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Lettera aperta ai No-global sul Caso Giuliani
by Child Saturday, Jul. 27, 2002 at 3:31 AM mail:

La verità finale sul povero Carlo G., raccontata alla tivù dalla madre.

Cari amici di Indymedia ( di qualunque opinione ),
ieri sera è stata trasmessa su RAI 3, in luogo del consueto ed interessante appuntamento con il Lucarelli in ‘Blu Notte’, lo speciale su Carlo. Purtroppo non l’ho visto tutto, ho perso l’inizio. Ho fatto in tempo però a sentire che la Signora Giuliani rilasciava dichiarazioni piuttosto sconvolgenti, almeno per chi come me non sapeva la verità fino in fondo sull’accaduto. Non che credessi alle versioni ufficiali della storia, varie e contraddicentisi, questo no assolutamente. Lo sapevo che il povero Carlo era stato ucciso deliberatamente col pretesto dell’autodifesa. Sono del resto ancora convinto che ci sia stato un intervento dall’esterno ( insomma un secondo colpo ), all’inizio si diceva da parte di un finto giornalista col corpetto giallo, ma non sono aggiornato in proposito. Prego qualcuno che lo è di aggiornarmi eventualmente. La madre ha spiegato che – lo riporto per chi non avesse eventualmente seguito lo speciale – il ragazzo è stato pigliato a calci ancora vivo mentre si trovava a terra agonizzante, dopo che gli erano stati sparati due colpi di rivoltella ed era stato calpestato dalla camionetta dell’Arma. Ciò, se fosse vero ma non ho motivo di dubitare dell’onestà delle testimonianze ( sebbene non presentate sinceramente nel video ), dimostrerebbe una volta per tutte che la morte di Carlo G. non è stata un fatto accidentale. Proverebbe inoltre che le urla di un poliziotto, nell’intento di far cadere la colpa dell’accaduto su una sassata tirata da un manifestante che gridava “Assassini”, erano una recita o qualcosa se non altro di molto cinico. A meno che al suddetto sia sfuggito il gesto di alcuni colleghi, cosa sempre possibile, ed abbia effettivamente equivocato. Ma le orecchie dove le aveva? Non aveva sentito i due spari? Il pensiero dopo quanto ascoltato va senza dubbio ad alcuni poliziotti d’oltreoceano che seviziano la gente di colore, talora impunemente. Certi poliziotti nostrani ben figurerebbero accanto a loro. In America tuttavia almeno qualche volta i loro corrispettivi vengono puniti, nonostante tutto il male che si dice – il sottoscritto in primis – degli Americani. Qualcuno asserisce in aggiunta ( la testimonianza in questo caso sarebbe però unica ), sempre secondo la Signora, che uno o più agenti avrebbe spento sulle braccia del ragazzo in fin di vita uno o più mozziconi di sigaretta.
La madre del ragazzo ha parlato, un po’ scompostamente, di pena di morte per reati simili. La capisco. Personalmente assegnerei la pena di morte a chi agisce in siffatto modo, anche se la vittima fosse un animale. Ammesso che la pena di morte fosse un reato giusto, ma non lo è. Un mio amico ha fatto una bruttissima sevizia su un pesce da giovanissimo, bruciandolo vivo sul fuoco. Per contrappasso più tardi, in un momento difficilissimo della sua vita, ha tentato il suicidio col fuoco. Per puro caso io l’ho veduto dalla mia finestra, con la testa avvolta dalle fiamme tanto da sembrare il dio Eolo, e ho contribuito a salvargli la vita telefonando presto al Pronto Soccorso. Allora non sapevo di quell’odioso suo gesto nei confronti del pesce. Sta di fatto che recentemente egli salvato da morte sicura il mio amatissimo gattino bianco e ha cancellato il gesto precedente. Per questo l’ho chiamato in suo onore Fish. In altre parole, vi è sempre un modo per riscattarsi quando abbiamo agito male e provocato la morte altrui. Magari salvando la vita a qualcuno in pericolo. Bisogna dare a chiunque la possibilità di riscattarsi, sempre. Ecco perché è giusto combattere le idee che ci sembrano sbagliate, ma non le persone che le detengono. Le persone sono sacre, inviolabili, anche i nostri nemici.
Militi e poliziotti sono pagati dallo Stato, ma non sono al servizio del Governo ( legale od occulto che sia ) soltanto, sono un pubblico servizio. Non hanno solo dei diritti in quanto tutori dell’ordine e pubblici ufficiali. Essendo al servizio dei cittadini avevano il dovere di proteggere da ulteriori sevizie il corpo di quel ragazzo a terra. Anche se questi voleva usare l’estintore contro la camionetta. Ha ragione perfettamente la Signora Giuliani ad asserire che i poliziotti lo hanno trattato suo figlio come una bestia da macello, e persino peggio. Qualcuno avrebbe dovuto stargli attorno e cercare di confortarlo, seppure l’agonia gli ha probabilmente fatto perdere i sensi . In fondo si trattava di coetanei, più o meno. Solo qualcuno dei manifestanti, mi pare uno straniero in particolare, lo ha fatto. Agnoletto, allorché un carabiniere era stato ferito ad un occhio in una caserma da un pacco esplosivo, si era recato personalmente ad esprimere la sua solidarietà all’agente. Per quanto problematico fosse il gesto, successivamente, un rappresentante delle forze dell’ordine avrebbe dovuto fare altrettanto, contattando la Famiglia Giuliani. Avrebbe così stemperato gli animi. Qualche autorità statale lo ha fatto, in seguito alle dichiarazioni coraggiose e leali del padre. In seguito, tuttavia, le cose sono andate nel modo peggiore possibile. Dopo 12 mesi infatti la verità ufficiale è ancora alquanto diversa da quella indicata ieri sera alla tv dalla madre della vittima. Non ho letto le reazioni dei giornali, non volevo esserne influenzato in questa mia. Rammento a un anno di distanza dagli avvenimenti che tanta propaganda è stata fatta sulla faccenda degli estintori, ma la madre di Carlo ha precisato che diversamente da come appare dalla foto Reuter – da cui risulta schiacciata la profondità di campo – la distanza del figlio dalla camionetta era tale da non poter fare danno alcuno. Tanto più che il ragazzo era alto soltanto 1.65 e non era quindi un energumeno. Diversamente da come qualcuno ha potuto pensare, suggestionato dalle infondate notizie dei media, che l’hanno dipinto come un giovane violento e disadattato. Invece era uno che scriveva poesie e si è trovato forse in quella situazione per caso, subendo naturalmente la legge del branco. Come accade talvolta allo stadio, niente di più. Sono stati i colpi di rivoltella a creare la tragedia. E le precedenti cariche sconsiderate della polizia, generando rabbia e diffondendo panico, l’hanno inevitabilmente preparata.
Le mie idee sono molte diverse probabilmente da quelle di Carlo Giuliani. E la mia età pure. Come sapete, io non sono un no-global, pur essendo un anti-mondialista.. Comunque sento il dovere di dire qualcosa sul No-globalismo in generale. Premetto che non credo in una politica che abbia quale perno le manifestazioni di piazza ed i cortei. Sono stato anarco-sindacalista a sedici anni, ora non lo sono più. Per quanto non sia propriamente un gandhiano, vedo di buon occhio ad ogni modo un metodo non violento del tipo del Satyagraha. In India esso ha dato frutti e l’India si è trovata nei pasticci quando tale metodo è stato abbandonato dal Congresso. Nel resto del mondo le cose sono un po’ diverse e il metodo dell’Ahimsa andrebbe riveduto e aggiornato. Non a caso, come ha rilevato la stessa Signora Giuliani, a Genova sono stati picchiati i componenti del corteo che manifestavano pacificamente; non quelli che rompevano le vetrine e che, Black Blok od agenti di sicurezza infiltrati che fossero, facevano il gioco dei globalizzatori. Ciò la dice lunga su chi è più pericoloso per l’establishment. La Non Violenza è ritenuta più pericolosa, in quanto più efficace. Per questo, dal Sessantotto ad oggi, si è cercato in tutte le maniere di infiammare gli animi dei manifestanti di turno onde spingerli a reagire e quindi a commettere delle infrazioni legali. In India anche dopo il massacro di Amritsar si cercò di mantenere la calma e di restare uniti, Musulamani ed Indù, nonostante le ulteriori numerose provocazioni. E questo portò l’Unione Indiana alla vittoria contro l’Impero Britannico. A capo dei No-global in Italia, lasciatelo a dire a me che non sono tale, c’è una persona saggia come Agnoletto. Ha dimostrato di essere un vero leader tanto un anno fa, quando ha tentato di far scudo con la sua persona a proprio rischio e pericolo agli accampati nella Diaz, quanto nei giorni scorsi, allorché si è preso sotto braccio la madre di Carlo e l’ha portata in corteo. Ed anche Casarini, che è più irruente, nonostante qualche idea estremistica alla Negri sull’Impero e …qualche strafalcione sintattico nell’esposizione delle sue idee, è tutto sommato un buon luogotenente. Mi pare, a giudicare dall’esterno. Voi, è chiaro, sapete meglio di me come stiano realmente le cose. Qualche no-global qualche mese fa ironizzava in questo sito sul fatto che gli Agnoletto ed i Casarini si fossero autoproclamati leader, senza che nessuno li avesse voluti e cercati. Mai nessuno però si autoproclama leader, lo diventa per meriti guadagnati sul campo, senza volerlo. Seppiatelo! I veri leader nascon così, non per elezione da parte di un’assemblea, che esprime solo un gioco di correnti. Un compromesso, insomma. Che il ricordo di Carlo possa sempre rimanere nel cuore di tutti, me compreso. Non sono un no-global, lo ripeto, ma sono una persona. Questo basta. Chi dà la vita per una causa merita immancabilmente ammirazione e rispetto, anche se si è schierati tra gli avversari: i militi dovrebbero saperlo per professione, è regola antica. Altrimenti, che cavolo gli insegnano? A picchiare le persone e a denudarle una volta arrestate? Ciò è contrario ad ogni buon codice militate ed essi quindi infangano la divisa che portano.
Con rispetto, a tutti i no-global ed agli altri di diversa opinione politica, da parte di un anti-global. Cordialmente,


M.A.G.A.
( sono le mie reali iniziali, non un nuovo nick )

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