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TORTURATORI IMPUNITI!!!
by infomattino Thursday, Oct. 13, 2005 at 11:07 AM mail:

Colpo di spugna! Per i responsabili delle torture ai no-global nella caserma lager di Bolzaneto nessuna condanna. La prescrizione cancellerà tutto. Ma noi ricorderemo i loro nomi.

Oronzo Doria, generale della polizia penitenziaria

Giacomo Toccafondi, responsabile sanitario del carcere

Alessandro Perugini, ex-vicecapo Digos

Anna Poggi, commissario capo

Alfonso Sabella, magistrato coordinatore

Claudio Ricci, generale

Alfonso Mattiello, generale

Pasquale Migliaccio, capitano agenti di custodia

Ernesto Cimino, capitano agenti di custodia

Bruno Pelliccia, capitano agenti di custodia

Antonio Biagio Gugliotta, ispettore polizia giudiziaria


"l'occhio immediatamente ti cadeva non sull'ebete e sadica soddisfazione del torturatore, ma su chi veniva torturato riducendolo a cosa, a oggetto, ad armalo: manichino per addestramento.., ex omo ora cane al guinzaglio... non più omo ma solo un pezzo di carne trimante offerto alla vucca spalancata di un cane".

I LIVELLI APICALI - alla voce dei Responsabili, il livello apicale a Bolzaneto viene indicato per la Polizia di Stato il vice questore Alessandro Perugini, e il commissario capo Anna Poggi (entrambi indagati); per l'Amministrazione Penitenziaria il magistrato coordinatore Alfonso Sabella (per il quale è stata chiesta l'archiviazione), il generale Claudio Ricci, il generale Alfonso Mattiello, l'allora colonnello Oronzo Doria (indagato), i capitani Pasquale Migliaccio, Ernesto Cimino e Bruno Pelliccia, tutti del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia, l'Ispettore della Polizia Penitenziaria Antonio Biagio Gugliotta (indagato).

I REATI - I reati contestati sono a vario titolo abuso d'ufficio, violenza privata, abuso di autorità contro detenuti o arrestati, falso, violazione dell'ordinamento penitenziario e della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Tutti "reati minori". Il trattamento, valutazione condivisa anche dalla magistratura, è stato disumano e degradante. Però, se le percosse, le lesioni personali, i sequestri di persona, le ingiurie, sono commessi da rappresentanti dello Stato sono da considerarsi "reati minori".

Per qualunque persona civile, cittadina e non suddita di un governo dispotico, questi sono REATI GRAVI e se la giustizia non li vuole perseguire, dovranno essere i cittadini a farsene carico. Altrimenti saltano tutte le regole del gioco e diventa impraticabile anche il rispetto delle "autorità costituite" proprio perchè queste vengono a meno nel loro ruolo di giudicanti, emettendo sentenze contrarie al comune senso di giustizia.

QUESTI I NOMI DEI TORTURATORI, avete voglia di averli come vicini di casa?

Portiamogli la nostra indignazione sotto casa. Pubblichiamo le loro immagini e indichiamole alla pubblica condanna. Non aspettiamo come in Argentina che siano passati 20 anni dai fatti per mostrarli in tutta la loro gravità alla pubblica opinione. Gli esecutori hanno nome e cognome, facciamoli conoscere a tutti, come viene fatto per i pedofili o per altri soggetti che rappresentano un pericolo per la società.


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sui torturatori: i GOM
by mk Thursday, Oct. 13, 2005 at 11:38 AM mail:

"Il macello lo hanno fatto quelli del GOM della penitenziaria. Calci, pugni, insulti: i diritti costituzionali erano sospesi. E dicevano: tranquilli, siamo coperti. Il cancello si apriva in continuazione, dai furgoni scendevano quei ragazzi e giù botte. Li hanno fatti stare in piedi contro i muri. Una volta all’interno gli sbattevano la testa contro il muro. A qualcuno hanno pisciato addosso, altri colpi se non cantavano faccetta nera. Una ragazza vomitava sangue e le kapò dei GOM la stavano a guardare. Alle ragazze le minacciavano di stuprarle con i manganelli".

Intervista ad un agente di Polizia - La Repubblica, 26.07.01

---

Il GOM (Gruppo Operativo Mobile)

Informazioni e riferimenti web sul Gruppo Operativo Mobile responsabile della gestione della caserma di Bolzaneto (Genova 2001)

E' un gruppo scelto di agenti di Polizia Penitenziaria che opera alle dipenze dirette del Direttore del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria presso il Ministero di Giustizia.
Questo corpo speciale nasce da un decreto interno al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria nel 1997, sulla base di indicazioni già contenute in un decreto del 1994, dopo che era scoppiato lo scandalo dei pestaggi nel carcere di Napoli Secondigliano - dossier del Comitato "Liberiamoci dal carcere" di Napoli "Da Sassari a Poggioreale" del 2000(http://www.ecn.org/ska/carcer/dossier.html).
Tra le finalità ufficiali di questa struttura vengono indicate il mantenimento dell'ordine e della disciplina negli istituti penitenziari, con priorità a interventi in occasione di 'gravi situazioni di turbamento'; inoltre i Gom sono impegnati nel garantire la sicurezza delle traduzioni e piantonamento relativi a detenuti ed internati definiti ad altissimo indice di pericolosità e con particolare posizione processuale (collaboratori di giustizia e altri), che possono essere effettuati, per motivi di sicurezza e riservatezza, in deroga alle vigenti disposizioni amministrative in materia, con particolari modalità operative. Il GOM ha inoltre provveduto, sia in via esclusiva che di concorso, secondo specifiche disposizioni impartite dal Direttore Generale, al servizio di custodia dei detenuti sottoposti al regime di cui all'art. 41 bis dell'Ordinamento Penitenziario (carcere duro), laddove esista l'opportunità di ulteriori misure di sicurezza, e dei "collaboratori di giustizia" in stato di detenzione, ritenuti maggiormente esposti al rischio di aggressioni.
Infine al GOM competono i servizi di tutela e scorta del personale in servizio presso l'Amministrazione penitenziaria esposto a particolari situazioni di rischio personale (effettuati dal Nucleo Tutela e Scorte costituito da circa 50 unità), la traduzione di tutti i detenuti "collaboratori di giustizia", ad altissimo rischio, la gestione del servizio di multivideocomunicazione (processi in videoconferenza) e gli interventi disposti dal Direttore Generale nei casi di emergenza previsti dall'art.41 bis (irruzioni nelle celle, intercettazioni). Il GOM, diretto dal Generale Alfonso Mattiello, è costituito da circa 600 uomini alle dirette dipendenze della Direzione del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Ufficialmente ha compiti di sorveglianza e protezione dei detenuti di massima pericolosità. Come già scritto, il GOM nasce nel 1997, dalle ceneri dello Scop (Servizio coordinamento operativo), un corpo composto da 500 uomini sparsi in tutta Italia e pronti a correre da un carcere all'altro in caso di rivolte o di particolari necessità.. Lo Scop infatti, oltre a sedare le proteste ha avuto la funzione, poi ereditata dal Gom, di acquisire informazioni.
Il corpo speciale del GOM è il fiore all'occhiello del corpo di Polizia Penitenziaria -si veda il sito http://www.poliziapenitenziaria.it - e gode di cospicui finanziamenti. In realtà l'operato degli agenti GOM si contraddistingue dalla particolare brutalità nelle ispezioni che regolarmente si trasformano in devastazioni delle celle, degli oggetti personali delle persone recluse, nonchè maltrattamenti e soprusi nei loro confronti. Proprio per questo si era pensato a un coinvolgimento dei GOM nel pestaggio del carcere di Sassari dell'aprile 2000, sebbene sia poi emerso che la presenza di agenti GOM fosse limitata a poche unità. I GOM sono coperti dalla più totale impunità in quanto non rispondono delle loro azioni nè alla Direzione nè al Comando delle guardie dell'Istituto penitenziario in cui intervengono e godono dell'autorizzazione a intervenire direttamente dal Ministero. Vengono anche utilizzati in modo mirato per colpire i traffici che vedono il coinvolgimento di agenti penitenziari locali. Durante gli anni '90 furono aperte due grandi inchieste per maltrattamenti avvenuti nelle carceri di Secondigliano e Pianosa. Vennero rinviati a giudizio 65 agenti dello Scop diretti dal generale Enrico Ragosa, poi passato al Sisde e adesso alla direzione dell'UGAP (Ufficio Garanzie Penitenziarie) che dirige l'attività dei GOM (http://www.giustizia.it/guidagiustizia/dap_ugap.htm).
Il carcere di Pianosa venne in seguito chiuso per intervento dell'ex direttore del Dap, Alessandro Margara, all'epoca magistrato di sorveglianza a Firenze. Oggi il ministro della Giustizia Castelli chiede la riapertura del carcere di Pianosa, insieme a quella di altri istituti dismessi. Lo Scop fu poi disciolto ma il suo posto fu preso dal Gom, dove confluirono gli stessi agenti.
Nel 1998, 15 agenti GOM entrano nel carcere milanese di Opera per effettuare una perquisizione straordinaria. Anche in quell'occasione si utilizzò il paragone cileno: "Detenuti spogliati, qualcuno anche tre volte, costretti a ripetuti piegamenti, pure i cardiopatici e gli anziani; quindi raggruppati nel cortile, al freddo dalle 9.30 alle 13.30, chi in accappatoio, chi scalzo, mentre le celle venivano perquisite". "Alcuni agenti di Opera erano sconcertati, ed hanno raccontato di aver rischiato di arrivare alle mani con i loro colleghi del Gom". Le richieste di scioglimento dei GOM in quell'occasione non portarono a nessun risultato, anche se, come in passato per gli scandali riguardanti lo Scop, nacque l'esigenza di cambiare la sigla del corpo, o confonderla in quella di un ufficio di coordinamento.
Nel 1999 Diliberto, ministro della Giustizia del governo D'Alema, dopo aver posto ai vertici dell'Amministrazione Penitenziaria Giancarlo Caselli in sostituzione di Margara, fa nascere l'UGAP (Ufficio Garanzie Penitenziarie) che attualmente dirige l'attività dei GOM. A capo dell'UGAP viene messo il generale Enrico Ragosa, già degli Scop e del SISDE, che guiderà anche la spedizione di funzionari del ministero di giustizia italiano in Kossovo per procedere alla ricostruzione e riorganizzazione post-bellica del sistema penitenziario kosovaro.
Nel febbraio del 2000 il GOM ottiene un distintivo di appartenenza, nel marzo 2000 agenti dei GOM intercettano, in palese violazione della legislazione vigente, le comunicazioni tra un imputato e il suo avvocato durante un processo per associazione camorristica.
Il Gruppo Operativo Mobile dispone di automezzi e autovetture, anche protette. Il perfetto stato di efficienza dei mezzi, per l'immediato impiego, è garantito dal Centro Servizi, ove opera personale di polizia penitenziaria con specifica esperienza nel settore (circa 15 unità), per il quale l'aumento delle esigenze operative, unitamente al potenziamento della dotazione di veicoli, ha comportato un incremento notevole delle attività.
Il GOM ha operato ed opera presso le Case Circondariali di Roma "Rebibbia Nuovo Complesso", Roma "Regina Coeli", Velletri, Viterbo, L'Aquila, Ascoli Piceno, Pisa, Cuneo, Napoli "Secondigliano", Catanzaro, Agrigento, Palermo "Ucciardone", Palermo "Pagliarelli", Trapani, Novara, Tolmezzo, Alessandria, nonché presso le Case di Reclusione di Spoleto, Sulmona e Parma.
(http://coordinamento.mininterno.it/sitocoord/pubblicazioni/penitenziaria.htm )

http://www.filiarmonici.org/GOM.html

---

altre varie ed eventuali:

GOM e Torture a Genova
http://www.promiseland.it/view.php?id=244

il dottor Sabella e i Gom
http://italy.indymedia.org/news/2004/05/554313.php

L'incontrollabile Gom
http://www.fuoriluogo.it/speciali/globalizzazione/news6.html

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basta
by verità Thursday, Oct. 13, 2005 at 11:39 AM mail:

basta con queste false accuse
la città è stata distrutta
e ancora non si sa chi è stato

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la città è stata distrutta moralmente
by mk Thursday, Oct. 13, 2005 at 11:45 AM mail:

e si sa benissimo chi è stato: sei stato TU che chiedi una verità che lo Stato ti ha già preconfezionato.
un morto (ma era drogato punkabbestia...drogato cattivo, mica buono come Lapo Elkann), centinaia di feriti (ma erano teppisti), torture (ma se lo meritavano): e tu ti preoccupi di muri e vetrine.
le sole prove false che conosco sono le molotov sistemate ad arte dalla polizia all'interno della Diaz e poi utilizzate come prove.

vai a cagare.

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l'hai detto
by verità Thursday, Oct. 13, 2005 at 11:49 AM mail:

hanno distrutto tutta la città
la polizia ha fatto il possibile per fermarli
ed ora sono accusati di aver fatto il loro dovere
hanno difeso i genovesi e la loro città
vergogna!
invece di essere grati di chi ti protegge, difendi chi ti devasta la città

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ma stai a di'?
by in vino veritas Thursday, Oct. 13, 2005 at 12:22 PM mail:

ma che stai dicendo? che ha fatto la polizia? ma dove vivi, su marte? o la tua tv piglia solo rete4 e la tua edicola vende solo Il Giornale?
va va...continua così che sarai felice ed ignorante...

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questi nomi
by tibetano Thursday, Oct. 13, 2005 at 12:48 PM mail:

questi nomi devono diventare un mantra

da ripetersi giorno e notte, da urlare nelle piazze, da amplificare con ogni mezzo possibile.

Tutti devono essere messi in condizione di sapere chi sono lorsignori: SONO TORTURATORI IMPUNITI! BELVE IN LIBERTA' CHE VIVONO IN MEZZO A NOI.

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NON IN MIO NOME
by noname Thursday, Oct. 13, 2005 at 12:50 PM mail:

Oronzo Doria, generale della polizia penitenziaria

Giacomo Toccafondi, responsabile sanitario del carcere

Alessandro Perugini, ex-vicecapo Digos

Anna Poggi, commissario capo

Alfonso Sabella, magistrato coordinatore

Claudio Ricci, generale

Alfonso Mattiello, generale

Pasquale Migliaccio, capitano agenti di custodia

Ernesto Cimino, capitano agenti di custodia

Bruno Pelliccia, capitano agenti di custodia

Antonio Biagio Gugliotta, ispettore polizia giudiziaria

La "giustizia vi ha assolti? NOI NO!

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x il coglione-verità
by mk Thursday, Oct. 13, 2005 at 1:01 PM mail:

"la polizia ha fatto il possibile per fermarli"... ma le hai mai viste le immagini dei carabinieri che levano le tende da davanti al carcere di Marassi all'arrivo del cosiddetto "blocco nero"? con la voce in sottofondo dell'abitante che riprende la scena esterrefatto e dice "ma che fanno? se ne vanno?!"... sei solo un idiota e purtroppo non hai scuse per la tua idiozia. sii felice, siete in tanti.

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x mk
by verità Thursday, Oct. 13, 2005 at 4:29 PM mail:

erano in mille contro una ventina di carabinieri che non avevano le armi adeguate per contrastarli
1000 teppisti che lanciavano massi e molov!!!
cosa potevano fare i carabinieri?

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1000????
by 1000???? Thursday, Oct. 13, 2005 at 4:32 PM mail:

Non dire bugie, maresciallo, che ti cresce il naso.

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Non è detto che non sarebbe utile una ...
by Paolo Dorigo n.64 progressivo Thursday, Oct. 13, 2005 at 5:55 PM mail: info@associazionevittimearmielettroniche-mentali.org

Non è detto che non sarebbe utile una verifica su questa storia dell'inevitabilità della prescrizione ... i processi di mafia o di "terrorismo" mica vanno prescritti se ci sono tanti imputati, a me per esempio in 2 anni e 6 mesi mi han mandato definitivo ed inizialmente si era 15 imputati. Qui sono 46, ma ci sono processi di mafia che vanno al volo e comunque in quei processi i tempi processuali non contano. La cosa è detta anche dall'unità di oggi, ma mi sembra una presa per il culo per inaugurare l'avvento del pm assaltatore Grasso, uno che si pronunciò sin dal 2002, butacaso, contro la legge di revisione dei processi cassati dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del Consiglio d'Europa - Conseil d'Europe - nei casi di mafia e "terrorismo".
Qua chi è addentro alle cose vede che i mafiosi o maglio i malandrini veri oggi sono loro, non i detenuti ... c'è veramente di che incazzarsi non tanto di una annunciata prescrizione se ci sarà, ma dell'annuncio !!! CI VOGLIONO AL SOLITO ABITUARE A PERDERE OGNI BATTAGLIA, COME MAI NON HANNO MESSO SOTTO CRITICA LA GIUSTIZIA BORGHESE NEI CONFRONTI DEI CRIMINALI IN DIVISA ???

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