se sta con la polizia
by la stOmpa Wednesday, Nov. 02, 2005 at 11:41 AM mail:

«L’altra sera con la recinzione dei terreni in Valsusa è accaduto un fatto molto grave. Mi chiedo se siamo di fronte a uno Stato di diritto oppure a una situazione in cui le regole possono essere tranquillamente calpestate».

Sono parole del consigliere e segretario regionale di Rifondazione Alberto Deambrogio che ieri ha anche chiesto alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso «di intervenire pubblicamente per difendere il ruolo e la capacità di trattativa dei consiglieri regionali e degli esponenti delle istituzioni locali». La richiesta è diventata una lettera ufficiale, sottoscritta anche dai Comunisti italiani e dai Verdi. Verrà consegnata stamattina alla presidente Bresso, durante il Consiglio regionale, come anticipato ieri da Deambrogio e Luca Robotti (segretario regionale Pdci). Nervi sempre più tesi, dunque a sinistra.

La beffa del blitz della polizia, lunedì sera, quando ormai i manifestanti se ne erano andati, infiamma il dibattito politico. Al punto che ieri, mentre il presidente dei Verdi scriveva al ministro Pisanu per chiedergli di riferire in parlamento del blizt, qualcuno, come il segretario della federazione di Rifondazione Gianni Favaro non ha escluso che la polemica potesse pure portare a una «verifica politica» in Regione: «Ma non tanto sulla Tav, ma sui metodi con cui vengono esercitate le decisioni su luoghi come la Valsusa. Su argomenti come questi noi auspichiamo che l’Unione abbia posizioni diverse rispetto al centrodestra». La presidente Bresso ha commentato così la notizia di un possibile strappo con Rifondazione: «Se ci comportiamo in questo modo possiamo immaginare che il pericolo di perdere a livello nazionale è forte, se alla prima difficoltà non si riesce a stare insieme...». E ha ribadito: «La linea Tav Torino-Lione era nel programma elettorale e poi nel programma di governo della coalizione. Sono sempre stati favorevoli anche la Provincia e il Comune.

E poi non si può certo dire che in questi mesi non abbiamo cercato di favorire al massimo il dialogo e l'impegno serio e concreto nell'affrontare i problemi di ogni natura e questo perché vogliamo tutelare nei fatti la salute delle persone». E ha aggiunto: «Ma se a fronte di tutto questo si sceglie di bloccare comunque l'intervento per effettuare i carotaggi concordati, allora significa che il no all'opera è pregiudiziale. E su questo non siamo d'accordo, a meno di mettere in discussione il programma di governo, cosa che non è nelle nostre intenzioni». Anche il sindaco Chiamparino ha ribadito il suo incondizionato «sì» all’opera: «Questa è un’opera internazionale, con finanziamenti internazionali. Con aperture internazionali che permette al Paese uno sbocco sull’Europa. È il quinto corridoio ferroviario d’Europa».

Il presidente del Consiglio provinciale Antonio Saitta, infine. ribadisce: «Solo lasciando cominciare i sondaggi, gli abitanti e gli amministratori della Valsusa avranno le prime risposte alle loro legittime preoccupazioni sulle conseguenze della Torino-Lione. Sono fermamente convinto che sia il momento di entrare nel merito del progetto, utilizzando il lavoro dei sondaggi».

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