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CMC ravenna CCC bologna
by Ariadi@Golpe Sunday, Dec. 11, 2005 at 7:54 PM mail:

Sulle grandi opere anche le cooperative "rosse" incassano come in passato la loro bella fetta di profitti. Anche solo una analisi superficiale di questo fatto rende chiaro che quando si tratta di affari....Si vede che la nuova modernizzazione del paese e' questa...



Ad agosto 2005 una gara d' appalto assegna, all’associazione temporanea d’impresa formata dalla Cooperativa Muratori e Cementieri (CMC) di Ravenna , l’austriaca Strabag, la Bentini di Faenza, la Cogeis di Torino e la Geotecna di Milano, ( per conto del General Contractor LTF-Lyon Turin Ferroviarie) i lavori di realizzazione di una linea di "pianura" (con pendenza non superiore al 12%) in montagna (la montagna in questione è l'Ambin- 3.500 metri di altezza).

La Cmc di Ravenna è una delle più grandi imprese italiane nel settore delle grandi opere. In particolare, ha una lunga specializzazione in gallerie tra cui la realizzazione di alcuni tunnel per l'alta velocità tra Firenze e Bologna e la nuova variante autostradale dell'Autosole.
A gennaio 2005 la società Ltf ha affidato alla Cmc di Ravenna un appalto di 84 milioni di euro per realizzare il cunicolo esplorativo di Venaus (in realta' un tunnel lungo 10 chilometri ), di cui 18 milioni sono un finanziamento proveniente dalla Commissione UE del 2003

CMC http://www.cmc.coop/index.php

La Cooperativa Muratori e Cementieri (CMC) di Ravenna cooperativa "rossa"...

http://www.notav.it/modules.php?name=News&file=article&sid=789
http://www.cmc.coop/article.php?sid=119&mode=thread&order=0&thold=0

annovera inoltre grossa esperienza in danni ambientali con la TAV nel Mugello (è sotto processo per disastro ambientale insieme a Maire Engineering, Impregilo e CRPL).

http://associazioni.comune.firenze.it/idra/23-2-'04.htm
http://associazioni.comune.firenze.it/idra/8-12-'05.htm


La CMC è legata a Impregilo la stessa che ha vinto la gara del ponte dello stretto in cui le Coop "rosse" erano su fronti "contrapposti": la C.C.C. Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna (in associazione con Astaldi) e la C.M.C. Cooperativa Muratori & Cementisti di Ravenna (in associazione con Impregilo).


(MILANO - "La gara per il ponte sullo Stretto la vincerà Impregilo". Quando i pm di Monza hanno letto i brogliacci delle intercettazioni telefoniche sono rimasti colpiti. Il colloquio intercettato infatti si svolge tra Paolo Savona - al momento dell'intercettazione presidente di Impregilo, una delle due cordate in gara per il ponte - e Carlo Pelanda, economista e amico di Savona. Una frase che ha sollevato l'attenzione degli inquirenti anche perché al telefono Pelanda sostiene di avere saputo da Marcello Dell'Utri del probabile esito della gara per l'appalto più costoso mai assegnato in Italia. Sarebbe stato il senatore di Forza Italia a dare assicurazioni in tal senso. In effetti, il 13 ottobre la gara è stata vinta da Impregilo.
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/economia/pontestretto/intercettazione/intercettazione.html )


(...)La Impregilo S.p.A. sarà, quindi, il General Contractor per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina; Impregilo ha una quota del 45% della società appositamente costituita di cui fanno parte Sacyr SA (con una quota del 18,70%), Società Italiana Condotte (15%), COOPERATIVA CMC (13%), Ishikawajima-Harima Heavy Industries Co. (6,30%) e Aci Consorzio Stabile del Gruppo Gavio (2%). La società progettista è Cowi. Il General Contractor è assistito da Banca Intesa, CARIGE, Banca Popolare Italiana per la quota di prefinaziamento pari al 15% dell'opera. [...]




La grave "anomalia", sempre tutta italiana la C.M.C. di Ravenna risulta essere una delle 240 associate della cooperativa "madre", C.C.C. di Bologna."
http://www.movimentocooperativo.it/index.php?id=145
http://www.ccc-acam.it/azienda/azienda.php


Per "rendere tutto regolare" alla vigilia dell’apertura delle buste, scomparve dalla lista nominativa delle società della cordata Astaldi, la C.C.C. – Cooperativa Costruzioni Cementizi di Bologna (Lega delle Cooperative), dopo che WWF, Terrelibere.org e alcune testate nazionali avevano sollevato l’irregolarità di una gara che vedeva su fronti “contrapposti”, due società cooperative dello stesso gruppo, la C.M.C. di Ravenna (poi vincitrice con Impregilo) e la C.C.C. di Bologna, società “madre” della coop ravennate.
http://www.terrelibere.it/terrediconfine/index.php?x=completa&riga=01704 -

Infatti...per la "regolarita' della gara" d' appalto sul ponte dello stretto un comunicato di Astaldi- 25 maggio 2005- annunciava di aver presentato “con la società spagnola Ferrovial Agroman e le imprese italiane Vianini Lavori, Maire Engineering, Grandi Lavori Fincosit e Ghella”, l’offerta per la gara per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. “In caso di aggiudicazione – spiegava candidamente Astaldi - è prevista la partecipazione di Nippon Steel Corporation e del Consorzio Cooperative Costruzioni, come soci tecnico-operativi, alla Società di Progetto che verrà appositamente costituita per la realizzazione dell’opera”. Cioè la C.C.C. di Bologna c’è ma non appare. Almeno per ora e fino all’eventuale aggiudicazione della gara. Tutto “regolare”, dunque…



(Per il Ponte Astaldi vanta un consiglio i cui compare tra gli altri, Luigi Guidobono Cavalchino, presidente del Cda di Unicredit Private Banking; Bruno Lecchi, vicedirettore generale di Interbanca (Gruppo Antonveneta), consigliere di Unipol Merchant S.p.A. (GRUPPO UNIPOL- LEGA DELLE COOPERATIVE)




Il CER Consorzio Emiliano Romagnolo fra le Cooperative di Produzione e Lavoro detiene il 3% di Tecnimont che a sua volta detiene il 50,5% delle quote societarie del Consorzio COCIV per la realizzazione della tratta Milano-Genova. ( Impregilo detengono il 44% Collegamenti Integrati Veloci S.p.A. il 2% e Società Italiana Condotte d'Acqua lo 0,5%).
Nel luglio 2005 Tecnimont-gruppo Edison- e' passata sotto il controllo Maire Holding, il gruppo a capo di Maire Engineering (già Fiat Engineering) presente nel Consorzio CAVET per la nuova linea ferroviaria Bologna-Firenze (quota 8%) e nel Consorzio CAVTOMI Torino-Milano (quota 16%). Questi consorzi sono controllati dalla Impregilo- 75,9% in CAVET e 66,5% in CAVTOMI.

Significative partecipazioni in CAVET sono quelle della C.M.C. Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna e del CRPL-Consorzio Ravennate di Produzione e Lavoro mentre in CAVTOMI quella della Società Italiana Condotte d'Acqua.

Sia la CMC che S.I.Condotte d' acqua , in entrambe in associazione con Impregilo nelle gara per il General Contractor del ponte-concorrente Astaldi, sono socie di Tecnimont-Maire -partner Astaldi per l' alta velocita' Milano-Genova) Insomma "divisi" sul ponte uniti sulla TAV.

C.C.C. e C.M.C. non condividono infatti solo l'appartenenza alla Lega delle Cooperative: la coop ravennate è contestualmente il più importante socio del Consorzio Costruzioni di Bologna. Un'entità, dunque, che partecipa attraverso due propri soggetti ad una stessa gara. Su due fronti opposti, però. .....

"Comunque vada a finire sara' un successo...per le cooperative "rosse"


In una coincidenza a dir poco sorprendente: MaineEngineering, C.C.C. di Bologna e Gariboli-Conicons, individualmente o in associazioni costituite ad hoc, sono le aziende che hanno fatto il pienone nelle gare d'appalto indette dall'Agenzia per lo svolgimento delle Olimpiadi invernali. Un'occhiata all'elenco (comunque parziale) con date di aggiudicazione dei lavori, oggetto, importo a base d'asta, ribassi e vincitori, fornito dall’Istituto Grandi Infrastrutture dell’on. Zamberletti:

1) 24 gennaio 2003: realizzazione di due trampolini Olimpici e tre trampolini minori per le gare di salto con sci, più edifici servizio e seggiovia biposto; 15.535.112,40 euro; 10,19%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.
) 16 maggio 2003: realizzazione del palazzo del ghiaccio di Torino; 8.424.945,09 euro; 8,90%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.
5) 30 luglio 2003: esecuzione di tutte le opere edili ed impiantistiche per la ristrutturazione di 5 padiglioni del centro di formazione internazionale ITC-ILO di Torino - 2° lotto; 12.229.370,95 euro; 19,03%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna.
6) 26 agosto 2003: ristrutturazione dell’ospedale militare Caserma Riberi di Torino; 22.605.762,41 euro; 8,91%: ATI: Consorzio Ravennate COOP.VE, SECAP S.p.A., ARCAS S.p.A..
7) 12 settembre 2003: realizzazione del Palazzo del Ghiaccio di Torre Pellice (Torino); 7.530.000,00 euro; 4,99%; Consorzio Cooperative Costruzioni C.C.C. di Bologna. continua al link...."
http://www.terrelibere.org/noponte/oss_cont.php?x=completa&riga=01342


Ma il conflitto d' interesse, quello delle cooperative "rosse" continua

"Forti dubbi di legittimità sulla gara per il General Contractor che realizzerà la Linea C, terza metropolitana di Roma. Come già accaduto per il Ponte sullo Stretto di Messina, due cooperative socie, la C.C.C. di Bologna e la C.M.C. di Ravenna partecipano al bando su fronti opposti in violazione delle normative europee e nazionali in tema di appalti pubblici.

Roma Metropolitane, società mista presieduta dall' "ambientalista" Chicco Testa, ha reso pubblico l'elenco degli schieramenti in gara. Come già avvenuto per il Ponte di Messina, a contendersi la metro una cordata guidata da Astaldi con Vianini Lavori, Consorzio Cooperative Costruzioni ed Ansaldo Trasporti Sistemi Ferroviari e la cordata composta da Impregilo, Cooperativa Muratori & Cementisti C.M.C. di Ravenna, Societá Italiana Condotte d'Acqua e Grandi Lavori Fincosit, quest'ultima fresca del contestato successo per il collegamento stabile Calabria-Sicilia. "


Milano....
Non c’è stata impresa di costruzioni che non si sia sottoposta al sistema di tassazione illegale pur di ottenere la sua fetta d’appalti a Milano. Oltre alle società che affidarono direttamente lavori di progettazione alla Rocksoil di Lunardi, ci furono i più noti gruppi industriali internazionali, l’Ansaldo, la Siemens, la Abb, la Fatme, la Sasib, la Siette, la Wabco Westinghouse, le imprese di costruzioni Torno, Collini, Progetti&Costruzioni e Guffanti, e finanche una lunga serie di cooperative ‘rosse’, la CMC-Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, la Unieco, la Coopsette, la Cmb di Carpi. Una fitta trama imprenditorial-politica che ha dilapidato immense risorse finanziarie e che ha avuto come prima ricaduta la crescita vertiginosa dei costi di realizzazione delle infrastrutture per il trasporto urbano di Milano. E’ stato calcolato che la nuova linea è costata all’erario, 192 miliardi di lire a chilometro, contro i 45 della metropolitana di Amburgo; il passante ferroviario, a sua volta, ha raggiunto i 100 miliardi a chilometro mentre quello similare di Zurigo è costato poco meno della metà. ...

La Cooperativa Costruttori e Cementisti di Ravenna (CMC), da parte sua, in consorzio con le società Torno, Guffanti e Collini ha ottenuto l’appalto per le forniture del lotto 6 della metropolitana di Milano, che secondo i giudici, avrebbe visto l’esborso di cospicue tangenti a favore degli amministratori meneghini. Altre tangenti sarebbero state versate da Torno, Guffanti e Collini per un altro lotto, il 2/a, della metropolitana. Nello specifico la Torno di Milano, società che è socia della CMC nell’Istituto Grandi Infrastrutture, avrebbe versato per i lavori alla metro di Milano, fra i 300 e i 400 milioni l’anno, per lo meno dal 1987 al 1991 (174).

Palermo
La cooperativa ravennate è un gruppo che si è caratterizzato per un certo attivismo nel ‘difficile’ mercato delle costruzioni in Sicilia. In particolare, sbaragliando l’Impregilo dell’allora presidente Franco Carraro, la CMC ha ottenuto un appalto di oltre ottanta miliardi per l’ampliamento della base militare di Sigonella. Appalto perso dalla Impregilo che pure aveva presentato un offerta minore di un miliardo...a quello della CMC Per lunghi anni quest’infrastruttura strategica delle forze armate statunitensi è stata in mano a consorzi e società delle cosche mafiose locali, che ne hanno gestito lavori infrastrutturali, trasporti, pulizie. Nel corso delle indagini è stato scoperto che un’azienda della famiglia Ercolano, la Sud Trasporti, si è incaricata della movimentazione per conto della CMC di Ravenna. La stessa cooperativa ha affidato alla Trasporiental dei fratelli Francesco e Antonio Pesce, i lavori di pulizia di alcuni appartamenti realizzati a Sigonella. Anche la Trasporiental è tra le società controllate dai gruppi catanesi di Cosa Nostra. Gli inquirenti hanno accertato che tra i dipendenti della cooperativa hanno fatto parte due elementi di spicco del clan Santapaola, entrambi condannati nel 1996 per associazione mafiosa, Natale Di Raimondo e Carmelo Santocono.

Ad essere incorsa in un procedimento penale è un’altra delle grandi cooperative ‘rosse’ che quasi a sottolineare la trasversalità del mondo della politica e degli affari italiani, siedono al tavolo dell’Istituto Grandi Infrastrutture. Si tratta dell’Iter di Ravenna, il cui direttore Michele Cavallini è stato arrestato a Catania nell’ambito dell’inchiesta per i lavori di costruzione del nuovo ospedale ‘Garibaldi’....

136 In Sicilia, la Cogefar-Impresit è stata tra le maggiori committenti nazionali accanto alla Calcestruzzi del Gruppo Ferruzzi, alla Lodigiani di Roma, alla CMC DI RAVENNA e alla Grassetto del cavaliere Salvatore Ligresti. A fine anni ’90, il dirigente Impregilo per l’area siciliana, Giuseppe Crini, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Trash’, relativa alla gestione della discarica di Bellolampo (Palermo) e del piano regionale di realizzazione di alcune discariche comprensoriali in Sicilia, su cui erano forti gli interessi dei maggiori gruppi criminali. Giuseppe Crini aveva lavorato in passato presso la Cisa del Gruppo Ferruzzi, la società che ha realizzato il devastante complesso immobiliare di Pizzo Sella. E’ interessante sottolineare che nell’ambito dell’inchiesta ‘Trash’ è stato arrestato anche l’imprenditore Romano Tronci, titolare della De Bartolomeis, società realizzatrice con la Fiat-Impresit del grande depuratore di Palermo, i cui costi lievitarono dai 14 miliardi preventivati ai 170 finali. Tronci, vicino ad ambienti del PCI-PDS, si era associato con la Calcestruzzi del Gruppo Ferruzzi e l’Ansaldo per ottenere, dietro il pagamento di una grossa tangente, i lavori per la desolforazione di alcune centrali a carbone dell’Enel.

la CMC, capofila per il centro direzionale di Reggio Calabria.
http://www.liberliber.it/biblioteca/i/italia/verbali_della_commissione_parlamentare_antimafia/html/violante02/55_00.htm



In Colombia la CMC partecipa alla costruzione con Astaldi-Federici-Racchi-Topco alla costruzione della centrale elettrica di Porce(392 Mw). L' appalto finisce male tra contenziosi giudiziari.
Tuttavia la CMC rientra nel progetto PorceII

http://www.terrelibere.it/impregilo.htm
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/ponte3.htm

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Interrogatorio di ANTONIO BIFOLCO, nato a Pagani (SA) il 7/12/1952 ed ivi residente in Via De Gasperi 104, reso il 22 Giugno 1995 ai PM FRANCO ROBERTI e GIOVANNI MELILLO della Procura di Napoli.



Il C.C.C., CONSORZIO COPERATIVE COSTRUZIONI, di Bologna è uno dei più grossi Consorzi di cooperative di Produzione e Lavoro.
Al C.C.C. aderiscono circa 180 tra le più importanti imprese cooperative di costruzione che operano in tutta Italia ed all'estero.
Il C.C.C. è sempre presente in qualità di socio in tutte le grandi strutture finanziarie della Lega delle cooperative rosse a cominciare da FINCOOPER, BANEC ed UNIPOL FINANZIARIA (oggi FINSOE).
Per la realizzazione di tutti gli appalti ottenuti nell'area salernitana il C.C.C. costituì due Consorzi e cioè la COOPSUD con Presidente GIULIANO CAVA e direttore ROSARIO BASCIANELLI e la CANALSARNO con Presidente PIER LUIGI BALDINI e direttore TIZIANO GARELLI.
Gli uffici della COOPSUD si trovavano a POGGIOMARINO e cioè a portata di mano del camorrista PASQUALE GALASSO, come ha fatto notare ANTONIO BIFOLCO nel verbale reso alla Procura di Napoli.

IL FATTO:
ANTONIO BIFOLCO: "I miei rapporti con la Lega delle cooperative rosse risalgono al 1986-1987 allorché mi recai presso la sede di Pompei del CONSORZIO "CANALE CONTE DI SARNO" dove mi incontrai con l'ing. GAETANO FERRARA del C.C.C. presso il quale ero stato accreditato da LUIGI ROMANO (uomo del clan di CARMINE ALFIERI) per incarico di PASQUALE GALASSO."
Da notare che sia CARMINE ALFIERI sia PASQUALE GALASSO hanno ripetutamente ammesso in numerosi interrogatori presso la Procura di Napoli che tra loro e le Imprese aderenti alla Lega delle cooperative rosse esisteva un rapporto organico di affari di reciproco interesse.
"L'accordo iniziale che ripeto fu assunto direttamente con noi (la camorra) dal FERRARA del C.C.C. era in questi termini: l'impresa fornitrice di calcestruzzo e cioè la CALCESTRUZZI VESUVIANA prima e la AGROBETON dopo, indipendentemente dalla quantità di calcestruzzo dalla stessa fornito, avrebbero MESSO A CARICO delle società consortili appartenenti al C.C.C. delle fatture GONFIATE riflettenti anche la quota relativa al pompaggio del calcestruzzo, che non veniva effettuato."
"Preciso meglio che in realtà noi (la camorra) fornivamo calcestruzzo a scarico libero facendo risultare dalle fatture come se la fornitura fosse di calcestruzzo POMPATO e quindi notevolmente più caro."
......C'è da notare che queste quantità falsificate in eccesso venivano certificate da parte dei vari direttori dei lavori che erano nominati o direttamente dal C.C.C. oppure dalla CONSCOOP di Forlì, concessionaria originaria dei lavori.
http://www.associttadini.org/Unipol/An%20I%20segreti%20della%20finanza%20rossa/2.html
http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/doc/xxiii/046bis/d040.htm

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L'audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia dell'amministratore delegato del Tav, Ercole Incalza, fornisce i nomi di alcuni personaggi eccellenti della vita politica ed economica italiana degli anni '90.
Alla precisa domanda "Perché è stata scelta una società come l'Icla, già fallita ed in odore di camorra, per l'assegnazione dell'esecuzione dei lavori sulla tratta ferroviaria dell'Alta Velocità Roma-Napoli?", il manager afferma di aver firmato la convenzione col l'allora presidente dell'Iri, il professor Romano Prodi.
"L'Iri ha fornito le necessarie garanzie per l'Icla", continua Incalza, "e la scelta di quest'impresa dipende direttamente dal presidente Prodi, il quale ha stabilito quali dovevano essere la ditte facenti parte del consorzio Iricav Uno".
Per cautelarsi, Incalza dice di aver domandato all'Iri le suddette garanzie di esecuzione e la risposta ottenuta è stata positiva, per cui l'Icla ha dovuto versare svariati miliardi all'Iri.
Oltre a chiedersi come sia stato possibile che Prodi non si sia accorto con che tipo di società l'Iri si stava mettendo in affari, Imposimato ipotizza che le somme necessarie per i lavori anticipate da società come l'Icla siano state pagate dalla camorra, per fare in modo di riciclare il denaro sporco e accaparrarsi i soldi pubblici.
Su un altro referente dell'Iri, compartecipe dell'Iricav Uno per il 3%, il Consorzio cooperative costruzioni (Ccc), una delle cooperative rosse, emergono sospetti sui legami con la criminalità organizzata.
http://digilander.libero.it/altavoracita/ditutto/g-carb09.htm
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Interrogato nell'ambito del processo per la tangentopoli siciliana De Eccher + 31, il collaboratore di giustizia Angelo Siino ha reso testimonianza circa l'illecita gestione di appalti pubblici in territorio siciliano(...)
Nel corso del dibattimento il Siino fa più volte riferimento alle cooperative che, come lui stesso attesta, venivano in certo qual modo privilegiate data la loro possibilità di contare su una serie di soggetti imprenditoriali della portata del Consorzio Ravennate e altre. Esse stesse potevano infatti determinare l'aggiudicazione di un appalto e avevano quindi un loro peso nel panorama spartitorio.

“Pm: Ecco, nell'ambito della cessione degli appalti Sirap, qual era la posizione delle cooperative rosse?

Siino: Le cooperative rosse hanno avuto due appalti che sono quello di Collesano e quello di Sinagra.

Pm: Ecco, come si collocano rispetto agli accordi tangentizi sull'affare Sirap la posizione di queste cooperative in funzione degli appalti di Collesano e Sinagra?

Siino: Sì, praticamente il discorso fu questo: che per quanto riguardava le cooperative e imprese di riferimento della sinistra, il, il, c'era un patto non scritto che praticamente questi personaggi non dovevano pagare perché loro stessi avrebbero fatto riferimento ai loro politici, cioè loro stessi si sarebbero occupati del pagamento di tangenti a politici a loro vicini. Quando fu il problema Sirap, Lima, ometto di fare nomi dei personaggi perché ci sono…

Pm: Le indagini in corso.

(...) In relazione alle cooperative rosse Siino viene controinterrogato, in data 11 giugno 1998, dall'avvocato Salvatore Riela.

“Avvocato: Senta geometra Siino, lei ha parlato di cooperative rosse e di una somma di 200 milioni, è così?

Siino: Sì.

Avvocato: Questa somma di 200 milioni è andata a far parte del miliardo 650?

Siino: Sì, sì.

Avvocato: Ed è l'unica somma pagata da queste cooperative rosse oppure ve ne sono anche altre in riferimento ai lavori a cui hanno partecipato?

Pm: Presidente chiedo scusa ma io anche su questo rinnovo l'opposizione per le ragioni che ho illustrato prima. Sulla vicenda relativa alle cooperative rosse, che non è oggetto di questo procedimento, sono in corso indagini di questo ufficio.

Presidente: Va bene la domanda è respinta.

Avvocato: Signor presidente noi abbiamo il diritto di sapere come si perviene a questa somma di un miliardo 650 milioni.

Presidente: Le ha già dette l'imp… comunque, le dobbiamo ripetere?

Avvocato: E allora, e allora…

Presidente: Aspetti, facciamoglielo ripetere, lo ripeta: come si perviene a questa somma?

Siino: Praticamente 200 milioni, se l'avvocato Riela vuole riferirsi a quello che pagarono le cooperative per questo lavoro io non ho nessun motivo di non rispondere, non sto violando nessun segreto di ufficio. E rispondo: sono 200 milioni che pagarono Di Betta e cooperative
...
Presidente: Vuole sapere l'avvocato come si perviene a quel montante globale di un milione ecc. e vuole sapere chi l'ha pagato e con riferimento a quali lavori sono stati pagati.

Siino: E, allora, lo ha pagato il Di Betta, lo ha pagato le cooperative tout court per non dire chi me le ha date perché ci sono indagini in corso (i nomi a cui Siino si riferisce sono probabilmente quelli di Parisi, Giannopolo e degli altri dirigenti Ds coinvolti nelle recenti indagini su mafia, appalti e cooperative rosse N.d.R.), e poi lo ha pagato un'altra cooperativa rossa per i lavori di Sinagra
Processo per la tangentopoli siciliana “De Eccher +31”, Palermo, 25.05.1998/11.06.1998

http://www.antimafiaduemila.com/index.php?module=subjects&func=printpage&pageid=267&scope=all

.....................
“Bernardo Provenzano - ha raccontato Siino ai magistrati - ha una mente raffinata e decise di coprirsi le spalle facendo partecipare le Cooperative Rosse agli appalti in Sicilia, mentre Totò Riina, buzzurro e pecoraio, le aveva buttate fuori”. Secondo il pentito attraverso le coop gli interessi economici di Cosa nostra si sarebbero potuti estendere anche nel nord Italia e all'estero e, come gli disse Salvo Lima, si sarebbe evitata “un'opposizione spietata”. “Questa inchiesta - ha detto Pietro Grasso - consente di completare il quadro sul sistema degli appalti pubblici in Sicilia e comprende una perfetta coincidenza di interessi tra diverse categorie: imprenditori, politici a mafiosi”. Guido Lo Forte ha invece osservato: “Stiamo assistendo alla ricostruzione di un vero e proprio blocco sociale formato da mafiosi, imprenditori, burocrati e politici che mira a ricreare un consenso sociale basato non più sulla violenza e sul terrore ma su interessi economici”.

(...)
Di Bella: “Il Pds non voleva indagini sulle cooperative”



Saverio Di Bella, docente all'università di Messina, ex senatore pidiessino membro della commissione Antimafia, fondatore dell'Osservatorio sulla criminalità (che contava tra i suoi "osservatori" Rocco Chinnici e Giovanni Falcone) aveva intuito degli intrecci tra cooperative e mafia già negli anni '70/'80. “Avevo creato la Cgil-Università - spiega - ed avevo contatti frequenti con i sindacati degli insegnanti. E proprio dai professori sparsi in Sicilia e Calabria mi erano giunte delle segnalazioni, a volte semplici voci e altre vere e proprie accuse corredate di nomi e cognomi. Purtroppo non fu mai possibile trovare delle prove…”. In quegli anni Tino Parisi, un ex allievo di Di Bella, un comunista convinto, si suicidò perché aveva notato la presenza della mafia nella gestione di alcuni appalti. E' da quegli anni che il professore-politico si batte per ottenere chiarezza ma la sua lotta è servita solo a fargli perdere il seggio a Palazzo Madama: il partito non lo ha ricandidato alle elezioni politiche del '96. “So di certo che il partito non voleva che si indagasse in determinate direzioni e io ero evidentemente diventato scomodo”.
http://www.antimafiaduemila.org/index.php?module=subjects&func=printpage&pageid=235&scope=all
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Gli azionisti di Impregilo cui e' legata la CMC sono:
1) Igli S.p.A. 16,89%
2) Gemina S.p.A. 11,829%
Banca Popolare di Milano 3,084%
HBK Investments Limited Partnership 2,286%
Newman Ragazzi & Co Limited 2,28%
Assicurazioni Generali S.p.A. 2,136%
Lazard Asset Management LLC 2,015%
Mercato 59,48%

1) Igli è controllata da Tesir S.r.l. (controllata a sua volta da Techint) + Gruppo Gavio + Gruppo Autostrade + Efibanca

1a) Techint è della famiglia Rocca

1b) Gavio è di Marcellino Gavio (fondatore del CDU nel 2002)

È il febbraio 2005 e una cordata composta da quattro gruppi finanziari (Argofin-Techint-Investindustrial-Autostrade) fa il suo ingresso nel capitale sociale di Impregilo alla vigilia della gara per il General Contractor del Ponte. I nuovi gruppi azionari assicurano capitali freschi, know-how e finanche le materie prime indispensabili alla realizzazioni delle grandi opere infrastrutturali. Argofin è la finanziaria dell'imprenditore Marcellino Gavio, attivissimo nelle concessioni autostradali e nei grandi lavori ferroviari. Ad Argofin risale il controllo di due delle maggiori imprese di costruzioni italiane, Itinera e Grassetto, quest'ultima rilevata parzialmente da Salvatore Ligresti, il siciliano a capo del gruppo finanziario-assicurativo che abbiamo visto tra gli azionisti di Gemina-Impregilo e che vanta pure, attraverso la controllata Premafin-Sai, il possesso del 5% di Italmobiliare. L'holding di Marcellino Gavio è inoltre proprietaria del 56,52% della società Autostrada Torino-Milano, del 90% dell'Autostrada Torino-Piacenza, di quote azionarie delle autostrade Ventimiglia-Savona e Roma-L'Aquila-Teramo e di una quota del 6,25% delle Ferrovie Nord. Dalla Fiat Impresit l'imprenditore ligure ha rilevato la finanziaria Siway, acquisendo il controllo di metà del capitale della società Salt che cestisce l'autostrada Genova-Livorno. Gavio rappresenta l'undicesima realtà italiana nel settore del trasporto per conto terzi, con una flotta di oltre 400 camion e un fatturato di una settantina di miliardi all'anno. Detiene inoltre una quota sociale di Consortium, la finanziaria che ha scalato con successo Mediobanca.





1c)Efibanca è di BPI (la ex popolare di Lodi, Fiorani, Riccucci e Gnutti)
2
) L'amministratore delegato di Gemina è Romiti




i general contractor
http://www.tav.it/2/default.asp?id=198&codice=2&codice1=004&codice2=006

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Il giorno lunedì 14 marzo 2004., è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa con la Società di Progetto Passante di Mestre di cui le maggiori imprese sono: Impregilo, Grandi Lavori Fincosit, CMC, CCC.
http://www.filleacgil.it/Dip_Politiche%20Industriali/Documenti/DichiarazioneMacchiesiCarpinettipassantemestre2005.htm



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