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DAL MOVIMENTO DI MUMBAI RESISTANCE UN APPELLO PER LA RIVOLTA FRANCESE
by Paolo Dorigo n.108 progressivo Friday, Nov. 18, 2005 at 2:05 AM mail: paolodorigo@alice.it

UN APPELLO DAL MOVIMENTO DI RESISTENZA MONDIALE DEI POPOLI (traduzione ufficiosa) DI SOLIDARIETA' ALLA RIVOLTA DEI GIOVANI IMMIGRATI E PROLETARI FRANCESI E SUL SUO SIGNIFICATO

Giovedì 16 Novembre 2005 18:32:52 [MAOIST REVOLUTION]
Rivolta In Francia
Noi Stiamo Con I Ribelli !

COMUNICATO DEL MOVIMENTO DI RESISTENZA MONDIALE DEI POPOLI

Nelle ultime 2 settimane una massiva rivolta è andata sconvolgendo la società Francese sino alle sue fondamente. Questa ribellione delle minoranze giovanili principalmente lavoratori è iniziata il 27 Ottobre nei quartieri suburbani di Parigi - Clichy sotto Bois- quando un gruppo di giovani ritornava a casa dopo pranzo giocando a calcio quando sono stati accostati da un mezzo carico di poliziotti –gli immigrati ed i giovani. Fuggendo dall’assalto della polizia 3 di loro cercarono di nascondersi in una sottostazione di generatore elettrico. Sebbene la polizia sapeva che i 3 erano in pericolo mortale, attesero un’ora prima che il generatore venisse spento ed i vigili del fuoco arrivassero a salvarli. Ma in quel frangente due di loro morirono ed il terzo venne severamente ferito. Corse parola dei 2 giovani morti e gruppi di altri giunsero divellendo binari e mettendo auto a fuoco e lanciando pietre alla polizia. La notte seguente simili azioni ebbero luogo a Clichy e nelle vicine periferie urbane.

Nel giorno successivo il Ministro degli Interni Nicolas Sarkozy pubblicamente chiamò i giovani delle cités (i progetti abitativi suburbani) gentaglia, plebaglia o classe inferiorem feccia contro quelli contro i quali sempre aveva promesso di “fare una guerra senza guanti bianchi” per buttarli fuori. Queste rimarchevoli note da parte di un dirigente della linea dura reazionaria dell’ufficiale di governo reazionario ufficiale furono prese dai giovani di tutto il paese e da molti altri come una diretta sfida. Brevemente dopo che il 31 Ottobre la polizia sotto il suo comando sparò una granata di gas lacrimogeno dentro una moschea affollata di devoti che stavano celebrando una importante notte del Ramadan, il Moslem –mese sacro. Questo era troppo, ed invece di spegnere la ribellione la spinse oltre, all’intero paese. Notte dopo notte migliaia di auto, insieme a stazioni di polizia, uffici governativi, ed altri simboli del sistema, vennero attaccati ed incendiati. Una intera generazione di coloro che stanno nell’autentica base della società, quelli per i quali il sistema non riserva alcun futuro – o addirittura una falsa promessa di un futuro– ha fatto saltare la abituale maschera del business con una ribellione radicale senza compromessi come non si vedeva da decenni.

Le autorità hanno cercato invano di trovare qualche persona, organizzazione o forza che fosse “dietro le quinte”. Sarebbero stati i “banditi”, i “fondamentalisti”, gli “spacciatori di droga”– chiunque o qualsiasi cosa potesse essere considerabile. Ossia, ogni cosa o qualche cosa, ma che storpiasse l’immagine della protesta (al di fuori della causa della protesta): il loro sistema capitalista/imperialista. Migliaia di anni di sfruttamento coloniale seguito da decenni di dominazione imperialista neocolonialista hanno spinto questi giovani ed i loro familiari dai paesi poveri del mondo alle metropoli europee. Quando loro possono cercare lavoro, quello riservato loro è il peggio pagato, il più pericoloso e duro. In Francia, almeno il 50% di questi giovani fanno parte di quelle decine di milioni di persone provenienti da fuori dall’Europa, che sono stati emarginati perché questo sistema non permette un lavoro adeguato per loro. Loro sono stati gettati nei ghetti suburbani Francesi dove sono stati soggetti alla discriminazione razzista, all’abuso poliziesco, all’esclusione dalle opportunità educative e da innumerevoli forme di disprezzo e mancanza di rispetto statale. Ora loro hanno detto BASTA!

Non serve dilungarsi attorno ai propositi ed a riguardo delle “imperfezioni” della loro ribellione. Questa è una rivolta spontanea di quelli che stanno veramente al gradino più basso della società e che hanno preso il loro posto nella storia anche se non hanno avuto la opportunità di sviluppare pienamente la loro formazione politica, di istituire la loro direzione politica e di definire un percorso strategico. Naturalmente loro stanno facendo alcuni errori e stanno distruggendo le auto parcheggiate nelle strade delle cités e non il vero nemico. Ma come un giovane ricordava, “Noi bruciamo auto, signore; perché le auto sono quello che compriamo di più.” E’ il loro modo –per ora- di mostrare a questo sistema ed a quelli che ci stanno dentro che loro non intendono sopportare i padroni e nemmeno di farsi zitti. Finora migliaia di poliziotti li colpiscono con i loro cannoni ad acqua, proiettili di plastica e gas lacrimogeni, non sono stati capaci di spingerli al silenzio. Qualsiasi cosa si sia sviluppata da qui ha trasformato già questa ribellione in una azione di proporzioni storiche. Si è già dimostrato di fronte a tutto il mondo quanto sia fragile la “pace sociale” oggi in Europa Occidentale e, quando si liberano, quanto sono potenti le vulcaniche forze del cambiamento che ne stanno alla base.

Noi chiamiamo ciascuono che sappia vedere l’ingiustizia e l’inequità su cui l’attuale sistema e società sono stati costruiti; ognuno che aspira ad un altro mondo, un mondo libero di ogni forma di sfruttamento ed oppressione, ad unirsi al MRMP in questa cruciale congiuntura sotto lo slogan:

NOI STIAMO CON I RIBELLI!

NORD SUD EST OVEST: UNIAMO LE LOTTE DEI POPOLI!

Comitato Organizzativo Provvisorio (Europa)

World People’s Resistance Movement
Movimento di Resistenza Mondiale dei Popoli

Contact: wprm@wprm.org

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